Storia
CronologiaCon la con la prima dell'opera di Francesco Mancini Alessandro Severo, viene inaugurato il teatro Alibert a Via Margutta. Il più grande teatro di Roma, con sette ordini di 32 palchi ciascuno e 2.500 posti.
Il teatro Alibert viene distrutto da un importante incendio doloso. Ciò che rimaneva dell'edificio fu messo all'asta dal principe Torlonia.
L'archeologo Lanciani riferisce della scoperta di «antiche pareti di reticolato e di cortina», resti di intonaco dipinto e di pavimenti tessellati in via Margutta, «nell’area dei cosiddetti Orti di Napoli, già di casa Nari».
Negli scavi di fondazione, che si eseguiscono per conto dei sigg. Marchesi Patrizi in via Margutta, nell’area dei cosidetti Orti di Napoli, già di casa Nari, si rimettono in luce antiche pareti di reticolato e di cortina, le quali rivestono tutta la costa del Pincio, dal piano del Campo Marzio fino quasi al viale maestro della passeggiata pubblica.
In una camera rimangono traccie di intonaco dipinto, in altra si conserva qualche pezzo di pavimento tessellato.
È stato scoperto nell'istesso luogo un gruppo marmoreo di basso artificio, rappresentante Dirce legata alle corna del toro. Il gruppo è alto meno di un metro, e non vale gran cosa, non ostante la sua bella conservazione.
Rodolfo Lanciani.
L'Associazione Artistica Internazionale trasferisce la propria sede dal Palazzo a via d'Alibert, nel Palazzo Patrizi a via Margutta. Il Re umberto I partecipa alla prima esposizione di inaugurazione:
"Dal 1872 all'anno scorso il fiorentissimo Circolo Artistico internazionale di Roma occupava alcuni locali di via Alibert, sopravvissuti all'incendio che distrusse il teatro di quel nome, nel 1853. Quei locali erano di proprietà del principe Alessandro Torlonia che, più d'una volta, aveva pensato di destinarli ad altro uso, e finalmente si decise a non rinnovare più il contratto di locazione.
Il Circolo provvide per conseguenza alla costruzione di una nuova residenza, in via Margutta, la strada classica dell'arte, nella quale hanno il loro studio moltissimi de' pittori e scultori residenti in Roma: dove tutte le porte mettono nel sontuoso sacrario di qualche artista già illustre o nella stanza disadorna d'un principiante, o in qualche scuola di nudo, dove la sera una ventina di giovinotti allegri si radunano intorno ad un modello illuminato dai riverberi di un lume a gas, e lavorano per delle ore ridendo e scherzando.
La nuova sede del Circolo artistico internazionale di Roma contiene due grandi sale da esposizione, che sono una vera meraviglia di eleganza e di buon gusto, costruite sotto la direzione di socii e decorate da socii. Meglio delle nostre parole valgano a darne un'idea più completa i due disegni del Paolocci che pubblichiamo in questo numero.
Fu ottimo pensiero quello d'inaugurare la nuova sede con una esposizione Artistica, e re Umberto consentì volentieri ad essere primo a visitarla. La visita reale ebbe luogo il giorno 8 del corrente gennaio. Uno de' nostri disegni rappresenta appunto re Umberto nella gran sala, accompagnato dal pittore Francesco Jacovacci presidente del circolo, di fianco al quale sta il barone di Keudell ambasciatore di Germania. Dietro, fra il re e l'Jacovacci, è il duca Leopoldo Torlonia ff. di sindaco, ed accanto al Torlonia il conte di Robilant.
In questa sala principale sono raccolte le pitture a olio — 103 quadri — fra le quali ricorderemo: La sera del giovedì santo di Pio Joris; le Tentazioni di san Girolamo del Siedmiraski; l'Avanguardia della signora Stuart Sindici; Il padre della modella di Frangiamore; Un paggio di Antonio Mancini; il Vecchio Tevere di Egisto Massoni; Martin Lutero del Tarenghi; sei quadri di paese di Guido Boggiani; l'Abbandono del Pontecorvo.
Oltre i quadri a olio sono esposti 34 fra acquerelli e pastelli e quaranta opere di scultura; queste quasi tutte raccolte nell'altra sala. Nell'altro disegno infatti si scorge benissimo la figura del Cencetti Ignara mali, statua finissima e graziosissima; più in là, la bellissima Giuditta dell'Ezekiel autore anche del busto di Liszt che si vede nell'angolo, e La Gladiatrice, statuetta in bronzo di Augusto Viola. E sono da ricordarsi quattro testine bellissime del Maccagnani, la Ruth di Antonio Rossetti, un bel busto modellato dallo spagnolo Benlliure, e altri due dello spagnolo Querol.
Fra gli acquerelli meritano di essere ricordati Gli olivi di Tivoli del Roesler Franz; una Manovra di cavalleria del Coleman; Un orientale del Tomba; un ritratto del Re di Modesto Faustini: il Procedamus in pace del Guzzoni; ed un altro acquerello bellissimo del Faustini indicato nel catalogo col semplice titolo di Studio di nudo."
Nell'ambito di un progetto di ristrutturazione di due fabbricati moderni, si sono realizzati tre saggi di scavo nella proprietà di Guido Lombardo, in via Margutta 54. L'indagine archeologica, svolta sotto la direzione scientifica della dott.ssa M. A. Tomei della SSBAR e condotta dall'Archeologa Susanna Riva, è finalizzata alla documentazione di alcune strutture di età romana, già in parte visibili su due dei terrazzamenti. Si ipotizza che le strutture facciano riferimento a cisterne degli horti Lucullani
Monumenti
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Monumento a Giordano Bruno Ferrari
1964 memoriali
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Fontanella rionale degli Artisti
1925 fontane
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Palazzetto di Salvatore Bianchi a Via Margutta
1874 edifici
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Edicola di via Margutta
1858 edicole sacre
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Stabilimento Carrozze Casalini
1858 fabbriche
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Targa mondezzaro a via Margutta
1740 targhe
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Teatro Alibert
1716 teatri
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Albergo Alibert
edifici
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Studi Patrizi a via Margutta
fabbriche
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Cisterne degli Horti Lucullani
cisterne
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Palazzo Dovizielli
palazzi
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Targa in memoria di Carlos Federico Saez
targhe
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Madonna di via Margutta 32
edicole sacre
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Edificio settecentesco a via Margutta 17
edifici
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Casa Fellini
edifici
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Palazzetto di Via del Babuino 22
edifici