Storia
CronologiaLa Congregazione sopra le fonti individua «il loco del aquedotto sotto la Trinità» come sito per la costruzione di una fontana alimentata dalla nuova diramazione dell'Acquedotto Vergine. La bassa pressione costringe a rinunciare al progetto, ed a costruire al posto della fontana come riserva idrica, una cisterna (che darà il nome al vicino vicolo del Bottino).
La Camera Apostolica acquista il terreno ai piedi della chiesa della trinità dei monti per realizzare una scalinata che doveva essere “simile a quella dell’Aracœli”.
Pietro Bernini, dopo essersi occupato del restauro e ampliamento dell'acquedotto vergine, viene incaricato di realizzare una fontana nella piazza sottostante la chiesa della Trinità dei Monti che allora, in mancanza della scalinata, sorgeva sul bordo di una scarpata.
Terremoto del VIII grado della scala Mercalli con epicentro nell'aquilano. Si avvertono quattro scosse di terremoto al mattino, in un quarto d'ora mentre si celebra la festa della Candelora. Al Colosseo crollarono due arcate del secondo recinto (le pietre vennero usufruite per costruire il porto di Ripetta). A piazza di Spagna si forma una spaccatura di quattro palmi presso la fontana della Barcaccia, che mette in luce un antico acquedotto. Il Senato e il Popolo Romano ritornano davanti all'altare di Santa Maria in Portico in Campitelli per un nuovo voto solenne: la città di Roma avrebbe digiunato per cento anni alla vigilia della Candelora.
Papa Clemente XI bandisce il concorso per il definitivo progetto di una scalinata di collegamento tra la trinità dei Monti a Piazza di Spagna. VI partecipano Francesco De Sanctis, Alessandro Specchi, Alessandro Gaulli e Filippo Juvarra.
Iniziano i lavori per la costruzione della Scalinata di Trinità dei Monti.
A causa delle molte piogge cadute a Roma, la Scalinata della Trinità dei Monti, a soli due anni dall’ultimazione dei lavori, subisce il crollo del muraglione eretto sul fianco sinistro a contenimento delle propaggini del Pincio. Il crollo ha provocato la distruzione della piccola cappella consacrata a San Sebastiano.
Apre il caffè degli Inglesi a piazza di Spagna, angolo via delle Carozze.
Il Piranesi si occupa delle decorazioni del Caffè degli Inglesi, a Piazza di Spagna.
A piazza di Spagna si svolge una Festa per l'abbruciamento del libro d'oro della Nobiltà, i processi del Santo Uffizio e quelli subiti dai patrioti romani. Il programma fu redatto da Pietro Guerrini, mentre l'allestimento fu affidato all'architetto livornese Paolo Bargigli.
Il Caffè di Nazzarri, situato a Piazza di Spagna 82, inaugura l'illuminazione a Gas.
Inaugura il Caffè di ferdinando Durante a Piazza di Spagna 45.
Inaugura la Gelateria Preller a Piazza di Spagna 47.
I pompieri posizionano sopra la Colonna dell'Immacolata la statua in bronzo della Vergine.
Viene demolito il caffè degli Inglesi a piazza di Spagna.
Il Giuseppe Telfener fonda una società per la panificazione meccanico-economica a Piazza di Spagna 45.
« Con istrumento 7 novembre 1885 rogato dal notaro Scipione Vici, venne costituita in Roma fra i signori conte Giuseppe Telfener, Ada Hungerford in Telfener, Evelina Hungerford, Don Ferdinando Colonna principe di Galatro e Giuseppe Del Vecchio, una società anonima avente per scopo la panificazione meccanico-economica con sede in Roma piazza di Spagna n. 45 e con un capitale di lire italiane centomila diviso in duecento azioni al portatore, non convertibili, di lire 500 ognuna e per intero sottoscritte e versate.
Tale società avrà la durata di anni dieci dal giorno della sua legale costituzione e potrà essere prorogata secondo le regole stabilite dal codice di commercio, e sarà amministrata da un Consiglio composto di tre membri nelle persone dei signori conte Giuseppe Telfener, Don Ferdinando Colonna principe di Galatro e Giuseppe Del Vecchio... »
Manifestazioni di protesta di una folla di operai disoccupati, davanti alla sede del Ministero dell'Interno a Palazzo Braschi, che sfociano in saccheggi e scontri per le strade di Roma:
"Gli operai disoccupati avevano mandato alcuni loro delegati a palazzo Braschi. Il Fortis sottosegretario di Stato ebbe un colloquio con questi delegati la sera del 7 corrente: essi dovevano riferirne ai loro compagni alle 2 pom. del giorno seguente in piazza Cavour, nei prati di Castello.
Circa tremila operai si erano riuniti a quell'ora per sapere quale fosse la risposta del governo. Esaltati dai discorsi fatti mentre aspettavano i delegati, gli operai accolsero malamente il risultato delle pratiche fatte da quei loro colleghi.
Si mossero tutt'insieme gridando ed avviandosi verso il centro della città, dove dai prati di Castello si arriva direttamente in dieci minuti, passando il ponte di Ripetta, costruito da alcuni anni dove era l'antico Porto. Il ponte sbocca nella via di Ripetta della quale è molto più alto: per conseguenza vi sbocca da una parte per mezzo di una rampa, dall'altra per mezzo di una scalinata.
Arrivati in Ripetta e passando di fianco al palazzo Borghese, poi dalla piazza di San Lorenzo in Lucina, i dimostranti potevano trovarsi subito nel Corso e nelle vie principali che vi fanno capo. Infatti presero quella direzione, giacchè il passaggio del ponte fu loro impedito soltanto da un ispettore — il disgraziato Battirelli, vittima del ministro Crispi — e da 40 o 50 guardie di P. S. che egli potè raccogliere lì per lì quando gli fu dato l'ordine di recarsi a quel posto. La truppa arrivò e sbarrò il ponte — come si vede nel nostro disegno — quando i dimostranti già erano passati ed imperversavano nelle vie principali.
A piazza San Lorenzo in Lucina la massa dei dimostranti si disgregò in due o tre gruppi. Il principale si avviò per via Frattina, che sbocca nel Corso dirimpetto alla piazza qui sopra nominata, e va diritta a piazza di Spagna. In via Frattina vi sono molti negozi importanti.
Ebbero tutti le vetrine e i cristalli rotti. Giunto in piazza di Spagna il gruppo principale voltò a destra per via Due Macelli, dove fece gravi danni al "Grande Orfeo". Nella nostra doppia pagina anche questo episodio è reso con molta evidenza: l'edifizio d'aspetto grandioso e disadorno dirimpetto al Cafè Chantant danneggiato, è il Collegio di Propaganda; in fondo si scorge piazza di Spagna e la colonna dell'Immacolata.
Il gruppo principale continuò le sue devastazioni in via del Tritone, poi si avviò verso i quartieri alti portandovi lo spavento e finì per capitare in piazza dell'Esquilino fra due o tre compagnie di fanteria, che lo dispersero arrestando i riottosi alle intimazioni.
Un altro gruppo intanto erasi diretto per il Corso verso Montecitorio dove i deputati si trovavano adunati in seduta. Il piccolo distaccamento di truppa che fa il servizio di guardia, durante le sedute, fu ritirato in un cortile interno, mentre si mandavano a chiamare rinforzi. Il portone principale del palazzo fu chiuso per un quarto d'ora: il questore de Riseis rimase però sulla gradinata esterna al suo posto, potendovi esser necessaria la sua presenza.
Sopraggiunta altra truppa e fatte le intimazioni di legge, i dimostranti si persuasero ad andarsene, dirigendosi di fianco al Pantheon e per piazza della Minerva, verso il nuovo corso Vittorio Emanuele. Piombati sopra il negozio di chincaglierie dei fratelli Finocchi che ha sei grandi porte, unite fra loro da vetrine, nel tratto fra piazza del Gesù ed il teatro Argentina, spezzarono insegne, vetrine e quanti oggetti vi si contenevano.
L'aspetto di quelle turbe tumultuanti scatenate per le vie di Roma non era davvero rassicurante. Si compiacevano di maltrattare o spaventare chiunque incontravano, a piedi o in carrozza, gridando sempre. Fortunatamente avevano armi: si erano bensì provveduti di mezzi di distruzione rovesciando e depredando un carro di legna e portando via i badili ad alcuni spazzini municipali.
Non incontrarono in nessun luogo alcuna seria resistenza, mancando qualunque criterio direttivo nella repressione dei disordini. Si facevano correre carabinieri e guardie di P. S. in carrozzelle o botti nei punti più minacciati, ma vi giungevano quasi sempre quando la bufera era già passata. Tutto ciò continuò fino a dopo le 5 pomeridiane.
A quell'ora, fatti molti arresti e disperse le bande dei tumultuanti, ritornò un po' di calma nella città. Subito sbucarono fuori dai vicoli luridi e lontani gli stracciaroli, a far loro bottino dei rottami di cristalli dei quali in molte strade era addirittura ricoperto il selciato. Per quella sera i teatri e quasi tutti i caffè rimasero chiusi: Roma fu percorsa in tutte le direzioni da numerose pattuglie di truppa."
In fondo al vicolo del Bottino, presso piazza di Spagna, incominciato lo sterro per collocare l'ascensore al Pincio, sono stati raccolti fra la terra di scarico alcuni piccoli ed insignificanti oggetti; cioè una lucerna fittile, rotonda, mancante del becco e di parte del fondo, altra lucerna ovale, rozza, con cane a rilievo nel piatto; due vasetti comuni di terracotta; pezzi informi di bronzo, e piccoli avanzi di balsamarî in vetro.
Nel taglio poi del cavo, dalla parte di piazza di Spagna, apparisce un grande muro laterizio, il ‘quale nel seguito dei lavori potrà essere esaminato e misurato.
A vicolo del Bottino, viene inaugurato un ascensore con motore ad acqua per collegare piazza di Spagna e Trinità dei Monti, usando un serbatoio dell'acqua vergine come tromba dell'ascensore.
Dimostrazioni di protesta per le stragi d'Aiguesmortes:
"Gli assembramenti cominciano in piazza Colonna. Una colonna di dimostrauti sta per infilare la via del Tritone, ma trova un cordone di guardie e di carabinieri, che si opponene al passaggio: i dimostranti sforzarono il cordone, e avanzano con una bandiera calata loro da una finestra, verso il palazzo Rospigliosi, sede dell'ambasciatore francese presso il Vaticano, penetrano nel cortile ma vengono fermati dai carabinieri e dalle guardie.
Da palazzo Rospigliosi, il gruppo s'ingrossa e scende per via Nazionale, ottenendo dal palazzo Odescalchi una bandiera tedesca, e intanto un altro gruppo, al suono dell'inno di Garibaldi, va per fare una dimostrazione ostile davanti al palazzo Farnese, dove risiede l'ambasciatore della repubblica francese.
Questo secondo gruppo diviene subito legione. Fornendosi per via di pietre e sventolando cinque bandiere avute lì per lì, i dimostranti muovono per via del Mascherone che sbocca in piazza Farnese, ma trovano la via sbarrata dai carabinieri e dai soldati. I dimostranti allora si concentrano, e, con impeto, si scagliano contro il cordone militare e irrompono in piazza Farnese, e coi soliti fischi e grida, cominciano a prender di mira coi sassi le finestre del palazzo dell'ambasciatore.
Sotto la gragnuola dei sassi, scrosciano i vetri. È una devastazione completa, cui si vorrebbe dare una coda, atterrando il portone del palazzo, e bruciandolo. Già, con un trave, sette dimostranti si servono come di una catapulta per sfondare la porta. Già si grida: Petrolio Petrolio! Ma smettono vedendo avanzarsi finalmente un rinforzo di carabinieri e di bersaglieri.
Auche in Campo dei Fiori, dove sorge il monumento a Giordano Bruno, gran folla: tumultava, e cercava di irrompere anch'essa; ma non riuscì a sfondare i cordoni militari.
Dimostrazioni ostili furono fatte anche dinanzi al Collegio francese in via Santa Chiara e ad altri edifici francesi.
In via del Mascherone, si fece persino un tentativo di barricate, com'è ricordato nel nostro disegno."
Dopo che è stato inaugurato il Traforo del Quirinale, la linea San Pietro - via Due Macelli viene prolungata fino a via Nazionale. La nuova linea, partendo da San Pietro, raggiunge piazza Cola di Rienzo, passa sul ponte Margherita e attraverso piazza del Popolo, via del Babuino, piazza di Spagna, via della Mercede e via Due Macelli giunge al Traforo; immettendosi poi in via Nazionale, fa capolinea alla stazione Termini
A Piazza di Spagna vengono piantate le prime Palme.
Apertura al pubblico del Keats and Shelley memorial a piazza di Spagna: "Il semplice atrio è ornato di stampe che riproducono aspetti della piazza di Spagna prima della scalinata della Trinità dei Monti e dopo; e il salone centrale che servirà da sala di lettura in avvenire, con le pareti coperte da scaffali di noce, il pavimento che scompare sotto i pesanti tappeti turchi, il busto di Shelley di Ezekiel in fondo e il Shelley di Severn che compone il Prometeo Liberato sulle rovine delle Terme di Caracalla, mantiene quella impressione di gravità e di malinconia che porta con sè il visitatore quando si accinge ad entrare in comunione con gli spiritivalati che vi hanno dimora.
A sinistra, il salone mette, attraverso una piccola stanza, sul terrazzino che è già tutto fiorito, e a destra in una sala di scrittura. do ono raccolte le duecento edizioni conosciute di Keats e di Shelley.
Dietro, illuminata dadue finestre che guardano l'una in piazza di Spagna e l'altra sulla scalinata, è la stanza dove è morto Keats fra le braccia di uma piccola stanza, con un camino piccolissimo. Ora una maschera e una ciocca di capelli di John Keats, e in una minuscola urna suggellata, di porfido verde, un piccolo ossicino che il capitano Trelawnay strappò col cuore alle fiamme che ardevano il corpo meciso dal mare, di Shelley.
Questa tomba viva dei due poeti, questa casa in cui respirano ancora con le loro memorie, le loro lettere antografe, i loro canti le due anime fraterne ed immortali, è stata aperta alla venerazione del pubblico con una cerimonia che il nostro Re ha voluto con la sua presenza rendere più solenne.
Sir Rennell Rodd ha preso primo la parola per ringraziare il Re del suo intervento. Ha fatto la storia del Comitato per l'acquisto della casa di Keats, ed ha accennato al largo contributo portatovi dall'America. Letto un dispaccio del suo sovrano, ha trovato un modo assai elegante col quale salutare in molti dei presenti le qualità per cui si dovevano considerar legati alla memoria dei poeti: il nipote di Shelley, il figlio di Severn, il poeta nazionale dell'Inghilterra Rudjard Kipling, e infine il nostro Adolfo De Bosis, il traduttore italiano di Shelley, che ne ha penetrato così profondamente lo spirito."
Alla fine del comizio all'Orto Agricola della mattina, in memoria dell'anarchico Francisco Ferrer Guardia, due o tremila operai catando l'Internazionale percorsero via Torre Argentina, in Piazza della Rotonda e vennero disciolti da varie squadre di guardie, le quali arrestarono alcuni dimostranti. Un gruppo numeroso di giovani tentò giungere a Piazza di Spagna, ma nelle vicinanze dell'Ambasciata di Spagna presso la Santa Sede fu disperso. Il pomeriggio trascorse senza gravi incidenti. Attratti dalla curiosità, molti cittadini si fermarono a lungo i Piazza Colonna. Avanti il portone di Palazzo Ferraioli, nel cui cortile era il quartier generale della truppa, rimasero ore ed ore numerose persone. Allorquando il Commissario di Pubblica Sicurezza di Trevi, Cav. Ferrari, riteneva necessario sciogliere l'assembramento, le guardie e i carabinieri caricavano la folla. Sul momento riuscivano a sbandarla, ma poi il gruppo dei curiosi si formava di nuovo, e gli agenti eseguivano nuove evoluzioni. Sono durati i piccoli tafferugli specialmente in Piazza Colonna fin quasi le 10 di sera. Poi a calma si è ristabilita intera dappertutto. Sono però rimasti chiusi tutti i teatri, tutti i cinematografi, tutti i ritrovi di pubblici.
L'Albergo Alemagna a Via Condotti viene completamente ristrutturato e sopraelevato di due piani.
Nei locali di Piazza di Spagna 44 e 47 viene inaugurata la Pasticceria e Sala da The di Luigi Gargiulo.
A seguito delle critiche e denunce sui quotidiani dell'epoca, il pretore di Roma sospende i lavori di ristrutturazione della Palazzina di Eleonora Sala Fabris, a ridosso della scalinata di trinità dei monti.
Un fascista uccide a Piazza di Spagna il magistrato Mario Fioretti, esponente del PSIUP.
Rastrellamento tra piazza Venezia e Piazza di Spagna, un migliaio di civili restano bloccati, molti saranno inviati nei campi di lavoro forzato.
Prima infiorata di azalee presso la scalinata della trinità dei Monti.
Una delegazioni di lavoratrici e lavoratori delle fabbriche occupate in città, si presentano a Piazza di Spagna, per raccogliere fondi e manifestare. Nonostante che il Comune ha autorizzato formalmente l’occupazione di suolo pubblico, le forze dell'ordine impediscono ai manifestanti di di innalzare una tenda accanto al presepe tradizionale, ed arresta trenta persone fra lavoratori, lavoratrici, sindacalisti e tra questi l'attore Gian Maria Volontè, portandoli tutti con i furgoni cellulari al Commissariato Trevi Campo Marzio a piazza del Collegio Romano.
Manifestazion anti-Fast food a piazza di Spagna. Partecipano l'attore Bombolo, Giorgio Bracardi, Claudio Villa, Renato Nicolini.
La Scalinata di Trinità dei Monti viene completamente restaurata.
Dopo otto mesi di restauro riapre la Scalinata di Trinità dei Monti.
Alcuni hooligans del Feyenoord, accorsi nella capitale per assistere al match di Europa League con la AS. Roma, danneggiano con il lancio di bottiglie di vetro la Barcaccia di Piazza di Spagna. Viene distaccato un frammento di travertino di 10 centimetri appartenente all'orlo del candelabro centrale della vasca e prodotte scalfitture e scheggiature in diversi punti che, a detta dei tecnici della Sovrintendenza ai beni culturali, sono da considerarsi «un danno grave anche perché permanente».
Dopo 10 mesi di restauro riapre la Scalinata di Trinità dei Monti.
Alla presenza dell’Assessore alla Crescita culturale Luca Bergamo e del Sovrintendente Capitolino ai Beni Culturali Claudio Parisi Presicce viene posta una targa commemorativa in onore del paesaggista e pittore di genere tedesco Franz Ludwig Catel sull'edificio di piazza di Spagna 9, dove aveva vissuto a lungo. La targa è stata richiesta e finanziata dalla Fondazione del Pio Istituto Catel.
Monumenti
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Targa in memoria di Franz Ludwig Catel
2016 targhe
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Ninfeo dell'Albergo di Londra
1959 fontane
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Lapide in memoria di Giovanni Sgambati
1914 targhe
☆ ☆ ☆ ★ ★
Colonna dell'immacolata
1857 memoriali
☆ ☆ ☆ ☆ ★
Ex Albergo d'Europa
1830 palazzi
☆ ☆ ☆ ☆ ★
Caffè degli Inglesi
1760 edifici
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Targa di proprietà a piazza di Spagna
1724 targhe
☆ ☆ ★ ★ ★
Barcaccia di piazza di Spagna
1627 fontane
☆ ☆ ★ ★ ★
Palazzo di Propaganda Fide
1626 palazzi
☆ ☆ ☆ ☆ ★
Targa mondezzaro a piazza di Spagna
targhe
☆ ☆ ★ ★ ★
Palazzo Monaldeschi
palazzi-corte
☆ ☆ ☆ ☆ ★
Locanda della grande Europa
edifici
☆ ☆ ☆ ★ ★
Casa settecentesca a piazza di Spagna 69
edifici
☆ ☆ ☆ ☆ ★
Palazzetto a Piazza di Spagna 33
edifici
☆ ☆ ☆ ☆ ★
Casa Museo Giorgio de Chirico
musei
☆ ☆ ☆ ★ ★
Palazzo Borgognoni
palazzi
☆ ☆ ☆ ☆ ★
Casa Sala Fabris
palazzine
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Palazzetto Keats Shelly
edifici
☆ ☆ ☆ ☆ ★
Albergo Alemagna
edifici
☆ ★ ★ ★ ★
Scalinata di Trinità dei Monti
edifici
☆ ☆ ☆ ☆ ★
Palazzo settecentesco a piazza di Spagna 22
edifici
☆ ☆ ☆ ☆ ★
Albergo di Londra
palazzi-corte
☆ ☆ ☆ ☆ ★
Palazzo dei Minimi della Trinità dei Monti
edifici
☆ ☆ ☆ ☆ ★
Casamento a piazza di Spagna 1
edifici
☆ ☆ ☆ ☆ ★
Casa dei Minimi della Trinità dei Monti
edifici