Storia
CronologiaLe escavazioni ostiensi hanno avuto principio col corrente mese di dicembre. Il loro scopo è la riunione in un solo gi'uppo monumentale degli avanzi del Teatro e di quelli del Foro.
L'edilìzio più notevole scoperto in queste due prime settimane di lavoro, è un rettangolo di opera quadrata a massi di tufa, collegati insieme mediante perni di ferro. Credo che in origine cotesto rettangolo servisse per ricettacolo d' acqua : poiché non solamente le sue pareti erano (e sono tuttora in parte) rinfiancate da piloni, come avviene in tutte le piscine; ma perchè, a ridosso della parete meridionale, rimane ancora murato al posto un cippo di travertino, alto .m. 1,40, largo 0,43, grosso 0,24, con l'iscrizione:
AQVAE DVCTVS PER P P P P
Prescindendo dalla ripetizione delle sigle P P, della quale non so proporre spiegazione, io credo che la leggenda debba interpretarsi Aqitae ductus per p(uteum) p(ublicimi), per quanto ciò suoni male all'orecchio.
Intorno alle sigle P P veggasi il de Rossi Ann. List. 1873, p. 170 seg. La piscina corrisponde nel lato orientale su d'un' ampia strada (m. 8,48), parallela agli assi del Foro e del Teatro.
Rodolfo Lanciani.
Ad Ostia Antica, la campagna di scavo 1885-1886, incominciata il giorno 30 novembre, è stata condotta a termine col giorno 8 maggio. In questo breve periodo, con n. 1990 opere di manovali, e con n. 600 opere di carri ad un cavallo, sono stati scavati 11952,66 metri cubi di terra, e scoperti 4818 metri quadrati dell'antica città.
Scopo dei lavori era quello, di congiungere il gruppo del Teatro col gruppo del tempio di Vulcano, distanti l'uno dall'altro 202 metrti. L'intervallo fra scavo e scavo è ora ridotto a 103 metri, e sparirà del tutto nella prossima campagna 1886-1887. Gli edificî scoperti nel corso degli ultimi scavi, procedendo in ordine da est verso ovest, ossia dal Teatro verso il tempio, sono:
A. Una domus signorile, forse di L. Apuleio Marcello; B. Un mitréo annesso, come sembra, all'anzidetta domus; C. Quattro tempietti tetrastili, eretti su d'una platea continua; D. Uno stabilimento industriale incerto; E. Una piazza ed una strada; F. La piscina pubblica (?) antichissima, convertita in granaio sotto l'impero.
Il gruppo A, B, C, il più importante fra tutti, è qui descritto:
A) Ho detto che la domus può avere appartenuto ad un L. Apuleio Marcello. La supposizione è fondata sulla scoperta di un tubo di piombo, che si dirige verso la casa, e che porta l’epigrafe: L APVLEI MARCELLI A FABI DIOGENIS. Il tubo era consorziale, a meno che Aulo Fabio Diogene non debba ritenersi come un successore di Apuleio, nella proprietà del fondo. La fronte dell’edificio sulla pubblica via è di met. 12,00. La porta d’ingresso è fiancheggiata da una bottega, alla quale dovea essere annessa una stanza al primo piano: poichè la scaletta « non comunica con l'interno della casa, ma sbocca direttamente nella strada.
B) Dalla cucina, per mezzo di una scaletta e di un passaggio angusto e tortuoso, si entra nel mitreo B, lungo m. 10,59, largo m. 4,56, uno dei più conservati ed importanti mitrèi ch'io abbia visto, o dei quali io abbia avuto notizia. La sua specialità è quella di essere interamente coperto di mosaici, nel pavimento, nei banchi o sedili, e nelle pareti. La disposizione delle varie figure e dei varî simboli, tutte a color nero in campo bianco e-di ottimo disegno.
C) Dei quattro tempietti tetrastili; eretti su d’una platea continua, e convertiti ad altro uso in epoca assai recente, non posso dir molto, perchè i danni da loro sofferti nella trasformazione sono troppo gravi. La platea, o podio sul quale sorgono le quattro celle, è d'opera incerta, ed è coronata da cornice a grandi blocchi di tufa. Di tufa pure erano in origine le pareti delle celle e le sei colonne di ciascun pronao, coronate da capitelli ionici, ed intonacate " di stucco dipinto, furono successivamente restaurate con mattoni tagliati a segmento di circolo. Le soglie delle celle sono di travertino: il vano interno misura m. 5,45 in lunghezza, m. 5,80 in larghezza.
D) L'edificio che fa seguito alla casa ed ai quattro tempietti sopradescritti, verso occidente, sembra essere stato adibito per uso industriale, probabilmente per conciadi pelli. Ciò deduco primieramente dal numero delle vasche e dei bacini, che si ritrovano in molti ambienti: secondariamente dalla grandezza degli ambienti stessi: in terzo luogo della circostanza che alcuni vani hanno pavimento e pentagoni di lava, come le strade ed i cortili.
E) Dinanzi ai quattro tempietti ed al fabbricato ora descritto, si apre una piazza vastissima, la quale (come tutte le piazze ostiensi) non fu mai lastricata, ma messa a terriccio e ghiaia. Una particolarità degna di osservazione si è, che la piazza non è molto antica: fu aperta verso la metà o la fine del primo secolo dell'impero, mediante la demolizione di un’ isola di fabbriche repubblicane, delle quali si veggono le traccie in opera reticolata incerta, e di tufi a fior di terra, ossia al piano di copertura delle chiaviche dell'era imperiale.
F) La piscina pubblica. Anche qui v'è una particolarità da notare, ed è che mentre i muri a cortina si mantengono intatti, quelli costruiti in opera quadrata di tufi sono stati smantellati fin quasi al piano del suolo. Lo smantellamento è avvenuto quando fu costruito il « Casone del sale », dove alloggiano il custode degli scavi e gl'ingegneri del Ministero.
Rodolfo Lanciani.
Scavi presso gli avanzi delle terme di Ostia antica.
Sterrandosi la via, nella quale sbocca l’altra sopra citata, e che venendo dalle « capanne » si dirige verso il teatro, si rinvennero, precipitati a terra, frammenti di colonne di granito (diam. m. 0,55); e bei capitelli marmorei (alt. m. 0,77; diam. inf. m. 0,55), e capitelli di pilastro (m. 0,63 X 1,10 X 0,50) in travertino, oltre a colonne e capitelli di misura minore. Tutto ciò indicava la vicinanza di edifici maggiori.
Infatti a m. 15 dall'angolo destro della strada che viene dalla « via dei sepolcri », di fronte allo sbocco di essa, si sono incontrati dei pilastri in opera laterizia che appartenevano ad un grande portico, il quale, nella parte sinora esplorata, formava la fronte delle « Terme», (v. Notizie 1888 p. 738), ma si prolungava forse, secondo alcuni indizi, più oltre seguendo il lato occidentale della via, che ora si sta sterrando. Questa via, che potremo per ora chiamare « via del teatro », sembra una delle principali, se non forse anche la principale della città.
Questi pilastri, dei quali si sono riconosciuti finora diciotto, sono larghi ciascuno m. 1,20, e distano l'uno dall'altro da m. 3,50 a m. 4,50. All’altezza di m. 0,97 da terra hanno ciascuno una risega, larga m. 0,23, sulla quale posava evidentemente la base in travertino. Dietro ai pilastri è un corridoio largo m. 2,70. In corrispondenza di ciascun pilastro, dopo il corridoio, si alzano i muri divisorii tra un ambiente e l’altro. Uno di essi è destinato alla scala, ed ha a sin. la» prima branca di questa; il muro divisorio è decorato all'esterno con una colonnina in mattoni del diam. di m. 0,39. Degli altri si riferirà quando lo scavo avrà messo meglio in luce la disposizione dell'edificio cui appartengono. I pilastri posano su un muro che correva lungo la fronte. Esaminato questo in un punto, di faccia allo sbocco dell'altra via, si è constatato che scende per due metri sotto il piano stradale e che innanzi ad esso sorgevano altri muri, piantati sulla terra. In uno degli ambienti così costituiti, a m. 1,14 sotto il piano stradale, si rinvennero cinque anfore.
Nel tratto di questa via che, in gran parte non è stato ancora esplorato, tra le « capanne » e lo sbocco dell'altra via, in mezzo alla terra si rinvenne:
Frammenti di sarcofagi marmorei con le seguenti rappresentanze: 1. Corsa di bighe nel circo (m. 0,285 X 0,40 X 0,037); 2. Frammenti in cui vedonsi dei prigionieri (fig. 2). È conservata la parte inferiore di uno di essi che ha le mani legate sul dorso; dalle sue spalle pende un manto guarnito di frangie. La sua catena, pare che lo tenga avvinto ad un altra figura nuda che lo precede, la quale nondimeno non si può dire se sia anch'essa legata, pendendo il suo braccio destro libero in giù; tuttavia l'atteggiamento curvo in avanti farebbe pensare ad un altro prigioniero (m. 0,17 X 0,175 X 0,09); 8. Parte del dorso e delle gambe di bella figura virile ignuda (m. 0,165 X 0,21); 4. Parte di figura di Apollo rivolto a sin., con lira e innanzi ad esso una pianta di lauro (m. 0,265 X 0,23 X 0,085); sul fianco del sarcofago lancia e scudo; 5. Parte di figura nuda in moto verso destra e innanzi ad essa una: pigna tra foglie e fiori (m. 0,46 X 0,33 X 0,09); in un altro frammento dello stesso sarcofago si vede un tirso, preceduto dalle lettere: M L; 6. Torso di figura vestita (m. 0,29 X 0,25 X 0,13); 7. Figura entro clipeo (m. 0,155 X 0,15); 8. Parte di cavallo marino guidato da un amorino, forse coperchio di sarcofago.. (m. 0,25 X 0,22 X 0,06); 9. Parte superiore di corpo virile ignudo (m. 0,190 X 0,21 X 0,06); 10. Parte del torace di figura virile nuda col braccio sin. alzato davanti al petto, di difficile interpretazione. Il collo molto grosso ed alto non permette di conoscere in quale atteggiamento potesse essere la testa, e lascia il sospetto fosse stata di animale (Minotauro ?). Le penne che appariscono dietro le spalle non sembrano riferirsi alla figura medesima (alt. m. 0,115); 11. Parte superiore di figura muliebre acefala (m. 0,16 X 0,175 X 0,65); 12. Parte di pilastro e di figura, e sul lato sin. lancia e scudo (m. 0,30 X 0,44 X 0,19); 13. Testa e parte del petto di figura male conservata (m. 0,15 X 0,75 X 0,057); 14. Parte di figura umana (m. 0,10 x 0,195 x 0,06); 15. Braccio (m. 0,115 X 0,11 X 0,045).
Si raccolsero inoltre: un frammento di coperchio di sarcofago con parte di persona sdraiata (lungh. m. 0,28); altri frammenti di sarcofagi di minore importanza; frammento di grande statua marmorea panneggiata (m. 0,14 X 0,17); plinto marmoreo con piedini di una statua e parte di un tronco di albero e di altro simile, su cui sta una pelle leonina (m. 0,23 X 0,19 X 0,125); frammento di un braccio marmoreo (m. 0,205); una testa di satiro in cattivo stato (m. 0,19); una testa di bambino con foro superiormente (m. 0,145); frammenti di colonnine; parte posteriore di un quadrupede (m. 0,13 X 0,345); frammenti di cornici marmoree; le seguenti lastre marmoree iscritte: 1. (m. 0,29 × 0,395): ...OR... | ...si BI... | ...ELLIO TEL... | ...BELLIOTY... | ...OPELLIAE... | ...OBELLIAE... | ...OBELLIAe... | ...ET CON... | ...MObellio; 2. (m. 0,17 X 0,18): NERV... | ...pARENTES... | ...RE Q A... | ...ANTES...; 3. (m. 0,135 X 0,125): VL... DIEP...; 4. (m. 0,135 X 0,125): VL... | ...DIEP... | ...XI...; 5. (m. 0,195 X 0,11), (di epoca tarda): V PRAE
Mattoni coi bolli C.I.L. XV 12, 25, 77, 103, 106 a, 115, 315, 376, 606, 708, 891 (in opera in un cornicione di terracotta), 992, 1029, 1083, 1348, 1433, 1436, 1508, 2189 e 1) EX PRAED MATAV | CLAVD FORTY testa di Mercurio; 2) LSE... RVFIO; 3) NN SECC... ON... entro cerchio radiato. Un collo d'anfora con una palmetta in luogo del bollo; una punta di lancia, uno stile e lame di coltello in ferro.
Nell'istessa via tra lo sbocco dell'altra e i pilastri, in mezzo alla terra si raccolse: un torso marmoreo di statuina muliebre (Vittoria ?) con veste annodata alla cinta petto scoperto, parte del manto che scende dalla spalla sin. e traccie di attaccatura (ali?) nella parte posteriore (m. 0,15); un frammento di sarcofago marmoreo, su cui si vede una piccola gamba (m. 0,16 x 0,078); una mensoletta, un frammento di trapezoforo e cornici in marmo; lastre marmoree con le seguenti iscrizioni: 1. (m. 0,15 X 0,17): s I M ORYPII... OMPE... Non è improbabile che sia frammento di lapide votiva a Mitra, e debbasi leggere nel primo verso: S(oli) Invicto) Mitrae); 2. (m. 0,17 X 0,14 X 0,08): ...MINIVM... | ... MARIVM... | ... GVNTL... | ... DC...; 3. (m. 0,275 X 0,15): CHIS... | ...SIBI E... 4. (m. 0,14 X 0,10): ...LATROI...
Mattoni con i bolli C.I.L. XV 12, 25 d, 40, 129 (2 es.), 319 (2 es.), 466 a, 474, 693, 1027 (2 es.), 1094 h, 1096 a, 1210, 1226, 1432, 1436 inoltre in due esemplari: a) EX PR VLPI BI ANICI. EX OFFI CATTI SABINI caduceo; b) tempesina q. servi PVDF titian et galLICA a. 127 che si completa con altro, qui appresso riprodotto e con C. I. L. XV 1842; c) BR FFI ONES apro el CATVLI cOS a. 130; d) MRL FL SER cioè di M. Rutilio Lupo (v. C. .L. XV p. 17); e) RSTI M; f) O PICI... M
Tra i pilastri e negli ambienti retrostanti si raccolse: un frammento di bassorilievo marmoreo (m. 0,365 X 0,135), su cui si vede parte di una gamba bracata e del piede con calzare e innanzi un cane in corsa con collare e nel fondo del calcagno zampa ferina; un frammento di statuetta marmorea femminile seduta (m. 0,175); la parte anteriore di un piede marmoreo posato sul plinto, e con sandalo e corregge (lungh. m. 0,145); un frammento di grande capitello di pilastro in marmo (m. 0,41 X 0, 385); un frammento di bel fregio di un angolo smussato (m. 0,36 X 0.36 X 0,06); le seguenti iscrizioni: 1. Piccolo cippo marmoreo (m. 0,44 X 0,20 X 0,14): L HORT ENSIVS HERAC LIDA N FECIT; 2. Frammento di lastra marmorea (m. 0,15 X 0,115), opistografa. L'iscrizione più antica dice: ...NNIVS... | ... GELVS ET... | ... A S VICTOR... | ...me RENTIBVS... | ...fecerVNT.... E dall'altra parte si legge: ...M | ...SEX F CAN... | ...CIT BAEBIVS... | ...MNV...; 3. Id. (m. 0,215 × 0,17); FILI FECER VNT PATRI SALVTAR INCONPA RABILI...; 4. Frammento di lastra di cipollino (m. 0,38 X 0,17)): MIERENTI FEC... | ...aNNIS XVIIII...; 5. Nel piano di posa di una soglia (m. 0,53 X 0,39 X 0,07): L CC; mattoni con i bolli C.I.L. XV 79, 104, 269, 614 (1), 693, 912, 1097 g, uno col bollo sopra riprodotto dell'officina di Cattius Sabinus.
Nel tratto della via tra lo sbocco dell'altra e l'incontro colla via della Fontana a destra, vale a dire innanzi al portico, si rinvenne: Due frammenti di rilievi marmorei, su uno dei quali (m. 0,155) si vede la testa di Diana, e sull'altro (m. 0,13) la testa coronata di una figura virile barbata. Parte sinistra di un grande sarcofago marmoreo (m. 0,61 X 0,73 X 0,39), con figure alte m. 0,67. Sul dinanzi a sin. si vede uomo un barbato, che cammina verso sinistra col viso rivolto a destra. Ha una tenia nei capelli; veste lunga tunica fermata da cinturone, ed è coperto da un manto che scendendo dalla spalla sin. si avvolge sul braccio sinistro. Porta la destra al mento e con la sin. regge un'asta. Innanzi a lui si vede una donna con corto chitone del tipo di Diana o Virtus, ma in atto di camminare rapidamente verso destra; il braccio destro è sollevato forse per togliere una freccia dal turcasso che si vede dietro la spalla destra. Essa è accompagnata da due cani. Questa figura farebbe pensare al mito di Ippolito. Nel lato sinistro del sarcofago si vede un uomo con capelli scomposti, con corto chitone, con un oggetto sulle spalle, in atto di camminare verso destra, ma vôlto con la testa a sin. Due frammenti (m. 0,15 X 0.12; 0,13 X 0,13) forse di stipite quadrato mar- moreo, in cui su tre lati si vedono fasci, fiancheggiati da pilum e due aste, alle quali superiormente è attaccato un vexillum. Alla sommità dei fasci sinistri una testa con berretto frigio. Lastra marmorea (m. 0,195 X 0,175) con l'iscrizione: I) M PO & NOT COLLEGAE Un pezzo di uno specchio di bronzo; un manico di coltello, aghi saccali e crinali di osso ecc.
Nell'istesso tratto a sin., dove s'incontrano pezzi di cornicioni in terracotta e vôlte cadute, innanzi al secondo vano, per chi viene dall'altra via, si vede un pilastro, posato sulla strada, costruito con pezzi di marmo decorativi, una colonnina e una maschera scenica rotta nel mento; è rozzamente rivestito d'intonaco, con traccie di pittura rossa a disegno geometrico. Qui presso si rinvenne: Un frammento di sarcofago marmoreo (m. 0,17 X 0,20 X 0,04) su cui si vede la parte superiore di una vecchia, con cuffia, coi capelli che scendono sulle spalle, volta a destra e piegata innanzi; pare la nutrice quale si riscontra in scene di sarcofagi (Medea, Fedra ecc.). Due frammenti di sarcofago marmoreo, Su uno (m. 0,36 X 0,41 X 0,11) si vede se oi di due donne e il braccio destro di una terza. La donna a sin. ha tunica ferÈ mata Ria cinta, quella a destra, pure con tunica, tiene la gamba destra accavallata SZ sulla sin. e ha un’asta appoggiata al braccio destro, e scendente fino a terra. Sull'altro frammento (m. 0,215 X 0,22) si vede parte di una figura muliebre con chitone e himation e un piccolo avanzo di un'altra. Altro frammento simile con testa di putto con capelli e corona (m. 0,09). Altro simile con testa di amorino e l'ala sin. (m. 0,195 X 0 ,16). Altro di sarcofago baccellato su cui sporge una bella | testa di leone con anello in bocca (m. 0,22 X 0,225). Due frammenti di statue panneggiate (m. 0,16 X 0,28; m. 0,27 X 0,115). Un busto virile senza testa (m. 0,34). Una mensola, frammentata, ornata nella parte in.. feriore piana con una ruota.e un timone e nella curva con foglie (m. 0,85 X 0,16 X 0,105). Frammento di un'urna marmorea (m. 0, 195 X 0,25 X 0,50) con la testa di Giove Ammone agliangoli, dalle cui corna partono nastri. Nella fronte si ha l'iscrizione: DIIS MANIBV S Q MINVCI Q F FELICIS; Lastra marmorea iscritta (m. 0,14 X 0,115 X 0,047): SPO | OMNII | N AG P X; Id. (m. 0,08 X 0,165 X 0,075): VG... IA... | ...DV... | ...EN... Un pilastro per transenna, arrotondato superiormente (m. 1.07 X 0,38 X 0,30). Mattoni con i bolli C.I.L. XV, 12, 90 a, 115, 319, 376, 847, 933 a, 958 a, 1432, 1436 e; a) bruTIA M R L pigna tra due palmette; b) TEM Pesina q. ser VI PVDF TITIan et gALICN COS. Un frammento di decorazione marmorea con foglie di quercia e bacche ed altri frammenti simili. Nei campi fu raccolto un frammento di lastra marmorea (m. 0,20 X 0,26), sulla quale si legge la seguente iscrizione a belle lettere, incisa al posto di altra abrasa: SINI... | ...LIVI...
In una delle stanze presso porta Romana fu raccolta una lastra marmorea (m. 0,18 X 0,215) con la seguente iscrizione: NVMFABVS... | ...TITVS AMIN... | ...NERICVS DO... | ...NVM FECIT (sic) Il nome Aminnericus è nuovo, se non erro, nell'onomastica latina; Aminnaracus è il nome di un cane in C.I.L. VI, 29895. Presso lo stabilimento delle macchine per la bonifica esistono queste due iscrizioni: 1. In due pezzi dello stesso blocco di travertino (m. 0,16 X 0,14; 0,30 X 0,19 X 0,41): GILIVS... ...S FECIT L | ...GILIO L FC... ...FABRICIANO | ETL LIBErtabuQVE | ...POSTERIS... ....V; 2. Frammento di lastra marmorea (m. 0,145 X 0,14 X 0,04): ...D | ...CORN... | ...ZOTIC... | ...FILIODV...
Dante Vaglieri.
Scavi presso gli avanzi delle terme di Ostia antica.
Nel punto in cui, sulla « via dei sepolcri » sbocca l'altra, ora completamente sterrata, dinanzi all'angolo di questa che è rivolto verso sud-est, fu scoperto al piano stradale un muro, alto in media m. 0,70, rivestito d’intonaco a cocciopisto e formante più angoli; sembrerebbe che vi fossero state delle vaschette. Approfondito lo scavo, tornò in luce la parte inferiore di un'anfora a largo ventre, lesionata. Dentro vi erano avanzi di legno carbonizzato. Di fianco all’anfora, alla profondità di circa m. 0,10 rispetto ai muri, fu raccolta una moneta di bronzo insieme ad una lucerna con bollo (C.I.L. XV 6377,27).
Messa completamente in luce la via, appare evidente che essa si conservò nel suo stato soltanto nel primo tratto, fin dove cioè a destra i muri sporgono al di fuori. Il secondo tratto in un certo tempo fu certamente chiuso al pubblico passaggio; in fatti dove essa sbocca nell'altra che ora si sta esplorando, all'altezza però del piano stradale, un muro la chiuse: allora furono murate le porte ai lati e furono anche tolti i poligoni di selce, che trovammo adoperati per altre fabbriche.
Nel sesto ambiente a sinistra, a m. 1,20 sotto il piano stradale si nota la spalletta di una porta entro muro ad opera reticolata, altra prova evidente del rialzamento che ebbero le costruzioni. A m. 2,40 dal piano di campagna si è constatato un forte strato di materie incendiate, sotto il quale si raccolsero molte monete, per lo più medii bronzi del II e specialmente del III secolo, che ora si stanno esaminando e con esse un denaro di argento.
Nel settimo ambiente si notò lo stesso strato d'incendio, entro il quale si rinvennero 141 monete di bronzo, chiodi, serrature, anelli e borchie di bronzo, aghi crinali e saccali di esso, un grano di collana, un anello di ferro con castone, un campanello di ferro, un fondo di vaso di terracotta, al cui esterno è rappresentata la parte superiore di una Menade col tirso e due fondi di vasi aretini con le marche: a) SETVS P CORNEL b) C NAH in orma di piede umano
Tra gli scarichi degli ambienti decimo, undecimo e dodicesimo si raccolsero: 1. Frammento di lastra marmorea (m. 0,31 X 0,29), opistografa. Da un lato si legge in lettere alquanto trascurate: Tra gli scarichi degli ambienti decimo, undecimo e dodicesimo si raccolsero: 1. Frammento di lastra marmorea (m. 0,31 X 0,29), opistografa. Da un lato si legge in lettere alquanto trascurate: ET FILIORV m... | ...ET M CLODIo... | ... ET CLODIAEZ... | ... TENSI CON... | ... AB OCTAVIa... | ...INA ET ABQ clavia... | ...ABVS QV... | ...IN… Nell' altro lato venne ripetuta la stessa iscrizione, ma in caratteri migliori: ...CLOD... | ...TSIBi... | ...TESEC... | ...ILIS SVIS... | ...ET M CLODIO... | ...CLODIAE...; 2. Id. (m. 0,19 X 0,22): ...SID... | ...NIX XI... | ...LARVS; 3. 1d. (m. 0,106 X 0,155) ...ALIA... | ...Q VIC... | ...M V...; 4. Id. (m. 0, 14 X 0,08): ...ICTO... | ...XII M III; 5. Id. (m. 0,15 X 0,46): ...IVS... | ...VGI...
Si ebbero inoltre mattoni con i bolli C.I.L. XV 552, 1029 ec, 1344, 1569 & ed il seguente: OPVS DOLE ALIST SEI. Un collo d’anfora coll’iscrizione dipinta in nero, un collo di vaso con testa virile barbata; una lucerna cristiana col monogramma di Cristo e un'altra comune.
A destra nell'ambiente 15 B, sotto la fognetta, a m.1,25 sotto il piano di campagna: un cerchio in ferro, di ruota, con traccie di tre perni, che a questa l'assicuravano (diam. m. 0,80); un mozzo di bronzo, anche di ruota, con fodera interna di ferro e tra quello e questo traccie di legno (diam. esterno m. 0,117; interno m. 0,07); una scatola quadrilatera di ferro con pernii e traccie di legno nell'interno (m. 0,08 X 0,08 X 0,04); ornamento di bronzo, costituito da un'asta e girali larga m. 0,37 (fig. 1), e altri frammenti dello stesso; lamine sottilissime di rivestitura in piombo; una base circolare di bronzo, con traccie dei piedi della statua che sosteneva e traccie di legno nell'interno (diam. m. 0,40, alt. m. 0,065); un massello di piombo a forma di zeppa con perno in ferro (lungh. m. 0,11, largh. in alto m. 0,07, in basso m. 0,03); ansa attaccata alla foglia di edera che stava fissata sul vaso (m. 0,15).
Dante Vaglieri.
Scavi presso gli avanzi delle terme di Ostia antica. Esplorazione del lato sinistro del Decumano massimo:
È continuata l'esplorazione della via che dalle « capanne » si dirige verso il teatro e che chiamerò per adesso: « via del teatro ». È stata sterrata per il tratto che va dall'imbocco di un’altra via che corre sul lato settentrionale delle « Terme » e si dirige, a quanto sembra, verso l'ingresso della caserma dei vigili fino all'incontro di « via della Fontana », per una lunghezza di circa ottanta metri.
Tra gli scarichi sulla via stessa tornò in luce: un frammento di sarcofago marmoreo (m. 0,265 X 0,40 X 0,045) su cui si vede un uomo sdraiato, vestito di corto chitone, il quale ha il braccio d. appoggiato sul cuscino e tiene sul ginocchio sinistro un cesto con frutta che toglie con la sinistra, mentre un altro cesto egualmente con frutta sta per terra; altro simile baccellato, con busto femminile male conservato entro clipeo (m.0,44X0,49X 0,08); altri simili; un frammento di statua marmorea panneggiata (m. 0,27 X 0,15); altro di statua togata (m. 0,26 X 0,37); una testa di delfino in marmo (m. 0,19 X 0,15); frammenti di cornici marmoree; mattoni con i bolli C.I.L., XV 25e, 71, 815 (2 es.), 319, 552, 847, 958a, 10268, 1029c, 1937, 1435; un fondo di vaso aretino con la marca C.I.L., XV, 5496, i soliti aghi di osso e di bronzo e le seguenti iscrizioni: 1. Frammento di lastra marmorea (m. 0,185 X 0,145); 2. Frammento di sarcofago baccellato (m. 0,43 X 0,47 X 0,08) con l'iscrizione fiancheggiata da colonna.
Nel terzo vano a sinistra di questa via verso il teatro, cominciando dall'angolo dell'altra che viene da quella dei sepolcri, presso l'ingresso, all'altezza del piano stradale, a lato del tombino di una fogna che, venendo dalla via, attraversa il vano, si sono raccolti tre frammenti di una grande iscrizione marmorea, il più grande dei quali misura m. 0,835 X 0,495 X 0,06 portanti a belle lettere: invicto DEO SOLI | omnipOTENTI O CAELESTI | Nu Mini pRAESENTI | FORTVnaE LARIBVS | TVTela EQVE NDVS | sa...C | ...NDVS. Nella terza linea si potrebbe pensare a [domin]o, ma forse lo spazio è troppo non so poi se nell'ultima, dove esiste il nome del dedicante si possa proporre [Venera]ndus, ricordando il P. Clodius Flavius Venerandus dell' iscrizione pubblicat sopra a pag. 22.
I due vani 5 e 6 sull'istessa linea sono perfettamente simmetrici: misurano m. 9,77 X 5,15, hanno un grande ingresso, largo m. 4,35, con soglia in travertino. Nella parete di fondo, verso l'angolo nord-est, si apre una porta, larga m. 1,17 e verso l'angolo sud-est le è addossata una scala, che, come si vede altrove, continuando in legno, doveva condurre al piano superiore. I muri sono a cortina, meno quello di fondo che è in reticolato con ricorsi di mattoni. Alla metà circa della parete settentrionale del vano 5 e di quella meridionale del vano 6 s'alza un pilastro in mattoni. Nel vano 5, tra questo pilastro e il muro verso la strada, è, addossata alla parete, una specie di cassetta rettangolare, costituita con lastre di travertino, messe a coltello (m. 3,75 X 0,32 X 0,52). Nel vano n. 6 il pavimento è ad opera spicata e restaurato più tardi con pezzi di lastre marmoree. Sotto al pavimento eranvi anfore coricate, l'una innestata nell'altra, che servivano forse per scolo di acqua.
L'ingresso del vano 5 era chiuso con una maceria regolarmente fatta con pezzi di tegoloni e frammenti di lastre di marmo bianco e colorato e frammenti di decorazione marmorea di qualche grande edificio. La maceria è stata fatta quando la vòlta era ancora a posto, perchè questa si vede precipitata sopra la maceria. Questi frammenti fanno parte delle seguenti decorazioni: 1. Lastra con due zone, la superiore (alt. m. 0,18) ornata di grandi foglie di acanto con rosone formato di simili foglie o di foglie d'edera; l’ inferiore (alt. m. 0,095) ornata di foglie di quercia; 2. Lastra con quadri, rombi e triangoli con rosoni (m. 0,71 X 0,65 X 0,36); 3. Simile, dove il rombo è circondato da triangoli, in ciascuno dei quali si vede un delfino; 4. Parte di architrave, di intercolumnio, con due zone costituite da foglie di acanto e foglie d'edera (lungh. m. 0,91; alt. m. 0,48; spess. m. 0,07); 5. Simile con due rami di quercia che si incontrano nel centro in un rosone; 6. Frammento di grande lastra (m. 0,31 X 0,12) con ramo a girale e rosone; in grossezza questa lastra ha le seguenti lettere rozzamente incise: AMA PVERV...
In questa stanza si rinvennero pure due colonne di marmo bianco (m. 2,68 X 0,35); due basi (diam. m. 0,35); un capitello di pilastro di arte fine (m. 0,29; largh. su periormente m. 0,36); altri capitelli; parte di colonna di bigio (alt. m. 0,32; diam. m. 0,35); frammento di colonna ornata di foglie e bacche d'ellera (m. 0,15 X 0,105); mattoni con i bolli C. I. L. XV 69, 103, 105 a, 315 (in opera in un arco), 319, 328, 846, 958 a, 1076; un cippo marmoreo (m. 0,81 X 0,35 X 0,29) con l'iscrizione in greco: AGATHI TYCHI I THEO MEGALO SARAPEI PO AKYLLIOS THE ODOTOS YGER ACHILLIOU CHRY SANTHOUS TOY YIOY (cf. le altre iscrizioni greche ostiensi e portuensi dedicate a Sarapide in Kaibel, Inscriptiones graecae Italiae n. 914 sg.); una lastra marmorea (m. 0,44 X 0,41) con l'iscrizione di epoca tarda: TICHI parte di bella statua di Bacco o di Apollo in marmo, alta m. 1 (fig. 2); frammento di gamba di statua marmorea (m. 0.34).
Particolare menzione, per l'arte finissima con cui fu eseguito, merita un sarcofago marmoreo (m. 1,37 X 0,40 X 0,56) scoperto addossato alla parete sud del vano 6. Vi sono rappresentate tre scene del mito di Meleagro (cf. Robert, Sarkophagsreliefs, s. Meleager; Helbig, Ann. d. Inst., 1863, pag. 81 segg.; Matz, ib., 1866, pag. 76 segg. ecc.). La prima scena è quella a destra, dov'è rappresentata l'uccisione degli zii per opera di Meleagro e dove, oltre Atalanta, si vede pure una statua di Artemide in atto, pare, di coprirsi, come quella, il viso. Nel centro è la nota scena della morte di Meleagro: la sorella qui chiude la bocca al defunto o vi mette l'obolo. La madre sta come negli altri esemplari ai piedi del letto in atto di maledire; manca invece la scena consueta del gettare il tizzo sul fuoco. Terza scena è qui invece quella che, in forma simile ma non eguale, ricorre altrove sul lato: la tomba di Meleagro sulla quale piangono qui il padre e una sorella. Notevole è il fatto che il sarcofago venne adoperato già in antico, siccome vasca per quanto naturalmente in epoca molto tarda.
Un altro sarcofago, però di arte scadente (m. 1 X 0,385 X 0,30), fu trovato pure nel vano 5, innanzi ai gradini di fondo. Entro clipeo sostenuto da putti alati si ha il ritratto del fanciullo defunto, con un riccio caratteristico. Sotto si vedono due galli e tra le gambe dei due putti due maschere, una silenica ed una di satiro. Verso ciascun angolo un putto alato: quello a sin. tiene con la d. un ramo e con la sin. solleva due anitre; l'altro tiene nella sin. il pedum e solleva una lepre. Tra questi putti e quelli centrali un cesto di frutta. Su un altro frammento di sarcofago marmoreo (m. 0,19 X 0,26 X 0,07) si vede parte di due figure (camilli? attori?) vestite, (col r7ci27um?) e con capelli pettinati in alto, delle quali una regge un piatto con pezzo della vittima (?) e l’altra la patera ed il prefericolo. In altro frammento simile (m. 0,11 X 0,14 X 0,035) sì vede parte di figura virile seduta.
Dante Vaglieri.
Scavi presso gli avanzi delle terme di Ostia antica. Esplorazione del Portico sul lato destro del Decumano massimo:
I pilastri, distanti l'uno dall’altro poco meno di quattro metri, venuti in luce finora sul lato destro della via del teatro, per chi si dirige verso questa, sono diciannove. Ciascuno di essi presenta un'aggiunzione ai lati. Il corridoio dietro i pilastri, nel quale non è stata trovata traccia del pavimento, e che è stato esplorato per una lunghezza di m. 79,40, è largo circa m. 4,40, meno dove, verso il centro della parte sinora esplorata, sono stati addossati altri pilastri. Innanzi al portico sorgono dei muri piantati sulla terra, i quali formano piccoli ambienti quadrati, corrispondenti alle fabernae; sembrano di costruzione posteriore: sono però tutti tagliati al livello della strada, nè furono forse mai molto alti, limitando delle pergulae.
Negli scarichi si rinvenne: 1. Frammento di lastra marmorea (m. 0,28 X 0,27 X 0,032): D M MAVRELIO. CHRO NIO FILIO DVLCIS SIMO QVI VIXIT. an NO VNO MES II DIEBVS XXII hori II; 2. Id. (m. 0,24 X 0,28 X 0,07): TI ET CL LIBERTAB SVIS 5.C.L CAI VERNA; 3. Id. (m. 0,605 X 0,095 X 0,07) con l'iscrizione in grossezza: D M TAVE N FAVSTINA C CASSIO HERA CLITO DVLCISSIMO FILIO; 4. Id. (m. 0,078 X 0,073 X 0,022): ...NEO N... | ...CIA... | ...STI...; 5. Id. (m. 0,095 X 0,105 X 0,035): O... RIO... T; 6. Id. (m. 0,18 X 0,245 X 0,03): FECIT CON... | ...CARISSIMA... | ... VIXIT ANNIS... | ...SIBVS IIII DIlibus; 7. Id. (m. 0,23 X 0,14 X 0,035) con iscrizione di epoca tarda: RIAG... | ...APVTO; 8. Id. (m. 0,14 X 0,215) ove rimane soltanto: My; 9. Id. (m. 0,24 X 0,26) ove rimane la sola lettera E. mattoni con i bolli C. I. L., XV, 41, 76, 79, 103 (2 es.), 104, 163, 315, 622, 693, 1033 (2 es.), 1035, 1037 b, 1067, 1104, 1435, 1436; parte inferiore di statua marmorea: avanza il piede destro nudo e parte di corazza con pterix (alt. m. 0,28); tre frammenti di statue panneggiate; parte inferiore di urna marmorea rotonda con avanzo di due gambe incrociate e di face rovesciata a d. di targa senza iscrizione (m. 0.12; diam. m. 0,27).
Su questo corridoio, per mezzo di porte larghe per lo più circa m. 2,60, si aprono gl'ingressi delle varie botteghe, che qui descrivo, cominciando da quella che sta sull'angolo con la via dei vigili. Misurano per lo più circa sei metri di lunghezza per circa m. 4,50 di larghezza. I muri sono tutti laterizî; quelli divisorî hanno lo spessore di m. 0,60. Innanzi al muro di fondo corre una fogna.
Il primo vano ha due porte, l'una sulla via dei vigili, larga m. 2,26 con soglia di travertino; l’altra sul portico. Nella parete di fondo c'è una porta chiusa, larga m. 1,18; in quella meridionale una finestra, larga m. 1,17, che dà nella taberna seguente. Il pavimento era ad opera spicata.
Il secondo ha pure una porta chiusa in fondo e pavimento eguale al precedente.
Il terzo ha la soglia di travertino nella porta che dà nel portico; fu però rialzata in tempo posteriore. Anche questo ha in fondo una porta chiusa. Addossato alla parete occidentale si ha un muricciolo e all'angolo nord-ovest un bagiolo quadrato.
Il quarto occupa la larghezza di due taberne, ed ha pure doppia lunghezza; alla metà però ha due pilastri addossati alle pareti, mentre altri quattro si trovano agli angoli. Comunica con le « Terme » e precisamente con la grande sala dal bel mosaico per mezzo di una porta larga m. 2,92. Anch'esso aveva pavimento in mosaico, a quanto sembra figurato, che però non è stato ancora rimesso in luce. Questo vano in origine non aveva apertura sul portico; quella che esiste fu fatta solo più tardi per una larghezza di m. 1,56, ma chiusa poi un'altra volta con muratura a secco, dalla quale fu estratto un bellissimo capitello (m. 0,52 X 0,37), insieme con frammenti di cornice e tre frammenti di una colonna di tufo del diam. di m. 0,57.
Il quinto vano è un corridoio con volta largo m. 2,06, che immette nelle Terme.
Il sesto, ha una scala con sedici gradini, larga m. 1,77. Addossato al muro che divide questa scala dal corridoio precedente, si ha all'esterno una colonna a cortina laterizia, del diam. di m. 0,36.
Il settimo ha una porta nella parete di fondo, larga m. 1,19, e pavimento ad opera spicata. Addossato alla parete verso il portico vi ha un piccolo semicerchio rivestito di lastre irregolari di marmo tanto nel pavimento quanto nel muro. Tra lo scarico, a m. 1 sopra il pavimento, fu trovato uno scheletro umano.
L'ottavo è con pavimento ad opera spicata ed ha, addossato alla parete di fondo, un altro muro. Sotto la soglia della porta passa un tubo di piombo.
Il nono ha pavimento di lastre irregolari di marmo. Nel fondo ha una porta larga m. 1,46: nella parete sinistra un'altra porta larga m. 1,55. A sinistra entrando, una vaschetta rettangolare con intonaco a cocciopisto, e innanzi a questa un'altra semicircolare, rivestita di lastre irregolari di marmo, chiusa nel lato diritto anche con lastre simili. Di fianco a questa, più elevato del pavimento, un piano inclinato verso la parete sud, a cocciopisto, forse per lavaggi. Nell'angolo, a destra entrando, fu rinvenuto un piccolo sarcofago di marmo bianco lavorato a subbia (m. 1,23 X 0,415 X 0,34), coperto di tegole, e che conteneva lo scheletro di un bambino; all'altezza della mano destra fu raccolto un campanello di bronzo.
Il decimo ha tre porte, oltre la consueta sotto il portico, dove la soglia fu rialzata più tardi: una in fondo, larga m. 2,07, una a destra, già indicata nel vano precedente, ed una a sinistra, larga m. 1,49. Addossata agli stipiti della porta d'ingresso sono due colonnine in laterizio.
L'undecimo ha la porta in fondo, larga m. 1,48, e altra a destra, indicata nel vano precedente.
Il dodicesimo ha la porta nella parete di fondo, larga m. 1,50, chiusa posteriormente. A sinistra entrando, vi ha una grande vasca, lunga m. 2,32, rivestita d'intonaco a cocciopisto, con tre gradini verso ovest. Lungo la stessa parete sinistra dopo la vasca si sono rinvenuti tre fondi di dolii rovinati (alt. m. 0,55). In questa taberna furono scoperti tre pavimenti, il superiore ad opera spicata e il medio, m. 0,43 più sotto, in mosaico; dell' infimo, a m. 0,50 sotto il medio, non è rimasta che la massicciata. Addossata ai dolii e messa in opera come pavimento fu trovata una grande iscrizione ridotta in frammenti, spesso minutissimi. Contiene l'albo del collegio dei fontani, quibus ex senatus consulto coire licet, per l'anno 232 d. C.; è importante perchè ci dà completo il nome dei consoli L. Virio Lupo e L. Mario Massimo; il testo sarà pubblicato nel prossimo rapporto, attendendosi ancora all'opera di reintegrazione. Sotto lo stipite sinistro della porta passa un tubo di piombo del diam. di m. 0,07, che alimentava la vasca; accanto a questa e parallelo corre un fognolo che serviva per lo scolo dell'acqua ed aveva lo scarico sotto la soglia della porta.
Il tredicesimo ha porta in fondo, larga m. 3,11, chiusa più tardi, e pavimento ad opera spicata. Ha un baggiolo in muratura addossato alla parete meridionale.
Nel quattordicesimo si trova una scala, larga m. 1,54 con dodici gradini, alcuni dei quali conservano la rivestitura di lastre irregolari di marmo. Questa scala fu chiusa più tardi.
Il quindicesimo rappresenta l'ambiente sotto la seconda branca della scala ed ha una porta a d., larga m. 2,06, che dà nel sottoscala, ed una a sin., larga m. 1,35. Qui fu raccolta una lastra marmorea (m. 0,50 X 0,57 X 0,03), sulla quale da un lato è scritto: en. claudio seveRO II TI claudio pompeiano ii | ordo CORP oratorum | VS PAP A P ANTEIVS | VS FRVCTVS M CAMPVN | S.FELICISSIMVS T POMPEIVS C | VS VICTOR PARRVNTIN | VS SERVILIO Q VENNIVS | m. campu NVS AGATHOP M SVLPICIVS. MAIO | VS BRADV A L LAECANIVS ALEXANDER | VS DEVTE R M MARIVS PRIMITIVO (sic) | VS VICTOR CN RVLLIVS FELI x | VS HILARV S Q CERELLIVS MARINis | S FORTVNATVS A CAEDICIVS CALLISTIAN us | S CORINTHIAN CANINIVS PRIMVs | VS CRISPINVS Q TADIV S CERIAlis | CALLISTIO M VLPIV S FORTnatus | IS M CAMPVNN PRIMIGEnius | M CAMPVNN REST tutus; e sull'altro: ...RI. PTIMIO PO... | ...aNNONAE. La prima iscrizione è del 173 d. C.; e nessuna delle persone quivi menzionate ricorre in altre iscrizioni di Ostia, per cui riesce impossibile di determinare a quale collegio spetti l'albo; inoltre i gentilizi Campunnius e Rullius sono nuovi nell'onomastica ostiense. La seconda iscrizione venne incisa posteriormente e porta il ricordo di un ufficiale dell'annona; un L. Septimius Pontianus Augg. l. ricorre in C.I.L., XIV, 1597.
Il sedicesimo vano oltre la porta che comunica con l'ambiente quindicesimo, presenta un'altra porta a sinistra, ed una terza grande, larga m. 3,25, in fondo. Quest'ultima era stata murata in età tarda, ma con materiale così cattivo, che fu dovuta riaprire perchè il muro pericolava. Addossato allo stipite sinistro un quadrato (vasca ?), rivestito esternamente con intonaco ordinario bianco; ed all'angolo sud-ovest un muro. Quel quadrato e questo muro ostruiscono quasi interamente il passaggio all'ambiente prossimo. La porta in fondo di questo vano, che è il sedicesimo, immette in un altro (tettoia, pergula?), lungo m. 5,80 e largo m. 3,70, che ha pure una porta a nord, larga m. 1,47 ed una ad ovest, larga m. 1,50. Il lato meridionale, che sta sul lato sinistro di via della Fontana, per chi viene dalla caserma dei vigili, era completamente aperto, avendo però una lunga soglia di travertino. Il pavimento era ad opera spicata: sotto di questo passa un tubo di piombo del diam. di m. 0,037, il quale penetra nell'ambiente 16.
Il diciassettesimo è quello che corrisponde al fondo di via della Fontana, sulla quale però non dava con alcuna porta. Porte erano invece, oltre che nel portico, anche negli altri due lati, larghe m. 1,50; ma l'una poi chiusa, l'altra, come si è detto sopra, occupata, nella maggior parte, dalla vasca e dal muro. Il pavimento è a mosaico bianco e nero a grossi tasselli, in parte restaurato in antico con lastre irregolari di marmo. Vi è scritto a grandi lettere, non nel centro, ma piuttosto verso la porta, e in modo che la scritta guarda il vano sedicesimo: ...FORTVNATVS... | ...ATERA QVOD SITIS | BI (cratere) BE. Si tratta evidentemente di un'osteria appartenente a certo Fortunatus, la quale forse si estendeva anche negli ambienti vicini; l'iscrizione si potrà intendere presso a poco così: [Hospes, inquit] Fortunatus, [vinum cr]atera, quod sitis, bibe.
Negli scarichi di questi vani tornò in luce: 1. Frammento di lastra marmorea (m. 0,22 X 0,23 X 0,045): ...T VI VIR... | ...SIBI... | ...CONIVC; 2. Frammento di sarcofago marmoreo striato (m. 0,26 X 0,29 X 0,065) con l'iscrizione entro targa: ...CL... | PRIMI... | ET HERM... | ET HERE...; 3. Frammento di lastra marmorea (m. 0,08 X 0,095): SVS... | ...C DO...; 4. Frammento di sarcofago marmoreo striato (m. 0,19 X 0,21 X 0,07) con l'iscrizione superiormente: ...LAVIO PA...; 5. Frammento di lastra marmorea (m. 0,27 X 0,13 X 0,06): ...N... | ...VNATE...; 6. Lastra marmorea (m. 0,62 X 0,42): D M LIVIAE AF BERONICES MEMORIAM CONSECRAVIT P LVCRETIVS LICINIANVS CONIVGI SANCTISSIMAE; 7. Frammento di lastra marmorea (m. 0,225 X 0,09 X 0,03): ...L PVLLAEinio... | ...FILIO DV... | ...PVLLAE... | ...ET AI...; 8. Id. (m. 0,25 X 0,25 X 0,06): O SVLPICIO FE | ...TILIANILA sic | ...DVLCI... | ...TOVI V... | ...S...; 9. Id. (m. 0,275 X 0,275 X 0,03): D M | P THVRANIVS | CRATER VS ET | MECLASIA BA | SILICE P THVPa | NIO EVPRA... | FILIO DVL... | QVI VIXIT... | VI MES; 10. Busto marmoreo acefalo (m. 0,19 X 0,18) con l'iscrizione sul petto; 11. Frammento di coperchio di sarcofago marmoreo (m. 0,20 X 0,10) sul quale si vede una donna recumbente sul letto con corona nella sin. e sotto l'iscrizione: FEMI; 12. Frammento di lastra marmorea (m. 0,21 X 0,19) a grandi lettere: ...LI... | ...AV...; 13. Id. (m. 0,06 X 0,11 X 0,03), su un lato della quale si legge: ...PV... | ...ONI... | ...RVI... e sull'altro lato restano solamente le lettere CR; 14. Id. (m. 0,72 X 0,26): COIVGIDIC | QVAEBIXIT... | PLVS MINus; 15. Id. (m. 0,13 X 0,10): ...AE... | ...TOPT... | ...MA...; 16. Id. (m. 0,13 X 0,10) colla sola lettera M; mattoni con i bolli C. I. L., XV, 12, 19a, 104, 269, 315, 328, 361 (2 es.), 811 d, 1026 a, 1029 c, 1033, 1435, 1436, 1449 b, 1451, 1566 a e (cfr. 1842): teMPESINA Q A C V | ...ITIAN E GAL | COS, L C S C C C P S P pigna tra due palmette; frammenti di sarcofago con avanzi delle seguenti rappresentanze: satiro recumbente che regge con la destra la zampogna e avanzo di nastro con corona (m. 0,18 X 0,30); parte di figura vestita e festone (m. 0,13 X 0,30 X 0,20); due braccia, uno ignudo, l'altro coperto di manto (m. 0,19 X 0,22); parte di clipeo con testa muliebre (m. 0,15 X 0,21); parte di animali marini (m. 0,19 X 0,18); testina di leone (m. 0,13 X 0,12 X 0,06); un bellissimo busto marmoreo, acefalo, drappeggiato, adoperato in un muro a secco (m. 0,31 X 0,33) ed un altro frammento di busto; un frammento di urna marmorea con coda di delfino; due frammenti di un grande puteale con doppia zona di foglie di acanto (m. 0,23 X 0,32 X 0,065; 0,26 X 0,17 X 0,065); un frammento di pilastro, con colonna scanalata da un lato e nell'altro su onde parte di un cavallo marino (m. 0,21 X 0,225 X 0,15); un altro frammento di stipite sul quale sono scolpiti a rilievo i fasci, simili a quelli del marmo pubblicato sopra a pag. 57; un trapezoforo ornato sul dinanzi di un'anfora (m. 0,24 X 0,20 X 0,05). E inoltre: frammenti di capitelli di pilastro; colonnine; lucerne (C.I.L., XV, 6502); un vaso di terracotta con striature giallognole orizzontali (alt. m. 0,165); altro con vernice verdognola (alt. m. 0,05); coperchio di terracotta portante le lettere: MP incise con lo stile nella creta cruda; frammenti di bassorilievi fittili (satiro che tira un tralcio di vite; gamba sinistra di figura con manto svolazzante); femmina di grappa in piombo circolare con punte (diam. m. 0,035); anelli e un campanello di bronzo; un ago saccale e un frammento di forcone in ferro; monete.
Dante Vaglieri.
Nuove scoperte presso le Terme di Ostia antica.
Nella via del Teatro, è stato completamente ripulito il porticato innanzi alle Terme, sicchè tutto presentasi ora nel modo che vedesi rappresentato qui appresso.
Nei due ultimi vani sotto il portico (nn. 16 e 17, vedi pag. 92) si raccolse: 1. Lastra marmorea opistografa (m. 0,21 X 0,18 X 0,025): da un lato si legge: M C... | ...FECI... | ...OS e dall'altro: ETA... | RVFIN... | LIBERTA... 2. Id. (m. 0,21 X 0,36 X 0,06): ...IRENE | ... EVHEMER | ... B M FECIT 3. Grossa lastra di marmo (m. 0,73 × 0,34 X 0,20) in cui rimane: TREI... | C SEILI... | C SILIVS... | C.SILIVS... | C SILIVS C L E. Le ultime tre linee furono incise posteriormente; 4. Frammento di lastra marmorea (m. 0,16 X 0,12 X 0,025), su cui è graffita una testa di cavallo con palma che s'alza dalla fronte; 5. Otto frammenti di un bassorilievo con doppia fila di strie; a d. un pilastro ornato, e sopra a questo mezza testa con capelli spioventi; in uno dei frammenti avanzo della targa, donde venne abrasa l'iscrizione; 6. Frammento di antefissa in marmo con rilievo rappresentante una foglia (m. 0,46 X 0,18X 0,11); 7. Varie lucerne di cui una con rilievo rappresentante un gallo, ed un’altra a dieci becchi, a forma di barca, destinata ad essere sospesa (fig. 2). Vi si vedono in rilievo, entro edicole, Iside nel centro, Serapide da una parte, ed Arpocrate nella opposta. Altra lucerna portante la marca: VMIS F; 8. Due colli di anfore con le marche C.I.L., XV, 25864 e 2966 sulle anse; 9. Mattoni con i bolli C. I. Z., XV, 12, 76, 79. 10. Fondo di vaso aretino con la marca: L A I in pianta di piede umano (cf. C.I.L., XV, 5081), e inoltre anelli, anelli con chiave ecc.
Nel vano 12 (v. sopra pag. 90) si raccolse la lastra marmorea (m. 1,17 X 0,92 X 0,03) contenente l'albo dei fontani dell'anno 232 d. C., inciso dopo abrasa un'iscrizione precedente: L VIRIO LVPO ET L MARIO MAXIMO COS | CORNVS FONTANORVM Q EX SC COIRE LICE | P PETRONLVS FELIX | LVCIVS POMPEIVS QVINTIN VS | GIVLIVS SATVRVS | NEVIVS CATVLLINVS | AVRELIVS VITALIO | CAECILIVS SOTERICVS | SEXTILLVS SEBERIAN VS | L FLAVIVS ONESI MIANVS. Si ebbero inoltre altri piccoli frammenti della medesima lastra marmorea con una o due lettere, i quali non poterono essere collocati al loro posto. Sul testo epigrafico vanno fatte le seguenti osservazioni: lin. 1. Per quanto concerne îi consoli del 232 Lupo e Massimo citati s'ignorava sinora di essi il prenome ed il gentilizio (v. Vaglieri, / consoli, pag. 169). Il primo può essere stato il figlio di quello che combattè per Severo contro Albino (Dio. Cass., 75, 6) e governò la Britannia sotto Caracalla (Dig. 28, 6, 2, 4). Un Virio Lupo, discendente certo del nostro, fu console con Probo nel 278 (Vaglieri, op. cit., p. 232) e praefectus urbis nel 278-280; un L. Mario Massimo Perpetuo Aureliano fu console per la seconda volta nel 223 (op. cit., pag. 173 seg.). lin. 2. Un collegio di fontani, che corrispondono a quelli detti altrove fullones, non si conosceva ancora per Ostia; notissimo è quello di Roma (Waltzing, Corporations professionnelles, II, pag. 113; Pernier in De Ruggiero, Dizionario epigr., s. v. « fullo »). I, lin. 8. Non intendo le ultime lettere, che pure sembrano certe. Esse o. si riferiscono al nome precedente (cf. lin. 32) o a quello della seconda colonna. lin. 18. Un Iulius Grumentinus ricorre in C.I.L., XIV, 1151. lin. 32. Il VI è certo; che sia errore per IV(mi0r)? II, lin. 3. Un Petronius Felix in C./. Z., XIV, 1461. lin. 7. Un Aurelius Vitalio in C.I.L., XIV, 260 in un albo di collegio ignoto. lin. 8. Un Q. Caecilius Sotericus in C.I.L., XIV, 714.
Negli altri vani, sotto lo stesso portico si raccolse: 1. Lastra marmorea (m. 0,14 X 0,185 X 0,02) con lettere piccole e brutte: D... | Q BILLI... | COIVCI BE... | Q V ANNIS…; 2. Id. (m. 0,46 X0,54X 0,04): D M EVPHROSYNE LIB MERENTISSIMAE A CORNELIVS AMARANTVS L F; 8. Frammento di sarcofago marmoreo (m. 0,11 X 0,35), sul quale si vede parte di due figure; 4. Id. (m. 0,12 X 0,18) con parte di putto alato; 5. Frammento di antefissa, con un leoncino che esce da un tubo (m. 0,08 X 0,08); 6. Un'ansa di anfora con la marca incompleta CCVC, impressa due volte; 7. Fondo di vaso aretino con la marca: L TI TI (sic) e nella parte inferiore un A graffito; 8. Lucerne, di cui una con rilievo rappresentante un amorino. Si ebbero inoltre: un piatto di bilancia di bronzo (diam. m. 0,04), un unguentario di vetro (alt. m. 0,052), un' asta quadrilatera di ferro, ripiegata ad uncino (m. 0,27 X 0,35 X 0,035).
Nel fare una ricerca di fianco ad uno dei pilastri sotto il portico, a m. 0,92 di profondità dalla soglia della taberna n. 1, presso la via dei vigili è venuto in luce un frammento di ornato che conserva traccie di colore bianco e ha superiormente due palmette e inferiormente festoni e volute.
Dante Vaglieri.
Nuove scoperte presso le Terme di Ostia antica.
Sono stati esplorati anche i vani n. 2, 3 e 4 sulla sinistra della via del Teatro per chi viene dalla via dei Sepolcri partendo dalla via che le congiunge (v. pag. 84). Anche questi, come i prossimi, avevano le volte ancora conservate nell'epoca in cui furono abbandonati. Sul pavimento si trovò uno strato di terra misto a frammenti di vasi. Negli scarichi si raccolsero piccoli avanzi di intonaco dipinto.
Il vano n. 2, di m. 9,80 X 5, ha la soglia in travertino sulla porta d'ingresso, larga m. 3,85, avanzi del pavimento fatto con lastre informi di marmo bianco ed una porta nella parete di fondo, che è di opera reticolata con ricorsi di mattoni, mentre le altre pareti sono in laterizio. Nell'angolo sud-est è una scala, in opera reticolata, con sei gradini (m. 0,23 X 0,20 X 0,99), che termina in un pianerottolo (m. 1,13 X 0,99), dal quale partiva la continuazione della scala che era in legno (cf. sopra pag. 116). Nell'angolo sud-ovest si conservano due pezzi di canale di marmo, collocati in modo da formare un rettangolo (m. 1,37 X 0,67). In questo vano si raccolse: 1. Lastra di marmo (m. 0,10 X 0,13 X 0,26) col seguente frammento epigrafico, a destra del quale si vede la mano e parte del braccio di una figura. ...TROPO | ...EFRI | ...TRO; 2. Due frammenti di una grande iscrizione: a) (m. 0,22 X 0,335 X 0,028): MAN... | ...P P DE... | ...T EXS...; b) (m. 0,105 X 0,125): ...ER... | ...COR...; 3. Id. (m. 0,16 X 0,23 X 0,07): AIA | ...CVM QVA VIXIT | ... VLLA QVERELLA ET | ... E CONIVGI CARISSIMA | ... BVS POSTERISQ EORVM | ... XII IN AGRO PED XX
Il vano n. 3 probabilmente fu in origine l'entrata ad un grande edificio, non essendovi nell'ingresso le spallette. Poi fu diviso in due parti, delle quali l'una mantenne la funzione di corridoio di accesso, l'altra fu ridotta a taberna (Sotto questo vano passa una fogna che attraversa la strada. Nel vano stesso vennero in luce due tombini della fogna medesima). La taberna, che ha forma trapezoidale, avendo all'ingresso una larghezza di m. 2,07 e in fondo di m. 3,75, è lunga m. 10,40. Ha soglia di travertino con canaletti, ed una porta a destra; una porta a sin., aperta più tardi, era stata in seguito richiusa con pezzi di tufo, marmo e cocciopesto. Il pavimento era a lastre informi di marmo.
Il corridoio, scoperto per un lunghezza di m. 13, largo m. 2,07 ha nella parete a sin. due porte, delle quali una, larga m. 1,79, mette nella prossima taberna, l'altra in una stanza retrostante a questa; una terza mette nel vano n. 4. Vi è un condotto formato con anfore (Un condotto simile si è rinvenuto nel vano n. 6.), forse per acqua potabile. In questo ambiente si raccolse un frammento di lastra di marmo (m. 0,275 X 0,22 X 0,03) con iscrizione, le cui lettere, appena incise, vennero ornate con piccoli tagli trasversali: ...MEN... | ...TIVS...AIVM
L'ambiente n. 4 (m. 9,78 X 9,87) ha, oltre la porta d'ingresso (m. 3,80), con soglia, una porta in fondo (m. 1,28) ed una a sin. (m. 1,79). Il pavimento era a tegoloni; su uno di essi il bollo C.I.L., XV, 760. Sotto il pavimento passa un tubo di piombo del diam. di m. 0,03, che viene dal terzo vano. Qui si raccolse: 1. Lastra marmorea (m. 0,19 X 0,21 X 0,025): D... | SERVIO... | FELICIO... | FECIT... | SERVIVS SAI... | ISID... | SIBI... ; 2. Mattoni con i bolli C.I.L., XV, 288, 315 (2 es.), 377, 693, 1026 6, 1596 a; 3. Due lucerne fittili, di cui una con due lepri in atto di mangiare un grappolo d'uva e sotto marca irriconoscibile (NICIP ?), e l'altra col monogramma cristiano; 4. Un collo d'anfora col bollo sull'ansa: ISOC; 5. Un peso di bronzo di forma piramidale, alto m. 0,071, largo alla base m. 0,026 X 0,022. 6. Un pendaglio cilindrico di bronzo (lungh. m. 0,055 forse per amuleto. In parte da questo vano e in parte dai prossimi (segnati coi nn. 5 e 6) pro vengono frammenti di un grande bassorilievo marmoreo dello spessore di 5 centimetri.
In due di questi, il primo (a) di m. 0,43 X 0,55 ed il secondo (b) di m. 0,36 X 0,62, si vede, a d. di un cipresso, un satiro, con nebride, rivolto verso d. in atto di danzare: regge con la d. un bastone nodoso con manico ricurvo e porta sulla spalla sin, una capra che regge con la sin. per una zampa. Sotto ai suoi piedi (fig. 3b) vedesi una serpe. Altri frammenti riuniti dello stesso bassorilievo che nel loro insieme misurano m. 0,54 X 0,48, mostrano parte della figura di una Menade danzante, dalle vesti svolazzanti, che suona il crotalo. Se allo stesso bassorilievo appartiene la testa femminile che si vede nella fig. 5, dovremo supporre che le Menadi nel bassorilievo fossero state due e che alla centrale appartenesse il piede e la parte di veste.
Lungo l'istessa via, procedendo verso le « capanne » a d., dopo la via che viene da quella dei sepolcri, si raccolse: 1. Frammento di grossa. lastra di marmo (m. 0,28 X 0,35) con lettere poi abrase; ma di lettura che sembra certa: ...OP MISCVMS... | ...S DIIAIATAM... | ...impeRATORIS IlII C...; 2. Lastra marmorea (m. 0,10 X 0,125 X 0,04): S. BIANC... | ...DUITA...; 3. Id. (m. 0,125 X 0,33 X 0,025): ....ADRIANO...; 4. Frammento di bassorilievo marmoreo, con parte del piede sin. di una figura e parte del panneggio (m. 0,26 X 0,125 X 0,06); 5. Frammento di terracotta architettonica con parte di voluta e parte superiore di figura muliebre alata (m. 0,12 X 0,12).
Dante Vaglieri.
Nuove scoperte presso le Terme e la caserma dei Vigili di Ostia antica.
Si è continuato lo sterro della grande via, oltre lo sbocco di quella dei Vigili, verso le capanne. Sul lato occidentale di essa continua il portico, ma in peggiore stato che nel tratto precedentemente scoperto. Qui invece s'incontra più volte il pavimento, che è di cocciopisto. Delle taberne che danno nel portico sono state interamente sterrate soltanto la prima (all'angolo di via dei Vigili) e l'ottava.
La prima (m. 5,45 X 6) ha due porte (m. 2,70), con soglia in travertino con i soliti canaletti; una che mette nel portico, l'altra nella via dei Vigili. Il pavimento è ad opera spicata, e sulle pareti nella parte inferiore si conserva il consueto intonaco ordinario a cocciopisto. Sulla parete nord rimane la cornice aggettata, su cui posava il piano superiore.
Nella seconda taberna manca la soglia in travertino, che si ritrova invece nella terza, nella quarta e nella quinta.
Il sesto vano è un sottoscala con una scala che ha tredici gradini in mattoni (m. 1,57 x 0,30 X 0,23), e che posa su un grande arco, ora in parte franato. Con questa scala finisce la casa grandiosa, lunga m. 30,60, il cui ingresso fu notato in via dei Vigili, in quanto che dopo di essa sbocca nel portico una via parallela a quella dei Vigili. Anche qui i pilastri del portico hanno innestate basi in travertino, e gli angoli dei muri hanno i paracarri, con battenti verticali a guisa di porta. Il principio della strada era coperto come quello della via dei Vigili.
Il vano ottavo (m. 5,95 X 4,12) è una taberna col pavimento a cocciopisto ed una vaschetta (m. 0,90 X 0,98 X 0,25) all'angolo nord-ovest, rivestita d'intonaco a cocciopisto. Ha due porte sulla via sopra detta, una delle quali aperta più tardi, ed una nel portico..
Dopo le prossime quattro taberne (9, 10, 11, 12) si apre un'altra strada, larga m. 5, parallela alle precedenti e che limita un'altro edificio, lungo m. 22,60. Con questa strada che, nel suo inizio sotto il portico, ha il pavimento a cocciopisto, e che mostra i soliti paracarri, finisce verso questo lato il portico, il quale misura nella parte scavata, cominciando cioè dalla taberna di via della Fontana, quasi m. 145. Dall'altro lato della strada del Teatro dopo la via che viene da quella dei sepolcri procedendo verso le capanne, riapparvero muri di edificii di epoca tarda di cattiva costruzione e presso che rasi al suolo; proseguendo poi se ne rinvennero altri in condizioni migliori e di buona fattura. Cominciando dallo sbocco di quella via, la strada si allarga di due metri.
Nella strada del Teatro si raccolsero gli oggetti seguenti:
Marmo. Testa di giovinetto imberbe (m. 0,18) di tipo evidentemente idealecon capelli ricci che scendono sulle orecchie e sul collo e sono fermati da una tenia; Braccio riportato di grande statua (m. 0,72). Parte inferiore di testa mal conservata (m. 0,17).
Vi si raccolsero inoltre i seguenti frammenti di sculture: 1. Sarcofago (m. 1,82 X 0,52 X 0,39). Nel centro testa cornuta di Oceano, verso la quale si dirigono da ciascun lato due Nereidi su mostri marini, quelle di mezzo su cavalli che rivoltano la testa indietro; quella a sin. su pantera, quella a dr. su un grifo. Sotto onde del mare. Dall'uno e dall'altro lato un grifo marino; 2. Sarcofago, con resti di scultura appena abbozzata (m. 2,05 X 0,56 X 0,32). Vi è la rappresentanza del mito di Selene e di Endimione tra due Amorini con le fiaccole capovolte. A sin. Endimione, con la sin. sulla testa e col pedum nella d. abbassata, dorme sulle ginocchia di Hypnos barbato e coronato, il quale appoggia la d. sulla roccia. Un Amorino, che vola in alto verso sin. con fiaccola accesa, solleva il manto che avvolge il dormiente, scoprendone la parte superiore. Accanto ad Endimione il cane. Un Amorino precede Selene, volgendosi verso questa. Sopra di lui sporge da un granchio la testa di Venere che guarda il pastore. Selene scende dal carro, dirigendosi verso Endimione. Sul carro, che è rivolto verso d., posa un Amorino con fiaccola accesa. Una Vittoria in piedi tiene il cavallo per le redini; 3. Frammento di sarcofago (m. 0,20 X 0,16). Resto di figura loricata con parte di scudo, sul quale si vede la metà superiore di una persona nuda con capelli lunghi, volta verso d., con lancia nella d. e braccio sin. alzato; 4. Id. (m. 0,265 X 0,24). Figura virile acefala con corto chitone e piedi nudi, in moto verso sin., con gerla sul dorso, borsa al fianco e ronca nella mano sinistra; 5. Id. (m. 0,265 X 0,24). Ritratto di donna con tunica e manto; la d. è appoggiata al petto. I capelli divisi scendono dietro le orecchie e sono raccolti sull'alto della testa; a sin. avanzo del vestito di altra figura o del velario; 6. Id. (m. 0,233 X 0,44 X 0,085). Parte di putto con nebride che attraversa il petto, fermata sulla spalla d., e manto con fiocchi, svolazzante in alto, che si attortiglia da una parte al braccio sin. e scende dall'altra innanzi al d.; regge sulla d. alzata un cesto e con la sin. abbassata un grappolo. A sin. il capo svolazzante di una tenia. Appartiene forse ad un sarcofago con rappresentanza delle quattro stagioni; 7. Frammento di sarcofago striato, di m. 0,21 X 0,32 X 0,08. A sin. di un pilastro scanalato parte di figura virile nuda con scudo e balteo; 8. Frammento di m. 0,255 X 0,41 X 0,067. Presenta la metà superiore di una figura virile volta a d., con capelli ricci, coperta di manto, in atto di reggere con la sin. un festone che le passa sul capo. A d. protome muliebre ornata di orecchini e chiusa entro clipeo; 9. Id. di m. 0,30 X 0,21 X 0,155. È l'angolo d. di un sarcofago striato, ove si vede Mercurio con clamide fermata sulla spalla d.; ha le ali nei piedi e nel petaso; regge nella d. la borsa; nella sin. il caduceo. Sul lato d. una testa di grifo; 10. Id. di m. 0,30 X 0,21 X 0,155. Parte superiore di figura virile, colla testa inclinata a sin., col petto coperto di manto. Regge con la d. una face; 11. Id. di m. 0,34 X 0,39. Parte di figura che regge il manto con la sin. A d. traccia di un'altra figura. 12. Id. di m. 0,14 X 0,20. Parte di figura femminile seduta, a d. un quadrupede e più in là un giunco. 13. Parte di cornice, poi ridotta a lastra. Amorino a cavallo di un pesce. 14. Id. di m. 0,18 X 0,13. Testina muliebre con tenia. 15. Id. di m. 0,045. Parte di Amorino, recumbente sul fianco d., in atto di reggere un festone.
Si raccolsero pezzi di lastre marmoree coi seguenti titoli intieri e frammentati: 1. (m. 0,34 X 0,26 X 0,05): ...SEVER; 2. (m. 0,12 X 0,95 X 0,035): O... | ...AVGG...; 3. (m. 0.40 X 0,35 X 0,048) a grandi lettere: ...PO...; 4. (m. 0,27 X 0,46 X 0,13): ...L CHARITO | ... S IDEM Q.Q ...ET | ...RIAE VXORI | ...E ALVMNAE | ...COGNATO | ...VSQVE | ...NAGR P XV; 5. (m. 0,29 X 0,33 X 0,09): D M VALENTINO DIS PENSATORI FILI FECERVNT BENEMERENTI QVI BIXIT ANNIS XLVIII; 6. (m. 0,225 X 0,10 X 0,023): MA... | FECIT CAPRI | ..MIX ET...; 7. (m. 0,21 X 0,195 X 0,08): ... M | ...MIDIVS | ...VS CEMI | ...BERTE | ...MERENTI; 8. (m. 0,33 X 0,05) con l'iscrizione in grossezza: ...LAVDIO RAPIDI; 9. Id. (m. 0,255 X 0,205 X 0,07). Da un lato: D M EGRILI IVLIA NILYCISCVS AMICVS. Dall'altro: D CONCESSA N... | LOCATRIA AB... | EGRILIO TELES... | PORO AEMILIO | PICENTIO ETQVE | LIERVFINE (sic); 10. (m. 0,245 X 0,16 X 0,067): S... AVG ...MLIB | ETAV... P SVO... HEL...; 11. (m. 0,41 X 0,41 X 0,06): A M LIB TYCHE | ...M HERENNIO | ... CONIVGI | ...her ENNIO CLADO | ...ATIMETO ET HEREN | ...IS | ...EORVM | ...XXII; 12. (m. 0,21 X 0,155): D M HIERON SOSTRA TO FRATRI B M FEC VIX AN XXXV MEN V DIEB X; 13. (m. 0,205 X 0,09 X 0,035): ...D | ...M MAN...; 14. (m. 0,135 X 0,165 X 0,065): ...E N... | ...CERNY... | ...DVLCISSIM... Nella lin. 2 la lettera N è in litura; 15. (m. 0,255 X 0,195 X 0,035): MENVS NEA CORVS; 16. (m. 0,25 X 0,23 X 0,048): ...RIO... | ...ADRATO | ...VNT SIBI ET SVIS | ...AGRO P XX; 17. (m. 0,13 X 0,14): ...L VALEI | ...EV…; 18. (m. 0,21 X 0,12 X 0,035): ...LIVS TA... | VALERIAE FILI... | DVLCISSIMAE... | ANN XVI; 19. (m. 0,105 X 0,12 X 0,03): ...C VENTI... | ...OST...; 20. (m. 0,15 X 0,12 X 0,048): D M VIBIA REPENTINA EVTYCHIAE VER NAE SVAE FECIT VIX ANV; 21. (m. 0,247 X 0,15 X 0,035): ...M | ...GONI | ...IIANI | ...LEGAE | ...ENTES; 22. (m. 0,085 X 0,085 X 0,035): ...IMO ...PHORO ...NO LET ...LIB
Travertino. Frammento di sarcofago (m. 0,32 X 0,36 X 0,07), su cui rimangono in rilievo la parte anteriore di un cavallo e la testa di altro cavallo, ambedue in moto verso destra.
Marmo nero. Pezzo cilindrico con buco fatto a tornio a mo' d'imbuto da un lato e il principio di uno consimile dall'altro (m. 0,43; diam. m. 0,55).
Lavagna. Matrice (m. 0,088 X 0,048 X 0,012). Da un lato ha tre incavi circolari e canaletto intercomunicante, senza incisioni; dall'altro lato due zone parallele incavate, nelle quali è incisa una palma, e a due degli angoli opposti avanzi dei perni in ferro.
Terracotta. Lucerne, di cui una col monogramma del Cristo. Mattoni con i bolli C.I.L. XV, 12, 13, 41 (2 es.), 71 (2 es.), 76, 79 (5 es.), 103, 104, 107 (2 es.), 109, 129 (2 es.), 134, 228 (2 es.), 254 b, 319 (2 es.), 361, 475, 552, 635 a, 637 (2 es.), 690, 691, 693 (2 es.), 713, 792, 811 d, 822, 847, 958 a (5 es.), 961, 992 d, 1029 c (2 es.), 1030, 1033 (2 es.), 1066, 1076, 1094, 1116 a, 1130, 1219, 1220, 1435 (4 es.), 1436 (3 es.), 1449 e, 1477, 2185, 2197, 2200, tre esemplari dei consueti di ... Onesimus delle figline Bruttiane (v. sopra, pag. 166) e seguenti: 1. LEFYR paet. et apRON COS (. 123 d. C.); 2. tempeSINA Qab. caed. | titi AN E Gallic. cos (a. 127 d. C. cfr. C..I.L. XV, 1842); 3. EX F TEMP S AB CAED TEG SERV FIRM PATE APR COS (cf. C.I.L. XV, 614); 4. TEMPES in A... VI PVD | TITIAN E GALLICAN | SO... (a. 127 d. C. ); 5. ...AC VI PVD F | ...E GALLICAN cOS (a. 127 d. C.); 6. BASSVS ...R M | OFFICINAT; 7. CASSI...; 8. DOMIT LVCILLA | ...INLI...; 9. DV SHA; 10. EMEI; 11. R S F FO M (cfr. C. I. L. XV, 1592).
Tutti quanti i bolli sopra riferiti vennero rinvenuti sul lato della via del Teatro verso il portico; e dall'altro lato si raccolsero i mattoni con i bolli C.I.L. XV 40, 79, 129, 665 d, 961 (2 es.), 1035, 1130, 2167, 3041 p ed i seguenti: 1. EX PR DOM LVCIL ForVNATI quadrupede in corsa a d., sotto un ramo d'edera; 2. palma N C O
Bronzo. Un piedino di statua (m. 0,15 X 0,29). Una spina. Una palettina triangolare con manico ad asta quadrata. Cinquantatrè monete di piccolo modulo le quali vennero tutte raccolte nella prima taberna.
Dante Vaglieri.
Scoperta di un nuovo portico presso la via del Teatro.
Al termine del grande portico, la via del Teatro si allarga verso est, laddove nell'altro lato tutto lo spazio che innanzi a quel portico è sterrato, occupato lì forse, come si è detto, da pergulae e da marciapiedi, qui è occupato dalle costruzioni. Si incontra in prima linea un ambiente rettangolare (m. 3,22 X 5,85), sporgente sulla via, con muri laterizi e due porte, l'una sulla strada (m. 2,30), l'altra (m. 2,10) con soglia in travertino, con i soliti canaletti, sul lato opposto. Tale ambiente forma il lato settentrionale del primo tratto della seconda via, parallela a quella della caserma dei Vigili.
Segue un altro portico, che dà immediatamente sulla strada, lungo m. 80,50, con quindici aperture, cui corrispondono nell'interno altrettante taberne o scale. I pilastri misurano m. 1,80 X 0,78. Il pavimento è a cocciopisto. Lo spessore dei pilastri e dei muri delle taberne ci fa supporre che questo portico, largo m. 5,10, non avesse copertura a volta, ma un tetto a spiovente, al quale potrebbero appartenere i frammenti di embrici, che qui in grande numero si sono rinvenuti. Delle costruzioni che seguono, non si può ancora dire nulla, come poco si può dire di quelle del lato opposto, che dovrebbero essere notevoli per colonne che stavano loro innanzi e per pilastri. Si vede pure un lato di un grande edificio, che è forse quello dalle colonne di granito, visto dal Visconti nel 1857 (Ann. dell'Instituto, 1857, pag. 314).
Risultato notevolissimo di questo scavo si è che la grande via non va a finire alla supposta Porta Romana, ma continua in linea diritta, allargandosi notevolmente presso le capanne. È evidente quindi che quella porta non è la principale della città, dovendosi supporre principale quella che dà accesso alla via venuta in luce in questi scavi e che corre innanzi alle Terme e al Teatro, e che, secondo tutti gli indizi, dovrebbe attraversare tutta la città, passando innanzi a moltissimi degli edifizi principali, tra cui il Tempio di Vulcano, e toccando per certo anche il Foro. Essa è il cardo di Ostia. E la via dei sepolcri che si è supposta precedentemente dovesse essere l'Ostiense, è una via parallela o quasi, che si doveva staccare dall'Ostiense fuori della città, forse presso il fiume. Se, come è supponibile, qui esistette la porta, essa deve trovarsi tra le due grandi capanne o sotto una di queste, cioè fuori dell’area demaniale. Ad ogni modo, essendosi qui presso dovuto sospendere lo scavo per essersi inoltrata l'estate, la soluzione di questo problema è rimesso alla futura stagione.
È possibile che appartengano alla porta, oltre i frammenti di una grande iscrìzione a belle lettere, della quale possiamo sperare raccoglierne degli altri nell'autunno venturo, questi altri pezzi: a) un frammento di coronamento architettonico marmoreo (m. 1,80 X 0,93 X 0,57); b) id. di un archivolto pure in marmo (m. 0,415 X 0,46 X 0,11); c) id. di lastra con scanalature (m. 0,66 X 0,40 X 0,105). Quivi presso vennero altresì rimesse a luce unitamente ad un pezzo di una gamba di statua marmorea alla grandezza del vero (m. 0,38). Alcuni mattoni con i bolli C.I.L. XV, 712, 1027, 1333.
Proseguiti gli scavi sulla via si raccolsero altri pezzi marmorei, che qui vengono enumerati: 1. Frammento di statua virile acefala (m. 0,29), coperta di chitone e apoptygma. La veste si riunisce, formando un rigonfiamento, sul ventre e presso le gambe. Sulla spalla d. una ciocca di capelli (o l'aletta del berretto frigio di Attis?) Il braccio sin. è posato sul fianco d., il braccio d, manca; 2. Testa virile (m.0,085), rappresentante un uomo attempato, con capelli ravviati, che formano corona sulla fronte. Sulla parte destra di questa, due buchi fatti col trapano; 3. Ritratto di donna del III sec. d. C. (m. 0,35), con capelli divisi, ondulati, che in parte scendono sulle spalle, in parte attortigliati passano sulle orecchie e tutti sono riuniti in treccie sulla nuca; 4. Parte di testa virile (m. 0,12), con capelli corti ed arruffati; 5. Id. di testa muliebre (m. 0,16), con capelli che, divisi in triplice treccia scendono sulla nuca. Ha sulla fronte parte di diadema. Sopra di esso corrono dei buchi nei quali vennero forse inseriti dei raggi di metallo; sul diadema correva una leggenda di cui rimangono le sole lettere PAT SO…; 6. Busto acefalo panneggiato (m. 0,47). 7, Frammento di gamba di statua panneggiata; 8. Piede con sandalo e parte di tronco d'albero su plinto (m. 0,19 X 0,25). 9. Parte di gamba di cavallo di grandezza naturale (m. 0,215); 10. Pezzo cilindrico forse residuo di una sedia (m. 0,145 X 0,155). Nella zona superiore quattro sfingi, affrontate due a due e in mezzo un cane (fig. 2); nella zona sottostante, non completa, la parte superiore di quattro sfingi (?) con orecchie di animali. Superiormente, attorno ad un incavo o dei listelli (avanzi di una sedia?); 11. Parte superiore di plinto circolare (m. 0,075 X 0,20), con fascia e listelli; superiormente, entro un ornato formato di foglie, un buco quadrato dov'era incastrata qualche cosa; 12. Due frammenti di coperchio di sarcofago (m. 0,16 X 0,21 X 0,122; 0,16 X 0,38 X 0,122). In quello a d., con l'orlo conservato, un erote si curva in avanti per posare a terra un vaso in forma di cratere, con frutta; più a sin. una, figura muliebre recumbente in terra, verso sin., con chitone e manto velificante, sul tipo della Tellus. Quello a sin. è rotto ai due lati: si vede un'altra figura recumbente verso d., col solo himazzon velificante, che lascia scoperta la parte superiore del corpo; poggia sul ginocchio sin. un vaso con frutta, di forma identica a quello dell'altro frammento e che viene recato da un altro erote, curvato verso terra e seguìto da un altro, di cui si vede la sola testa piegata verso terra; 13. Frammento di sarcofago che misura (m. 0,82 X0,7X 0,09). Parte di Amorino, con manto dietro il corpo, in atto di volare verso d., per reggere il clipeo; sotto, parte di groppa e coda di leone; a sin., sull'angolo, albero di alloro, su cui è appeso un turcasso. Vi si conserva un pezzo del coperchio, sul cui angolo una maschera imberbe e nel prospetto il principio di una scena con varie figure alte m. 0,18, tutte, meno una femminile, vestite di corta tunica. A sin. un. uomo inginocchiato, volto verso sin.; sembra che con la sin. attizzi il fuoco, mentre con la d. versa da un yaso del liquido in un recipiente. Dietro a lui altro uomo in piedi, vòlto a d.; beve da un rAyton. Un terzo, in moto verso d., regge con la d. un bicchiere e con la sin. un vaso per il collo. Le quarta figura, femminile, egualmente in moto verso d., col volto di fronte, regge con la d. all’altezza del petto un piatto con frutta. La quinta cammina frettolosamente verso d., tenendo la sin. sotto il manto; 14. Frammento di sarcofago (m. 0,25 X 0.27. Entro clipeo, testa di donna di età matura, con capelli divisi che scendono sulle orecchie e sul collo. Doveva essere fiancheggiata da due Amorini, dei quali rimane quello a d., che regge con la sin. un nastro svolazzante. Il clipeo, rotto a sin., è sostenuto a d. dalla mano di una figura che non si vede; dietro fa capolino un Amorino, che guarda nel clipeo; 15. Frammenti di m. 0,10 X 0,07 X 0,026, nel quale rimangono il braccio destro e l'ala di un Amorino, sopra cui conservasi il resto epigrafico: AEOAN; 16. Angolo sin. di sarcofago (m. 0,33 X 0,12 X 0,29). Vi apparisce la parte superiore della figura di un Amorino, che con la destra spinge un disco assicurato ad un'asta. Sul lato sin. veggonsi le gambe di un altro Amorino che regge un festone; 17. Frammento di m. 0,10 X 0,25, su cui rimane una parte di figura virile, vista dal dorso, con la clamide che scende dalle spalle, col braccio d. disteso in alto e col sin., intorno cui si avvolge la clamide, pure disteso; 18. Td. di m. 0,096 X 0,22 con parte di una figura muliebre, vestita, la quale ha il braccio sinistro disteso; 19, 20. Due altri frammenti, il primo di m. 0,11 X 0,15 nel quale sì conserva una parte di figura virile vestita; il secondo di m. 0,11 X 0,07 con parte di un braccio su panneggio; 21, 22. Due altri frammenti scolpiti. Nel primo che misura m. 0,09 X 0,36 vedesi una mano che stringe qualche cosa, e parte della figura di un cavallo che è in movimento verso sinistra. Nel secondo che misura m. 0,14 X 0,34 conservasi il rilievo di una ruota con parte di una coda di delfino.
Vi furono pure raccolti i seguenti pezzi di iscrizioni: 1. Frammento di m. 0,59 X 0,20 X 0,06, nel quale a grandi lettere incavate per l'incastro del bronzo rimane: ...SFISA...; 9. Altro frammento che misura m. 0,24 X 0,14 X 0,03, nel quale resta la parte seguente di un titolo funebre: ...M | ...SENXA | ...ENIVS | ....NVS PA; 3. Id. m. 0,30 X 0,078 X 0,012 nel quale si è conservato solamente: LOCVS DON
Terracotta. Antefissa (m. 0,18 X 0,21) su cui è rappresentata una figura virile, nuda, in piedi, tra due girali. Il collo di un'anfora con la marca C.I.L. XV, 3094 m. Mattoni con i bolli C.I.L. XV, 41,103, 161, 283, 363, 707, 713, 754, 925, 958, 1030, 1051, 1060, 1219, e. EX PRAED MATIDIA auG ex FIG CLAVDI FORTVNATI (testa di Mercurio).
Piombo. Fistola acquaria lunga m. 2,90 del diam. interno di m. 0,065, portante il segno numerale: VIII.
Dante Vaglieri.
Lungo la via del Teatro si sono trovati due pozzi, forse scavati in epoca piuttosto recente. L'uno, prima della via dei Vigili venendo dalle capanne, ha nel piano della strada m. 0,60 di diametro, e più in alto, a m. 1,80 dal piano medesimo, m. 0,50. Il puteale era formato mercè frammenti di tegoloni, messi in piano e frammenti lavorati, cementati con terra e in alto con due frammenti di puteali. in. marmo, l'uno baccellato, l'altro sfaccettato. Di questo ultimo si raccolsero altri frammenti nell'interno del pozzo. sot
Tra i frammenti lavorati si riconobbero i due bassorilievi seguenti: 1. (m 0,165 X 0,205). Parte di figura virile con corta tunica e petto fasciato di cinghie, in atto di reggere con la d. un'asta, appoggiata al petto, e con la sin. un vaso con manico a staffa. A d, è inciso un X; più a d. forse l'orlo; 2. (m. 0,19 X 0,22). Parte posteriore della figura di un toro; sotto di esso una pantera con la testa sollevata, rivolta indietro. L'altro pozzo, che misura m. 0,80 di diametro, venne costruito con frammenti tolti da vecchi edifizî e cementati con terra argillosa. Nello espurgarlo vi sì è incontrata l'acqua alla profondità di m.. 2,40.
Dante Vaglieri.
Durante l'estate non si è fatto in Ostia alcuno sterro; si è invece proceduto a qualche restauro, specialmente nel grande mosaico delle Terme.
In occasione di questo lavoro vennero in luce i seguenti frammenti di lastre marmoree, adoperate in antichi restauri: 1. (m. 0,18X0,075X0,25), forse frammento d'iscrizione imperiale: AE... | ...A... | …PIO…; 2. (m. 0,15X0,16X0,03): AE DAPHN... | ...LIBER POSTerisq; 3. (m. 0,39 X 0,33 X 0,28): A L... | ...IVLIA... | ...FECIT
Sulla via del Teatro, oltre ad un mattone col bollo C.I.L. XV, 1112, e ad uno dei consueti di Onesimo dello figline Bruttiane (v. Notìzie 1909, p. 166) si raccolse, adoperata nel selciato, una grande e bellissima testa marmorea (m. 0,39 X 0,28)di un dio barbato.
Dante Vaglieri.
Riscoperta della Porta romana di ostia antica:
Se, come è supponibile, qui esistette la porta, gli avanzi di essa devono trovarsi tra le due grandi capanne o sotto una di queste, cioè fuori dell'area demaniale. Ad ogni modo, essendosi qui presso dovuto sospendere lo scavo per essere inoltrata l'estate, la soluzione di questo problema è rimessa alla futura stagione. Così scrivevo io nella mia ultima relazione sugli scavi ostiensi del 1908 1909 (Notizie, 1909, pag. 232).
La soluzione del problema venne presto, favorita anche dal caso, o, vorrei quasi dire, dal dio patrio di Ostia, Vulcano. Che una notte si incendiò la prima delle capanne venendo dalla borgata moderna, il che mi ha permesso di ampliare lo sterro sotto di essa.
E qui venne in luce la porta desiderata, larga m. 5,10, lunga rimasta solo nella sua parte inferiore, privata della sua rivestitura marmorea. Senonchè sono tanti i begli avanzi di rivestimenti, di basi e cornici, di cui il più grande misura m. 1,85 X 0,85 X 0,39, che per certo ne sarà possibile una ricostruzione grafica. E innanzi alla porta si vede la via Ostiense, fittamente fiancheggiata da tombe. La porta aveva nell'attico l'iscrizione incisa su varie lastre a grandi lettere, lunga otto piedi e alta quattro, con cinque linee, di altezza degradante, la prima essendo alta circa 20 cm., la quinta 10. Certamente un'iscrizione era su ambedue le fronti. Lo vediamo, oltre che" per altri indizi, speeialmente perchè nella prima linea ricorreva due volte la parola populus. Le lastre erano di diverso spessore nella stessa facciata.
Ne presento la reintegrazione per quanto è ora possibile farla coi frammenti rinvenuti, riproducendo in lettere maiuscole i frammenti superstiti, cui mi sembra di poter asseguare un posto. SEnatus pOPVLVsQue Coloniae ostie NSIVM NAVtis (o navaleì) M P CLodius PuLCHer... Portam velusTATE cORRVPTAm…
In quale rapporto reciproco stiano le due porte, tra loro, e questa con la così detta Romana, già nota, risulterà evidentemente quando si pubblicherà la pianta di esse e degli edilìzi che sorgono tra l'una e l'altra.
Entrando in città dalla così detta Porta Romana, la via, come è noto, si allarga a destra ed ha su questo lato in fondo al piazzale, così formato, una fontana. Anche dentro la porta principale la via si allarga verso sinistra, formando egualmente un piazzale: alla spalla della fontana suddetta, formante anzi con questa una sola costruzione, è venuto in luce un abbeveratoio lungo ben ventuno metri e largo m. 3,60. In mezzo, tra quella e questo, a un livello più alto si ha un altro serbatoio d'acqua. In seguito a questa costruzione si vedono altri muri, ma rasi quasi al suolo.
Ad ogni modo sembra doversi riconoscere, che ambedue le porte davano accesso ad un grande piazzale, nel cui centro si trovava il grande abbeveratoio, il lacus ad portarti.
Su questo piazzale sembra che avesse la fronte, formandone il lato occidentale, il grande edificio, probabilmente di carattere pubblico, di cui già feci parola (Notizie, 1909, pag. 231), e che ha uj* lato sulla via del Teatro, la quale prosegue diritta e larga, un altro sulla continuazione della via dei Sepolcri, più stretta (2), che diverge alquanto verso sud. Il lato settentrionale della piazza era costituita, oltre che dalle duo porte, dall'edificio su citato che si innalzava tra queste.
Nello sterro del piazzale si rinvenne: Travertino. Lastra (m. 0,27 X 0,20 X 0,09) con le lettere: GPRF cioè: G(enio) p(opuli) R(omani) f(eliciter), cf. Cesano in Do Ruggiero, Dision. epigr. s. v. Ili, pag. 467 seg.
Marmo. Testa muliebre (alt. m. 0,255), con capelli divisi e tirati sulla nuca e cinti da tenia. In alto pare reggere qualchecosa, ma è possibile che abbia avuto ivi i capelli intrecciati (come Faustina seniore). Frammento della spalla d. di una statua con veste a pieghe, fermata con un bottone (m. 0,19 X 0,175). Altri frammenti di statue. Parte della testa di un leone, appartenente a sarcofago (m. 0,15 X0,15). Lastra (m. 0,17 X 0,22 X 0,05): Q A... | RVS... | PAETEIA... | CONIVGI SV... | POSTERIS SVIS...
Terracotta. Fondi di vasi aretini C.I.L. XV, 6503a e a) S M F in pianta di piede (cf. C.I.L. XV, 5297); b) ANATELO. Lucerne.
Dante Vaglieri.
Scavi nella Via dei sepolcri ad ostia antica:
Solo nell'autunno si riprese lo sterro, mettendo anzitutto allo scoperto le tombe sulla destra della via dei sepolcri tra questa e la grande via, in cui dovremo riconoscere, a quanto pare, l'Ostiense. In parte fu qui scavato sotto la direzione di Pietro Ercole Visconti il quale ebbe il torto di far ammucchiare sulle tombe la terra tolta dalla via dei sepolcri, se pure forse già questo non avvenne nei lavori che a suo tempo fece eseguire il cardinale Pacca.
In tali condizioni questo sterro non può dare speranza di notevoli trovamenti; ad ogni modo esso era necessario sia per mettere e lasciare in luce questo gruppo di monumenti, sia per riconoscere il rapporto tra luna e l'altra delle due vie sì prossime, sia infine per dare alla grande via siccome sfondo la bella rocca di Giulio II, e godere d'altra parte dall'alto di questa lo spettacolo delle rovine antiche.
Di fatto però il risultato di questo sterro ha superato ogni mia aspettativa. Non solo ho rimesso in luce un gruppo di monumenti per vari rispetti interessante e in taluni punti di bellissima costruzione, ma ho potuto constatare che i miei predecessori non approfondirono lo scavo, talvolta perchè ingannati da uno strato di terra battuta, ma più spesso, ritengo, perchè furono delusi nella speranza di rinvenire oggetti, il luogo essendo stato in massima parte devastato in antico.
Per l'illustrazione delle singole tombe non è ancora il momento: essa è impossibile senza il sussidio di una pianta, che non si potrà fare se non a sterro compiuto e quando la località sarà sistemata. Si tratta infatti di costruzioni irregolari, fatte in ispazio angusto, e rifatte e riadattate e riadoperate, traendosi profitto di ogni tratto di terreno.
Vi sono stanze sepolcrali con avanzi di pitture e mosaici, con colombari, e olle in nuda terra e inumazioni. Queste, che sembrano le ultime, e ad ogni modo non molto recenti, sono raramente isolate; ma per lo più le fosse sono regolarmente disposte nelle stanze, che occupano interamente e spessissimo a più ripiani. Talvolta contenevano la cassa in terracotta, ma per lo più esse erano semplicemente ricoperte da tegoloni, e questi alla loro volta da un forte strato di calce. Il ripiano più alto era poi spesso ricoperto di mosaico, purtroppo sinora però mai rinvenuto intatto. Nessuna di queste fosse contiene altro all'in fuori dello scheletro, non di rado completamente disfatto.
Una di queste fosse merita particolare menzione. Conservava a posto, saldata entro la calce, mista a pezzi di tegole, una lastra marmorea (m. 0,315 X 0,19 X 0,016), sulla quale era stata incisa la seguente epigrafe: D M IVLIA BENE RIA VIXIT AN NIS XXIIII MESIBVS V DXVIII MATERFILIE DVCISSIME FECIT (sic). La madre cioè fa il sepolcro alla figlia dolcissima, Giulia Veneria, morta nella età di 24 anni, 5 mesi o 18 giorni.
Rotto il fortissimo strato che copriva la tomba, si vide lo scheletro della defunta intatto, perchè ben protetto dalla copertura, con la spina dorsale contorta. Stranamente, tra le gambo della giovane donna stava lo scheletro di un bambino, collocato con la testa in giù, quasi fosse proprio allora venuto al mondo. Non è a me possibile di giudicare se si tratti del seppellimento di una donna morta di parto, come è sembrato potersi dedurre dalla posizione del tìglio, o se ci troviamo di fronte ad un caso stranissimo supposto da qualcuno, cioè che una donna, sepolta in istato catalettico, avesse partorito entro la tomba.
La scoperta più importante nell'area delle tombe è una grossa lastra marmorea scorniciata, ehe apparteneva forse alla prima tomba sulla destra della via, uscendo dalla porta principale, tomba costruita su altra circolare distrutta. Nel suo campo epigrafico (m. 1,35 X 0,85) è incisa la seguente iscrizione: C DOMITIO L FIL PAL Fabio | HERMOGENI | Equili roMANO SCRIBAE AEDIL CVRVL DEC Adl | FL divi ha ria X INCVIVS SACERDOTIO SOLVS AC PRIMVS VI os | scaenic OS SVA peCVNIA FECIT AEDILI HVNC SPLENDIDISSIMVS ORDO DECVI ionum | fun. publico HON O RAVIT EIQVE STATVAM EQVESTREM SVB SCRIPTIONE OB AMOR em et | industrAM OmneM IN FORO PONENDAM PECVNIA PVBLICA DECRE vi et | in locum e vs ae DIL SVBSTITVENDVM NON PVTAVIT IN SOLACIVM FABi paTRIS | qu&B HONORES ei habi OS HS L M N REI PVBLICAE DEDIT EX QVORVM VSVRIS QVINCVN ci BVS | quOD ANNIS XIII Kal AVG RIE NATALI EIVS DECVRIONIB X DL PRAESENTIB IN FORO ANTE statuas | diviDANTVR ECU RIALIBVS SCRIBIS CERARIS X XXXVIIS LIBRARIS X XIIS ITEM LICTORIBVS XXXV | L FABIVS EVTYCHVS LICTOR CVRIATIVS SCRIB acERarius | ET LIBRARIVS QQ COLLEGI FABR TIGN VAR OSTIENS ET ARTORIA VS PARentes
Nel 1824 il Cartoni scoprì nel Foro di Ostia, cioè innanzi al supposto tempio di Vulcano, una grande base, le cui iscrizioni, risegate, si conservano nel Museo Luteranense. Quella della fronte (C. /. L. XV, #353), completata secondo la nostra, dice: [C. Domitio L. fil. Pal(atina)] Fabio Hermog[eni], equo publico), scribae aedil(ium) cur(ulium), dec(urioni) adlect(o), flam(ini) divi Hadriani], in cuius sacerdotio solus ac primus ludos] scaenicos sua pecunia fecit, [aedili]. Hunc splendidissimus ordo dec[ur(ionum) fun(ere) p(ublico)] honoravit eique statuam equestre m sub in]scriptione ob amorem et industria[m omne]m in foro ponendam pecun(ia) publica) decr[evit], inque locum eius aedil(em) substituendum [non] putavit in solacium Fabi pat[ris]. Qui ob honores ei habitos (sestertium quinquaginta) m(ilia) n(ummum) [rei publicae] dedit ex quorum usuris quincunci[bus quod] annis XIII Kalendas) Aug(ustas) die natali eius dec[urionibus singulis (denarios quinos) dentur et decuri[alibus ce]raris (denarios) XXXVII S, libraris (denarios) [XIIX S, item] lictoribus (denarios) XXV. old no mota inolepol
E sul lato si leggeva: in aede Romae et Augusti placu[it] ordini decurionum pr aesente Fabio patre idi sporlulas die natal(i) Hermogenis fili eius praesentibus in foro ante statuas ipsius dividi stipulatione interposita.
Come si vede, sulla tomba di Ermogene, innalzata dal padre L. Fabio Euticho e dalla madre Artoria, era ripetuta l'iscrizione che era incisa sulla base della statua equestre innalzatagli dai decurioni nel foro.
Una diversità nella dicitura è per noi importante. Nella iscrizione del Foro si diceva che a ciascun decurione si dovevano dare cinque denari ; in quella sepolcrale che i decurioni in complesso dovevano riceverne 550, sicché ne risulta che i decurioni di Ostia erano 110. Nel testo della nuova iscrizione è poi detto quanto stava sul lato del cippo, che la distribuzione doveva aver luogo nel foro innanzi alle statue (decurionibus praesentibus in foro ante statuas).
Ora conosciamo il nome intero di Ermogene, e sappiamo che fu scriba aedilium curulium; l'edilità, che il Dessau aveva supposto al principio del cursus, stava invece alla fine. Nuova credo sia la menzione, che alla morte di un magistrato non si sia nominato il suffetto : ad Ermogene noti fu sostituito un altro edile in solacium patris. Possiamo determinare con sicurezza la somma annualmente distribuita: oltre ai 550 denari dati ai decurioni, di cui Ermogene era stato collega, si davano 37 1/2 denari ai librari cerarii, 12 1/2 ai librarli e 25 ai littori, insieme 625 denari, cioè 2500 sesterzi, precisamente le usurae quincunces di 50000 sesterzi. E infine intendiamo perchè queste tre classi di apparitoli siano state comprese nella divisione, perchè cioè il padre Euticho fu appunto in Ostia lictor curialius, scriba cerarius e scriba librarius. Fu inoltre quinquennale dell'importante collegio dei fabri tignuarii di Ostia, ufficio che vediamo occupato anche da altri due apparitoti ostiensi (C.I.L. XIV, 296, 374).
Menzione particolare merita fin d'ora una tomba, che si trova dietro a quella segnata dal Visconti, Escavazioni ostiensi, col n. 7. Questa tomba aveva l'ingresso sulla via Ostiense. La porta, con soglia in travertino, è ad un livello molto più alto di quello stradale. È costituita di due stanze. La prima, di m. 4,50 X 2,90, conserva avanzi del pavimento a mosaico bianco e nero. Approfondito lo scavo dove questo mancava, vennero in luce delle tombe costruite con tegoloni, alcune con tetto alla cappuccina. Sotto queste tombe fu scoperto uno strato di pezzi di pozzolana nera, e verso l'angolo est tra fini calcinacci tre olle con ossa cremate. Verso l'angolo ovest venne in luce una tomba a fossa con muretti in laterizio. Converrà però esaminare questa camera, più largamente, anche nella parte più bassa.
La seconda stanza, quasi quadrata, mostrava nel lato est un cattivo muro in laterizio: dietro a questo, coperto da esso, vennero in luce due loculi con affreschi imitanti il marmo giallo, con faccioni imitanti il verde antico. Verso il fondo altre traccio di nicchie con avanzi di affresco a fondo rosso. Il pavimento era in mosaico bianco e nero con disegno geometrico. Accanto alla parete ovest, verso l'angolo esterno, incastrata nel mosaico, era, a posto, una lastra marmorea di m. 0,415 X 0,355 con l'iscrizione: D M MENAMDRO ARK (sic)
Tolta la lastra, venne in luce il cadavere di questo arcano. Esso era coperto da tegoloni messi alla cappuccina, appoggiati dall'una parte al muro del sepolcro e dall'altra ad un muro sottile. Vennero quindi in luce altro quattordici tombe a fossa, in media di m. 1,00X0,46X0,58 ognuna, con un cadavere coperto di uno strato di m. 0,10 di calce. Sotto vi è un'altra serie di tali tombe.
Approfondito lo scavo dov'era la tomba dell'arcano, si notò che il muro del sepolcro posava sulla terra. Continuata l'indagine, più sotto venne in luce un bel muro a reticolato con affreschi a riquadri bianchi e neri con zoccolo a fascioni verdi e rossi. Nel riquadro nero si vede dipinto un vaso di vetro, poi un'incannucciata che forma una finestra. Il sepolcro superiore fu dnnque costruito, quando ne era stato distrutto uno anteriore. Nella terra che riempiva il sepolcro superiore si raccolse: 1. Fronte di sarcofago marmoreo in due frammenti, con maschere agli angoli. L' iscrizione tra le due maschere (m. 0,31 X 0,26; 0,55 X 0,30) reca iscrizioni greche; 2. Frammenti di lastra marmorea (m. 0,365 X 0,35 X 0,032); 3. Id. (m. 0.17 X 0,22 X 0,02): ...M FAVSTO | ...VIII MES V | ... aqVILINA FECIT | ...CISSIMO; 4. Id. (in. 0,21 X 0,15 X 0,02): A A QVILINA | NIVGI DVL | cVM QVEM | ANN XXV...; 5. Id. (m. 0,165X0,15X0,02): ...M… | ...ST... | ...NI…
Anche in un'altra tomba, approfondendosi lo scavo, venne in luce a circa m. 0,30 sotto il pavimento, tra la sabbia lasciata probabilmente dal Tevere in una inondazione, un cippo di travertino (m. 0,45 X 0,24) con la seguente iscrizione: C CRITONius cl | PHILIPP VS | CRITONIA CL | THAIS | C CRITONIVS C L | PHILOTIMVS | CRITONIA CO L | FORTVNATA | IN F P XXI IN AG P XXV. E questa è altra prova delle strane vicissitudini di questi monumenti.
Dalla terra, che riempiva la tomba, provengono oltre a frammenti di stucco di vòlta e di cornici ed a frammenti di affreschi, i seguenti oggetti:
Marmo. Frammenti di sarcofagi marmorei, oltre ad altri di minor conto: 1. Parte sinistra di coperchio di piccolo sarcofago. All'angolo testa virile barbuta con berretto frigio. La rappresentanza centrale si riferisce alla scena della preghiera di Priamo ad Achille perchè gli restituisca il corpo del figlio. A sinistra si vede su una colonna tortile un vaso, il quale dovrebbe indicare che la scena si svolge nella tenda. Un giovano (Achille) sta seduto presso la colonna, posando il piede sinistro innanzi su una massa informe, che è forse la roccia, come sulla roccia, non sulla sedia, sembra che appoggi la mano destra; con la sinistra regge sul ginocchio destro il lembo del manto, che, attortigliato, dalla spalla sinistra gli scende dietro il dorso ; la spada è sostenuta dal balteo; ha nei piedi i calzari; l'elmo corinzio sta a terra alla sua destra e lo scudo alla sinistra. Un guerriero barbato con lorica, balteo e scudo, sul quale fu posto come emblema il gorgoneion, sta in piedi nel fondo accanto a lui. Tra questo e il giovane si vede la testa con le spalle di un'altra figura con vestito fermato sulla spalla destra. Tutti e tre sono rivolti verso la figura di Priamo, di cui si vede solo il braccio destro, coperto di manica, teso in atto di preghiera verso Achille, parte del mantello con fiocco ed un piede (m. 0,30 X 0,65 X 0,56). 2. Frammento di grande sarcofago, con rappresentanza relativa al riconoscimento di Achille tra le figlie di Licomede. La prima figura ben conservata a sinistra è Ulisse, barbato, in exomis, con pileo, spada retta dal balteo e con bastone (?) tenuto con la sinistra, allontanandosi rapidamente verso destra, voltando indietro la testa, nel consueto atteggiamento. Egualmente si allontana verso destra, voltandosi indietro, un uomo più giovane (Diomede) con capegli ricci tenuti fermi da una tenia, con clamide fermata sulla spalla destra; regge con la sinistra l'impugnatura della spada e tiene il braccio destro piegato, con la mano all'altezza della spalla destra. Nel lato destro del sarcofago si vede la poppa col timone della nave che ha portato Ulisse ; la poppa è decorata di scudo, e sul bordo è disteso un drappo (?). Nella barca vi è un guerriero sbarbato, con elmo e clamide ; tiene la destra al petto e con la sinistra regge un remo(?). Più a destra si vede parte di altra figura (m. 0,60 X 0,65 X 0,30). 3. Frammento di coperchio (m. 0,15 X 0,09 X 0,09). Parte di figura con veste a larghe pieghe e berretto frigio; tiene il braccio d. disteso lungo il fianco e con la d. regge qualche cosa, che sembra avvolta intorno al collo. 4. Due frammenti della fronte di un sarcofago verso sinistra (m. 0,68X0,17; 0,40X0,017). Si vedono due gruppi di figure: nel primo a sinistra una donna vestita di chitone, volta a d., tiene la d. appoggiata sul braccio sin. di un uomo volto a sin., vestito di tunica a corte maniche, e col braccio d. dietro le spalle della donna; nel secondo, in cui le teste sono rotte, una donna (?) stringe con la d. il polso sin. di un uomo; segue l'iscrizione: AELiae pREPVSAE. 5. (ni. U,15 X 0,39). Parte inferiore di colonna tortile a sin.; a d. parte inferiore di figura virile vestita. 6. (tu. 0,15 X 0,18 X 0,035). Parte inferiore di persona seduta su sella pieghevole ; ha lunga veste e calzari e stringe con la sin. l'estremità di qualche cosa che non si riconosce. 7. (m. 0,39 X 0,32). Parte di figura muliebre, innanzi ad una tenda, con lunga veste; tiene il braccio d. abbassato, avendo in mano probabilmente un gambo, e il sin. piegato (Mg. 7). 8. (m. 0,155 X 0,14 X 0,045). Parte superiore di figura virile barbata, avvolta nel manto, che scende dalla spalla; regge con la sin. una capsa. 9. (m. 0,22 X 0,097). Parte sinistra di figura muliebre seduta, avvolta nel manto. 10. (m. 0,152 X 0,27). Parte inferiore di figura a gambe nude, in moto verso sin. e a d. strie verticali. 11. (m. 0,31). Figura muliebre vestita. 12. (m. 0,36 X 0,265 X 0,06). Lauro a d. e parte di figura a sin. Abbozzalo. 13. (m. 0,11 X 0,10 X 0,05). Parte superiore di amorino, con braccia protese e parte di altro simile. 14. (m. 0,30X0,26X0,04). Amorino su delfino. Abbozzato. 15. (m. 0,115X0,115X0,055). Gamba di figura sdraiata, su onde marine. 16. (m. 0,14 X 0,19 X 0,045). Ala e parte di spalla. 17. (m. 0,105 X 0,09 X 0,053). Parte di braccio. 18. (m. 0,11 X 0,14). Ala. 19. Parte di lato sin. (ni. 0,21 X 0,30). Maschera all'angolo e testa di delfino. 20. (m. 0,20 X 0,26 X 0,04). Cavallo marino su onde a sin. 21. (m. 0,42X0,20X0,04). Grifo. È dello stesso sarcofago, di cui formava parte il frammento precedente. 22. (m. 0,16 X 0,09 X 0,04). Animali che si inseguono. 23. Busto (alt. m. 0,44) di uomo barbato e coronato, con manto che gli lascia scoperta la spalla destra; verso di questa sale un aspide (tìg. 8). 24. Statuetta di Venere nuda, mancante della testa e della parte inferiore della gamba dostra (alt. m. 0,43). Due treccie le scendono sulle spalle. Di lato un' anfora, su cui è deposto il manto. Le gambo orano già restaurate in antico. 25. Statua femminile anche acefala (alt. m. 0,765) con chitone e manto; tiene con la d. per la groppa un leoncino. 26. Parte inferiore di testa muliebre con capelli divisi, coperta di manto (m. 0,11). 27. Emetta di giallo antico, rappresentante un uomo barbato, con tenia (alt. m. 0,175) e altri frammenti di statue. 28. Tre frammenti di una piccola cornice d'angolo con una linea di palmette e sotto listelli, dentelli ed ovoli. Su uno di essi (m. 0,13 X 0,19 X 0,065) si vede un leone sdraiato rivolto a d. Nell'altro (m. 0,135 X 0,155X0,07) eravi pure una figura, ma è irriconoscibile; vi è il principio del timpano. 29. Due frammenti della cornice di un'edicoletta (m. 0,14X0,21). 80. Frammenti di cornici, transenne, colonnine ecc.
Si ebbero inoltre i seguenti pezzi marmorei iscritti: 1. Parte inferiore di statua di Apollo con onfalo e serpente (m. 0,16 X 0,14 X 0,085), la quale si incastra in una base (m. 0,75 X 0,14 X 0,13), sulla cui fronte si legge: VARENVSA VGG LIB ADIVT TABVL FDFOAPOLLINI VIP. Un Vareno, liberto di due imperatori, adiutor tabularii, fa al dio Apollo la statuina. Ignoro a che si accenni nell'ultima linea, se si tratti p. e. di un epiteto di Apollo o se si debbano separare le tre lettere. 2. Frammento di lastra (m. 0,155 X 0,155 X 0,04): SILVA… | ...SAC…; 3. Basetta (m. 0,10X0,85X0,02): … M | c RESCENT... | ...COLONI... | ...IMO FE…; 4. Base rozza superiormente e con un incavo sotto (m. 0,05 X 0,215 X 0,23): T FL FORTVNATvs CALCARIS D D. Un T Flavio Fortunato offre, a quanto sembra, un dono al collegio dei calcarti, calcis coclores o caìcarienses (Waltzing, Corporatio professionnelles, II, pag. 115 e seg.); 5. Frammento di lastra (m. 0,10X0,085X0,02): ...acHILLEO…; 6. Id. (m. 0,21 X 0,35 X 0,055): ...M | E AELIA... | DI VXORIBENE... | ...REN TI FECIT M A... | ZOT; 8. Id. (m. 0,105X0,047X0,02); 9. Lastra (m. 0.594 X0,32 X 0,2: M CALPVRNIVS | RESTVTVS FECIT SIBI ET | PATRONO SVO M CALPVRNIO FORTVNATO | ET CONIVGI SVAE TITLVM | POSVITET SVIS; 10. Id. (m. 0,70 X 0,65 X 0 52): M CALPVRNIVS RESTVTVS | FECIT SIBI ET COIVGI SVAE | LIBERTIS LIBERTABVSQVE | POSTERISQVE EORVM | HOC MONIMENTVM | HEREDE NON SEQVITVR | ITV AMBITV AVIA PVBLICA | HVI MONIMENTO DEBETVR | IN FR P XIIII IN AGR P XXI; 11. Id. (m. 0,09X0,23X0,037): P GRANIVS P A L AtflOCHVS GRANIA P C (rovsciata) L APHELIA; 12. Frammento di lastra (m. 0,22X0,19X0,03): M MARIVl... | FECIT S... | AELIAE PAN... | P AELIO BA...; 13. Id. (m. 0,95X0,09X0,02): ...P N...; 14. Id. (m. 0,09 × 0,085 × 0,02): LVFF | LIC PA...; 15. Id. (m. 0,165 X 0,110 X 0,023): ...EMIDV... | ...prMIGEn... | ...ISSIMIS; 16. Id. (m. 0,25 X 0,11 X 0,02):| HI | GEN...; 17. Id. m. 0,085 X 0,055 X 0,016): RI | SEX SV...; 18. Frammento di lastra marmorea m. 0,16 X 0,145 X 0,027): D M pacTVMEIVS ...STES | SIBI ET | RI; 19. Id. (m. 0,32 X 0,31 X 0,10): ...AVISI | ...IBVS HON... | ...PETRON | fecer VT SIBI ET... | ...LIB...; 20. Id. (m. 0,44 X 0,35 X 0,02): CTATINVS | C F | IHC DORMIT (sic);21. Id. (m. 0,285 X 0,20 X 0,03): MEIAEi... | ...N TRIBONIVS... | ... CONIVGI BENE | FECIT; 22. (m. 0,14 X 0,26 X 0,026): 23. Id. (m. 0,29 X 0,26 X 0,062): fecit | MATRI | ERENTI; 24. Id. (m. 0,12 X 0,22 X 0,025): AER ORIN CONIV M; 25. Id. (m. 0,10 X 0,12 X 0,02): Q... | ...O ET I... | ...RVM...; 26. Id. (m. 0,067 X 0,155 X 0,025): ...TIA...; 27. Id. (m. 0,16 X 0,145 X 0,02): ...MIT | ...VSVA | cogNATAE; 28. Id. (m. 0,11 X 0,076 X 0,017): ...STVS; 29. Id. (m. 0,13 X 0,09 X 0,02): ...RIA L F...; 30. Id. (m. 0,125 X 0,122 X 0,025): ... M | ... PATALO; 31. Id. (m. 0,111X0,122 X 0,015): AND... | DI; 32. Id. (m. 0,087 X 0,135 X 0,019): ...PO...; 33. Id. (m. 0,155 X 0,20 X 0,038): ...TORE; 34. Id. (m. 0,51 X 0,85 X 0,03): ....L C... | ...M IIII.... | ...ORII...; 35. Id. (m. 0,11 X 0,135 X 0,025): ...DIAN 36. Id. (m. 0,24 X 0,18 X 0,01): ERV... | ...TRON... | ...BER... | S...; 37. Id. (m. 0,024 X 0,124 X 0,053): ...ILV... | MI; 38. Id. (m. 0,06 X 0,205 X 0,02): PED XVIIIIIS; 39. Id. (m. 0,18 X 0,16 X 0,02): coniu GI BE | neme RENTI | CIT; 40. Id. (m. 0,085 X 0,085 X 0,03): M | QVI V xit | VI DIEb | VMPI; 41. Id. (m. 0,20 X 0,117 X 0,036): ET LIBER tis liber | TABVS Que | PXXVI e molti altri minutissimi frammenti d'iscrizioni e frammenti di cornici e capitelli.
Terracotta. Frammenti dei fregi del genere Campana: 1. (m. 0.26 X 0,26). Frammenti di fregi con amorini portanti encarpi. È conservato un pezzo con la figura di un amorino volto verso sinistra, che solleva le due braccia reggenti il festone di frutta. 2. (m. 0,13 X 0,20). Id. id. con amorino volto verso destra. 3. (m. 0,10 X 0,09). Id. id. con parte dell'ala di un amorino sotto una cimasa di ovoli. 4. (m. 0,125 X 0,14). Sotto ovoli e astragali si vede la parte superiore di un satiro, volto a destra, in atto di suonare il doppio flauto, e dietro a questo parte della testa di altra figura. 5. (m. 0,08X0,13). Appartenente all' istessa tegola; parte di una testa. 6. (m. 0,14 X 0,05). Un satiro con la nebride che gli svolazza dietro il dorso in atto di camminare verso sinistra, porta innanzi a sé all'altezza dei fianchi un oggetto che ora è perduto. 7. (m. 0,14 X 0,23). Un satiro col ginocchio sinistro a terra, mette in una cesta, piena di grappoli d'uva, un grappolo che stacca dalla vite, il cui tronco si vede a sinistra. Più a sinistra parte di un'altra cesta simile. 8. (m. 0,105 X 0,14). Ramo che, formando una voluta, finisce in testa di leone. Antefissa, che in forma di palmetta s'alza da un festone; sotto toro.
Mattoni con i bolli C.I.L. XV, 69, 107, 152*, 246, 347, 364, 437 a, 469, 525 e, 708, 709, 715, 1072, 1179, 1244, 1278, 1379*, 1422, 1432, 1512 a, 2161, 2179, 2199, 2203 e SEX PVBLICI FAVSTI AVG CONS ORTIs opDO EX… Il nome di Sex. Publicius Concors ricorre pure nelle tegole C.I.L. XV, 44 (ex praedis Augustorum noslrorum, figlinis Buccomonìs), 45 (ex praedis Aureli Caesaris et Faustinae), 46 ex praedis Augusti nostri), 154 (ex figlinis Domilianis), 186 (ex praedis Faustinae Augustae, ex officina Domiliana m... ). Si noti la strana collocazione del nome di Faustina minore, che è la proprietaria del fondo, tra il gentilizio ed il cognome dolV offici nator. Alla fine della seconda e della terza linea leggeremo forse ex [fig.] N[ovis]. a) ... EXPR | ...FR corona; b) TISF....IS; c) C CALVISI ANER | d) EXO fic m co RN VAL asino a lettere incavate.
Lucerne, tra cui C.I.L. XV, 2306, 6502, ed altra con la marca nel fondo: CIVN M. Anse di anfore con la marca C.I.L. XV, 2290 e a) CFA; b) QFSAX OFF…; c) CCPV; d) ...CCIHI. Parte di anfora con le seguenti lettere graffite sull'omero prima della cottura: VO. Fondo di vaso aretino con la marca C.I.L. XV 5496 c e a) SEXIA entro pianta di piede; b) TRASINPISAP. Dromo. — Lettera I per essere incastrata (alt. m. 0,19). Chiavi ecc.
Piombo. Basettina circolare (diam. m. 0,04).
Osso. Aghi crinali, di cui uno finiente a bustino su una palla; inoltre manici, dadi, cucchiai ecc..
Dante Vaglieri
Sterri sulla via principale di Ostia antica.
Nell'edificio dai pilastri di tufo, nel secondo vano per chi viene da Roma, dove fu rinvenuto il tubo di Nasennio Fortunato (v. sopra pag. 67) si rinvennero due pezzi di tubi di piombo. Su uno di essi si legge: ADRIANO AVG N e nell'altro: AVGG N SEVER ET ANT
Sulla via del teatro, o via principale, tra il portico a tetto spiovente e la via dei Vigili, innanzi al portico, vennero in luce i piccoli muri che chiudevano forse delle pergulae, come nel tratto seguente (v. Notizie, 1909, pag. 412 lett. a). Questi piccoli muri sono limitati sulla strada, che divide il portico grande da quello a tetto spiovente, mediante due filari di blocchi parallelepipedi di travertino; innanzi a questi, sulla via principale, è collocato un grande cippo pure di travertino.
Lungo quelli corre una piccola fogna coperta alla cappuccina. Perpendicolare a questa è un'altra piccola fogna, che passa sotto il corridoio che da quella via immette nel portico a tetto spiovente.
In questo tratto della via principale, tra quest'ultimo portico e la via dei Vigili, si raccolse: Marmo: Frammento di urna cineraria, ornata di bucranio e di festoni (m. 0,18 X 0,12) con la seguente iscrizione: TI CI | CE | CAE | ETI | SE. Bronzo: Frammenti di rubinetti; un cucchiaino di forma allungata (m. 0,157); una fibula ad arco semplice (m. 0,058) ; un frammento di specchio ; chiodi, borchie ecc. Terracotta: Mattoni con i bolli C.I.L. XV, 103, 1219. Lucerne (C.I.L. XV, 6433 a; scurra ed altre). Coperchi di anfore.
Dante Vaglieri.
Sterri intorno al Teatro di ostia antica.
Fu poi proseguito lo sterro della via principale dopo la via della Fontana verso l'ingresso del teatro, dove si continuò a rinvenire quello stesso strato superiore di calcinacci, terra e mattoni battuti, che si era constatato innanzi ai portici e sopra le rovine delle tombe.
Di fronte alla via che va lungo la curva del teatro, sul margine destro della via principale, venne in luce un colonnato a colonne di portasanta (alt. circa m. 3,50 ; diam. m. 0,42), lungo ventitré metri. Gli intercolunnii misurano m. 3,70. Il pavimento nell'interno è a lastre informi di marmo o a pezzettini quadrati.
Furono rialzate tre delle colonne, che si rinvennero intere. Due di esse conservano i capitelli corinzii, sui quali sotto l'abaco si leggono le lettere capovolte da una parte del rosone PDE ('), dall'altro PPCC. Sul frammento di un altro capitello si legge: TICF.
Presso la prima colonna del portico, fu, in epoca molto tarda, fatta una costruzione absidata con blocchi di tufo, travertino e peperino. Riposa su terra di scarico ed è a m. 0,75 sopra il piano stradale antico. Sotto il pavimento di essa, sopra questo piano, e anche in giro, si rinvennero avanzi di seppellimenti: si hanno sarcofagi con ossa non a posto e anche frammenti di altre ossa in giro. Tutto è stato evidentemente rovistato e sconvolto.
Proseguendo verso il teatro, si incontrano pezzi di archi, di muri, di cornici, di mensolette, di dentelli, tutti in terracotta, appartenenti alla trabeazione del portico, che circondava il teatro stesso, e frammenti di vòlte. Si raccolgono pure frammenti di cornici a volute e grandi foglie di acanto, quali si rinvennero l'anno scorso e quali già si conservano nel Castello, frutto di scavi anteriori. In questo tratto tra via della fontana e l'ingresso del teatro si raccolse:
Marmo.
1. Sarcofago baccellato (m. 2,17 X 0,50 X 0,59). Nel centro si vede Orfeo in veste trace, con il viso rivolto a sin., col piede sin. su un sasso; con l'eccitamento del cantore, egli suona la cetra, che tiene appoggiata sul ginocchio sinistro (o meglio su un pilastrino). A sin. un lauro, su cui sta un uccello (gallo ?) che si rivolge verso Orfeo. Tra le gambe di questo a terra è un montone che alza la testa verso di lui (fig. 3, 4). All'angolo sinistro della fronte del sarcofago è una figura muliebre, togata, vòlta a d., con acconciatura della metà del III secolo d. C. o poco dopo, e con un rotolo nella mano sin.; alla sua destra a terra un uccello. All'angolo destro una figura virile togata, vòlta a sin.; alla sua sinistra una capsa con rotoli. A ciascun lato del sarcofago un grifo. Questo sarcofago è, con ogni probabilità, cristiano : la rappresentanza di Orfeo è infatti preferita nei più antichi monumenti cristiani (cfr. Gruppe in Koscher, Lex. der gr. und róm. Mythol. s. v.) e questa stessa nostra rappresentanza per l'acconciatura del capo della donna raffigurata a sin. è circa della seconda metà del III secolo. Una rappresentanza simile troviamo in un altro sarcofago, pure di provenienza ostiense, rinvenuto a s. Ercolano negli scavi del card. Bartolomeo Pacca negli anni 1834-35, e donato nel 1864 dal nipote di questo, mons. Bartolomeo Pacca, al Museo Lateranense. È pubblicato da C. L. Visconti nelle Dissertazioni dell'Accademia Romana di Archeologia del 1864 (161), che lo dichiara « raro cimelio » , «rarità di scultura cristiana », e dal Garrucci nella Storia dell'arte cristiana (V, tav. 307, 3).Per le due figure agli angoli si confronti il sarcofago di Porto Torres, pure con la rappresentanza di Orfeo, pubblicato dal Garrucci (op. cit. V, tav. 307, 4).
2. Sarcofago (m. 2,40 X 0,70 X 0,40). Nella fronte (fìg. 5) si vedono quattro putti, due agli angoli e due verso il centro che reggono festoni di frutta. Nel campo sopra i due festoni laterali si vede una bellissima testa alata di Medusa e in quello sopra il festone centrale, sta la targa con l'iscrizione: D M | L VOLVSIVS EVELPISTVS | FECIT VOLVSIAEPRO | SODE CONIVGI SANCTIS | SIMAE ET PIENTISSIMAE | ERGA SE ET | L VOLVSIOSPERATO FILIO | DVLCISSIMO QVI VIXIT | ANNIS XVIIII MVIII | D XX. A ciascun lato del sarcofago vedesi una simile testa di Medusa nel campo sopra un festone sostenuto da due putti. Nel cuscino nell' interno del sarcofago si nota l' incavo per tre teste. Si noti come il figlio di un Euelpislus sia chiamato con cognome latino Speratus.
3. Sarcofago baccellaio con gli angoli arrotondati (m. 1,87 X 0,70 X 0,64). Nel centro è rimasto rozzo inferiormente il posto dell'iscrizione e superiormente quello del clipeo.
4. Frammento di sarcofago baccellaio con testa virile nel centro (m. 0,22 X 0,30).
5. Coperchio di sarcofago a schiena d'asino (m. 2,08 X 0,56 X 0,18). È ornato sulla fronte con una foglia di acanto, dalla quale si staccano due rami con foglie, che finiscono a volute con rosoni. Ad ogni angolo una palmetta.
E inoltre: testa muliebre diademata (fig. 6), da innestarsi sul busto (m. 0,33) ; parte superiore di figura muliebre con veste cinta alla vita e abbottonata sul petto verso la spalla destra (m. 0,15); parte di figura muliebre (?) seduta (Nereide?) (m. 0,20 X 0,20); piede destro di statua e tronco d'albero su plinto (m. 0,17 X 0,24); braccio sin. di statuina con pelle leonina (m. 0,095); frammento di gamba (m. 0,135); e frammenti di bassorilievo, l'uno con parte di spalle (in. 0,105 X 0,11), un altro con parte di gamba (?) (m. 0,145X0,08), e il terzo con testa di pesce (m. 0,18).
Iscrizioni:
1. (m. 0,10 X 0,123). Sopra una testa barbata (Ercole) e una corona (fig. 7) si legge: herC AVGVST; 2. (m. 0,14X0,11X0,024): CA | EPOTI T...; 3. (m. 0,082X0,12X0,03): D M clAVDIAE; 4. (m. 0,135 X 0,11 X 0,015): VS FOL | NIAHI | ENT; 5. (m. 0,145 X 0,1 l'X 0,018): GLORIC | MERCE | ILIAE; 6. (m. 0,26 X 0,28 X 0.03): D corona m | HERENNIAW AXIMA HEREnnia | EMAXIMAEFILIae | FECIT; 7. (m. 0,085 X 0,095 X 0,04): M | paTROCLO; 8. Coperchio di sarcofago (m. 1,56 X 0,39 X 0,095): D M | D POMPONI QVl ET VLI VlXIT ANN | VII D XXV FECIT POMPONIVS | QVIETVS PATER B M; 9. Urna quadrata (in. 0,26 X 0,405 X 0,031): DIS MANIB | THROPIME | LIB PIISSIM | OPT CAR | M SEMPRONIOMF SEVERO (sic) | VIX ANN XXXVII; 10. (m. 0,155X0,25X0,055): D VET; 11. (m. 0,10X0,55X0,02): OR | E | FIL; 12. (m. 0,23 X 0,08 X 0,03): FF; 13. (m. 0,165X0,103X0,03): ENS IMAE; 14. (m. 0,17X0,145X0,023): MOR | ESETI e altri frammenti di minor conto.
Terracotta.
Mattoni con i bolli C.I.L. XV, 12, 20, 41, 79 (4 es.), 103 (5 es.), 129, 167(2 es.), 350, 377, 616, 693, 732, 737, 738, 743, 810, 847 (4es.), 861, 958 a, 1014, 1060, 1071, 1094 e, h, 1210, 1278, 1331, 1435 (3 es.), 2199 e: a) OPVS EX FIGLINIS MACEDONIA Fortuna con cornucopia, ruota e timone; b) ex praeDkRRÌAEFAdillae CIVLI LV caduceo (cfr. C.I.L. XV, 78); e) OPVS DOL.. | IS EX FIGV lepre?; IS EX FIGV d) DOL DE FIGI | L V N timone; e) Q OPD EX PR AVI | NA MA.
Lucerne (C.I.L. XV, 2725 e altre). Fondo di vaso aretino con la marca: S M F in pianta di piede (cfr. C.I.L. XV, 5297 e). Frammento di anfora, su cui è graffito: VI. Anse di anfora (C.I.L. XV, 2605, 2921 h). Orli di dolii con le iscriiioni: a) bucranio bucranio QT ... SN | EVPC...; b) XLdII; c) F graffito. Frammento di antefissa (m. 0,12 X 0,08) con parte destra di testa su foglia di acanto con volute.
Bronzo.
Pendaglio per finimento di cavallo, a forma di foglia d'edera (m. 0,073X0,07).
Dante Vaglieri.
Scoperta di una chiesetta medievale ad ostia antica:
Si è detto di quella costruzione di epoca molto tarda, rozzissima, fatta con avanzi del teatro (v. sopra p. 95) quando il terreno era di molto rialzato. Si tratta di un' abside con un piccolo tratto di muro, e alla distanza di m. 8,70 verso est di un altro piccolo tratto consimile. Il resto del piccolo edificio era stato completamente distrutto, senza che ne restasse traccia.
Ci colpì il fatto del grande numero di sarcofagi classici e di frammenti di sarcofagi, qui rinvenuti, contenenti ossa umane, per quanto scombussolate. Pensammo poiché non si può supporre che in tempo classico siasi sepolto in città che qui forse essi erano stati portati per farne calce, piuttosto che come scarico, quale rinvenimmo quasi dovunque nello sterro. Né sfuggì un altro fatto, che altre ossa sembravano qui deposte per un vero seppellimento, per quanto anche esse fossero state poscia sconvolte.
La soluzione del problema sta, se non erro, in una lastra marmorea (m. 0,93 X 0,60 X 0,056), frammento di coperchio di sarcofago, rinvenuta su quello con rappresentanza di Orfeo (v. sopra p. 96). Vi si legge: hic | Quirìacus | dormit in pace.
Ricordando che, secondo il martirologio ostiense, mentre s, Quiriaco, vescovo di Ostia, subì il martirio in carcere, i suoi compagni lo subirono ad arcum ante thealrum, e che questa costruzione tarda, absidata, sta poco prima dell'ingresso del teatro, sembra ovvio il riconoscere in questa un oratorio, costruito nell'epoca del trionfo del cristianesimo, e forse tra il VI e l' Vili secolo d. C, in onore del santo vescovo e de' suoi compagni di martirio.
L' iscrizione sepolcrale di Quiriacus non appartiene a questo periodo, onde non è da supporre che si riferisca ad un Quiriaco, che si sia voluto far seppellire presso il locus martyrii se non di un suo omonimo, almeno dei suoi compagni, ma è stato qui trasportata da un cimitero suburbano. Copriva essa già in origine le ossa del vescovo e fu qui portata con queste ? 0 stava su altra tomba e ne fu qui portata forse per equivoco? E nei sarcofagi si vollero conserrate, in posto degno, le ossa di quel santo e dei suoi compagni di martirio? Noto però che il sarcofago di Orfeo contenne verosimilmente fin da principio le ossa di un cristiano.
Con la fronte sulla linea del colonnato è costruita una grande vasca semicircolare (diam. m. 4,70) che ha nel mezzo due basi rettangolari in mattoni (m. 0,53 X 1,32 X 0,65) con intonaco bianco a cocciopisto. Una di queste basi si trova sotto all'abside della chiesetta medievale. Dietro la parte curva della vasca si trova una base in mattoni (m. 3 X 1,20) forse per sostenere una statua equestre, come se ne vedono altre in Ostia. Più oltre, verso il teatro, sulla strada si ha una costruzione quadrata (m. 5,80 X 4,37 X 0,60), con quattro pilastri agli angoli, forse per sostenere un tetto, e con pavimento in travertino. Queste costruzioni e altre prossime furono tagliate tutte ad un piano. All'altezza di questo fu fatto un pavimento a piccoli pezzi di marmo, che si è ritrovato in alcuni punti e all'istessa altezza arrivava anche il più tardo pavimento in qualche taberna.
Tale piano stava tra il colonnato sulla via (v. sopra p. 95) e un altro colonnato parallelo, innanzi alla terza taberna del teatro, cominciando dall'angolo est); formava cioè una specie di trapezio, di cui i due lati paralleli erano costituiti dai due colonnati, uno dalla curva del teatro e il quarto dal muro dell'edifìcio che sta di fronte al lato orientale del teatro stesso.
A questa costruzione di epoca tarda (IV-V secolo?) che mascherava il teatro, (comprendendone anzi una parte), io non saprei dare alcun nome. Mi è venuto in mente che potesse aver avuto rapporto con la memoria di s. Quiriaco e dei suoi compagni di martirio, che si fosse trattato cioè di un'area in onore di essi nel locus martyrii. Tutto però dovette essere presto travolto ; e quando fu costruito il rozzo edificio medievale, tutto era in rovina, una delle colonne essendosi trovata a terra sotto il pavimento della chiesetta, e l'abside di questa essendo su una delle sottobasi.
Dante Vaglieri
Scavi presso le porte di Ostia antica:
Fu iniziato lo spurgo del pozzo che si trova nella tomba alla quale il Visconti diede il n. VII (Escavazioni di Ostia in Annali d. Instituto, 1857, pag. 281 seg. ; cfr. sopra pag. 93). Ma penetrandovi l'acqua in molta copia da due sbocchi, ed essendo insufficiente la pompa, la continuazione dello spurgo fu rimessa ad epoca di magra. Si estrassero lucerne fittili (tra le quali una col bollo C.I.L., XV, 6377), alcune ciotolette, sei nocciole ed una mandorla. In questa stessa tomba si rinvennero a posto molti tratti del fine mosaico con disegno geometrico e con uccelli.
Nella pulizia delle tombe si raccolsero delle lucerne, tra le quali una col bollo G. I. L., XV, 6376 e con due palme, e un'altra con un tridente nel fondo, e frammenti di rivestimenti di mobili in osso. Presso la porta principale venne in luce un frammento marmoreo di bella statua di Vittoria, col vestito svolazzante, onde è scoperta la gamba destra. Si raccolse poscia un frammento di lastra marmorea (m. 0,15 X 0,16 X 0,03) in cui rimane il resto dell' iscrizione: ACFIERI... | ...EFECIT F...
Si raccolse parimenti un fondo di vaso aretino con la marca: MPER; e un fondo di piatto fittile con la marca: OFMOM.
Presso la così detta porta Romana si scoprì un piccolo torso di statua marmorea virile nuda (m. 0,115); un frammento di sarcofago marmoreo (m. 0,335 X 0,115) in cui rimane il rilievo rappresentante un ramo di alloro ed un braccio in atto di scagliare un'asta ed a sinistra, entro targa, il frammento epigrafico: VLINAE NN
Vi fu anche raccolta una lucerna fittile con bollo (C.I.L., XV, 6296 a con bidente (?) nel mezzo), e parte di un ago crinale di osso fidente in testa muliebre, e poscia un fondo di vaso aretino portante la marca di fabbrica: OF SECVAO e sotto, granito : H E L. Fu pure rinvenuto un pezzo di lastra marmorea (m. 0,12 X 0,125 X 0,022) iscritta, della quale rimangono soltanto le lettere: ...RONIA | PVNT...
Dante Vaglieri.
Scavi presso il Teatro di Ostia antica:
Prima di arrivare al teatro, in vicinanza dei colonnati, della chiesetta e della vasca; si raccolse:
Marmo. Parte inferiore di testa muliebre, con manto che doveva coprirla (m. 0,145); Testa di satiro, male conservata (m. 0,15); Frammento di bassorilievo (m. 0,17 X 0,15). Inferiormente, sotto una cornice, parte di un festone e la testa di un'aquila a sin. ; superiormente, su un piano rientrante, la testa di un fanciullo a d., tagliata dalla cornice all'altezza della bocca. Prora di nave che misura m. 0,52 X m. 0,28 (fig. 3) con canale che sporge per 11 centimetri, la quale evidentemente doveva essere stata destinata ad essere attaccata ad altro monumento.
Furono altresì ricuperate varie lastre di marmo. Sopra una di esse è granita una corona (diam. m. 0,08), e sulle altre si leggono le seguenti iscrizioni mutile: 1. (m. 0,41 X 0,26X0,057): ...ATISSIMO I... | caESARE NERVa traiano | optIMO AVGusto | gerMANICO DAcico | ...ORI TRIBV... | ...I AV…; 2. (m. 0,095X0,09X0,34): RELIO | ...MNO | ...I DIE V. 3. (m. 0,13X0,12X0,022): FELIC... | RANIA... | MARIT...; 4. (m. 0,13X0,10X0,03): S MANIBVS... | PVBLICI... | ILIO VET...; 5. (m. 0,17X0,17X0,024): DSEOI...
Non mancarono altri frammenti con poche lettere, taluni d'iscrizioni monumentali. Terracotta. Ansa di anfora con la marca: UN. Mattoni con i bolli C.I.L., XV, 79, 1538 e delle figline Macedoniane, come nell'esemplare riprodotto sopra a pag. 102.
Si continuò lo sterro intorno al teatro, che fu isolato per un breve tratto, compresavi anche una piccola parte dell'ingresso. Il rialzamento del pavimento in più punti indica le trasformazioni. Tardo è un piano del portico, formato con piccoli pezzi di marmo a più colori, che sta a livello delle soglie delle taberne, che sono state rialzate. Innanzi alla porta di ogni taberna sorge un pilastro con fondazione a calcestruzzo su cui stanno parallelepipedi di tufo, e sopra a questi poi s'alza la costruzione a mattoni. Quest'ultima sembra corrispondere all'età in cui venne rialzato il pavimento, il che dovette avvenire nel tempo medesimo in cui vennero costruite le ricche trabeazioni in mattoni.
Una trasformazione curiosa subirono in epoca tarda le due taberne ai lati dell'ingresso. La porta di esse fu chiusa con un muro a mattoni e le pareti e gli archi furono rivestiti nell'interno con cocciopisto a tenuta d'acqua, e negli angoli furono fatti i consueti cordoncini delle cisterne. Sempre nell' interno sopra lo strato solito di scarico si notava uno strato di terra e di argilla, evidente deposito d'acqua o di scarico si notava uno strato di terra e di argilla, evidente deposito d'acqua. Innanzi alla scala a d. dell'ingresso si scopri un pozzo (diam. m. 0,80), con vera in travertino, la quale conserva gli incavi prodotti dallo strisciarvi delle corde per tirare i secchi dell'acqua.
All'esterno del teatro gli spazi tra la curva e la via principale erano coperti con un pavimento a grandi lastre di marmo, tra cui si trovano adoperati anche frammenti di fregi, ad un piano più alto di quello originario delle taberne. Innanzi alla quarta taberna dopo l'ingresso corre sotto questo pavimento una piccola fogna, coperta con lastre di travertino. Dopo l'ingresso del teatro questo pavimento finisce verso la strada con un grande pezzo di epistilio e con il pilastro in mattoni, cui è appoggiato un pilastro capovolto di una semicolonna. Tutto ciò ci dimostra l'epoca tarda di questi lavori.
La quarta taberna, cominciando dall'angolo est del teatro, aveva due pavimenti: il secondo, su scarico, quasi un metro più alto della soglia in travertino, era fatto con lastre informi di marmo e con pezzi di mattoni. Ha a sinistra la scala consueta nelle taberne e in fondo, come le altre, una porta che conduceva nella retrobottega, che si trovava sotto la scalinata del teatro. Una fogna in mattoni con copertura alla cappuccina, larga m. 0,70, l'attraversa dirigendosi da est ad ovest. Il vano della porta sotto il portico, per arrivare al piano del pavimento superiore della taberna fu chiuso con una maceria a secco, composta con pezzi di tegoloni, di tufi, di pavimenti ad opera signina, di marmo : tra questi erano un pezzo di cornice con grandi foglie di acanto e mezzo busto acefalo (m. 0,31). Per piano di posa di questo muro furono adoperati i seguenti pezzi marmorei: 1. (m. 1,02). Statua acefala di Minerva in piedi con peplo, apoptygma ed egida; 2. (m. 0,80). Bel torso femminile con tunica e manto; 3. (m. 0,75). Parte inferiore di statua virile con manto, che lascia scoperto il fianco destro. Immediatamente innanzi al pilastro sinistro di questa taberna stava, giacente a terra, all'istesso piano una statua marmorea di epoca tarda, mancante della testa, che era lavorata a parte (m. 1,58); essa rappresenta un personaggio con tunica toga e calzari; porta l'anello all'anulare sinistro; e presso i piedi, a sinistra, è la capsa.
Nella quinta taberna si raccolse: 1. Testa marmorea, muliebre (m. 0,25), con capelli sul dinanzi attortigliati in due treccie, più in alto coperti da triplice nastro; 2. Frammento di sarcofago marmoreo (m. 0,24 X 0,31). Parte superiore di figura virile, verso destra, con la faccia rivolta indietro, vestita di clamide fermata sulla spalla destra, e con spada di cui si vede l' impugnatura. Dietro a lui parte anteriore di cavallo verso destra, il quale ha una gualdrappa di pelle ferina annodata davanti.
Nella settima taberna si raccolse: Marmo. Lastra (m. 0,22 X 0,31 X 0,03) col frammento epigrafico ANNVM e un capitello corinzio, una base di colonna e parte di una colonna a spirale. Bronzo. Fistula aquaria (diam. m. 0,075) con l'iscrizione: M CAECILI BIRRONI | EGNATIAE POLLITTAE...; Terracotta. Un fondo di vaso aretino con la marca (forma 36, cfr. p. 174): OFSECVD (cf. C.I.L., XV, 5560 e sopra p. 169). Un mattone col bollo C.I.L., XV, 70. Lucerne (cane in corsa a d. ; lepre in corsa a d.).
La terza taberna dopo l'ingresso del teatro conserva avanzi dell'intonaco, rozzo nella parte inferiore, fine nella superiore. In questa si raccolse un capitello, che per la calce che gli è rimasta attaccata da un lato, si dimostra essere stato adoperato in un certo tempo come materiale di costruzione. Vi si conservano le lettere T C F diritte, e CF capovolte.
Essendo stati continuati i lavori seguendo la curva del teatro venne in luce:
Marmo. Statua virile acefala alta m. 1,24 rappresentante forse Esculapio, vestito di himation che dalla spalla sin. gli scende sul dorso e sul fianco d., e torna davanti per poggiare sull'avambraccio sin., lasciando scoperta la parte superiore del corpo. Sulla coscia d. e sotto l'avambraccio sin. avanzi di puntelli. Davanti alle pieghe ricadenti, alla sinistra una piccola figura, chiusa in una specie di paenula (Telesforo). Parte di bel torso muliebre (m. 0,45), con tunica e manto, che le copriva il capo e dal quale sporge la mano destra, appoggiata sul petto. Questo torso sembra potersi ritenere che avesse fatto parte dello stesso insieme con le statue riprodotte nelle tìgg. 6 e 7. Parte posteriore di torso virile con fascia che scende diverse decorazioni, le quali dimostrano che venne adoperato due volte. Parte superiore di un cippo (m. 0,54 X 0,10 0,13): OSTIAE... | T MAN…; Pezzi di lastre marmoree nei quali rimangono i seguenti resti delle epigrafi che vi erano state incise: C | CVRT; 2. (m. 0,102 X 0,147 X 0,028): VM; 3. (m. 0,32X0,16X0,035): ...M | ...MMONIANVS | ...NA FECERVNT SIBI; 4. (m.0,29X 0.26X0,064): VND AVO; Nel frammento 4 inciso a grandi caratteri, le lettere nella seconda e terza linea furono abrase. 5. (m. 0,20X0,35X0,06): DEM VC; 6. (m. 0,19X0,125X0,355): STVS
Terracotta. Lucerne, tra cui una con busto galeato e la marca: MA...
Bronzo. Piede di mobile. Stili, borchie ecc.
Nelle terre di scarico, che erano rimaste ammucchiate intorno al teatro, si raccolsero non pochi avanzi di sculture marmoree che qui vengono enumerate: a) Parte del tronco di una statua muliebre nuda con capelli raccolti sulle spalle (m. 0,20); b) Testa muliebre (m. 0,22), alla quale due rami (di giunco acquatico?) formano una corona; e) Frammenti di teste, mani ecc.; d) Frammento di sarcofago (m. 0,44 X 0,32) nel quale si conserva il rilievo che rappresenta due delfini ; e) Frammento di altro sarcofago (m. 0,07 X 0,36) in cui rimane il rilievo di pecore che pascolano. Vi rimane pure una parte della targa ed il resto dell'iscrizione: VICTORI... | VSVLIAI...; f) Frammento di trapezoforo con figura di leonessa che esce da foglie (m. 0,31) ; g) Frammento di bassorilievo (m. 0,79 X 0,58): entro cornice la parte anteriore di un bel grifo alato che volge indietro la testa; h) Altro simile (m. 0,45 X 0,29) con principio di festone (?) e sotto un nastro svolazzante; i) Altro simile (m. 0,56 X 0,28) con parte di ala e nastro svolazzante; k) Blocco (m. 0,52 X 0,38), su cui è rozzamente graffito un uomo, il quale avendo messo un orso con le spalle ad un albero a destra, lo attacca con la lancia in resta; un altro albero a sin.; l) Frammenti di colonne, capitelli, basi; m) Decorazioni a bassorilievo (v. p. 172); n) Piccolo tessello quadrato (m. 0,046 X 0,046), appartenente ad un pavimento tardo: vi è inciso il signum Christi; o) Frammento di lastra curva, incavata nel centro, con canaletto all'orlo e con una serie di circoli sul bordo (m. 0,46 X 0,29 X 0,65); p) Frammento di macinella (m. 0,13); q) Pezzo quadrato (in. 0,14X0,40X0,30) sulla cui fronte leggesi l'iscrizione: EVCARPVS | EXVISO D S D D…
Si raccolsero inoltre parecchi pezzi di lastre marmoree coi seguenti resti epigrafici: 1. (m. 0,135 X 0,124 X 0,06): SALO; 2. (m. 0,142 X 0,10 X 0,03): ...ATTIC... | CO...; 3. (m. 0,08 X 0,108 X 0,03): TVLLA... | ...SIAEO...; 4. (m. 0,66 X 0,30 ; 0,70 X 0,30): LARCIOR.... TORIS E... | ETVSAR... HEVR...; 5. (m. 0,195 X 0,115X0,043) a lettere rubricate (cfr. Notizie 1907, p. 122): M F PRIM.... | tr AIECT... | ES S... | O DIVIS... | II | ...N PVD... | NE; 6. Frammento di urna (m. 0,19 X 0,095) con l'iscrizione: ...ETI | ..CHE | ...BENE | ...IT; 7. (m. 0,18 X 0,21 X 0,06), lastra scanalata, poi riadoperata: EGNA; 8. (m. 0,24 X 0,21 X 0,020) L IVNI... | HON... | M; 9. (m. 0,145 X 0,085): PO... | MVI... | MAV...; 10.(m.O,085XO,17XO,014): RVA; ll.(m.0,22X0,21 X 0,033): ...NEMO; 12.(01.0,07 X 0,16 X 0.02): SEMPER...; 13.(m.0,126X0,175 X 0,034): QVE EO; 14. (m. 0,20 X 0,24 X 0,045): FR.
Terracotta. Mattoni con i bolli C.I.L., XV, 41, 71, 78 (5 es.), 103 (2 es.), 104 (?), 105, 108, U8b, 167, 211 (2 es.), 221a (2 es.), 228, 380, 466 a, 525c, 650£, 693, 728, 817, 825a, 859a, 862, 864, 958a (4 es.), 1029, 1033 (2 es.), 1211, 1278, 1422, 1434, 1435 (3 es.), 2185, 2197, e a) VS MA FORTV E AQVI COS; tempesi NA Q A VIPV E E GALLICN COS; c) ; AVRELIMAXIMINI; d) CPNC a lettere incavate; e) SQVILLA ET TTIAN EX FVND...VTINOST MAXIMi seVER HADR; f) EX OFICINA A RVFO ET MATERNO SOC. Il primo a) trova riscontro sul bollo edito nel C.I.L. XV, n. 607. Si ebbe inoltre un esemplare delle figline macedoniane |come sopra (pag. 102) e due col bollo pubblicato nelle Notizie, 1909, pag. 95. Si ebbero poscia frammenti di fregio, su uno dei quali (m. 0,17 X 0,155) sono rappresentate palmette e colonne ; sopra un altro (m. 0,085 X 0,135) apparisce la parte superiore di un sileno voltato a sin. con pelle ferina sulla spalla sin., il quale regge con le mani un cesto di fiori (fig. 19); sopra un terzo (m. 0,14X0,22) è la parte inferiore di due satiri che danzano tenendosi per le mani (fig. 20). Meritano ricordo alcune lucerne, di cui una col signum Christi rovesciato (?) ; un'ansa di anfora con la marca: GSRIVI finalmente un fondo di tazza aretina con la marca C.I.L., XV, 4955 k.
Bronzo. Uncino con tre lamine e catenine (m. 0,20). Caldaia in pessimo stato di conservazione (m. 0,28). Catenina da lampada. Serrature, armille, anelli, chiodi, anse, aghi, monete.
Palombino. Matrice (m. 0,125 X 0,095) per formare delle tessere con piombo colato ; dal canaletto centrale partono due file di cerchi, di cui si conservano quattro da una parte e due dall'altra; è impressa in ciascuno la lettera P.
Vetro. Cucchiaino, privo del manico, sfaccettato inferiormente (m. 0,056) ; ed un unguentario piriforme (m. 0,08).
Osso. Frammenti di ornamentazioni per essere applicati a mobili. Si raccolse pure una punta di corno (m. 0,09) adoperata come manico di coltello pieghevole.
Dante Vaglieri.
Scavi presso il Teatro di Ostia antica:
Le taberne di fronte all'ingresso del teatro, proseguendo verso il tempio di Vulcano, sono più alte della strada, come anche altrove: il marciapiedi doveva avere almeno tre gradini. Di fronto alla quarta taberna del teatro, dopo l'ingresso, fu scoperto un monumento col nucleo di tufi, rivestito di parallelepipedi di tufo, ben connessi, sistema analogo a quello che si riscontra in una tomba più antica. Si tratterà forse di un piedistallo.
Di fronte al teatro dove venne in luce l'urna colla rappresentanza del mito di Medea si rinvennero i seguenti oggetti di marmo: 1. Urna cineraria circolare (m. 0,27 X 28) con targa quadrata senza iscrizione scolpita; a ciascun lato di questa un putto che regge un'otre sulla spalla; sotto, in proporzioni più piccole, un'ara, ornata di bucranio. 2. Piccolo cippo (m. 0,23 X 0,34 X 0,22) sul quale si legge l'iscrizione: MA VICTORI PATRI | AVR CRESCES | AVG LIB | FRATRES EX | SPELEO DILAP | SO IN MELIO | RI RESTAVRA | VIT
L' iscrizione nello specchio del cippo è incisa nel posto di altra abrasa. Lo speleum menzionato è certamente un santuario di Mitra, ed i fratres sono i Mitriaci. La prima linea è della stessa mano che incise il resto del titolo. E poiché sembra che prima delle lettere ma, per quanto la superficie sia corrosa, non manchi nulla, sarà da leggere: Ma{rti) vie tori patri. Aurelio Crescente, liberto imperiale, avrebbe adunque donato ai fratelli una piccola statua di Marte. Se non che l' iscrizione, barbaramente concepita, sembra accennare ad un restauro dello speleo.
Dopo il posto donde proviene questo cippo, tra due muri di tarda età costruiti con fango e pochissima calce nel portichetto innanzi alle taberne, distanti tra loro m. 0,78, si riconobbe un forte strato d'incendio ed in mezzo a questo molti frammenti di lastre di marmo. Con alcuni di questi si è potuto ricomporre la seguente iscrizione (m. 0,73 X 0,61), mentre altri più piccoli con qualche lettera non vi trovarono il loro posto:
PINNIA L L PROCULA FECIT L PINNIO VALENTI PATRONO ISDEM CONIUGI SUO ET L PINNIO L F VOT FORTI FILIO PIISSIMO ET CARISSIMO ET SIBI ET D GESSIO IANUARIO CONIUGI LIBERTIS LIBERTABUS POSTERISQ EORUM IN FRONTE P XXIII | VETTIA Q F SEVERA ET AEGRILIV HERMES AVGUSTAlLis LibertiS LIBERTAbus POstERISQVE EOrum C FABIO EV... MA... Vp ERENTI ET LibeRTIS LIBERTaBVs poSTERISQVE EORVM inaGRO P XXIII. È da notare che l'iscrizione sepolcrale di Vettia Severa e di A. Egrilio Ermete ci era già nota (C.I.L., XV, 433): D. M. Vettiae Q. f. Sever(a)e; D. M. A. Egril[i] Hermet[is] Palatani (sic) seviri Augustalis. L' iscrizione sta nell'episcopio, e quindi molto probabilmente sarà da riferire agli scavi del card. Pacca.
D M LUSCIA METROPOLILIS ET L LUSCI US POSIDONIUS FECERUNT PARENTES L LUSCIO SECUNDO FILIO PIENTISSIMO QUI VIXIT ANN XIIII DIEB VIIII ET SIBI ET SUIS LIBERTIS LIBERTABUSQUE POSTERISQUE EORUM IN F PED XVIII IN AGR PED XX
Si ebbe altresì un vaso coniforme a tronco rovesciato (m. 0,63 X 0,56), una colonna a spirale con base e capitello (m. 1,50 X 0,16), un capitello ionico con parte di colonna scanalata (m. 0,20 X 0,21), una base circolare ristretta nel mezzo (m. 0,30 X 0,30), una colonna con base e capitello ionico (m. 0,65 X 0,22), colonnine, rocchi, ecc. Notevoli due capitelli di pilastro, riccamente decorati su due lati (m. 0,16 X 0,65 X 0,59 X 0,59): in ambedue manca un pezzo in un lato (rispettivamente nel lato opposto), onde è dimostrato che qui, tra i due capitelli, stava incastrato un altro elemento decorativo.
Un' anforetta con resti di cremazione si raccolse, a m. 1 ,40 dal piano di campagna, negli edifizi di fronte alla chiesetta, sempre sul lato sinistro della via.
Dante Vaglieri.
Scavi presso le porte di Ostia antica:
Fu iniziato lo spurgo del pozzo che si trova nella tomba alla quale il Visconti diede il n. VII (Escavazioni di Ostia in Annali d. Instituto, 1857, pag. 281 seg. ; cfr. sopra pag. 93). Ma penetrandovi l'acqua in molta copia da due sbocchi, ed essendo insufficiente la pompa, la continuazione dello spurgo fu rimessa ad epoca di magra. Si estrassero lucerne fittili (tra le quali una col bollo C.I.L., XV, 6377), alcune ciotolette, sei nocciole ed una mandorla. In questa stessa tomba si rinvennero a posto molti tratti del fine mosaico con disegno geometrico e con uccelli.
Nella pulizia delle tombe si raccolsero delle lucerne, tra le quali una col bollo G. I. L., XV, 6376 e con due palme, e un'altra con un tridente nel fondo, e frammenti di rivestimenti di mobili in osso. Presso la porta principale venne in luce un frammento marmoreo di bella statua di Vittoria, col vestito svolazzante, onde è scoperta la gamba destra. Si raccolse poscia un frammento di lastra marmorea (m. 0,15 X 0,16 X 0,03) in cui rimane il resto dell' iscrizione: ACFIERI... | ...EFECIT F...
Si raccolse parimenti un fondo di vaso aretino con la marca: MPER; e un fondo di piatto fittile con la marca: OFMOM.
Presso la così detta porta Romana si scoprì un piccolo torso di statua marmorea virile nuda (m. 0,115); un frammento di sarcofago marmoreo (m. 0,335 X 0,115) in cui rimane il rilievo rappresentante un ramo di alloro ed un braccio in atto di scagliare un'asta ed a sinistra, entro targa, il frammento epigrafico: VLINAE NN
Vi fu anche raccolta una lucerna fittile con bollo (C.I.L., XV, 6296 a con bidente (?) nel mezzo), e parte di un ago crinale di osso fidente in testa muliebre, e poscia un fondo di vaso aretino portante la marca di fabbrica: OF SECVAO e sotto, granito : H E L. Fu pure rinvenuto un pezzo di lastra marmorea (m. 0,12 X 0,125 X 0,022) iscritta, della quale rimangono soltanto le lettere: ...RONIA | PVNT...
Dante Vaglieri.
Scavi presso il Teatro di Ostia antica:
Prima di arrivare al teatro, in vicinanza dei colonnati, della chiesetta e della vasca; si raccolse:
Marmo. Parte inferiore di testa muliebre, con manto che doveva coprirla (m. 0,145); Testa di satiro, male conservata (m. 0,15); Frammento di bassorilievo (m. 0,17 X 0,15). Inferiormente, sotto una cornice, parte di un festone e la testa di un'aquila a sin. ; superiormente, su un piano rientrante, la testa di un fanciullo a d., tagliata dalla cornice all'altezza della bocca. Prora di nave che misura m. 0,52 X m. 0,28 (fig. 3) con canale che sporge per 11 centimetri, la quale evidentemente doveva essere stata destinata ad essere attaccata ad altro monumento.
Furono altresì ricuperate varie lastre di marmo. Sopra una di esse è granita una corona (diam. m. 0,08), e sulle altre si leggono le seguenti iscrizioni mutile: 1. (m. 0,41 X 0,26X0,057): ...ATISSIMO I... | caESARE NERVa traiano | optIMO AVGusto | gerMANICO DAcico | ...ORI TRIBV... | ...I AV…; 2. (m. 0,095X0,09X0,34): RELIO | ...MNO | ...I DIE V. 3. (m. 0,13X0,12X0,022): FELIC... | RANIA... | MARIT...; 4. (m. 0,13X0,10X0,03): S MANIBVS... | PVBLICI... | ILIO VET...; 5. (m. 0,17X0,17X0,024): DSEOI...
Non mancarono altri frammenti con poche lettere, taluni d'iscrizioni monumentali. Terracotta. Ansa di anfora con la marca: UN. Mattoni con i bolli C.I.L., XV, 79, 1538 e delle figline Macedoniane, come nell'esemplare riprodotto sopra a pag. 102.
Si continuò lo sterro intorno al teatro, che fu isolato per un breve tratto, compresavi anche una piccola parte dell'ingresso. Il rialzamento del pavimento in più punti indica le trasformazioni. Tardo è un piano del portico, formato con piccoli pezzi di marmo a più colori, che sta a livello delle soglie delle taberne, che sono state rialzate. Innanzi alla porta di ogni taberna sorge un pilastro con fondazione a calcestruzzo su cui stanno parallelepipedi di tufo, e sopra a questi poi s'alza la costruzione a mattoni. Quest'ultima sembra corrispondere all'età in cui venne rialzato il pavimento, il che dovette avvenire nel tempo medesimo in cui vennero costruite le ricche trabeazioni in mattoni.
Una trasformazione curiosa subirono in epoca tarda le due taberne ai lati dell'ingresso. La porta di esse fu chiusa con un muro a mattoni e le pareti e gli archi furono rivestiti nell'interno con cocciopisto a tenuta d'acqua, e negli angoli furono fatti i consueti cordoncini delle cisterne. Sempre nell' interno sopra lo strato solito di scarico si notava uno strato di terra e di argilla, evidente deposito d'acqua o di scarico si notava uno strato di terra e di argilla, evidente deposito d'acqua. Innanzi alla scala a d. dell'ingresso si scopri un pozzo (diam. m. 0,80), con vera in travertino, la quale conserva gli incavi prodotti dallo strisciarvi delle corde per tirare i secchi dell'acqua.
All'esterno del teatro gli spazi tra la curva e la via principale erano coperti con un pavimento a grandi lastre di marmo, tra cui si trovano adoperati anche frammenti di fregi, ad un piano più alto di quello originario delle taberne. Innanzi alla quarta taberna dopo l'ingresso corre sotto questo pavimento una piccola fogna, coperta con lastre di travertino. Dopo l'ingresso del teatro questo pavimento finisce verso la strada con un grande pezzo di epistilio e con il pilastro in mattoni, cui è appoggiato un pilastro capovolto di una semicolonna. Tutto ciò ci dimostra l'epoca tarda di questi lavori.
La quarta taberna, cominciando dall'angolo est del teatro, aveva due pavimenti: il secondo, su scarico, quasi un metro più alto della soglia in travertino, era fatto con lastre informi di marmo e con pezzi di mattoni. Ha a sinistra la scala consueta nelle taberne e in fondo, come le altre, una porta che conduceva nella retrobottega, che si trovava sotto la scalinata del teatro. Una fogna in mattoni con copertura alla cappuccina, larga m. 0,70, l'attraversa dirigendosi da est ad ovest. Il vano della porta sotto il portico, per arrivare al piano del pavimento superiore della taberna fu chiuso con una maceria a secco, composta con pezzi di tegoloni, di tufi, di pavimenti ad opera signina, di marmo : tra questi erano un pezzo di cornice con grandi foglie di acanto e mezzo busto acefalo (m. 0,31). Per piano di posa di questo muro furono adoperati i seguenti pezzi marmorei: 1. (m. 1,02). Statua acefala di Minerva in piedi con peplo, apoptygma ed egida; 2. (m. 0,80). Bel torso femminile con tunica e manto; 3. (m. 0,75). Parte inferiore di statua virile con manto, che lascia scoperto il fianco destro. Immediatamente innanzi al pilastro sinistro di questa taberna stava, giacente a terra, all'istesso piano una statua marmorea di epoca tarda, mancante della testa, che era lavorata a parte (m. 1,58); essa rappresenta un personaggio con tunica toga e calzari; porta l'anello all'anulare sinistro; e presso i piedi, a sinistra, è la capsa.
Nella quinta taberna si raccolse: 1. Testa marmorea, muliebre (m. 0,25), con capelli sul dinanzi attortigliati in due treccie, più in alto coperti da triplice nastro; 2. Frammento di sarcofago marmoreo (m. 0,24 X 0,31). Parte superiore di figura virile, verso destra, con la faccia rivolta indietro, vestita di clamide fermata sulla spalla destra, e con spada di cui si vede l' impugnatura. Dietro a lui parte anteriore di cavallo verso destra, il quale ha una gualdrappa di pelle ferina annodata davanti.
Nella settima taberna si raccolse: Marmo. Lastra (m. 0,22 X 0,31 X 0,03) col frammento epigrafico ANNVM e un capitello corinzio, una base di colonna e parte di una colonna a spirale. Bronzo. Fistula aquaria (diam. m. 0,075) con l'iscrizione: M CAECILI BIRRONI | EGNATIAE POLLITTAE...; Terracotta. Un fondo di vaso aretino con la marca (forma 36, cfr. p. 174): OFSECVD (cf. C.I.L., XV, 5560 e sopra p. 169). Un mattone col bollo C.I.L., XV, 70. Lucerne (cane in corsa a d. ; lepre in corsa a d.).
La terza taberna dopo l'ingresso del teatro conserva avanzi dell'intonaco, rozzo nella parte inferiore, fine nella superiore. In questa si raccolse un capitello, che per la calce che gli è rimasta attaccata da un lato, si dimostra essere stato adoperato in un certo tempo come materiale di costruzione. Vi si conservano le lettere T C F diritte, e CF capovolte.
Essendo stati continuati i lavori seguendo la curva del teatro venne in luce:
Marmo. Statua virile acefala alta m. 1,24 rappresentante forse Esculapio, vestito di himation che dalla spalla sin. gli scende sul dorso e sul fianco d., e torna davanti per poggiare sull'avambraccio sin., lasciando scoperta la parte superiore del corpo. Sulla coscia d. e sotto l'avambraccio sin. avanzi di puntelli. Davanti alle pieghe ricadenti, alla sinistra una piccola figura, chiusa in una specie di paenula (Telesforo). Parte di bel torso muliebre (m. 0,45), con tunica e manto, che le copriva il capo e dal quale sporge la mano destra, appoggiata sul petto. Questo torso sembra potersi ritenere che avesse fatto parte dello stesso insieme con le statue riprodotte nelle tìgg. 6 e 7. Parte posteriore di torso virile con fascia che scende diverse decorazioni, le quali dimostrano che venne adoperato due volte. Parte superiore di un cippo (m. 0,54 X 0,10 0,13): OSTIAE... | T MAN…; Pezzi di lastre marmoree nei quali rimangono i seguenti resti delle epigrafi che vi erano state incise: C | CVRT; 2. (m. 0,102 X 0,147 X 0,028): VM; 3. (m. 0,32X0,16X0,035): ...M | ...MMONIANVS | ...NA FECERVNT SIBI; 4. (m.0,29X 0.26X0,064): VND AVO; Nel frammento 4 inciso a grandi caratteri, le lettere nella seconda e terza linea furono abrase. 5. (m. 0,20X0,35X0,06): DEM VC; 6. (m. 0,19X0,125X0,355): STVS
Terracotta. Lucerne, tra cui una con busto galeato e la marca: MA...
Bronzo. Piede di mobile. Stili, borchie ecc.
Nelle terre di scarico, che erano rimaste ammucchiate intorno al teatro, si raccolsero non pochi avanzi di sculture marmoree che qui vengono enumerate: a) Parte del tronco di una statua muliebre nuda con capelli raccolti sulle spalle (m. 0,20); b) Testa muliebre (m. 0,22), alla quale due rami (di giunco acquatico?) formano una corona; e) Frammenti di teste, mani ecc.; d) Frammento di sarcofago (m. 0,44 X 0,32) nel quale si conserva il rilievo che rappresenta due delfini ; e) Frammento di altro sarcofago (m. 0,07 X 0,36) in cui rimane il rilievo di pecore che pascolano. Vi rimane pure una parte della targa ed il resto dell'iscrizione: VICTORI... | VSVLIAI...; f) Frammento di trapezoforo con figura di leonessa che esce da foglie (m. 0,31) ; g) Frammento di bassorilievo (m. 0,79 X 0,58): entro cornice la parte anteriore di un bel grifo alato che volge indietro la testa; h) Altro simile (m. 0,45 X 0,29) con principio di festone (?) e sotto un nastro svolazzante; i) Altro simile (m. 0,56 X 0,28) con parte di ala e nastro svolazzante; k) Blocco (m. 0,52 X 0,38), su cui è rozzamente graffito un uomo, il quale avendo messo un orso con le spalle ad un albero a destra, lo attacca con la lancia in resta; un altro albero a sin.; l) Frammenti di colonne, capitelli, basi; m) Decorazioni a bassorilievo (v. p. 172); n) Piccolo tessello quadrato (m. 0,046 X 0,046), appartenente ad un pavimento tardo: vi è inciso il signum Christi; o) Frammento di lastra curva, incavata nel centro, con canaletto all'orlo e con una serie di circoli sul bordo (m. 0,46 X 0,29 X 0,65); p) Frammento di macinella (m. 0,13); q) Pezzo quadrato (in. 0,14X0,40X0,30) sulla cui fronte leggesi l'iscrizione: EVCARPVS | EXVISO D S D D…
Si raccolsero inoltre parecchi pezzi di lastre marmoree coi seguenti resti epigrafici: 1. (m. 0,135 X 0,124 X 0,06): SALO; 2. (m. 0,142 X 0,10 X 0,03): ...ATTIC... | CO...; 3. (m. 0,08 X 0,108 X 0,03): TVLLA... | ...SIAEO...; 4. (m. 0,66 X 0,30 ; 0,70 X 0,30): LARCIOR.... TORIS E... | ETVSAR... HEVR...; 5. (m. 0,195 X 0,115X0,043) a lettere rubricate (cfr. Notizie 1907, p. 122): M F PRIM.... | tr AIECT... | ES S... | O DIVIS... | II | ...N PVD... | NE; 6. Frammento di urna (m. 0,19 X 0,095) con l'iscrizione: ...ETI | ..CHE | ...BENE | ...IT; 7. (m. 0,18 X 0,21 X 0,06), lastra scanalata, poi riadoperata: EGNA; 8. (m. 0,24 X 0,21 X 0,020) L IVNI... | HON... | M; 9. (m. 0,145 X 0,085): PO... | MVI... | MAV...; 10.(m.O,085XO,17XO,014): RVA; ll.(m.0,22X0,21 X 0,033): ...NEMO; 12.(01.0,07 X 0,16 X 0.02): SEMPER...; 13.(m.0,126X0,175 X 0,034): QVE EO; 14. (m. 0,20 X 0,24 X 0,045): FR.
Terracotta. Mattoni con i bolli C.I.L., XV, 41, 71, 78 (5 es.), 103 (2 es.), 104 (?), 105, 108, U8b, 167, 211 (2 es.), 221a (2 es.), 228, 380, 466 a, 525c, 650£, 693, 728, 817, 825a, 859a, 862, 864, 958a (4 es.), 1029, 1033 (2 es.), 1211, 1278, 1422, 1434, 1435 (3 es.), 2185, 2197, e a) VS MA FORTV E AQVI COS; tempesi NA Q A VIPV E E GALLICN COS; c) ; AVRELIMAXIMINI; d) CPNC a lettere incavate; e) SQVILLA ET TTIAN EX FVND...VTINOST MAXIMi seVER HADR; f) EX OFICINA A RVFO ET MATERNO SOC. Il primo a) trova riscontro sul bollo edito nel C.I.L. XV, n. 607. Si ebbe inoltre un esemplare delle figline macedoniane |come sopra (pag. 102) e due col bollo pubblicato nelle Notizie, 1909, pag. 95. Si ebbero poscia frammenti di fregio, su uno dei quali (m. 0,17 X 0,155) sono rappresentate palmette e colonne ; sopra un altro (m. 0,085 X 0,135) apparisce la parte superiore di un sileno voltato a sin. con pelle ferina sulla spalla sin., il quale regge con le mani un cesto di fiori (fig. 19); sopra un terzo (m. 0,14X0,22) è la parte inferiore di due satiri che danzano tenendosi per le mani (fig. 20). Meritano ricordo alcune lucerne, di cui una col signum Christi rovesciato (?) ; un'ansa di anfora con la marca: GSRIVI finalmente un fondo di tazza aretina con la marca C.I.L., XV, 4955 k.
Bronzo. Uncino con tre lamine e catenine (m. 0,20). Caldaia in pessimo stato di conservazione (m. 0,28). Catenina da lampada. Serrature, armille, anelli, chiodi, anse, aghi, monete.
Palombino. Matrice (m. 0,125 X 0,095) per formare delle tessere con piombo colato ; dal canaletto centrale partono due file di cerchi, di cui si conservano quattro da una parte e due dall'altra; è impressa in ciascuno la lettera P.
Vetro. Cucchiaino, privo del manico, sfaccettato inferiormente (m. 0,056) ; ed un unguentario piriforme (m. 0,08).
Osso. Frammenti di ornamentazioni per essere applicati a mobili. Si raccolse pure una punta di corno (m. 0,09) adoperata come manico di coltello pieghevole.
Dante Vaglieri.
Monumenti
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Targa dei restauri del Teatro di Ostia antica
1927 targhe
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Cappella di San Sebastiano a Ostia antica
1874 cappelle
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San Sebastiano a Ostia antica
1637 cappelle
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Necropoli di Ostia Antica
necropoli
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Casale Aldobrandini a Ostia antica
casali
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Mura di Ostia antica
fortificazioni
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Porta Romana di Ostia antica
porte
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Mitreo Aldobrandini a Ostia antica
mitrei
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Caseggiato del Cane Monnus a Ostia antica
domus
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Basolato del Decumano di Ostia antica
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Ninfeo presso la Porta Romana di Ostia antica
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Terme dei Cisiarii a Ostia antica
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Magazzini presso la Porta Romana a Ostia antica
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Edificio dalle colonne di granito a Ostia antica
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Horrea Antoniniani a Ostia antica
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Basilica Costantiniana di Ostia antica
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Portico del Tetto spiovente a Ostia antica
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Insula XII a Ostia antica
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Insula III a Ostia antica
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Portico delle Terme di Nettuno ad Ostia antica
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Terme di Nettuno a Ostia antica
terme
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Horrea V e Insula XII a Ostia antica
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Insula VI e Caupona di Fortunato a Ostia antica
domus
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Horrea di Hortensius a Ostia antica
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Insula del Soffitto dipinto presso di Ostia antica
domus
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Ninfei gemelli del Teatro di Ostia antica
fontane
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Necropoli di Porta Laurentina a Ostia
necropoli
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Oratorio cristiano di Cyriacus a Ostia antica
chiese
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Horrea dell'Artemide a Ostia antica
archeologia
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Teatro di Ostia antica
teatri
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Magazzino Annonario dell'Insula XI a Ostia antica
archeologia
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Terme del Nuotatore a Ostia antica
terme
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Domus di Apuleio a Ostia antica
domus
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Caseggiato del Temistocle a Ostia antica
domus
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Ninfeo a Ostia antica
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Sacello di Giove a Ostia antica
templi
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Santuario della Bona Dea a Ostia antica
domus
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Domus del Mikveh a Ostia antica
domus
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Portico delle Colonne di portasanta ad Ostia antica
archeologia
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Tempio Collegiale dell'Insula XI a Ostia antica
templi
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Mitreo di Felicissimo a Ostia antica
mitrei
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Tempietti presso il Teatro di Ostia antica
templi
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Mitreo delle Stette sfere a Ostia antica
mitrei
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Fullonica degli Augustali a Ostia antica
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Domus del Larario a Ostia antica
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Sede degli Augustali di Ostia antica
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Insula VIII a Ostia antica
domus
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Domus dei Capitelli di Stucco a Ostia antica
domus
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Porta Laurentina di Ostia antica
porte
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Caseggiato del Sole a Ostia antica
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Mitreo dei Serpenti a Ostia antica
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Basilica di Pianabella
chiese
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Domus del Protiro a Ostia antica
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Aula del Gruppo di Marte e Venere a Ostia antica
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Domus della Fortuna Annonaria a Ostia antica
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Horrea V dell'Insula I a Ostia antica
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Tempio di Cibele a Ostia antica
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Grandi Horrea di Ostia antica
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Terme dell'Invidioso a Ostia antica
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Insula dell'Invidioso a Ostia antica
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Insula IX a Ostia antica
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schola degli Hastiferi a Ostia antica
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Domus delle Gorgoni a Ostia antica
domus
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Tempietto repubblicano dell'Insula IX a Ostia antica
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Esedra sul decumano massimo di Ostia antica
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Caseggiato I dell'Insula XIII a Ostia antica
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Molino dell'Insula XIII a Ostia antica
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Terme del Faro a Ostia antica
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Fullonica dell'Insula XIII a Ostia antica
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Basilica dell'Insula II a Ostia antica
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Caseggiato del Balcone Ligneo a Ostia antica
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Terme del Foro di Ostia antica
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Portico e caseggiato dell`Ercole a Ostia antica
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Santuari della Magna Mater a Ostia antica
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Mitreo degli animali a Ostia antica
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Caseggiato dei Triclini a Ostia antica
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Caseggiato del Termopolio a Ostia antica
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Capannone di Tor de Specchi a Ostia antica
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Caupona del Pavone a ostia antica
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Museo dell'Area archeologica di Ostia antica
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Domus delle Colonne a Ostia antica
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Ninfeo degli Eroti a Ostia antica
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Caseggiato IV dell'Insula II a Ostia antica
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Foro di Ostia antica
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Capitolium di Ostia antica
templi
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Forica del Foro a Ostia antica
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Tempio di Roma e Augusto presso il foro di Ostia antica
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Domus di Giove Fulminante a Ostia antica
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Domus dei Pesci a Ostia antica
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Portici del Cardo Maximus a Ostia antica
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Caseggiato dei Balconi a mensole a Ostia antica
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Insula con Viridario a Ostia antica
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Basilica del Foro di Ostia antica
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Domus del tempio Rotondo a Ostia antica
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Curia di a Ostia antica
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Terme Bizantine a Ostia antica
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Caseggiato dei Misuratori del Grano a Ostia antica
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Piccolo Mercato di Ostia antica
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Tempio Rotondo presso il foro di Ostia antica
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Caseggiato del Larario a Ostia antica
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Officina Stuppatoria a Ostia antica
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Mitreo di Fructosus a Ostia antica
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Domus su Via del Tempio Rotondo a Ostia antica
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Horrea Epagathiana a Ostia antica
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Caseggiato dell'Insula X a Ostia antica
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Ninfeo dell'Insula XIV a Ostia antica
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Macellum di Ostia antica
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Caseggiato del Mosaico del Porto a Ostia antica
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Domus del Dionisio a Ostia antica
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Domus dell'Area Sacra a Ostia antica
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Terme di Buticoso a Ostia antica
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Mitreo delle Sette Porte a Ostia antica
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Tempietto tetrastilo a Ostia antica
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Terme della Basilica di Ostia antica
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Domus di Amere e Psiche a Ostia antica
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Terme delle Sei Colonne a Ostia antica
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Tempio dell'Ara Rotonda a Ostia antica
templi
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Domus del Mitreo delle pareti dipinte a Ostia antica
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Tempio di Ercole a Ostia antica
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Schola del Traiano a Ostia antica
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Mitreo delle pareti dipinte a Ostia antica
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Domus dei Trighiniani a Ostia antica
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Mercato III dell'Insula I a Ostia antica
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Caseggiato delle Taberne finestrate a Ostia antica
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Basilica Cristiana di Ostia antica
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Mitreo delle Terme del Mitra a Ostia antica
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Tempio dei Fabri navales a Ostia antica
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Oratorio cristiano delle Terme del Mitra a Ostia antica
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Terme del Mitra a Ostia antica
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Schola di traiano a Ostia antica
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Domus del Decumano a Ostia antica
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Sinagoga di Ostia antica
luoghi di culto
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Caseggiato del Serapide a Ostia antica
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Tempio dei Mensores a Ostia antica
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Fontana con Lucerna a Ostia antica
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Terme dei Sette Sapienti a Ostia antica
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Horrea dei Mensores a Ostia antica
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Caseggiato della Fontana con Lucerna a Ostia antica
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Insulae delle Volte Dipinte a Ostia antica
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Sacello delle Tre navate a Ostia antica
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Insula XI - Caseggiato III a Ostia antica
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Terme dell'Insula XIX a Ostia antica
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Casa delle Muse a Ostia antica
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Insula XII e XIII a Ostia antica
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Caseggiato degli Aurighi a Ostia antica
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Cisterna del Foro di Porta Marina a Ostia antica
cisterne
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Insula delle Pareti Gialle a ostia antica
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Terme della Trinacria a Ostia antica
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Domus del Ninfeo a Ostia antica
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Foro di Porta Marina a Ostia antica
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Caupona di Alexander a Ostia antica
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Caseggiato di Annio a Ostia antica
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Casa dei Dioscuri a Ostia antica
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Serapeo di Ostia antica
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Caseggiato di Bacco e Arianna a Ostia antica
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Terme della Marciana a Ostia antica
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Domus del Serapeo a Ostia antica
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Mitreo della Planta Pedis a Ostia antica
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Insulae delle Case a giardino a Ostia antica
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Horrea III dell'Insula XVII a Ostia antica
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Mitreo dei Marmi Colorati a Ostia antica
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Santuario Bona dea presso Porta Marina a Ostia antica
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Caupona del dio Pan a Ostia antica
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Terme dello Scheletro a Ostia antica
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Loggia di Cartilio Poplicola a ostia antica
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Caseggiato delle due scale a Ostia antica
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Domus fulminata presso Porta Marina di Ostia antica
domus
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Terme del Sileno a Ostia antica
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Tomba di Cartilio Poplicola a ostia antica
sepolcri
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Porta Marina di Ostia
porte
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Domus dell'Opus sectile a Ostia antica
domus
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Terme marittime a Ostia antica
terme
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Mitreo Fagan a Ostia antica
mitrei
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Palazzo Imperiale a Ostia antica
domus