Storia
CronologiaGiuseppe Valadier riceve dalla Commissione degli abbellimenti della città di Roma, l'incarico della sistemazione di piazza del Popolo, prevedendo l’abbattimento dei conventi di S. Agostino e di S. Bonaventura per la realizzazione di una passeggiata a giardino.
Il Consiglio dei lavori pubblici e delle fabbriche civili, sfiduciando Valadier nell'impresa di sistemare la piazza del Popolo, e decide di affidare il difficile compito di "giungere a una simbiosi arte-natura" a Berthault e a Guy de Gisors.
Dopo il ritorno di Louis-Martin Berthault in Francia, Giuseppe Valadier riprende i lavori di sistemazione di piazza del Popolo, mettendo in opera dei lavoro di terrazzamenti secondo i disegni di Berthault , con l’unica eccezione che per ascendere alla sommità del Pincio, ove era l’Accademia Reale Imperiale di Francia collegata attraverso una nuova strada, è prevista una rampa continua di due viali asimmetrici.
Deliberata dalla Camera Apostolica per la costruzione del loggia della terrazza del pincio.
A seguito della caduta del governo di Agostino Depretis, viene istituita una nuova commissione per decidere le specifiche del monumento da erigere in onore del re Vittorio Emanuele II.
Il nuovo bando, sempre di livello internazionale, non specificava più il luogo dove far sorgere il monumento. Le scelte possibili sono piazza di Termini, piazza Vittorio Emanuele II, il colle del Pincio, il rione Prati o il colle del Campidoglio.
Viene inoltre lasciata ampia scelta sulla tipologia architettonica: statue, archi trionfali, pantheon, archi semplici e/o piazze monumentali.
Per la festa dello Statuto, Gioacchino Ersoch realizza una Macchina pirotecnica sulla terrazza del Pincio. Con questa iniziativa, il tradizionale spettacolo della Girandola si sposta dalla sede storica di Castel Sant'Angelo, dove si svolgeva regolarmente dal 1872.
Per la festa dello Statuto, Gioacchino Ersoch realizza una Macchina pirotecnica sulla terrazza del Pincio.
Festa nottorna nel Parco del Pincio a profitto di un monumento a Marino dedicato a Vittoria Colonna
"Di feste notturne al Pincio ne abbiamo avute diverse e par che seguiteranno. Diamo conto solamente di quella fatta a profitto del monumento a Vittoria Colonna, da erigersi a Marino.
Un architetto, l’egregio Bernik, ne fu l'ispiratore. Egli è andato a cavar fuori perfino le antiche forme di girandolette e fuochi d’artificio che. nel cinquecento, al tempo di Vittoria Colonna, facevansi sulla piazza dei Santi Apostoli, nientemeno che su disegni di Michelangelo.
Il castello dei Colonnesi a Marino non potendosi riprodurre in prospettiva, fu geometricamente presentato a piccoli fuochi di bengala e riuscì d'un effetto ammirabile. La bella impressione del Pincio illuminato e l'affluenza di tanta gente, fra cui belle, eleganti signore, è sperabile che decidano una bnona volta le autorità cittadine ad illuminarlo definitivamente”a sollievo della capitale nella calda stagione.
Veduta dalle alte terrazze, la città illuminata su tutta la spianata che giunge a San Pietro era panorama nuovo ai romani stessi. "
Esordio del Carro di Tespi lirico e di prosa, sul piazzale del Pincio a Roma. Questo progetto di teatro itinerante (e di massa) viene promosso dal regime fascista tramite l'Opera Nazionale Dopolavoro (O.N.D.) per diffondere la cultura teatrale tra il popolo.
L'iniziativa si avvale di un'imponente struttura mobile e smontabile, trasportata su autocarri e dotata di un palcoscenico di circa 200 metri quadrati, in grado di ospitare fino a 3.000 spettatori a serata.
Il ciclo operativo complessivo di questa specifica esperienza artistica e logistica ha una durata che si estende dal debutto del 1929 fino alla fine degli anni '30, quando l'attività viene progressivamente assorbita e riorganizzata in altre strutture statali.
L'impianto illuminotecnico della struttura ruota attorno alla celebre cupola Fortuny, un'enorme calotta concava in tessuto montata su un'armatura mobile che avvolge il palcoscenico per riflettere la luce in modo indiretto e omogeneo.
Manifestazione della FGCI sulla terrazza del Pincio, Suonano Venditti, Barbarossa e il Banco del Mutuo Soccorso. Durante l'esibizione di Roberto Benigni, il comico prende in braccio e dondola il segretario Enrico Berlinguer.
Monumenti
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Busto di Vittorio Alfieri
1947 statue
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Busto di Cesare Beccaria
1917 statue
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Busto di Ennio Antonio Nibby
1889 statue
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Busto di Antonio Canova
1871 statue
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Busto di Giuseppe Parini
1871 statue
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Busto di Alessandro Volta
1849 statue
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Busto di Carlo Goldoni
1849 statue
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Terrazza del Pincio e Mostra dell'Acqua Vergine
1834 fontane
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Parco del Pincio
1811 parchi
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Busto di Vincenzo Monti
statue
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Busto di Domenico Cimarosa
statue
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Busto di Paolo Mascagni
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Busto di Ennio Quirino Visconti
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Busto di Gaetano Filangieri
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Fontane del Pincio
fontane
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Busto di Antonio D'Elia
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Busto di Alessandro Vessella
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Busto di Giuseppe Luigi Lagrangia
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Busto di Giuseppe Pietro Verri
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Busto di Armando Spadini
statue