Storia
CronologiaA poca distanza presso la salita Magnanapoli, per ottenere il piano della nuova via, alla profondità di met. 2,00 si è scoperto il proseguimento della strada, già rinvenuta innanzi alla torre dei Colonnesi, e sotto a questo un'antica fogna, difesa in parte da lastre di travertino. Furono pure rimessi a luce due grandi archi laterizi, presso i quali si raccolsero vari mattoni co’ bolli: 1. C COMINI PROCVLI EX PRE DOM LVOIL; 2. AGAHOBV DOMITV LI APRILIS.
Alla profondità di met. 3,50, avanti la chiesa di s. Caterina, ed a met. 0,50 sotto il vergine, sì incontrarono casse antichissime sepolcrali in cappellaccio, con residui di scheletri.
Giuseppe Fiorelli.
Nella continuazione dei lavori per la via Nazionale, non lungi dalla chiesa di s. Caterina da Siena, alla profondità di met. 4.00, si discoprì nella prima settimana di ottobre una cassa mortuaria di nenfro, rotta in più pezzi, mancante intieramente di un lato, e ripiena di melma argillosa. Conteneva uno spillo d'osso, un piccolo balsamario di alabastro, un teschio ed altre ossa umane con alcune minutissime laminette d'oro. Intorno alla medesima cassa erano cinquantadue frammenti di piccolo vaso fittile, con figure ed ornati alla maniera etrusca. Poco lungi si ebbe un’altra cassa ricoperta di lastroni di tufo messi alla cappuccina, rotta parimenti e ripiena di melma, con residui di un teschio e di ossa umane. Tolta la creta e depurata, ne risultarono nove globuli di osso ed una vertebra a cui aderisce una laminetta d’oro in forma di fronda, assai più mantenuta delle altre che prima ricomparvero.
Nei lavori del fognone in via Magnanapoli fu trovato nella creta un fondo di vaso in terracotta a vernice nera, con due figure a rilievo in emplegma amoroso; e dalle terre di scarico fu tratta una lucerna comune, con altri avanzi insignificanti. Nel disfare poi un muro si tolsero due frammenti di cornicione in marmo bianco, parte di capitellino di pilastro in rosso antico, e due frammenti di cornice in marmo giallo. Altri pezzi di cornice si rinvennero nel novembre nella via Nazionale, uno in pavonazzetto, un altro di portasanta, ed unitamente una lucerna ansata in terracotta rossa, sei monete di bronzo, pochi mattoni timbrati ed il seguente avanzo d'iscrizione: C SEV QV C SEVIO S SEVIAES...
Giuseppe Fiorelli.
Decreto di esproprio emesso dal Prefetto di Roma, per la realizzazione del piano particolareggiato di via Nazionale. Per raggiungere Piazza Venezia, si decide l'allargamento di via San Romualdo, con le demolizioni sul fronte sinistro, la Chiesa di San Romualdo con annesso Ospizio dei Camaldolesi e Palazzo Frangipane Vincenzi.
Presso l'imboccatura del vicolo de' Colonnesi, nella piazza dei ss. Apostoli, sono stati scoperti due muraglioni di opera quadrata, rifatti in epoca relativamente recente con massi tolti a più vetusto edifìcio. Sono perpendicolari all'asse della via nazionale.
Rodolfo Lanciani.
Presso l'angolo delle vie de' Colonnesi e degli Archi della Pilotta, alla profondità di met. 6,00 sotto il piano della via Nazionale, si è scoperto un pavimento a musaico rettangolare, della superficie di met. quadr. 30,00. È disegnato ad imitazione dei tappeti alessandrini, con rara perfezione e con singolare vaghezza di tinte. È racchiuso da un solo lato con fascione largo met. 0,50, tessuto a squame di pesce. Le pareti della stanza son costruite in opera quadrata, di travertini nella parte inferiore, in laterizio nella superiore, e conservano alcuni brani di pittura murale all' eucausto. Anche nella vicina area di proprietà Campanari sono tornate in luce costruzioni, miste di laterizio e di opera a bugne, orientate con l'asse della via Nazionale.
Rodolfo Lanciani.
Sull'angolo poi del vicolo de' Colonnesi con la piazza dei ss. Apostoli, demolendosi la casa Senni, è stato trovato il seguente frammento d'iscrizione inciso in lastra di marmo opistografa, avente cioè dall'altro lato un editto del Presidente delle strade: VEDE l... | VEL IN ALIENI ... | SED SIQVAN ... | S... | SIQVIDEM PAR ... | PRO LVMINAR ... | AC ... | PETI VERO AVT ... | NE QVC ... | AVT VENALIS ... | AVT VOS DE ... | SI EX EORVM...
Presso l'angolo delle vie de' Colonnesi e degli Archi della Pilotta, dopo rimosso il musaico policromo, descritto nell'antecedente relazione, si è esplorata in più luoghi la zona vicina attraversata dalla via Nazionale.
È stato trovato in primo luogo il pavimento della via, detta Biberatica nei tempi di mezzo, la quale partendo dalla caserma di s. Caterina da Siena, passa sotto la torre dei Colonnesi, ed imbocca in retta linea nella via degli Archi della Pilotta.
Da ambedue i lati di questa strada, ma a profondità molto maggiore, sono apparsi avanzi di un vetusto portico a colonne d'ordine dorico di met. 0,77 di diametro. I fusti ad oriente della strada sono di peperino; dalla parte opposta di travertino. L'intercolunnio è di met. 4,75.
Rodolfo Lanciani.
Continuandosi la costruzione della via Nazionale, fra la piazza di Magnanapoli e la via degli Archi della Pilotta, sono tornati in luce altri avanzi del portico descritto nell1 ultima relazione, e del pavimento della via Biberatica.
Rodolfo Lanciani.
L'Impresa Tramways inaugura la tramvia Piazza Venezia Via Nazionale Termini. La trazione è a due cavalli, ma nel tratto molto acclive da largo San Romualdo a piazza Magnanapoli sono aggiunti due muli, realizzando una quadrupla trazione animale.
Nella coffè house del palazzo Colonna, all'angolo tra Piazza dei Santi Apostoli e Via Cesare Battisti, si inaugura il Gran Caffè Pasticceria Latour.
In quella parte del giardino di S. Silvestro al Quirinale, che il demanio dello Stato ha ceduto alla Società nazionale per l'incoraggiamento dell'arte drammatica, e dove sarà costruito un nuovo teatro, sono stati scoperti muri rovesciati, dalla cui demolizione provengono questi bolli: OPVS TI CLAVDI SECVNDINI OP DOL EX FIG PVB DE PRA M SEVE NEG IVNIAES ANTONIAES. Sono poi apparsi frammenti di una bellissima tazza di bigio morato, ornata con quattro mascheroni ; il sostegno di un' altra tazza in forma di balaustro, scolpito in alabastro ; e si è rinvenuta una lapide, corrosa e poco leggibile, del secolo XVI.
Inaugurazione della Chiesa Valdese a Via 4 Novembre.
"Nell'angolo di fronte, prima del palazzo del marchese Capranica del Grillo, dove abita la Ristori, sorge la nuova Chiesa Valdese, che venne inaugurata il 25 novembre con intervento di tutti i fedeli e un breve discorso del pastore e presidente dell'opera, signor Matteo Prochet.
La nuova Chiesa misura circa 500 metri quadrati; confina a destra di chi osserva la facciata col palazzo del Grillo, da due lati colla via Nazionale, e dietro colla chiesa di Santa Maria del Carmine, e fu appunto questa vicinanza che ne ritardò la costruzione, essendosi sulle prime i preti cattolici opposti che sorgesse lì vicino la Chiesa Valdese.
La facciata di stile bizantino, su disegno del bravo professor Bucciarelli, si compone, nella parte centrale, di un grand'arco con porta, sormontato da un rosone circondato da mosaico; ha, per ciascuno dei due piani, due finestre bifore a destra, e tre a sinistra. Sopra le due porte sono posti due stemmi della Chiesa Valdese.
Entrando dalla porta principale si trova un vestibolo, pel quale, volgendo a sinistra, si entra nella Chiesa. L'interno, disegno del signor Virla, misura 10 metri per 20 ed è alto metri 10 e 30. Nel fondo vi è un'abside nel cui mezzo sorge un pulpito di noce pel cantore; di fronte, dalla parte della porta d'ingresso, è una galleria coll'organo sostenuta da due colonne. Nelle pareti è un zoccolo di alabastro con pilastri superiori e capitelli corintii; al disopra, il cornicione che gira all'interno, e quindi il soffitto a cassettoni, con rosoni dorati.
Nei rosoni del soffitto sono sette apparecchi a gas, a mo' di soli, che si accendono istantaneamente; altri servono per la ventilazione, mentre nelle pareti stanno le bocche dei caloriferi, sì che il luogo sacro presenta ogni comodo ai fedeli in ogni stagione.
Diresse assai bene i lavori di questo edificio un romano, appartenente alla famiglia valdese, il signor Ettore Rossolini. Così ora questa famiglia, che conta circa 400 membri, ha essa pure a Roma un luogo sacro costruito appositamente, come l'ha quella di Milano nell'antica chiesa di San Giovanni in Conca, il cui pastore, professor Longo, fu qui, dopo la consacrazione, e tenne lui pure, una sera, un discorso. Prima la famiglia valdese si radunava in una sala in via dei Serpenti."
Al pianterreno di Palazzo Campanari, a via Quattro Novembre 146, apre la libreria Mantegazza.
Presso il nuovo teatro drammatico in via Nazionale, si è trovato un pezzo di fistula plumbea colla seguente leggenda; NARCISSI AVG L AB EPISTVL
Luigi Borsari.
Scoperta della Statua bronzea del cosiddetto principe ellenistico.
Facendosi degli sterri per la costruzione del teatro drammatico in via Nazionale, e precisamente nel luogo dell'ex convento di S. Silvestro al Quirinale, è stata fatta la seguente importantissima scoperta. A metri 6,00 sotto il ciglio del Quirinale, in un fabbricato composto di spaziosi vani, è venuta alla luce una magnifica statua di bronzo, lunga m. 2,22, larga alle spalle m. 0,60, rappresentante una figura virile ignuda, di tipo atletico e d'ottima scultura.
I lineamenti del volto accennano chiaramente ad un ritratto: la figura insiste sulla gamba sinistra, porta la dritta alquanto innanzi, il braccio destro è appoggiato dietro il dorso, come nella statua di Meleagro e nell'Ercole di Glicone: il sinistro appoggiavasi ad un'asta, di cui rimangono indizi lungo l'antibraccio.
Per quanto può giudicarsene nella positura giacente, la statua è d'arte greco-romana. Il braccio sinistro è staccato dal corpo, i piedi sono assai malmenati, ma fortunatamente non mancando alcun pezzo, ne è facilissimo il restauro. Sul petto della figura leggonsi incise le seguenti note: L VIS L XXIIX
Rodolfo Lanciani
Statua in bronzo di un lottatore, trovata durante gli scavi nelle fondazioni del Teatro Nazionale:
« Tutti ricordano il rumore che fece la scoperta di due statue trovate alla fine dello scorso inverno negli scavi per la costruzione del teatro stabile. L'una e l'altra sono state dissepolte nel luogo dove si dice sorgesse il tempio del Sole, in pochi metri di spazio e in poche settimane di tempo.
Questa di cui abbiamo in vista il disegno è stata trovata seconda. La prima sembra che rappresenti del pari un lottatore, ma la figura è ritta in piedi ed ha il volto raso; mentre la seconda figura è seduta ed ha la barba piena.
Quest'ultima pare un lottatore in riposo, poichè sulle falangi delle dita gli si vedono i cesti, armi da pugilato, questa volta resi particolarmente evidenti a malgrado della patina e delle erosioni secolari, per la posizione delle mani appoggiate l'una sull'altra al ginocchio. Le due fisonomie hanno, in qualche modo, il tipo di Mercurio la prima, faccia piena e sbarbata, occhio fondo, profilo rilevato alla radice del naso; il tipo di Giove la seconda. Offrono anche qualche carattere di somiglianza nel naso breve ed aquilino e nella fronte sfuggente.
L'una e l'altra statua sono fuse in bronzo di Corinto, maggiori del naturale, di modellatura sapiente, accusata forse con una certa rigidezza nelle linee del viso; ma rigidezza da artista raffinato della decadenza.
L'atteggiamento del lottatore seduto esprime a meraviglia il riposo, ed ha pure un carattere speciale, poichè egli, sedendo, pare oda il fragore del combattimento che segue fra altre coppie di pugilatori, e si volga e guardi con intensità.
Negli scavi si son trovate delle muraglie scanalate che mostrano essere state costruite sotterraneamente, epperò con la guida di pali verticali equidistanti, rosi poi dall'umidità, e che han lasciato, per così dire, la loro traccia negativa nelle scanalature. Si suppone anche le statue sieno state sepolte volontariamente da qualche amatore di arte e di antichità, che volesse sottrarle al vandalismo dei Barbari invasori. Infatti attorno ad esse eran mucchi di macerie, buttate lì probabilmente per coprirle e proteggerle alla meno peggio. »
Nettandosi la gamba sinistra del lottatore sedente, maraviglioso simulacro di Bronzo scoperto nel giardino dell' ex-convento di s. Silvestro al Quirinale, poco discosto dall'altro, di cui fu detto nelle Notizie (facendosi degli sterri per la costruzione del teatro drammatico), si è riconosciuta una lettera, segnata a graffito con lo stecco nel modello in cera, e fusa poi con tutto il resto. La lettera corrisponde sotto il dito medio del piede sinistro, e sembra essere un' A greca, piuttòsto che un' A latina. Una simile lettera, di tipo latino, è incisa sul piede destro, poco sopra al nascimento delle dita. L'incisione, fatta con tre colpi di scalpello, è di età molto piìi recente.
Rodolfo lanciani descrive ulteriormente la scoperta nel suo volume La Roma antica:
«Il più importante dato raccolto, mentre ero presente e seguivo la rimozione della terra nella quale il capolavoro giaceva seppellito, è che la statua non era stata gettata là, o seppellita in fretta, ma era stata nascosta e trattata con la massima cura.
La figura, trovandosi in posizione seduta, era stata posta su un capitello di pietra dell'ordine dorico, come sopra uno sgabello e il fosso che era stato aperto tra le fondamenta più basse del tempio del Sole, per nascondere la statua era stato riempito con terra setacciata per salvare la superficie del bronzo da ogni possibile offesa.
Sono stato presente, nella mia lunga carriera nell'attivo campo dell'archeologia, a molte scoperte; ho sperimentato una sorpresa dopo l'altra; ho talvolta e per lo più inaspettatamente, incontrato reali capolavori ma non ho mai provato un'impressione straordinaria simile a quella creata dalla vista di questo magnifico esemplare di un atleta semi-barbaro, uscente lentamente dal terreno come se si svegliasse da un lungo sonno dopo i suoi valorosi combattimenti»
Nei lavori per la costruzione del nuovo teatro drammatico in via Nazionale, sono state rinvenute parecchie fistule aquarie di piombo, le quali evidentemente partivano da un castello di divisione posto circa il sito medesimo.
È assai verisimile, che cotesto castello di distribuzione fosse alimentato dalla grande condottura centenaria di Traiano, la quale dal bottino terminale delle acque Marcia, Tepula e Giulia, andava alla porta Viminale, percorreva l'alta semita, e per la via che divideva le terme di Costantino dal tempio del Sole, si dirigeva al foro Traiano (Cf. Bull. com. 1876, p. 180; 1880, p. 19). I nomi dei proprietari delle acque e degli officinatori, che si leggono sui tubi predetti, sono i seguenti:
DEC SACERDOTIVM VIDENTALIVM XXIII
DEC SACERDOTIVM VIDENTALIVM XIIII
DEC SACERDOTIVM VIDENTALIVM IIIVXXX
FLAVIA SEPTIMA FEC
Ognun vede, che la decuria sacerdotum bidentalium qui ricordata, è quella medesima che aveva in custodia il tempio di Semone Sanco, eretto sul Quirinale ed in queste stesse vicinanze.
PONPEI RVSONIANI
M CARTILIVS CALLIDROMVS FEC
CN SERG CRATERI E IVLI HIERACIS
SERVIVS SALVIDIENVS SYMPHOR
NARCISSI AVG L AB EPISTVLIS
Questa leggenda si è trovata non solo sopra un altro pezzo della medesima condottura, ma anche sopra un tubo di grandissimo modulo.
Giuseppe Gatti e Luigi Borsari.
Nel gittare le fondamenta del nuovo casamento Crostarosa, in via Nazionale, si sono scoperti altri avanzi di quell'antico portico, che in prossimità dello stesso sito si riconobbe nell'anno 1879 (cfr. Notizie 1879, p. 14). Due rocchi di colonne di travertino sono stati trovati al proprio luogo, e spettano al lato occidentale del predetto portico.
Nel palazzo Campanari, in via Nazionale, ampliandosi la scuderia esistente in fondo del cortile, a sinistra, si è incontrato un muro reticolato, in direzione parallela al muro di fondo del casamento.
Un altro muro laterizio, sull'intonaco del quale rimangono alcune tracce di antica pittura, è normale a quello reticolato; e forma con esso l'angolo di una stanza spettante ad edificio privato del primo secolo dell'impero.
Il pavimento di questa camera, del quale è stato scoperto soltanto un piccolo tratto, è decorato con fino musaico bianco e nero, a figure geometriche; ed il suo piano si trova a m. 1,25 sopra il livello del cortile odierno del palazzo.
Giuseppe Gatti.
Il sig. P. Bienkowsky ha recentemente pubblicato alcune notizie sopra una testa di statua di bronzo, creduta ritratto di L. Cornelius Pusio, la qual testa sul prin.cipio dell'anno 1892, scoperta unitamente ad un'iscrizione dedicatoria al personaggio sopra citato, in alcuni lavori di fabbricazione del palazzo Campanari in via Nazionale, . era divenuta proprietà del negoziante di antichità sig. Borghi in piazza Barberini (cfr. Mittheilung. 1892 VII 3. 4 p. 197 sg. tav. VI).
Avendo avuto dal sig. Borghi una fotografia dell'iscrizione sopra citata, si desume da essa l'apografo seguente: L CORRNELIO L F GAL PVSIONI III... R VIAR:CVRANDAR TR MIL LEG XIII GEMINAE QVAESTORI TR PL PR LEGAT AVGVSTI LEG XVI M VIBRIVS MARCELLVS LEG XVI
L'iscrizione è incisa su lamina di bronzo, chiusa da ricca cornice; e doveva essere incastrata in un basamento, forse d'opera muraria, sul quale posava la statua di L. Cornelius Pusio.
Il sig. Bienkowsky con buona ragione attribuisce questo monumento onorario all'età di Tiberio o di Caligola. Del personaggio cui fu dedicato, come pure del dedicante, non si ha veruna storica notizia.
Giuseppe Gatti.
Si avvia l'esercizio di una linea con trazione ad accumulatori da piazza Venezia a porta Pia (attraverso via Nazionale). La tratta da piazza Venezia a piazza Magnanapoli resterà però alimentata con filo aereo, per l'elevata pendenza del tracciato.
Nell'angolo formato da Via delle Tre Cannelle e dalla via Nazionale, si è asportata la terra che riempiva tutto lo spazio compreso fra i muri esterni della Scuola femminile superiore Erminia Foà Fusinato e quelli che limitavano le due vie ora ricordate. Si sono scoperti avanzi di selciati e di muri di costruzione diversa, disposti come vedesi nella piantina qui riprodotta.
A chiarimento della quale, avverto che i muri indicati con linee incrociate sono ad opera reticolata. L'avanzo di selciato a era a due metri di altezza dal piano di via Nazionale, nel punto più vicino; quello b a m. 1,70 dal piano di via delle Tre Cannelle. Lateralmente a quest'ultimo avanzo di selciato erano due muri laterizi paralleli e assai vicini, dello spessore di m. 0,45; al più esterno di essi era addossato un pilastro, pure laterizio, largo m. 1 e aggettante dal muro m. 0,90.
Nell'ambiente c (il cui angolo orientale deve essere stato distrutto quando fu costruito il muro che qui limita via Nazionale), a m. 0,50 sopra il piano di via Nazionale, era un pavimento a spina di pesce, che terminava nell'angolo formato da avanzi di muri laterizî, che vedesi entro quest'ambiente. L'ambiente e, limitato ad ovest da muro laterizio e negli altri lati da mura reticolate, aveva a metri due dal piano di via delle Tre Cannelle, un pavimento a spina di pesce; e sopra questo, ad una maggiore altezza di m. 1,40, un altro pavimento, pure a spina di pesce, che passava sopra il muro reticolato f, e si inoltrava sotto le fondazioni della scuola femminile già nominata.
Il terreno era assai povero; vi si rinvennero solamente due tegole recanti il bollo C.I.L., XV, 657 c, e due piccoli parallelepipedi di marmo (uno di m. 0,33 X 0,20 X 0,9; l'altro m. 0,18 X 0,15 X 0,07) con un incavo rettangolare lavorato a gra- dina in una delle facce maggiori, profondo m. 0,015, lungo m. 0,115 e largo m. 0,09. A ciascun angolo delle due facce minori opposte, era una prominenza. In uno di questi due oggetti, che probabilmente dovettero servire come piccole basi di sostegno di erme o di piedi di mobili, l'incavo era scorniciato da tre lati. Si rinvennero inoltre, al piano del pavimento dell'ambiente c, ma fuori posto, alcune soglie di porte, che avevano l'incavo di scorrimento della postis.
Angiolo Pasqui.
La Libreria Mantegazza a via Quattro Novembre 146, viene rilevata dall'editore Cremonese che contribuì a dargli un'impronta di internazionalità, con il reparto di libri stranieri.
Inaugurazione del nuovo Palazzo della Cassa Nazionale Infortuni, a Via 4 novembre. Mussolini nel discorso inaugurale definisce «l’edificio è un autentico infortunio capitato proprio alle Assicurazioni agli Infortuni!». Il duce, che aveva personalmente scelto l'architetto Brasini come progettista, si era ormai convinto che lo stile razionalista doveva divenatre il nuovo corso dell'architettura del regime.
Il Gran Caffè Pasticceria Latour di Palazzo Colonna cessa le attività.
La Libreria Cremonese a via Quattro Novembre 146, viene rilevata da Paolo Tombolini,
Partigiani lanciano bombe a mano su un automezzo tedesco che transita a Via IV Novembre. I nazifascisti conducono un rastrellamento nella zona di piazza Fiume.
Monumenti
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Bunker di Palazzo Valentini
1939 ipogei
☆ ☆ ☆ ★ ★
Palazzo INAIL
1928 palazzi
☆ ☆ ☆ ★ ★
Casa Rubboli
1886 edifici
☆ ☆ ☆ ★ ★
Teatro Drammatico Nazionale
1886 teatri
☆ ☆ ☆ ☆ ★
Ninfei di Palazzo Tiberi Ceva
1885 fontane
☆ ☆ ☆ ☆ ★
Palazzo Tiberi Ceva
1885 palazzi
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Palazzo Campanari
1883 edifici
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Chiesa Valdese a Trevi
1883 luoghi di culto
☆ ☆ ☆ ☆ ★
Domus di Lucius Cornelius Pusio
1883 domus
☆ ☆ ☆ ☆ ★
Palazzo Capranica Del Grillo De Luca
1881 palazzi
☆ ☆ ☆ ☆ ★
Palazzo Cicognani
1879 edifici
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Targa del Rione Monti a via Quattro Novembre
1744 targhe
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Convento di Santa Caterina a Magnanapoli
1574 conventi
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Palazzo Colonna
1424 palazzi-corte
☆ ★ ★ ★ ★
Foro e Mercati di Traiano
105 archeologia
☆ ☆ ☆ ☆ ★
Xenodochium Valeriorum
105 archeologia
☆ ☆ ☆ ★ ★
Basolato della via Biberitica
archeologia
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Cisterna del Convento di Santa Caterina
cisterne
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Torre dei Colonnesi
torri
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Palazzo Pignatelli
palazzi
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Fregi della Torre dei Colonnesi
archeologia
☆ ☆ ☆ ☆ ★
Palazzo Stella
palazzi
☆ ☆ ☆ ☆ ★
Targa del Rione Trevi a Via IV Novembre
targhe
☆ ☆ ☆ ☆ ★
Portico Costantiniano lungo la via Biberitica
archeologia
☆ ☆ ☆ ☆ ★
Albergo Traiano
palazzi
☆ ☆ ☆ ☆ ★
Ex Cinema Rialto
cinematografi
☆ ☆ ☆ ☆ ★
Hotel Pace Helvezia
palazzi
☆ ☆ ☆ ☆ ★
Torre Mesa
torri
☆ ☆ ☆ ☆ ★
Loggia dei Colonnesi
fortificazioni