Storia
CronologiaPresso la chiesa di s. Silvestro, sulla piazza del Quirinale, fu ritrovato un sarcofago con rilievi di Baccanti, destinato già a contenere il corpo del cardinale Cornelio, trasportato poi a Ferrara.
Giuseppe Fiorelli.
Nel fare una parte di fondamenta presso la facciata della chiesa di S. Silvestro a Monte Cavallo si scoprì una canna di pozzo antichissimo del diametro di met. 0,96, forato nell’ argilla vergine, e rivestito di lastre di cappellaccio sottili, senza incavaturà di sorta per discendervi, simile ai pozzi che si rinvennero a poca distanza nel cavo per la fogna della via Nazionale.
Sull'ingresso poi degli uffizî della Direzione del Genio Militare; stabilita nel convento stesso di s. Silvestro, si rimise allo scoperto una gran chiave di arco in travertino, alta met. 1,07, larga met. 0,74; una bella testa di statua marmorea, che sembra un ritratto imperiale; un busto in marmo col suo pieduccio; un torsetto appartenente forse ad una statua di Apollo; una mensola marmorea alta met. 0,33; con rilievo del busto di una Roma galeata di buono stile; i piedi di una statua marmorea muliebre; un leoncino acefalo di marmo bianco; alcuni frammenti di statue di animali, ed altri avanzi di nessun pregio.
Giuseppe Fiorelli.
Abbassandosi il piano della via Quirinale, nello spazio compreso tra i palazzi Aldobrandini e Rospigliosi, e precisamente incontro la proprietà Sacripante (Reali secondo il Nolli), fu scoperto il pavimento a musaico grossolano di una sala termale dei Bagni costantiniani, pensile sull'ipocausto. Quivi furono raccolti, fuor d'opera, i bolli di mattoni: SEXPLOTITIA EXPR OFSOFF... OF FSR P T
Incontro il portone Rospigliosi fu rinvenuta una base attica al posto, poggiata sul dado di travertino, e di met. 0,80 di diametro.
Presso la chiesa di s. Andrea, demolendosi un muro di fondamento costruito con marmi di varia specie, furono raccolti. molti pezzi di un cratere dionisiaco figurato. Nel labbro del vaso è scritto: TI CAESARE COS
Vi furono anche trovati questi due frammenti di lapidi: ...RCA... | ...O FILIO... | ...DE SE...; ...DECVS... | ...ORNAM... | ...DEPIA...
Nello sterro del vicolo Mazzarino continuarono ad apparire gli avanzi del Ninfeo de’ Claudii Claudiani, altra volta descritto. Sono stati trovati altresì lunghi tratti anepigrafi della fistola plumbea, che ha rivelato, o meglio confermato il nome del proprietario di quel nobile edificio.
Dicontro la chiesa dei ss. Domenico e Sisto fu scoperta una basetta marmorea, sulla quale è scritto: ...EPAENVS ...LIBERIS | ...SI D D ed una chiavichetta di opera laterizia, nella riempitura della quale erano frammiste anforette di vetro, balsamari, spilli, aghi crinali ecc.
Giuseppe Fiorelli.
Nei lavori di sistemazione per la via del Quirinale, sono apparsi gli avanzi dell'angolo sud-ovest delle Terme di Costantino, conformi alla pianta lasciatane dal Palladio. Fra questi avanzi si raccolsero: Otto tegoli col sigillo OFDOMOFSR; tredici frammenti di lastre di porfido; un manico di anfora, col bollo SAENAN , e molti avanzi di sculture figurate, inserite come materiale da costruzione nei muri di fondamento.
Rodolfo Lanciani.
Continuandosi gli sterri nella via del Quirinale, seguono ad apparire le sostruzioni delle Terme Costantiniane, nelle quali sono inseriti avanzi di edifici privati anteriori. Vi si rinvengono molti sigilli figulini dell’era dioclezianea.
Nella casa Sacripante, posta all'angolo delle vie Mazarino e Quirinale, rimovendosi il cippo di Postumio Festo (Corpus VI, 1416) è stato trovato un lastrone di travertino, che gli serviva di plinto. Vi è inciso il seguente titolo sepolcrale: C SELICIVS C F MEN | SELICIA C L FLORA | SELICIA C L AMOENA | C SELICIVS C L IIVRIICA | M FARQVITIVS M L... | ...LA VI ANNIS XVI...
Dalle fondamenta delle dette Terme sottoposte al palazzo Pallavicini, è stato tratto un frammento di lastra di bigio, con le sigle: ...EGI TVR DVA...
Rodolfo Lanciani.
Dinnanzi al cancello della villa Colonna in piazza del Quirinale è stato scoperto uno stanzino a volta Umettata, intonacato con istucco bianco, lungo met. 7,74, largo met. 3,74. Sull' intonaco sono tracciate alcune leggende a caratteri che sembrano orientali, a colore nero, rosso, o verde. I graffiti sono in parte greci. Ve ne è un solo latino del seguente tenore: IIVPRATI RlTS LXXVIII
Dinnanzi il cancello di Villa Colonna, sulla piazza del Quirinale, entro lo speco di una chiavica sono stati trovati due frammenti di candelabro di bronzo, alti assieme met. 1,25. Il fusto, di met. 0,18 di diametro, è ornato di baccellature e di fogliami.
Rodolfo Lanciani.
Nella piazza del Quirinale, dinanzi il cancello della villa Colonna, si è continuata la scoperta e la demolizione della platea a calcestruzzo del tempio del Sole. Nell'interno di una chiavichetta, che corre parallelamente al lato sud della platea, è stato trovato un frammento di bellissimo candelabro in bronzo, lungo met. 1,35.
Rodolfo Lanciani.
L'imperatore di Germania Guglielmo II arriva a Roma in visita di stato:
"Il principe Enrico di Prussia, fratello dell'Imperatore, ha raggiunto Guglielmo II al confine italiano andando con esso a Roma nel treno imperiale. È già noto che il conte Erberto di Bismarck, ministro di Stato, figlio del gran Cancelliere, accompagna egli pure l'imperatore nel suo viaggio.
Erano alla stazione a riceverlo re Umberto, col principe ereditario, il duca d'Aosta e il duca di Genova, con le loro case militari; il presidente del Consiglio, i generali Pallavicini e D'Oncieu comandanti dell'VIII corpo e della divisione di Roma, il prefetto Gravina ed il prosindaco marchese Guiccioli. Nessun altro era stato ammesso nella stazione.
Verso il piazzale esterno era stato eretto un padiglione in velluto e broccato: copriva il marciapiede un ricco tappeto di Bruxelles. Alle due estremità del padiglione s'ergevano due pennoni che sorreggevano, quello di destra lo stendardo imperiale tedesco, quello di sinistra lo stendardo italiano.
Guglielmo II ed Umberto I presero posto insieme al principe di Napoli, in una carrozza di Corte scoperta, con le livree rosse, preceduta dai battistrada. Percorsero la piazza di Termini dove è stata rinnovata l'antica fontana, e s'avviarono per Via Nazionale. La grande strada, lungo la quale s'innalzavano più di 300 pennoni, eguali a quello del quale diamo il disegno, era straordinariamente affollata. Dai balconi e dalle finestre stipate di signore cadevano sulla carrozza fiori e piccole bandiere con i ritratti dei due sovrani e i colori delle due nazioni alleate.
La carrozza dei due sovrani dovette farsi strada lentamente in mezzo alla folla fino al portone del Quirinale. Entrati nella reggia i sovrani, i principi ed il loro seguito, le acclamazioni che li avevano accompagnati fino dalla stazione continuarono, mentre Guglielmo II presentava i suoi omaggi alla regina Margherita, alla duchessa d'Aosta ed alle duchesse Elisabetta ed Isabella di Genova che lo ricevettero circondate dalle loro dame. Pochi minuti dopo l'Imperatore col Re, la Regina, i principi e le principesse si affacciavano al terrazzo ch'è sulla porta del Quirinale; poi vi comparivano soli i due sovrani più d'una volta.
La bandiera germanica sventolava sul Quirinale insieme a quella italiana.
Guglielmo II ha ricevuto subito dopo il suo arrivo i ministri, i sottosegretari di Stato, i presidenti dei due rami del Parlamento, i generali che si trovano in Roma, e la Giunta Municipale alla quale si erano aggiunti dieci consiglieri scelti dal Sindaco. Il comune di Roma ha voluto in questa occasione mostrarsi splendido. La sua rappresentanza è andata alla reggia in gran pompa, con vetture di gala e livree ricche e nuove, preceduta dal corpo delle guardie municipali a cavallo recentemente formato, e con numeroso seguito di trombettieri e donzelli che portavano il gonfalone del Comune ed i 16 stendardi dei rioni di Roma.
Si prepara in onore di Guglielmo II una grande dimostrazione popolare. Roma è piena di forestieri e d'italiani di tutte le provincie. A molti non è stato possibile trovare alloggio e la stazione è tutt'altro che bella e clemente.
Nella gita da farsi ne' dintorni di Roma compresa nel programma della visita imperiale, Guglielmo II visiterà probabilmente Tivoli e la Villa Adriana."
"Abbiamo già detto nel numero passato che Guglielmo II, accompagnato dal principe Enrico di Prussia, dal conte Erberto di Bismarck e da altri personaggi della sua Corte, giunse a Roma alle 4, 10 pomeridiane del giorno 11 corrente. Fino dalla mattina v'era grande movimento per le strade della città, rallegrate da uno splendido sole autunnale. Facevano ala, per lo stradale dalla stazione al Quirinale, le truppe della guarnigione e gran parte di quelle riunite a Roma per la rivista, sotto gli ordini del tenente generale conte Paolo d'Oncieu de la Batie comandante la divisione di Roma. La legione allievi carabinieri formava un gran quadrato sul piazzale esterno della stazione, tenendo lontana la folla dagli ingressi.
Un colpo di cannone annunziò l'arrivo del treno imperiale; la gran campana del Campidoglio rispose a quel colpo rintoccando a festa. Sul marciapiede della stazione era schierata una compagnia del 5° fanteria con musica e bandiera. Il treno imperiale, con due locomotive inghirlandate ed imbandierate, con i colori italiani e tedeschi entrò lentamente sotto la tettoia: la musica intuonò l'inno prussiano Heil dir im Sieger-kranz (salve, o cinto dal lauro della vittoria).
Guglielmo II era in piedi sulla piattaforma. Scese primo andando diretto incontro a re Umberto, che si era avvicinato al vagone; lo abbracciò e lo baciò quattro volte, sulle bocca e sulle guancie. L'Imperatore aveva l'aspetto sorridente: vestiva l'uniforme rossa di colonnello del reggimento d'ussari della guardia ch'egli ha comandato per qualche tempo. Dopo aver baciato re Umberto, l'Imperatore si rivolse al principe Vittorio Emanuele; lo baciò due volte, poi dette una stretta di mano al duca d'Aosta e al duca di Genova. Re Umberto gli presentò prima l'onorevole Crispi cui Guglielmo strinse la mano, poi gli altri personaggi della sua casa.
I saluti e le presentazioni durarono una diecina di minuti, dopo i quali Re ed Imperatore si avviarono verso l'uscita. Al loro comparire sotto il baldacchino eretto fuori della stazione, la folla immensa li accolse con una lunga ed entusiastica acclamazione. I due sovrani presero posto in una carrozza a due cavalli ed il corteggio si mosse verso il Quirinale.
Nella prima carrozza vi erano due aiutanti di campo e due maestri di cerimonie del Re.
Nella seconda l'Imperatore Guglielmo e il re Umberto: la precedevano e la seguivano i corazzieri. Il generale D'Oncieu cavalcava a destra, il capitano Werner comandante dei corazzieri a sinistra.
Nella terza carrozza erano il principe Enrico di Prussia e il principe di Napoli. Nella quarta il duca d'Aosta e il duca di Genova. Tanto il Re come gli altri principi di casa Savoia portavano al collo le insegne dell'Ordine dell'Aquila Nera.
Nella quinta carrozza v'erano il conte Erberto Bismarck, l'onorevole Crispi, il conte di Solms ambasciatore tedesco ed il von Liebenau gran maresciallo di corte dell'Imperatore. Nella sesta il generale Wittich, il generale von Hahnke, il conte Visone ed il generale Pasi. Nelle seguenti le altre persone del seguito dell'Imperatore e della casa militare del Re d'Italia. Un drappello di corazzieri chiudeva il corteggio.
Quando questo ebbe traversata la piazza di Termini e fu giunto all'esedra che serve d'ingresso a via Nazionale, s'offerse allo sguardo dell'imperatore tedesco uno spettacolo veramente meraviglioso. Lungo la via Nazionale più di centomila persone si affollavano sui marciapiedi dietro le truppe, alle finestre, sui tetti, sulle gradinate, sulle inferriate. Il palazzo dell'Esposizione, che ha una spaziosa gradinata davanti, era stato preso d'assalto fino da mezzogiorno. Le finestre disponibili s'erano vendute a prezzi favolosi; il gran palco fatto costruire dalla Banca Nazionale sul terreno di sua proprietà non avrebbe potuto contenere una persona di più.
Dalle finestre, imbandierate ed ornate di parati di fiori e di verzura, si gettavano fiori e piccole banderuole con i ritratti dei due Sovrani. Parecchie bande musicali distribuite lungo la strada suonavano l'inno tedesco. Guglielmo II, la cui fisionomia, non severa ma impassibile, tradisce difficilmente lo stato dell'animo, salutava con rigida compostezza alzando il braccio destro ed avvicinandosi al kolback l'indice ed il medio: ma nel suo occhio chiaro ed espressivo si leggeva facilmente che quella accoglienza eragli graditissima. Le grida, le acclamazioni entusiastiche accompagnarono la carrozza dei due Sovrani fino al Quirinale. La folla tentò più volte di rompere i cordoni della truppa, appena passato il corteggio: poi si precipitò per tutte le vie laterali verso la piazza del Quirinale, dove gli applausi ripetuti, insistenti continuarono per più d'un quarto d'ora, fino a quando cioè non si videro due staffieri di corte venuti a mettere un arazzo sul parapetto del balcone.
Entrato nella reggia italiana, Guglielmo II fu ricevuto a' piedi del grande scalone dal conte Cesare Gianotti primo maestro di cerimonie di S. M. e ff. di prefetto di palazzo che, precedendolo, lo accompagnò fino al salone detto degli Svizzeri, dove attendeva l'Imperatore S. M. la Regina con le principesse Letizia, Elisabetta e Isabella, e la marchesa ed il marchese di Villamarina.
Guglielmo salì lo scalone tenendosi alla destra del Re ed appena giunto davanti alla Regina prese la mano che essa gli stendeva e gliela baciò. Quindi baciò la mano alle principesse mentre il principe Enrico s'inchinava davanti alla Regina e le baciava egli pure la mano.
La Regina al braccio dell'Imperatore, la principessa Letizia a braccio del Re, la duchessa di Genova madre a braccio del principe Enrico, e la principessa Isabella a braccio del Principe ereditario, passarono nella sala azzurra dove furono presentate all'Imperatore la duchessa Sforza Cesarini, la contessa Marcello e la principessa Pallavicini dame di corte, la duchessa Massimo di Rignano, la contessa di Santaflora e la marchesa Calabrini dame di palazzo.
Dalla sala azzurra i Sovrani e le principesse passarono nella sala da ballo dove erano riuniti i cavalieri dell'Annunziata, i grandi dignitari dello Stato e della Corte, i presidenti del Senato e della Camera con gli uffizi delle due presidenze, il comandante del IX corpo d'esercito e quello della divisione di Roma, il prefetto, ed il prosindaco con la giunta municipale.
Le presentazioni furono brevissime perchè giungeva fino alla sala da ballo il fragore degli applausi, annunziando che la popolazione desiderava di salutare nuovamente l'Imperatore. Questi strinse la mano al generale Della Rocca, agli onorevoli Biancheri e Farini, al generale Pallavicini, ed espresse in poche ma cordiali parole al marchese Alessandro Guiccioli ff. di Sindaco il piacere di essere stato accolto tanto festosamente nella capitale d'Italia.
Gli applausi intanto continuavano. Finalmente comparvero sul balcone l'Imperatore col Re, la Regina, la principessa Letizia, le due duchesse di Genova, il principe Enrico, il principe di Napoli, il duca d'Aosta e il duca di Genova. L'Imperatore rispondeva alle acclamazioni agitando il kolback che aveva in mano e sorridendo di soddisfazione. Girò più volte intorno lo sguardo non potendo trattenersi dall'ammirare lo stupendo panorama di Roma ed il non meno stupendo spettacolo della folla che a perdita d'occhio riempiva non soltanto la piazza ma tutte le strade che vi fanno capo. Prima di ritirarsi Guglielmo II fece un nuovo saluto allargando le braccia come se volesse comprendere in un solo abbraccio quel popolo che ricordava d'aver veduto dieci anni sono, su quello stesso balcone, il Kronprinz Federico sollevare nelle braccia il principe di Napoli allora fanciullo...
Diremo qui che i principali personaggi del seguito dell'Imperatore sono il conte Erberto Bismarck (segretario di Stato per gli esteri), il gran maresciallo di corte Von Liebenau, il generale Hahnke capo del gabinetto militare di S. M. germanica, ed il consigliere Lucanus, ex sottosegretario di Stato al ministero de' culti, ora capo del gabinetto civile di S. M. Il signor di Liebenau si trova da 15 anni al fianco del suo giovine sovrano: il generale Hahnke ed il consigliere Lucanus, benchè occupino da pochi mesi i loro elevatissimi uffici, godono tutta la fiducia dell'Imperatore."
Nell'orto annesso all’ex-convento di S. Silvestro, in via del Quirinale, sono stati eseguiti alcuni saggi di escavazione, come proseguimento degli sterri fatti in quell'area nell’anno 1885 per Ja costruzione del teatro drammatico nazionale.
Sono stati scoperti avanzi di fabbriche laterizie, degli ultimi tempi dell'impero, spettanti ad abitazioni private. Al piano di esse, che è a m. 3,75 sotto il livello attuale del terreno, si è rinvenuto un tratto di paviminto stradale a poligoni di selce, con direzione da nord a sud. Alla profondità poi di m. 5,50, e al di sotto dei predetti muri, è comparsa una grandiosa platea in travertini, la cui orientazione è di poco inclinata verso est, rispetto a quella delle fabbriche sovrastanti.
Dalla volticella di una chiavica costruita alla cappuccina, e posta alla profondità di circa m. 4, si è tolto un tegolone di m. 0,55 X 0,53, col bollo della fine del primo secolo: €. Z. Z. XV, 1152. Presso questa fogna sono stati trovati due pezzi di grande fistola aquaria, del diametro di m. 0,20, uno dei quali porta, a lettere rilevate ma molto consunte, il nome dello stagnaio: ...ETVLENIVS BALERIANVS FEC
Fra le terre sono stati raccolti i seguenti oggetti: Oro. Frammento di catenella a maglie sottili, lungo m. 0,265, con piccolo anello all'estremità, del diam. di m. 0,014. In questo era infilata un'altra simile catenella di cui resta un piccolissimo avanzo. Bronzo. Venticinque monete di varia grandezza, consunte ed ossidate. Osso. Molti frammenti di spilli e di aghi crinali. Marmo. Testa muliebre, alta m. 0,20, con capelli discriminati ed attortigliati ad una sottile benda tutto attorno il capo, che cadono poi in due grosse ciocche dietro la nuca: lavoro d'arte assai mediocre. Piccola testa giovanile, di giallo antico, alta m. 0,14, molto consunta. Frammento di bassorilievo, in cui restano soltanto le gambe di una figura femminile con parte del manto che svolazzava a sinistra della figura. Frammenti diversi scolpiti, di niuna importanza. Terracotta. Frammenti di tegole fittili, coi bolli C.I.L. XV,69, 219 (due esemplari), 7084. Si ebbe inoltre un frammentodi lapide Iscritta, ove rimane: AGA... INV...
Giuseppe Gatti.
In via del Quirinale, facendosi uno sterro nella villa Colonna, in prossimità del fabbricato (ex Convento S. Silvestro) ove ha sede il Comando dei RR. Carabinieri, è stato scoperto, a livello dell'odierno piano stradale, l'angolo di un grosso muro di sostruzione, largo m. 1,20.
Uno dei lati misura m. 9,00, l'altro m. 6,90. Quivi si è rinrenuto un capitello di travertino, alto m. 1,56 col diametro di m. 0,70, intagliato a larghe foglie d’acanto, e l’imoscapo di una grande colonna in peperino, baccellata, el diametro di m. 1,78.
Questo frammento di colonna è alto m. 0,60; le bacceliure hanno la larghezza di m. 0,20.
Nella terra di scarico, che copriva questi avanzi di un antichissimo monumento fu recuperata una colonna tortile, in pavonazzetto, alta m. 2,93, del diametro di m. 0,40 ed insieme ad essa due basi di colonne, in marmo bianco del diametro di m. 0,42 con frammento di lastrone marmoreo, alto m. 0,45, su cui avanzi di figure scolpite in altorilievo.
Giuseppe Gatti.
Per i movimenti di terra che si eseguiscono nella villa Colonna, in via del Quirinale, alla profondità di m. 3,00 dal piano della villa, si è incontrato un piccolo avanzo di pavimento in mosaico, a semplici tasselli bianchi e neri.
Fra la terra sono state raccolte due basi di colonne, in marmo bianco; ed inoltre un torso di statua, alto.m. 0,40, assai danneggiato e mancante della spalla destra, donde pendeva una pelle di caprio, di cui restano le zampe; e vari minuti frammenti e scheggie di marmo, spettanti a decorazioni architettoniche di qualche pubblico edificio.
Giuseppe Gatti.
In via del Quirinale, gittandosi le fondamenta di un fabbricato nel terreno annesso all'ex-convento di s. Silvestro, è stato recuperato un pezzo di colonna di breccia corallina, lungo m. 1,50, del diametro di m. 0,40; un altro rocchio di co- lonna di granito rosso, lungo m. 1,20, del diametro di m. 0,36; ed un piccolo rocchio di colonna di marmo bianco, lungo m. 0,30, del diametro di m. 0,20.
Giuseppe Gatti.
Continuandosi gli sterri nella villa Colonna, in via del Quirinale, per la costruzione di un casamento presso la Direzione territoriale dei RR. Carabinieri, alla profondità di m. 6 dal piano della villa si è scoperto un avanzo di mura| glione, costruito a massi squadrati di tufo, e largo m. 0,60; ed a piccola distanza da questo un resto di muro laterizio, sul quale era posato un lastrone di pietra nera, Ss dello spessore di sette ad otto centimetri.
Giuseppe Gatti.
In via del Quirinale, eseguendosi movimenti di terra nella villa Colonna, si è trovata una statuetta virile in marmo, alta m. 0,25, assai danneggiata. Oltre la testa, manca un piede e parte del braccio sinistro.
Giuseppe Gatti.
In via del Quirinale, continuandosi gli sterri per la costruzione di un nuovo casamento nell'area demaniale dell'ex convento di s. Silvestro, si è rinvenuta l'altra metà della colonna di breccia corallina, che fu scoperta nello scorso mese di febbraio (v. Notizie 1906, pag. 94). Sono state pure recuperate due basi di colonne, una del diam. di m. 0,65, l'altra di m. 0,37; una lastra di marmo bianco, che misura m. 0,82 X 0,55 X 0,15; e cinque frammenti di antefisse fittili.
Presso lo stesso luogo, nella villa Colonna, sono riapparsi altri avanzi di muri, spettanti ad antiche costruzioni di diversa età; e si è trovato un torso di statua virile, ignuda, di mediocre fattura, alto m. 0,90.
Giuseppe Gatti.
Nel demolire una parte del muro che divide la villa Colonna dal terreno demaniale già annesso al convento di s. Silvestro, in via del Quirinale, sono stati recuperati i seguenti avanzi di sculture in marmo, che erano stati adoperati come materiale di costruzione, quasi tutti mal conservati: Tronco di statuetta virile ignuda, che con la mano destra portata sulle reni stringe un pomo, alt. m. 0,28; testa di fanciullo con lunghi capelli ricciuti, alt. m. 0,09; due frammenti di aquila, posta su larga base, che reca sul dorso un putto, mancante della testa, delle braccia e delle gambe: la mano della figurina poggia sul collo del volatile; varî frammenti di una tazza per fontana, in forma di conchiglia; piccola base, su cui resta la parte inferiore di una figura muliebre, vestita di lunga tunica a larghe pieghe, alt. m. 0,19; altra simile basetta, con avanzo di figura panneggiata, presso la quale veggonsi due piccoli piedi ignudi e parte di un cigno, alt. m, 0,25.
Sotto il muro divisorio sopra indicato sono stati scoperti due tratti del pavimento di un'antica stanza, formato a musaico tutto bianco con riquadrature a tasselli neri. Questo pavimento trovasi a m. 7 sotto il piano della villa.
Nell'area poi di proprietà del Demanio, ove dal sig. ing. Mengarini si costruisce un villino, si è recuperata una lastra di marmo, alta m. 0,39 X 0,46, che porta scolpita in rilievo una scena campestre, divisa in due piani. Una parte della rappresentazione a destra è perduta. Nel piano superiore vedesi, quasi nel mezzo, un tempietto sostenuto da quattro colonne e coperto con tetto, al quale si ascende per una larga gradinata.
Nell'interno è il simulacro di Diana cacciatrice volta a destra, in atto di scoccare una freccia: da lontano, dove la pietra è rotta, veggonsi le zampe di una capra. Davanti al tempio sorge un'ara pulvinata, con teste d'ariete sugli angoli, donde pendono festoni. Un cane ritto sulle zampe posteriori addenta il festone che è sulla fronte dell'ara.
A sinistra del tempio, sotto un grande albero di quercia, sul quale posa un corvo, sta seduto sopra una roccia Pan, che nella mano destra tiene la siringa e con la sinistra avvicina alla bocca forse il rhyton. Sotto la figura di Pan, è rappresentato un cane. Nel piano inferiore è leggiadramente scolpito ad alto rilievo un gruppo di animali: a sinistra vedesi un vitello il quale si disseta ad una fonte che sgorga dalla rupe, poi un bove, pecore, montoni ed altri ruminanti in varie movenze.
Nel terreno medesimo sono stati raccolti alcuni frammenti di cornice marmorea con dentelli; una mensola, pure di marmo, alta m. 0,28 X 0,15; varî pezzi di fregi fittili, in uno dei quali è in rilievo la protome di Bacco coronata con tralci di vite; un frammento di fistola acquaria in piombo, che conserva parte della leggenda: ...O AVG L PROC e due pezzi di lastre marmoree inscritte. Il primo, di m. 0,20 X 0,17, reca: CAECIAL ONIDI MAT... RATRI CE... SIBIQVE E... INCOMPAT... ET CAECI. L'altro, di m. 0,20 X 0,31, spetta ad un epitafio cimiteriale cristiano: ATEILAE... XIT MEN... BENEMER P A DEP X K... Le due lettere P A nel v. 3 erano già tracciate sulla pietra, prima che vi fosse incisa l'iscrizione sepolcrale.
Giuseppe Gatti.
In via del Quirinale, nella parte superiore dello sterro per la costruzione del villino Mengarini sì sono rinvenuti, in continuazione a quelli precedentemente messi allo scoperto, un muro a cortina lungo m. 13,90, largo m. 0,75; ed a m. 3,35 da questo, e. parallelo ad esso, un altro lungo m. 14, ambedue in direzione da est ad ovest.
Dante Vaglieri.
In via del Quirinale, nella villa Colonna, nel secondo cavo della fronte del nuovo villino Mengarini, a m. 5,50 sotto il livello del piano dello sterro, è tornato in luce un cippo di travertino (m. 2 X 0,77 X 0,30), su cui si legge: L ASPRENAS M CAECILIVS CORNVTVS L VOLVSENVS CATVLVS P LICINIVS STOLO C PONTIVS PAELINVS CVRATORES LOCORVM PVBLICORVM IVDICANDORVM EX S C EX PRIVATO INPVBLICVM REDEGERVNT
Altri cippi dell'istesso collegio dei curatores locorum publieorum veri C.I.L. VI, 1267, 31573-4. Fra la terra si è rinvenuto un frammento di giallo antico, scorniciato (m. 0,07 X 6 0,15) con l'iscrizione: AVRELIVS
Dante Vaglieri.
Papa Pio XII si reca al Quirinale in visita ai Sovrani d'Italia:
"Pur nella grigia mattina i colori dei vessilli bianco rosso e verde e bianco giallo hanno spiccato in una fusione simbolica, tra la lietezza di ogni spirito cattolico ed italiano. Il corteo delle automobili uscito dalla Città del Vaticano ha sostato all'inizio della Via della Conciliazione e li il Pontefice Pio XII ha accolto il saluto del Governatore di Roma"
Il 43simo Giro d'Italia parte da Piazza del Quirinale per celebrare i Giochi della XVII Olimpiade.
Monumenti
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Lapide in memoria di Luigi Albertini
2004 targhe
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Palazzo Antonelli
1858 palazzi
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Fontana dei Dioscuri a Piazza del Quirinale
1818 fontane
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Obelisco del Quirinale
1783 obelischi
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Targa del Rione Monti a Via XXIV Maggio
1744 targhe
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Giardini dei Colonna
1618 giardini
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Ninfeo del giardino segreto di palazzo Rospigliosi Pallavicini
1612 fontane
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Villa Rospigliosi Pallavicini
1605 ville
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Palazzo Reali
1561 palazzi
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San Silvestro a Monte Cavallo
1524 chiese
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Convento di San Silvestro
1507 conventi-chiostri
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Fontana di Monte Magnanapoli
palazzi
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Camera Ballistica delle mura Serviane a Palazzo Antonelli
fortificazioni
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Oratorio cimiteriale di San Silvestro in Arcione
oratori
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Palazzo Mengarini
palazzi
☆ ☆ ☆ ☆ ★
Ninfeo della Domus Claudii Claudiani
archeologia
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Ninfeo di Villa Colonna al Quirinale
fontane
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Fontana di Villa Colonna al Quirinale
fontane
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Tempio di Serapide al Quirinale
templi
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Scuderie Quirinali
musei
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Padiglione di Villa Colonna
palazzi
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Terme di Costantino
terme
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Casino dell'Aurora Pallavicini
edifici
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Galleria Pallavicini
musei
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Statue dei Dioscuri al quirinale
statue
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Ninfeo del giardino del Casino dell'Aurora Pallavicini
fontane