Storia
CronologiaIn seguito al trasferimento della capitale a Roma, lo Stato italiano emana leggi speciali per espropriare conventi e palazzi nobiliari della città pontificia, per adibirsi ad uso dell'amministrazione centrale dello Stato ed adattandorli a sedi istituzionali. Le scelte sono fatte da una commissione tecnica speciale del Genio Civile, sotto la guida dell'ingegnere Flaminio Cappa.:
Il Quirinale, antica residenza estiva pontificia, è scelto come nuovo Palazzo Reale, simboleggiando il passaggio di sovranità dai Pontefici ai Savoia.
Palazzo Madama, da dicastero pontificio si trasforma in sede del Senato del Regno.
Palazzo Montecitorio, dove i suoi tribunali diventano l'aula della Camera dei Deputati.
Il complesso agostiniano di Campo Marzio e la Biblioteca Angelica ospitano il Ministero della Marina.
Il Convento dei SS. Apostoli e la limitrofe Caserma dei Dragoni alla Pilotta accoglie il Ministero della Guerra.
Palazzo Cornaro, dove i locali della Stamperia Camerale sono assegnati al Ministero dell'Agricoltura, Industria e Commercio.
Palazzo Firenze funge da sede per il Ministero di Grazia, Giustizia e Culti, stabilendosi nell'antico rione Campo Marzio.
L'edificio delle Poste pontificie a Piazza Colonna viene adibito a Ministero dell'Istruzione Pubblica.
Palazzo Braschi ospita il Ministero dell'Interno e la Presidenza del Consiglio, beneficiando della vicinanza con le altre sedi di potere.
Il Noviziato dei Gesuiti al Quirinale diventa la sede del Ministero della Real Casa, gestendo l'amministrazione e il protocollo della corte.
Il Convento dei Padri Filippini alla Chiesa Nuova ospita, anche all'interno dell'oratorio del Borromini, i Tribunali civili e penali, le Assise e la Corte d'Appello, centralizzando la funzione giudiziaria della capitale.
Il Convento dei Padri Domenicani alla Minerva, viene inizialmente scelto come sede del Ministero delle Finanze.
Funerali del generale Milon, ministro della Guerra:
Solennissimi come si conveniva a un ministro, ecco l'ordine del corteggio che uscì dalla Pilotta, ove risiede il ministero della guerra.
Dinanzi al carro, un drappello di carabinieri a cavallo. Due squadroni di cavalleria. Una batteria d'artiglieria. Un battaglione di fanteria con musica e bandiera. Una compagnia del genio. Il comandante le truppe del corteggio col suo stato maggiore e comando. Rappresentanza speciale del ministero della guerra e della famiglia del defunto. Il clero, al quale il carro funebre faceva seguito; ufficiali del ministero con cero, o con l'ordine di precedere il carro.
Scortano l'ordine: Deputati, Ministri, segretari di Stato e segretari generali. Consiglio di Stato. Corte di cassazione. Corte dei conti. Tribunale supremo di guerra e marina. Consiglieri superiori di guerra. Ufficiali generali e ammiragli. Ordine di San Maurizio e dei santi Maurizio e Lazzaro, e della Corona d'Italia. I superiori dell'istruzione e dei lavori pubblici. Consiglieri e giudici di cassazione, appello e tribunali civili. Direttori generali e direttori capi di divisione dei ministeri. Prefetto e Consiglio di prefettura e amministrazione e giurisdizione provinciale. Ufficiali della riserva esercito e della regia marina. Corpi universitari, d'ordine civile, commercio e di commercio. Corpo municipale. Impiegati del ministero della guerra. Associazione della Croce Rossa. Altre Associazioni. Una compagnia di Bersaglieri ed una sezione di carabinieri a cavallo.
Sin dalle prime ore del mattino le vie erano affollate di popolo numerosissimo. Anche le truppe si trovavano schierate sul Ministero, sul passaggio del corteo, sotto gli ordini del generale Mezzacapo.
Il tempo dapprima faticoso era schiarito, su due battaglioni, a piazza Magnanapoli, voltando le spalle alla caserma di S. Caterina. Il battaglione del 38° fanteria e la brigata caporale occupavano via Nazionale sino all'esedra di Termini. Qui, sull'atto di fronte a San Bernardo, era pure schierata la brigata del 1° reggimento d'artiglieria su 3 batterie; di fronte trovavasi il distretto militare. Sul piazzale di Termini, addossata all'Ospizio, era stato posto il reggimento cavalleria Nizza con tre squadroni. La via Venti Settembre era occupata dal 2° reggimento Bersaglieri su 4 battaglioni e il 1° reggimento fanteria trovavasi schierato sull'ultimo tratto della via, sino alla villa Bonaparte.
Le vie, sulle quali doveva passare il corteo, erano parate di bruna gala.
La salma del generale, rinchiusa in cassa di legno, di zinco e di legno lastro con croce nera ed iscrizione, fu dalla camera del ministro della guerra portata sino al carro funebre di prima classe da sottufficiali delle diverse armi.
Il carro aveva, sui drappi neri che coprivano la cassa, la divisa del generale. Dai quattro angoli del carro pendevano quattro cordoni in viola, grandissimi, ed un'altra era sul cavallo. I cordoni del vellutino erano così tenuti: a destra da S. A. R. il duca d'Aosta, dal presidente della Camera dei deputati, dal ministro della marina, dal f. di sindaco di Roma; a sinistra dal presidente del Consiglio dei ministri, dal presidente del Senato, dal generale Torre, decano dei direttori generali del ministero della guerra, dal sindaco di Bari.
Dietro il carro veniva, condotto a mano da due ordinanze, il cavallo di guerra del defunto, coperto dalla gualdrappa e d'un velo nero.
Il corteo fece una prima sosta avanti la chiesa dei SS. Apostoli, parrocchia del defunto. Nell'interno della navata era stata posta una bara contornata da sei ceri. In essa fu dai sottufficiali portata a spalla nella chiesa e collocata su quella bara, la quale fu contornata ai lati da una fila di frati dei SS. Apostoli minori osservanti di San Francesco e da file di autori dei diversi ministeri, della Camera e del Senato con torce.
Verso l'altare maggiore, avanti ai piedi del cadavere il parroco dei SS. Apostoli intonò l'assoluzione e benedisse il cadavere.
Terminata la funzione religiosa, la cassa è stata ricollocata sul carro e il corteo ha preso la via di Campo Varano. A Porta Pia si è fatto l'alto. Parecchie rappresentanze si sono ritirate, le truppe hanno nuovamente reso gli onori militari ed il feretro si è recato a Campo Varano accompagnato da una rappresentanza dell'esercito, da lungo stuolo di ufficiali e da altre persone: borghesi.
La cosa più notevole e più nuova di queste funebri fu la partecipazione del clero. Chi non ricordava che avvenne quando morì il gen. Pignia che pure non era più ministro? Questi è un fatto passo facente, senza la necessità della menzione incaricata. Ciò mostra la differenza che passa tra Pio IX e Leone XIII.
Un centinaio di squadristi, armati di fucili modello 91, bombe a mano sipe e nodosi manganelli, escono dalla Torre dei Conti in piazza delle Carrette a Roma, sede del Fascio di Combattimento. Violente azioni di pestaggio, fra cui molti militari, che sfociano nella devastazione della tipografia dell'Avanti! in via della Pilotta. La complicità delle forze dell'ordine è così evidente che persino il Questore dichiarerà: ”gli agenti hanno tenuto un contegno per lo meno equivoco”.
Monumenti