Storia
CronologiaI Quattro rioni Sant'Angelo, Ripa, Colonna e Trevi (zone che sottostavano all'influenza dei Savelli e dei Colonna) insorgono contro Cola di Rienzo. La folla viene guidata al Campidoglio da un suo ex capitano. Il tribuno, abbandonato da tutti i suoi fedeli, tenta per l'ultima volta di arringare i romani, che però rispondono dando fuoco alle porte. Tenta allora la fuga, uscendo travestito da popolano pezzente e alterando la voce gridando "suso, suso a gliu tradetore!". Viene però riconosciuto dai braccialetti (che non si era tolto) e condotto a forza sulla sommità della scalinata, vicino al leone, dove resta un'ora prima che un certo Francesco de Vecchio gli assestasse il primo colpo: «Là addutto, fu fatto uno silenzio. Nullo uomo era ardito toccarelo», finché un popolano «impuinao mano ad uno stocco e deoli nello ventre.». Il cadavere viene trascinato a San Marcello in via Lata, di fronte alle casetorri dei Colonna, dove resta appeso per due giorni e una notte.
Il seminario romano si sposta nel palazzo dei Santi XII Apostoli.
Festa della Chinea a Piazza dei Santi Apostoli. Davanti Palazzo Colonna vengono realizzate due macchine pirotecniche.
Festa della Chinea a Piazza dei Santi Apostoli. Davanti Palazzo Colonna vengono realizzate due macchine pirotecniche.
Festa della Chinea a Piazza dei Santi Apostoli. Davanti Palazzo Colonna vengono realizzate due macchine pirotecniche.
Festa della Chinea a Piazza dei Santi Apostoli. Davanti Palazzo Colonna vengono realizzate due macchine pirotecniche.
Festa della Chinea a Piazza dei Santi Apostoli. Davanti Palazzo Colonna vengono realizzate due macchine pirotecniche.
Festa della Chinea a Piazza dei Santi Apostoli. Davanti Palazzo Colonna vengono realizzate due macchine pirotecniche.
Festa della Chinea a Piazza dei Santi Apostoli. Davanti Palazzo Colonna vengono realizzate due macchine pirotecniche.
Festa della Chinea a Piazza dei Santi Apostoli. Davanti Palazzo Colonna vengono realizzate due macchine pirotecniche.
Festa della Chinea a Piazza dei Santi Apostoli. Davanti Palazzo Colonna vengono realizzate due macchine pirotecniche.
Festa della Chinea a Piazza dei Santi Apostoli. Davanti Palazzo Colonna vengono realizzate due macchine pirotecniche.
Festa della Chinea a Piazza dei Santi Apostoli. Davanti Palazzo Colonna vengono realizzate due macchine pirotecniche.
Festa della Chinea a Piazza dei Santi Apostoli. Davanti Palazzo Colonna vengono realizzate due macchine pirotecniche.
Nella chiesa dei Santi Apostoli, si svolgono i funerali della regina Maria Clementina Sobieski. Segue un maestoso corte funebre per la sepoltura nella basilica di San Pietro.
A piazza dei Santi Apostoli si svolge la festa della della Chinea. La macchina pirotecnica, in onore di Ruggero il Normanno, viene realizzata dall'architetto Paolo Posi, che si occuperà dell'evento per i successivi 24 anni.
A piazza dei Santi Apostoli si svolge la festa della della Chinea. La macchina pirotecnica rappresenta un Belvedere in villa, la seconda un Portico presso il Monte Testaccio.
Nella coffè house del palazzo Colonna, all'angolo tra Piazza dei Santi Apostoli e Via Cesare Battisti, si inaugura il Gran Caffè Pasticceria Latour.
Un incendi scoppia a Palazzo Chighi Odescalchi ai SS. Apostoli, distruggendo quattordici stanze e una gran parte del secondo piano abitato dal principe Baldassare III Odescalchi:
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"L'anno è cominciato male per la famiglia Odescalchi e per i pompieri di Roma, che si chiamano Vigili — a non vigilando.
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Il fuoco ha distrutto quattordici stanze del palazzo Odescalchi, già Chigi, e avanti Colonna di Gallicano, in piazza SS. Apostoli, un palazzo scuro, con facciata severa disegnata dal Bernini e da Carlo Maderno.
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Lo scalone del palazzo è magnifico: il fuoco lo ha rispettato, ma ha distrutto una gran parte del secondo piano abitato dal principe Baldassare III Odescalchi e dalla sua famiglia. Dicono che origine dell'incendio sia stato un lumicino della capannuccia o presepio col quale s'erano divertiti nella giornata i tre bambini del principe, don Innocenzo, donna Flaminia e donna Paola.
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Il principe, benché o perché figlio di una fervente cattolica, è libero pensatore: ma la principessa, senza esser punto bigotta, non sdegna le ingenue e pie consuetudini delle famiglie toscane, scendendo per li rami da que' Rucellai che facevano ombra ai Medici di Firenze.
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La principessa, avvisata dalle bambinaie, si rifugiò in fretta e furia con i figlioli in casa Colonna, quasi di rimpetto. Ebbe appena tempo di portar via seco qualche oggetto di gran valore. Il principe e il di lui fratello — don Ladislao Odescalchi, bellissimo tipo atletico di razza slava, e come figlio e nipote di una polacca deve corrergli nelle vene del sangue slavo — l'accompagnarono e poi tornarono in piazza. Le fiamme divampavano terribili e i pompieri non erano ancora arrivati. Il famoso "soccorso di Pisa" di storica lentezza, è ormai superato.
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A un tratto capitò il Re. Umberto, avendo veduto il bagliore delle fiamme dal Quirinale, era sceso per la via Nazionale, in cappello basso, accompagnato da due aiutanti di campo. Si avvicinò al palazzo finché dei tizzoni non gli caddero ai piedi. La folla che aveva fischiato i pompieri, arrivati tardi al loro dovere, acclamò per istinto il sovrano sempre sollecito d'ogni sventura. E quando, più d'un ora dopo se n'andò via, vedendo ormai l'incendio domato, lo accompagnò con nuove acclamazioni fino al Quirinale.
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In poco più di due ore il fuoco aveva intanto distrutto una quantità di oggetti di valore incalcolabile, oltre ad un'ala di palazzo della quale rimangono i soli muri maestri e la facciata annerita. Il principe Odescalchi è da un pezzo un infaticabile raccoglitore di preziose curiosità: compra quanto può trovare da comprare un appassionato, ricco di milioni. Ho visto in casa sua dei magnifici arazzi, degli smalti di Limoges veramente preziosi, degli avori e dei trittici del XIV e del XV secolo, delle meravigliose sculture in legno. Le fiamme si sbizzarrirono appunto nelle sale dove egli aveva raccolta la maggior parte delle sue collezioni delle quali gli rimane poco più di quanto è depositato al museo di arte industriale di San Giuseppe a Capo le Case, alla cui fondazione egli contribuì largamente dieci anni sono.
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Adesso il Municipio di Roma ha sospeso dall'ufficio l'architetto Ingami colonnello de' Vigili. Una vittima era necessaria. Ma sarà prudente comprare nuove macchine che agiscano senza bisogno di immolare un comandante ogni qual volta piglia fuoco una casa.
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Dicono che il principe Baldassare III Odescalchi, mentre l'incendio gli faceva un danno di quasi un milione, fumando una sigaretta, dicesse filosoficamente: — Sono cose che accadono, — e più del danno si dolesse dell'infelice prova fatta dai vigili concittadini.
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Non esito a crederlo perché il principe Baldassare Odescalchi — noto alla Società Romana fino alla morte del padre, avvenuta ai primi dell'anno scorso, col nomignolo di Don Balduccio — ha sempre avuto il ticchio di parere un originale, e lo è sempre stato. Don Balduccio, che il barone de Renzis oggi suo amico politico rassomigliava sedici anni sono, nel Fanfulla, ad un semel poco cotto, esordì nel mondo come autore drammatico facendo rappresentare al teatro Niccolini di Firenze una sua tragedia intitolata Imelda dei Lambertazzi. La tragedia fu fischiata con particolare impegno dagli amici del giovine patrizio romano. Allora — fu nel 1869 — Don Balduccio aveva 25 anni ed era stato addetto alla legazione italiana a Vienna, essendovi ministro il marchese Gioacchino Pepoli.
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Nel 1870 Don Balduccio precedette le truppe italiane quando sconfinarono al ponte di Borghetto. Un giorno, essendo il quartier generale del Cadorna all'osteria della Storta sulla via Flaminia, Don Balduccio vi arrivò nel pomeriggio, a cavallo, accompagnato da una numerosa scorta di capi musica di villaggio, montati alla buttera, alla quale si era aggiunto anche il marchese Ruggero Maurigi di Castel Maurigi, oggi sua collega alla Camera. Don Balduccio veniva a fare atto di adesione al nuovo governo ed a portare a cena al suo castello di Bracciano — l'antico feudo d'Isabella Orsini — i suoi amici giornalisti che alla Storta non avevano trovato di che sfamarsi.
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Più tardi fu della Commissione che portò a Firenze il plebiscito di Roma e appena ebbe l'età fu eletto deputato di Civitavecchia. In politica ha avuto degli accessi di conservatorismo e di radicalismo: fu amico di Rattazzi e lo è stato di Don Paolo Borghese. Una volta diceva di essere uno dei tre soli veri repubblicani conservatori d'Europa: il secondo era Castelar: mi dispiace di essermi dimenticato il nome del terzo.
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Attivo presidente del Circolo artistico internazionale, cortese protettore di artisti, amabilissimo padrone di casa, Don Balduccio ha sempre avuto nella conversazione intima un frasario suo particolare, nel quale predominano due aggettivi di fabbrica moderna ed esotica: l'abbrutito ed il rammollito. È fuori di dubbio che i due epiteti saranno toccati ai pompieri di Roma parecchie volte.
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Per quanto gravissima la disgrazia che gli è toccata, il principe Odescalchi se ne potrà consolare facilmente: i suoi averi glielo permettono. Mentre farà riedificare il palazzo di piazza Santi Apostoli egli anderà ad abitarne un altro che s'è fatto costruire in questi ultimi anni nei prati di Castello, appena passato il ponte di Ripetta, sullo stile dei palazzi fiorentini del quindicesimo secolo.
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E non gli mancherà voglia né tempo di rifare le collezioni che oggi si deplorano perdute."
Il Gran Caffè Pasticceria Latour di Palazzo Colonna cessa le attività.
Disordini a piazza dei SS. Apostoli tra i lavoratori edili che manifestano per il rinnovo del contratto, gruppi di fascisti e forze dell’ordine diretti dall'Organizzazione Gladio. Dopo 5 ore di scontri si contano 168 feriti, 400 fermi, 33 arresti e 50 poliziotti in ospedale.
Monumenti
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Madonna col bambino di palazzo Odescalchi
1945 edicole sacre
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Macchine della Chinea
1724 apparati effimeri
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Palazzo Muti Papazzurri Balestra
1644 palazzi
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Palazzo Chigi Odescalchi
1622 palazzi-corte
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Fontana di Piazza di Monte Cavallo
1589 fontane
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Santi XII Apostoli
1475 basiliche
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Palazzo dei Santi XII Apostoli
1474 palazzi-corte
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Fontana del Palazzo dei Santi XII Apostoli
1474 fontane
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Palazzo Colonna
1424 palazzi-corte
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Palazzo Guglielmi Gori
palazzi
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Teatro di Palazzo Colonna
teatri
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Palazzina Riario della Rovere
edifici
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Cappella di Palazzo Odescalchi
cappelle
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Ninfeo di palazzo Odescalchi
fontane
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Cappella di palazzo Muti Papazzurri Balestra
cappelle