Storia
CronologiaPresso i ruderi antichi creduti della villa di M. Valerio Massimo, in una parte dell'antico sepolcreto in vicinanza dei nuovi cunicoli dell' Aniene, ove sono i cippi e le iscrizioni quivi rimesse all'aperto e lasciate al proprio posto, durante i lavori per la costruzione della strada ferrata Koma-Sulmona furono scoperte alcune lapidi marmoree, colle seguenti iscrizioni:
T VENTILIVS T LFAVSTVS CATIAECLYMENE CONIVGI CARISSIME CAECILIA SPERATA
M LONGIDIOHEBENO TI CLAVDIO CELADO C MARCIO ARGAEOC FVLBIO SVCCESSO
CATIA MODIISTA VIXIT ANIS XXIII
Nella prosecuzione dei lavori, a due miglia dalla citt^, a destra della provinciale Valeria e poco distante dalla medesima, fu rinvenuta un'urna di marmo bianco senza iscrizione, lunga met. 1,48, larga met. 0,58, e munita di coperchio. Tale urna era rinchiusa tra sei lastre di travertino, rivestite di muratura, ed il coperchio era spezzato. In mezzo alle terre, che erano filtrate coU'acqua entro la cassa sepolcrale, si trovarono poche ossa umane, lucerne fittili e pezzi di vetri ordinari.
Ritrovamenti nella via provinciale Valeria a Tivoli, durante i lavori che si stanno facendo per la costruzione della strada ferrata Roma-Sulmona:
I grandi lavori di sterro incominciano a 400 metri di distanza dal ponte Gregoriano e dalla porta Valeria, e si avanzano fin oltre il 1° chilometro. Da un lato della via provinciale Valeria si taglia il monte, dall’altro si riempie per lunga distesa la valle dell'Aniene, per trovar luogo alla stazione di Tivoli.
Percorrendo la zona scavata ho riscontrato le seguenti cose.
Gli avanzi degli antichi fabbricati (sostruzioni o recinti di ville) si trovano a grande profondità, sotto la terra vegetale; segno che, dopo la caduta dell'impero, e dopo il disboscamento dei fianchi di quelle montagne, il cono di deiezione alla loro base ha aumentato di potenza e di superficie.
Il luogo fu poscia occupato da un sepolcreto, a cassettoni di tegoli. Alcuni si veggono ancora troncati 2 metà, lungo la parete delle cave di prestito: di altri rimangono le traccie, nei cumuli di tegoloni messi in disparte. I tegoli non hanno sigilli di fabbrica.
Vi sono altresì traccie di sepolcri, più nobili di quelli della via Valeria. Ho visto un sarcofago grezzo di travertino, di met. 2,20 X 0,75 X 0,57, con coperchio di met. 2,30 X 0,75 X 0,15; alcuni pezzi di cornice d° imbasamento, modinati di plinto, toro, gola e guscio; altri di cornice di coronamento, modinati di tre gole, ovolo, e socciolatore. Ho ritrovato infine una testata di elegante tazza di marmo, di forma rettangola, intagliata all'intorno di gentili scorniciature.
Rodolfo Lanciani.
Nei lavori di sistemazione della scarpata sinistra della via Valeria, a circa due chilometri dalla città di Tivoli, è stato rinvenuto fra la terra un cippo marmoreo (m. 0,88 X 0,35 X 0,20) ornato di patera sul lato destro e di prefericolo sul sinistro, con l'iscrizione: D M L MAECIO DONATO LIBERTI PATRONO B M
E. Gatti.
Monumenti
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Centrale idroelettrica Galileo Ferraris
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1927 edifici
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1916 edifici
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1913 edifici
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Arcate dell'Acqua Pia Antica Marcia a Mandela
1869 acquedotti
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Villa di Valerio Massimo a Tivoli
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Tomba della Vestale Cossinia a Tivoli
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Sacro Cuore di Gesù a Bivio San Polo
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Ponte Scutonico
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