Storia
CronologiaIl Consiglio Comunale di Roma delibera sulla toponomastica di alcune strade del Rione Sallustiano, Ludovisi e Castro Pretorio: Via delle Finanze (oggi suddivisa in Via Antonio Calandra e Via Giosuè Carducci); Via Ludovisia (oggi Via Ludovisi); Via Sallustiana; Piazza Sallustio; Via Aureliana; Via Servio Tullio; Via Nerva; Via Flavia; Via Collina; Via Ericina (oggi parte di Via Collina); Via Belisario; Via Cadorna.
Nello sterro della zona espropriata della villa Massimo, presso la via delle Fiamme, sono stati scoperti avanzi di antiche costruzioni in opera reticolata.
Un bel vaso di vetro, della forma di ampulla, intiero e ben conservato, è stato raccolto fra le terre nell’area dell’antico orto dei Cappuccini, presso piazza Barberini. Ivi stesso si è trovato uno dei soliti balsamarî, parimenti di vetro.
Giuseppe Gatti.
In via di s. Basilio facendosi un cavo per la fognatura della strada, presso il cancello della villa Massimo, si è recuperato un cippo di marmo, ‘mancante della parte superiore. Agli angoli è decorato con due colonnine tortili; ed in basso vi è scolpito di bassorilievo il defunto seduto sul letto funebre. L'iscrizione dice: M... LIBERTVS ORPHEVS FECIT SIBI DVM VIXIT.
Giuseppe Gatti.
Facendosi lo sterro per la fondazione di un muro in prosecuzione del fabbricato appartenente alle Suore di S. Giuseppe, fra le vie Lucullo e Sallustiana, alla profondità di m. 12 dal piano stradale si è rinvenuta una statua muliebre in marmo greco, alta, compreso il plinto, m. 1,55. Manca la testa, che era lavorata a parte ed inserita nel busto; e mancano pure l'avambraccio destro, e parte del sinistro che era proteso in avanti.
La figura ha i piedi nudi, ed è vestita di peplo, le cui fitte pieghe, parallele nella metà inferiore del corpo, rivelano il tipo arcaico della scultura, che può essere attribuita al secolo V av. Cristo. Nello stesso luogo si è trovata una colonna baccellata, di cipollino, lunga m. 2,60, col diametro di m. 0,35.
Giuseppe Gatti.
Nei fondamenti del fabbricato posto in via Sallustiana, n. 1A, ove fu ritrovato nell'anno 1886 un pregevole frammento di statua, che sì è creduta rappresentare una fanciulla spartana nell'atto di correre nello stadio (cfr. Bu. Com. 1886, pag. 299, 390), il sig. prof. Studniczka ha fatto eseguire nuove indagini allo scopo di ricercare, se fosse possibile, qualche altro frammento di quella rara scultura.
Alla profondità di m. 13,30 dal piano stradale è stata scoperta una platea composta di grandi lastroni di pietra albana, e fra la terra si sono rinvenuti: tre piccoli frammenti scolpiti in marmo greco, appartenenti al panneggio ed al braccio di una statua; un pezzo di tazza in portasanta, alto m. 0,19 X 0,80; sette frammenti di cornici marmoree, intagliate; un frammento di antefissa fittile baccellata; un pezzo d'intonaco dipinto a fondo nero, con fascie gialle; parecchi piccoli pezzi di lastrine in marmo bianco, e un mattone col bollo di Epagato, servo di Claudio Quinquatrale (ofr. C.I.L. XV, 10750).
Giuseppe Gatti.
Nel terreno annesso alla casa delle Suore di s. Giuseppe, fra le vie Lucullo e Sallustiana, dove si rinvenne la statua muliebre arcaica descritta nelle Notizie 1901, pag. 247, sono stati recuperati due pezzi di una grande colonna di marmo bigio-africanato, del diametro di m. 0,48 all'imoscapo, e lunghi uno m. 2,80, l'altro m. 2,95. Questo secondo pezzo è assai guasto e mancante di una parte nel senso della lunghezza. La colonna è scanalata, e nella parte inferiore ha le baccellature piene.
Fra la terra si sono pure raccolti alcuni piccoli frammenti di sculture marmoree, fra i quali un piede di candelabro con zampa leonina, un pezzo di braccio e una mano di statua, mancante delle dita. Un pezzo di mattone, trovato nello stesso luogo, porta il bollo di L. Samnio Plocamo (C.I.L. XV, 14105).
Giuseppe Gatti.
Nel sottosuolo del casamento, posto in via Sallustiana n. 1 A, il ch. prof. Studniczka ha continuato lo sterro quivi intrapreso nello scorso anno (cfr. Motizze 1901, p. 247). Oltre a molti minuti frantumi di marmo, forse spettanti a qualche statua, si è trovato: un capitello d'ordine corinzio, alto m. 0,50, diam. m. 0,40; alcuni pezzi di piccola cornice marmorea; un resto di candelabro, alto m. 0,20; parecchi frammenti di lastrine di marmo bianco e di diversi marmi colorati; pezzi di antefisse, di fregi fittili, e di mattoni, quattro dei quali conservano soltanto una parte di bolli già noti (C. I. Z. XV, 319, 847, 1051, 1076); e finalmente tre manichi di anfore.
Giuseppe Gatti.
Iscrizione votiva a Serapide. Nella Villa Massimo, al termine di Via s. Basilio nell'area degli antichi Orti Sallustiani, demolendosi un muro di costruzione relativamente recente, si trovò tra i materiali di fabbrica una base marmorea rettangolare di m. 0,60 X 0,50, ciascuna faccia chiusa da cornice.
In un lato si leggono ben conservate soltanto le prime due linee della seguente iscrizione votiva, mentre le altre linee del campo epigrafico furono completamente abrase: SERAPI CONSERVATORI nel lato opposto rimane quasi intatta quest'altra leggenda votiva: DEO iN CVIVS TVTELA DOMVS EST.
Gli altri due lati della base sono assolutamente lisci. È il titolo pubblicato nel vol. VI del C.I.L., n. 30797 (= 573) sull'apografo del Vignoli (Col. Ant. p. 182) che vide l'originale in casa di Giovanni della Mo- lara, ma non prese nota delle linee cancellate. Nella stessa casa il Ligorio (Cod. Nap. lib. 34, p. 34) trascrisse la sola parte prima, indicando però i due versi poste- riori come abrasi (cfr. C. I. L. VI, n. 604*). Essendo ora tornato alla luce questo marmo votivo, ho creduto bene di trascri- verlo e di ripubblicarlo, affinchè dopo essersene perduta la memoria si sappia dove ora si trova, e si sappia che, salvo le lettere mancanti al principio del secondo verso della parte seconda o posteriore della leggenda, la pietra in tutto il resto è conservatissima. Curiosa la coincidenza che in un titolo a Serapide rinvenuto in Carnuntum (C.I.L. III, 11157) ricorre la medesima abrasione delle due linee.
Felice Bernabei.
Monumenti
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Convento delle Suore Giuseppine al Sallustiano
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