Storia
CronologiaScavi di John Henry Parker, nell'area degli orti dell'Abbazia di San Bernardo, portano alla scoperta di alcuni ambienti identificati come la Domus Nummiorum.
Il Consiglio Comunale decreta il nome di Via Torino, per una delle nuove strada create con la lorizzazione di Villa Peretti Montalto.
Gli avvocati Giovan Battista Pericoli e Giacomo Balestra, cedono l'ultima parte del giardino di Villa Strozzi al Viminale a Domenico Costanzi, intenzionato a costruire un Teatro dietro al suo Albergo.
Il Conte Guido Sforza Cesarini di Santa Fiora acquista un terreno nel IV isolato della I zona di lottizzazione del Quartiere Esquilino, adiacente ai resti della Villa Peretti Montalto, ed affida la costituzione di un villino e di una scuderia da parte dell'Impresa dell'Esquilino, su progetto dell'ingegnere Pio Giobbe.
Nell'area destinata al nuovo Politeama, che forma parte dell'antica Villa Strozzi, è stato scoperto il selciato di una strada per la lunghezza di circa metri 40,00. La direzione dell'asse andrebbe a raggiungere la porta n. 10 di via Firenze da un lato, e la porta n. 136 di via Torino dall'altra.
Rodolfo Lanciani.
Nei disterri pel nuovo teatro Nazionale, posto fra l'albergo del Quirinale e la villa Strozzi, fra le vie Torino e Firenze, si è scoperto il selciato di una strada che segue il culmine del Viminale, fra le valli del vico Lungo, e del vico Patricio.
A ponente della strada si estendono gli avanzi di una nobilissima casa privata, conservati in qualche punto fino all'altezza di otto metri. È notevole un angolo del peristilio, ornato di colonne laterizie, rivestite di stucco dipinto in rosso, con le basi di marmo posate sopra dadi di travertino. Il diametro è di met. 0,80. Da questo angolo del peristilio si ha accesso al larario domestico, con l' altare appoggiato alla parete di fondo, e terminato coi consueti gradini, disposti a semicerchio.
Ai fianchi dell' altare v'è una coppia di scalette di servizio. Le pareti laterali hanno dipinti ornamentali con fascioni, festoni, nascimenti ecc. in fondo rosso: la parete di fondo ha un quadro esprimente uu sacrifizio, innanzi alla statua di Giove.
Molti e pregevoli oggetti d'arte furono ricuperati nel corso degli scavi. I principali sono: Una replica intatta dell'Ermafrodito borghesiano, grande al vero e di buona scultura. Statua di giovinetto idroforo, ornamento di una fontana. Figura di un fanciullo con grappoli d'uva nelle mani. Simulacro di un fiume, di assai mediocre maniera. Busto acefalo di donna, con pavone ad alto rilievo nel plinto. Busto erma di Arianna. Altri frammenti di scolture figurate. Due tronchi di colonne di breccia corallina. Utensili, mobili, vasellame in bronzo, in ferro, in terracotta. Parecchi metri cubi di lastrami di marmi da intarsio e da pavimento. Monete, stili, spilli, aghi crinali, lucerne fittili ecc.
L'epoca alla quale dovrà riferirsi questo edificio è indicata dai bolli seguenti: OPDOLEXPRAEDLV........ VERIQ F; L SEXTI; L SESTI; EX PR FAVSTINAE AVG...... OPVS DOL AELI; EX PRAED MAVREL AL........; EX OF SVCES COMM palma
Fu trovata fra le terre di scarico una iscrizione sepolcrale che dice: D M | M M AVRELII AVC | REGVLVS ET APHR...| ET FL APHRODISIACO...| CRISPINA SOROD...| COMPARAVER LIBERTABVSQ...
Rodolfo Lanciani.
Continuandosi gli sterri per la costruzione del teatro nazionale, fra le vie Torino e Firenze, sono stati ritrovati altri ambienti della casa privata altra volta descritta, e due pozzi pei quali si discende in una rete di cunicoli cavati nella roccia viva del monte. Gli oggetti trovati nel suolo di scarico sono: un rocchio di bell'alabastro fiorito; un rocchio di bigio morato; parte superiore della fronte di un sarcofago con rilievi figurati; nascimento di candeliera in marmo, alto met. 0,50; alcuni fregi di terracotta; una sedia plicatile in ferro; alcune patere e orciuoli di bronzo di finissima patina; ed il consueto apparato di lucernine, spilli, stili ecc.
Rodolfo Lanciani.
Nelle fondazioni del nuovo teatro nazionale, fra le vie Torino e Firenze, il sig. Domenico Costanzi ha trovato un condotto di piombo recante questa iscrizione: CIVLIAVITl EVIVS SYNTROPHVS FEC
Nell'istesso luogo sono apparsi altre costruzioni di opera laterizia reticolata, piloni di travertino, colonne di granito, lucerne, monete, ecc.
Rodolfo Lanciani.
Nei lavori di fognatura che si stanno eseguendo in piazza di Termini, è stato trovato un ambulacro sotterraneo delle terme di Diocleziano, selciato alla maniera delle strade, il quale dalle sale centrali attraversando l'essedra, si dirige verso la moderna via Torino. Da ambedue i lati dell'ambulacro rimangono avanzi di edifici anteriori alle terme, distrutti da Diocleziano, fra i quali una platea di scaglie di selce, larga met. 44.
Rodolfo Lanciani.
Presso l’angolo delle vie Modena e Torino, alla profondità di met. 4,00, è stato ritrovato un bellissimo torso di Fauno, il quale sembra ricongiungersi ad una testa e ad un plinto, di uguale eccellente scoltura, scoperto nell’istesso luogo due anni or sono.
Rodolfo Lanciani.
Le escavazioni pel nuovo fabbricato, di proprietà Morosi, a sud della piazza di Termini, hanno fatto tornare in luce tre belle colonne di bigio-morato, che conservano tuttora l'antica levigatura.
Ricciotti Garibaldi a Roma. "A sera, più di tremila persone erano riunite sotto la tettoia e sul piazzale della stazione di Termini: molte associazioni vi si erano recate con bandiere, Ricciotti fu accolto da fragorosi evviva: Viva Ricciotti! Viva gli eroi della Grecia!...
A stento egli potè uscire nel piazzale, tanta era la ressa degli acclamanti. In piazza i garibaldini tentarono di difendere Ricciotti, facendo un quadrato, ma non vi riuscirono. Finalmente egli riesce a raggiungere il suo Jandeau, e vi sale. “Stacchiamo i cavalli!”, si grida da ogni parte. Ricciotti si oppone, ma non gli si dà ascolto.
I cavalli furono allora circondati, finchè la folla riuscì a toglierli, e la carrozza, tirata e circondata dal popolo acclamante, percorse, senza incidenti, la via di Termini, il piazzale omonimo e imboccò la via Torino. La banda precedeva lo strano corteggio; la folla gridava, e Ricciotti, col figlio, salutavano togliendosi il cappello ed agitando le braccia."
In via Torino, presso l'estremità settentrionale della grande esedra delle Terme diocleziane, a circa metri 60 dalla chiesa di s. Bernardo, è stato scoperto un tratto di antica strada romana, per la lunghezza di metri 35. Questo pavimento stradale si trova in media a metri 1,80 sotto il piano moderno, e corre in direzione da nord-est a sud-ovest, con leggiera pendenza verso la via Nazionale. Sotto l'antico selciato sono stati riconosciuti tre cunicoli, scavati nel tufo, larghi ognuno m. 0,80.
Giuseppe Gatti.
In via Torino, presso la chiesa di s. Bernardo, per i lavori del nuovo fabbricato che occupa una parte dell'antico monastero, si è rinvenuto un pezzo di cornicione in marmo, lungo m. 1,24 X 0,70 X 0,38; una tegola fittile col bollo circolare, a grandi lettere: LEONTI (C.I.L. XV, 1699 a) ed una lastra, pure marmorea, adoperata per gradino di una scala, che conserva l'iscrizione»cimiteriale cristiana: VICTORINO VENEMERENTI IN CACE (sic) È evidente l'errore del lapicida, che doveva incidere la consueta acclamazione: IN PACE.
Giuseppe Gatti.
Per i lavori di fondazione di un nuovo fabbricato che si costruisce in via Torino, nell'area dell'antico monastero di s. Bernardo, è stato scoperto un tratto di strada romana, lastricato a poligoni di selce, il cui piano trovasi allo stesso livello della via odierna, e la direzione sembra correre lungo il lato occidentale delle Terme Diocleziane.
Sono pure riapparsi, nel sito medesimo ed a maggiore profondità, alcuni informi avanzi di muri antichi, una fogna coperta alla cappuccina 6 larga m. 1,80, ed un cunicolo scavato nel tufo, con volta a tutto sesto, largo m. 1,40, le cui pareti sono rivestite di grosso intonaco.
Furono raccolti nello sterro: un rocchio di colonna di africano, alto m. 1,00 e del diametro di m. 0,70; un pezzo di anfora, che sul collo porta impresso a lettere cavate il sigillo (C.I.L. XV, 3460) FVSI SCAE, due piccoli frammenti di fregi fittili, in uno dei quali resta parte di una scena di vendemmia, nell'altro si veggono le zampe di un cavallo.
Giuseppe Gatti.
In via Torino, continuandosi i lavori per la fondazione di un nuovo fabbricato nell'area dell'antico monastero di s. Bernardo, sono riapparsi, alla profondità di m. 4,80, due muri in opera reticolata di tufo, distanti fra loro m. 1,37, larghi m. 0,60; e fra la terra si è raccolto un frammento di lastra marmorea di m. 0,17 X 0,15, che conserva questa parte di titolo sepolcrale: D M flAMINIAE.... ATAE VXOri .... BENEMEREnti ... CRESCEns
Giuseppe Gatti.
Nel faro un cavo di saggio nella via privata, dietro il palazzo del comm. Tomassini in via Torino, è stato incontrato un muro in opera reticolata con ricorsi di mattoni a dieci filari, dello spessore di m. 0,50.
Nel muro era un'apertura, larga m. 2,06 chiusa nella parte superiore con una piantabanda formata con mattoni sopra la quuale esiste il consueto arco di scarico fatto con mattoni eguali.
Approfondendo lo scavo fu scoperta una colonna di bigio, o poi un'altra colonna eguale. Esso posavano a circa 4 metri sotto il piano della via Torino.
Dante Vaglieri.
Il Municipio di Roma, inaugura una targa in memoria di Vittorio Alfieri, sulla parete dell'ingresso laterale del Teatro Costanzi a via Torino.
Alla presenza delle autorità del Governatorato, viene inaugurato il Mercato dei Fiori a Via urbana (angolo via Torino).
Monumenti
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Palazzo dell'ICCREA
1975 edifici
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Edificio ENPAM a via Torino
1962 edifici
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Edificio Uffici a Via Torino 3
1961 edifici
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Edificio ENPAIA a via Torino
1959 edifici
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Galleria Piacentini
1955 edifici
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Targa in Memoria di Vittorio Alfieri
1923 targhe
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Palazzo Nathan
1889 palazzi
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Palazzi di piazza Esedra
1886 palazzi
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Teatro Costanzi
1879 teatri
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Villino Sforza Cesarini
1879 villini
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Palazzo Marini a Trevi
1876 palazzi
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Abbazia di San Bernardo alle Terme di Diocleziano
1598 conventi
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San Bernardo alle Terme
1598 chiese
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Villa Strozzi al Viminale
ville
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Domus di Iulii Aviti
domus
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Domus Nummiorum
domus
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Madonna di via Torino
edicole sacre
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Ospizio degli Eremiti Camaldolesi Toscani
edifici