Storia
CronologiaPapa Pio IX presenzia al primo zampillo dell'Acqua Pia Antica Marcia a Termini, dove è realizzata una rudimentale fontana rustica.
Nel nucleo dei muri dell’ essedra del recinto, demolita per dar luogo all’ ordinamento del piazzale della Stazione, furono scoperti i seguenti sigilli figulini: R S P OF FAB S I; R S P OF TEM S I; R S P OF BOC S I; RSP OF DOM S II; RSP OF DOM S III; RSP OF DOM S IIII;
Giuseppe Fiorelli.
Nella piazza di Termini, fra il prospetto di S. M. degli Angeli ed il portone d'ingresso dell'Ospizio de’ poveri, fu dissotterrato un avanzo della sala d'ingresso del corpo centrale delle Terme, la quale per un'apertura larga met. 3,80, comunica con altra sala di forma ellittica.
Questi avanzi trovansi già descritti e delineati nelle opere di topografia. Rimangono al posto alcuni meschini frammenti di pavimento in marmo, cui è sottoposto l’ipocausto. Vi sono stati raccolti questi bolli: OFFSRFTEMP; OFF SRF DOM; OFF AVGG ET CAESNN.
Rodolfo Lanciani
Nella piazza di Termini, dinnanzi l'ingresso all'ospizio dei ciechi Principessa Margherita, sono stati trovati due fusti di colonne di sette basi, larghi del diametro met. 0,73. La lunghezza del primo supera i met. 4, quella del secondo è ignota, non essendone ancora compiuta la scoperta.
Nel corso dei lavori per la costruzione dei giardini in piazza di Termini, sono stati scoperti parecchi grossi muraglioni, appartenenti a quella parte delle terme di Diocleziano, che fu distrutta sulla fine del secolo XVI. La loro disposizione è conforme alla pianta del Palladio. Nel centro dell'esedra, e dello spazio libero che la divide dal corpo centrale delle terme, sono stati scoperti gli avanzi di un edificio anteriore al regno di Diocleziano.
Consistono in un colonnato, coi fusti e base di travertino, che forse appartenne al peristilio di casa privata.
Rodolfo Lanciani.
Nei lavori di fognatura che si stanno eseguendo in piazza di Termini, è stato trovato un ambulacro sotterraneo delle terme di Diocleziano, selciato alla maniera delle strade, il quale dalle sale centrali attraversando l'essedra, si dirige verso la moderna via Torino. Da ambedue i lati dell'ambulacro rimangono avanzi di edifici anteriori alle terme, distrutti da Diocleziano, fra i quali una platea di scaglie di selce, larga met. 44.
Rodolfo Lanciani.
L'Impresa Tramways inaugura la tramvia Piazza Venezia Via Nazionale Termini. La trazione è a due cavalli, ma nel tratto molto acclive da largo San Romualdo a piazza Magnanapoli sono aggiunti due muli, realizzando una quadrupla trazione animale.
Risistemazione viaria dell'area di Piazza Esedra. Con la costruzione dei nuovi palazzi gemelli, la fontana dell'Acqua Marcia viene spostata e ricostruita al centro della piazza, su progetto di Alessandro Guerrieri.
Demolito il Palazzo Sistino di Villa Peretti e la Porta Quirinale, le cui decorazioni marmoree vengono preservate e portate nel Deposito Comunale dei frammenti architettonici all'Aventino.
Per gli sterri che si vanno facendo in piazza di Termini, nel sito occupato dal grande emiciclo delle Terme, si è rinvenuto un gruppetto di monete. di bronzo. Sono in numero di 68; tutte di piccolissimo modulo, e molto guaste dall’ossido. Le meglio conservate presentano i consueti tipi dell'età di Diocleziano, ed hanno l'effigie di questo augusto.
Demolita la parte superiore della grande essedra sulla piazza di Termini, la quale era ricostruita in bassa età, si è trovata nella parte inferiore l'antica costruzione dioclezianea. Un mattone, ivi raccolto, porta il seguente bollo circolare a lettere incavate:
OFF O AVGG ET CAESS NN SR
Le fondamenta del predetto emiciclo si sono vedute costruite coi grandi parallelepipedi di tufa, che appartenevano alle antichissime mura serviane.
Negli sterri poi, dal lato settentrionale, sono stati rimessi all'aperto avanzi di fabbriche del primo secolo imperiale, che furono distrutte da Diocleziano quando edificò le sue Terme.
Ivi stesso è apparso un tratto di selciato antico, che accenna ad una strada, la quale dalla piazza di Termini si dirige verso la via di s. Bernardo.
Dieci pezzi di fistule plumbee aquarie sono stati raccolti nelle escavazioni; e su tutti è impresso il sigillo:
CORNELIA LF VOLVSI SAWNINI P
Uno dei grandi blocchi rettangolari di travertino, innestati a modo di pilastri
nella ricostruzione della parte superiore dell'essedra, porta incisa in caratteri dell'alto medio evo la parola:
ABVNLARIDE
Tra le materie estratte per le fondazioni delle nuove fabbriche sulla piazza delle Terme di Diocleziano, è stato recuperato il seguente frammento epigrafico, probabilmente spettante a latercolo, inciso su lastra marmorea di m. 0,18 × 0,15. La leggenda, dice:
VS GLYC... | S CIMBER... | S SALVITT... | FELIC... | TER...
In preparazione della visita di Stato dell'Imperatore di Germania Guglielmo II, vengono demolite alcune fabbriche davanti agli appartamenti per gli ospiti, nella manica lunga del Palazzo del Quirinale, in modo da realizzare una vista su nuovi giardini. Tra queste la chiesa della Maddalena e di Santa Chiara.
Viene inoltre completato il monumento dedicato ai Caduti di Dogali alla Stazione Termini. L'obelisco viene innalzato di due metri, installando il piedistallo in granito di Baveno (appartenente all'obelisco Sallustiano) regalato dai Boncompagni Ludovisi al Municipio nel 1883.
A Piazza Esedra, agli angoli della nuova fontana, vengono sistemati quattro leoni di gesso accucciati.
In piazza di Termini, cavandosi il terreno per costruire la muova mostra dell'acqua Marcia, nel centro dell’emiciclo delle terme diocleziane, sono tornati in luce alcuni muri laterizi di buona costruzione; i quali rappresentano avanzi di quegli edificî, che furono acquistati e demoliti da Diocleziano per la fabbrica delle colossali sue terme.
Il Kaiser di Germania Guglielmo II giunge a Roma per una visita di Stato. Arriva in treno alla Stazione, dove è riceveto da re Umberto, col principe ereditario, il duca d'Aosta e il duca di Genova, con le loro case militari, il presidente del Consiglio, il generale Pallavicini e D'Oncieu (comandanti dell'VIII corpo e della divisione di Roma), il prefetto Gravina ed il prosindaco marchese Guiccioli. Verso il piazzale esterno è stato eretto un padiglione în velluto e broccato: copre il marciapiede un ricco tappeto di Bruxelles. Alle due estremità del padiglione s'ergevano due pennoni che sorreggono, quello di destra lo stendardo imperiale tedesco, quello di sinistra lo stendardo italiano. Guglielmo II ed Umberto I prendono posto insieme al principe di Napoli, in una carrozza di Corte scoperta, con le livree rosse, percorrono la piazza di Termini dove è rinnovata l'antica fontana, e s'avviano per Via Nazionale. La grande strada, lungo la quale s'innalzavano più di 300 pennoni, eguali a quello del quale diamo il disegno, è straordinariamente affollata. Dai balconi e dalle finestre stipate di signore cadono sulla carrozza fiori e piccole bandiere con i ritratti dei due sovrani e i colori delle due nazioni alleate. La carrozza dei due sovrani si fa strada lentamente in mezzo alla folla fino al portone del Quirinale, dove l'imperatore sarà ospitato negli appartamenti imperiali realizzati al piano nobile della Manica Lunga. In onore di Guglielmo Il, si è preparata una grande dimostrazione popolare. L'architetto comunale Giocchino Ersoch è stato incaricato di realizzare un palco in stile eclettico intorno all'obelisco di piazza del Popolo e un quinta scenica al fondo di piazza del Campiglio, collegando Palazzo Senatorio e Palazzo Nuovo con una costruzione effimera in stile.
L'Imperatore di Germania Guglielmo II giunge a Roma, in occasione dei festeggiamenti per le Nozze d'argento di Re Umberto I e della Regina Margherita. Viene organizzato un corteggio lungo Via nazionale, passaggio dalla stazione al palazzo del Quirinale.
Scavandosi per una piccola fogna dietro il nuovo albergo in piazza di Termini, sì trovò a m. 1,50 di profondità, un pilastro laterizio di forma quadrata, largo m. 1,00 per ciascun lato, al quale era unito, verso sud, un simile pilastro quadrato, a cortina, della larghezza di m. 0,75. Tale avanzo spetta al muro perimetrale delle Terme - Diocleziane.
Giuseppe Gatti.
Nei sotterranei del nuovo fabbricato, costruito in piazza di Termini ad uso di albergo (Grand Hòtel), facendosi sterri per sistemare lo scolo delle acque, si sono incontrate antiche fogne in opera laterizia, divise in più rami che s'incrociano fra di loro.
Questi hanno andamento irregolare, ma generalmente parallelo alla fronte del fabbricato. Il canale maggiore è largo un metro; gli altri minori m. 0,60.
Giuseppe Gatti.
Per i lavori di risarcimento nel grande fabbricato, che serviva per carceri sulla piazza di Termini, è tornata in luce una base marmorea di colonna, del diametro di m. 1,10.
Giuseppe Gatti.
Arrivo dei duchi d'Aosta a Roma dopo il matrimonio: "Gli sposi arrivarono la mattina di sabbato 6 luglio alle ore 9 e mezza. Erano ad attenderli alla stazione il Principe di Napoli, il Conte di Torino, il generale Ponzio Vaglia, i sottosegretari di Stato, il prefetto, il presidente della deputazione provinciale, il sindaco ed altre autorità dvili e militari.
Appena il treno si fermò discese il Duca d'Asta che aiutò a discendere la Duchessa. Gli sposi strinsero la mano al Principe di Napoli, al Conte di Torino e quindi entrarono nel salone reale. Intanto una compagnia degli allievi carabinieri con bandiera e musica rendeva gli onori militari, li pubblico nell'interno della stazione e fuori applaudiva agitando i fazzoletti. La Duchessa ringraziò e si trattenne affabilmente a parlare con le autorità.
Alle ore 9.45 i Principi uscirono dalla stazione, accolti da entusiastici applausi dalla folla ed al suono della marcia reale. Davanti alla stazione era schierata l'ufficialità del presidio, le associazioni e folla immensa che acclamava gli sposi, mentre le truppe, che facevano ala, presentavano le armi I Duchi d'Aosta ed i Principi presero posto nelle berline di gala, quindi i1 corteo si mosse verso il Quirinale.
Procede un battistrada di Corte; segue la berlina con un aiu-tante di campo del Duca d'Aosta e un gentiluomo di servizio della Duchessa d'Aosta. Viene poi un drappello di corazzieri e la berlina con gli sposi. Il generale Orcro ed il capitano dei corazzieri cavalcavanu ai lati. S'avanzano poi le berline col Principe di Napoli e il Conte di Torino e al loro seguito un drappello di corazzieri.
Il corteo sfila al passo. All'ingresso di via Nazionale e lungo la via, dalle finestre si agitano i fazzoletti. Dopo il palazzo dell'Esposizione la folla si staccò dai marciapiedi e circondò la berlina con grandi evviva ed applausi. Da questo momento la dimostrazione assunse un aspetto popolare, entusiastico. Fu un continuo urrà fino al Quifinale.
La piazza del Quirinalo, era gremita di folla plaudente. I Duchi d'Aosta salirono il grande scalone ai cui piedi furono ricevuti dal conte Giannotti. I Sovrani ed i loro seguiti vennero ad incontrare i Duchi d'Aosta nel salone di entrata. L'incontro fu affettuosissimo. Il Re la Regina abbracciarono e baciarono il Duca e la Duchessa che era visibilmente commossa. I Sovrani ed i principi si recarono quindi ella vicina galleria dove segui la presentazione alla Duchessa d'Aosta del cavalieri dell'Annunziata, dei preaidenti del Senato e della Camera e dei ministri.
Dopo un quarto d'ora la duchessa usci al balcone avendo a destra il Duca, e a sinistra la Regina e il Principe di Napoli. Le associazioni colle bandiere schierate sotto il balcone, e la folla fecero una dimostrazione enrusiastica e prolungata. La Duchessa saluta chinando leggermente la testa, La Regina pure salutò la popolazione agitando il fazzoletto; la folla rispose col grido di 'Viva la Regina'. La Principessa Elena si mostrò assai lieta e commossa della entusiastica accoglienza. E volle subito render partecipe della gioia le propria madre, Contessa di Parigi, narrandole in lungo telegramma l'accoglienza ricevuta."
Il re di Serbia Alessandro I giunge con treno speciale a Roma, nella cui stazione di Termini era schierata una compagnia del 1° fanteria: "sul piazzale esterno, presso alla porta d’ingresso, stavano numerosi ufficiali ad attenderlo. S. M. il Re, accompagnato dal generale Ponzio-Vaglia, da numeroso seguito e dai ministri, gli andò affabilmente incontro, mentre la banda suonava l'inno serbo e gli applausi risuonavano, saluto all'ospite regale. 1 due Sovrani si abbracciarono e baciarono; quindi passarono in rivista la compagnia d’onore, soggetto d'uno dei nostri disegni. Re Alessandro era in alta tenuta di generale serbo: divisa rossa con spalline d'oro e stivaloni; berretto di pelo bianco. È bruno, d'aspetto deciso, simpatico; ha baffi nacenti. Essendo: molto miope, porta gli occhiali. Parla speditamente l'italiano, e in italiano s'intrattenne coi ministri. Finite le presentazioni, i Reali preceduti dai corazzieri in alta tenuta, si recarono al Quirinale; molte case erano imbandierate, molta folla lungo le vie."
Ricciotti Garibaldi a Roma. "A sera, più di tremila persone erano riunite sotto la tettoia e sul piazzale della stazione di Termini: molte associazioni vi si erano recate con bandiere, Ricciotti fu accolto da fragorosi evviva: Viva Ricciotti! Viva gli eroi della Grecia!...
A stento egli potè uscire nel piazzale, tanta era la ressa degli acclamanti. In piazza i garibaldini tentarono di difendere Ricciotti, facendo un quadrato, ma non vi riuscirono. Finalmente egli riesce a raggiungere il suo Jandeau, e vi sale. “Stacchiamo i cavalli!”, si grida da ogni parte. Ricciotti si oppone, ma non gli si dà ascolto.
I cavalli furono allora circondati, finchè la folla riuscì a toglierli, e la carrozza, tirata e circondata dal popolo acclamante, percorse, senza incidenti, la via di Termini, il piazzale omonimo e imboccò la via Torino. La banda precedeva lo strano corteggio; la folla gridava, e Ricciotti, col figlio, salutavano togliendosi il cappello ed agitando le braccia."
Grande dimostrazione dei Romani ai bersaglieri in partenza per la guerra in Cina: "Alle 6 e mezzo, nel cortile della Caserma di San Francesco a Ripa un caporal-tromba dei bersaglieri suona assemblea. Immediatamente il cortile si riempie di soldati partenti. Si mettono su due righe. Ciascun tenente ha fatto l’appello del proprio plotone. Nessuno manca. Terminato l'appello, vi è un affettuoso scambio di saluti, di abbracci, di baci, fra ufficiali e soldati.
Alle 7 precise, a passo di corsa, escono dalla caserma. Precede la fanfara; seguono tutti gli ufficiali del 5° con a capo il tenente colonnello Ferrucci: vengono poi i quattro plotoni di partenti. Non appena i berretti rossi si mostrano sulla porta della caserma un applauso fragoroso parte dalla numerosa folla (tutta di trasfeverini) che staziona da oltre mezz'ora sulla piazza. I plotoni che hanno tentato di uscire a passo di corsa, fatti appena cinquanta metri, sono costretti mettersi a passo e non è più possibile mutare, tanta e tale è la folla acclamante.
Traversato il ponte Garibaldi, fin dalla Via Arenula si comincia a veder meglio la grandissima parte che la popolazione romana prende alla partenza. Una ventina di signorine allacciate in cinque finestre al terzo piano del palazzo Del Vecchio lanciano centinaia di mazzolini di fiori ai partenti. Sulla piazza Sant'Elena (in prossimità del teatro Argentina) si sono intanto raccolte la fanfara degli ex-militari, le Società di Tiro a Segno, associazione universitaria, fratellanza italiana, fratellanza militare, exbersaglieri, ex-carabinieri, ecc., tutte con bandiere.
Le fanfare intuonano allegre marcie; quindi insieme colle Società si mettono in testa al corteo che ormai si compone di oltre 50.000 persone. Ma la folla, la maggior folla la troviamo dal largo del Corso Vittorio Emanuele a Via del Plebiscito, e Via Nazionale. Tutta Roma vi è accorsa; dal principe romano al falegname, dalla dama alla stiratrice, dal senatore all'usciere della Camera, dal monsignore al sagrestano. E tutti applaudono.
Parecchi balconi di Via Nazionale sono ornati di bandiere, Affacciato al suo balcone, in Via Nazionale, di fronte al palazzo Aldobrandini, il presidente del Consiglio on. Saracco è commosso. I tramtways, impediti nella loro circolazione, servono di balcone a moltissimi che sì sono arrampicati fin sul cielo di essi.
Le adjacenze della ferrovia rigurgitano di altra folla, che ha acclamato i soldati di artiglieria giunti nella notte a Roma e che già hanno preso posto nello stesso treno che deve accompagnare i nostri bersaglieri.
Nelle sale di aspetto della ferrovia si sono intanto raccolti: il sottosegretario di stato alla guerra generale Zanelli, il sindaco principe Colonna con tutti gli assessori non esclusi quelli clericali; parecchi generali, il maggiore Agliardi, e una larga rappresentanza del ministero della marina.
Non era certo desiderio delle autorità politiche, militari e ferroviare, di far entrare la folla sotto la stazione. Ma contro la volontà della folla non si reagisce; i cordoni sono spezzati, i cancelli aperti, e dai diversi ingressi vere fiumane di popolo entrano sotto la grande tettoia gridando: Evviva l’esercito! Quando i bersaglieri, con la fanfara alla testa entrano sotto la stazione, l'entusiasmo è un delirio, Preso posto alla meglio nei vagoni loro destinati, continuano le scene affettuosissime, fra soldati e popolo.
Alle 8,40 i fischi delle due locomotive annunciano la partenza; allora vi è un secondo di profondo silenzio. Ma quando la prima vampata di vapore si sprigiona dagli stantuffi delle macchine e produce il primo mezzo giro delle ruote delle vetture, un grido solo sì innalza da migliaia di petti: Viva l’esercito, Viva Savoja, Viva l'Italia!"
Abbattuto da una sommossa popolare lo steccato della Fontana delle Naiadi in Piazza Esedra. La recinzione copriva le nudità delle statue femminili, giudicate scandalose: "Le Ninfe dello scultore Mario Rutelli, le famose sue Ninfe cagion di tanta guerra, come la greca Elena, sono state scoperte.... Veramente, molto scoperte erano anche prima; ed è per questo che le caste Susanne del Consiglio comunale di Rama, coll'onorando senatore Vitelleschi alla testa, volevano impedire ch'esse si offrissero pubblicamente allo sguardo dei romani. Mai romani, avvezzi ad altre nudità di museo, con una carica di pedate mandarono in aria le tavole, che nascondevano le quattro ree condannate al bagno, e inaugurarono in quel bel modo, con accompagnamento di discorsi suo particolari la monumentale fontana. Allora fu un esplosione di grida da parte del popolino, che adottò subito come sue pupille le quattro ragazze scultorie, ponendosi a far loro la guardia, per timore dei loro persecutori. Una fila interminabile di carrozze e carrozzelle, zeppe di curiosi e studiosi della scuola del nudo, cominciò a girare intorno alla fontana, un carosello! Il Rutelli divenne popolare in un momento. I clericali del Consiglio romano accusano il sindaco Colonna d'acquiescenza, vogliono dimettersi o abbattere le statue e la Colonna. Nella storia della scultora italiana, non si è dato mai un caso simile, Pare una commedia di Scribe!"
Proseguendosi i lavori per la costruzione del grande fabbricato fra la piazza di Termini e la via Torino, nell'area già occupata dal monastero di S. Bernardo, sono tornati all'aperto alcuni altri avanzi di antichi muri laterizi, spettanti alle fabbriche sulle quali fu costruito il grande emiciclo delle terme diocleziane.
Sotto queste fabbriche si sono incontrati altri due cunicoli a poca distanza uno dall'altro, scavati nella roccia tufacea e rivestiti d'intonaco grossolano. La loro direzione è da est ad ovest: il primo è largo m. 2,10, l'altro m. 1,90, e stanno alla PIOOERAO l'uno di m. 1,00, l'altro di m. 2,50 dall'odierno piano stradale.
Fra la terra si raccolsero varî frammenti di fregi in terracotta, con festoni in rilievo; una antefissa, parimenti fittile, con palmetta; due pezzi di tegole, che portano rispettivamente impressi i sigilli rettangolari: a) MYRO M FVL SER b) ...IA SEX C VIN
Si è pure recuperata nello stesso luogo una lastra marmorea, larga m. 0,82 X 0,33, sulla quale leggesi la seguente iscrizione, quasi totalmente consunta nella parte sinistra, per circa due terzi della lunghezza: MEMRIAMEX OriginE VESTIARIORVM IN QVO sunt | NVTRItores Mei eT COIVX ITEM FILI ET NEPOD tes et | MARIa am PliATA RESTITVI MEMORIA ET re? | Feci coBlAps Vm fVIT AD SPIRITA BENEMEREN tium | Meor VM eGo l. MARIVS AMPLIATVS SIBI ET suis | LIbertis LIBERTABVSQVE POSTERISQVE eorum
Di questa lapide sepolcrale era conosciuta fino ad ora una sola copia, assai imperfetta, che trovasi fra le collettanee Gruteriane nel codice di Leida, Papenbroek 6, f. 106, donde fu pubblicata nel volume VI del C.I.L. n. 9967. L'antico trascrittore vide la pietra, circa tre secoli fa, « in monasterio s. Bernardi de Urbe ad thermas Diocletiani », cioè nel luogo medesimo dove ora si è ritrovata, e vi aggiunse la nota: « calcatur pedibus ».
Con l'aiuto dell'antica copia si sono potute più facilmente riconoscere le languidissime tracce superstiti di molte lettere che sono scomparse per l’ attrito, e che qui sopra sono riprodotte come intiere.
Giuseppe Gatti.
Un altro tratto di antico pavimento stradale è stato scoperto sulla piazza delle Terme, nel cavo per fondare il pilone d'angolo del nuovo emiciclo sul lato prossimo all'orfanotrofio femminile. L'antica strada trovasi a m. 5,20 sotto il livello della piazza attuale.
Giuseppe Gatti.
Nei lavori per la fondazione dell'ultima parte del nuovo edificio semicircolare, in piazza delle Terme, in prossimità dell'orfanotrofio, è stato scoperto un antico muro laterizio, largo m. 2,25, sul quale posavano massi squadrati di travertino, lunghi m. 1,15 X 0,80 X 1,00. Ivi presso, alla profondità di m. 0,80 sotto il livello della piazza, si è trovato un pezzo di grande colonna di granito bigio, del diam. di m. 1,10, e lungo m. 2,90. Questo rocchio di colonna, che apparteneva alle terme di Diocleziano, è stato trasportato nell'area adiacente all'ingresso del Museo nazionale romano.
Giuseppe Gatti.
Visita di stato del Re d'Inghilterra Edoardo VII. Il percorso dalla stazione Termini al Palazzo del Quirinale viene nobilitato da nuove fiorire monumentali.
Visita a Roma del re di Girecia, Giorgio I: "Arrivò venerdì alle 14,80 con treno speciale da Pontebba, incontrato nella stazione di Piazza Termini dal re Vittorio, dai grandi dignitari dello Stato, mentre la musica del 48° fanteria suonava l’inno greco, ed una compagnia dello stesso reggimento presentava le armi. All'esedra di Termini il sovrano greco ebbe gli omaggi del sindaco di Roma, sen. Cruciani-Aliprandi. Al Quirinale l’ospite ellenico fu incontrato dalla regina Elena nella sala delle guardie. Il popolo acclamò insistentemente re Giorgio che, insieme ai sovrani d'Italia, si affacciò due volte a ringraziare dalla gran loggia del Quirinale".
Inaugurazione della nuova sala del Cinematografo Moderno. Lunga 25 metri, larga ed alta 9 metri, ospitava 300 persone, ai lati vi sono dieci porte decorate dal Boggio, intorno al soffitto è presente un fregio floreale, sulla volta era stato dipinto dai pittori Enrico Guazzoni e Federico Ballster l'affresco "Il trionfo della Luce".
La precedente sala, più piccola, viene invece ribattezzata Modernetta.
Inaugurazione del nuovo cinematografo Moderno a Piazza Esedra.
Demolizione della facciata vanvitelliana su Piazza Esedra della chiesa di Santa Maria deli Angeli, per rimettere in vista le murature romane della nicchia del calidarium.
Un imponente corteo accompagna alla stazione Termini, i soldati in partenza per Tripoli.
Il Consiglio comunale delibera il riordino della vasta area nota come piazza delle Terme creando la Piazza dell'Esedra, Via delle Terme di Diocleziano, e Viale delle Terme.
Il presidente degli USA Woodrow Wilson arriva a Roma per una visita, in vista della preparazione della Conferenza di Pace di Parigi e prima della firma del trattato di Versailles.
Viene accolto alla Stazione dal Re Vittorio Emanuele III. Segue una sfilata davanti alla folla gremita a via Nazionale, fino al Quirinale.
Le bandiere degli oltre 300 corpi di armata si muovono verso il Quirinale. Un grante corteo si ritrova alla stazione Termini, si sofferma a piazza Esedra, percorre via Nazionale e raggiunge la reggia del Quirinale.
Con un solenne corteo lungo via Nazionale, la salma del Milite Ignoto viene trasportata dalla Stazione Termini a Santa Maria degli Angeli, dove si svolge un solenne ufficio funebre e poi all'Altare della Patria, dove viene timulata alla presenza di re Vittorio Emanuele III.
Celebrati nella Basilica di S. Maria degli Angeli i solenni funerali Stato di Eleonora Duse.
Funerali di Stato della Regina Margherita.
Il convoglio partito da Bordighera alle 11,30 del 10 gennaio, nel tragitto fino a Roma, effettua 92 soste per permettere l'omaggio delle popolazioni.
Alle ore 9, il convoglio giunge a Termini da dove iniziarono i solenni funerali con arrivo e la sepoltura della Regina al Pantheon.
Inizia l'eliminazione del tram da alcune zone centrali. Sono abbandonati i binari in piazza e via San Claudio, nelle vie del Pozzo e del Pozzetto e in via del Tritone fino al largo Tritone con variazioni di percorso per le linee 26, 27, 28, 28 rosso, 29 (La linea 26 è deviata, in piazza dell'Esedra, per via Nazionale, il Traforo, via dei Serviti, via del Tritone, piazza Barberini seguendo poi il precedente itinerario per via San Nicolò da Tolentino; la 27 è deviata per via del Tritone, il Traforo, via Nazionale, piazza Esedra seguendo poi il precedente itinerario per via delle Terme; le 28 e 28 rosso, dopo il Traforo, sono deviate per via dei Serviti, proseguendo poi per via del Tritone, piazza Barberini e via Quattro Fontane; la 29 è deviata per via dei Serviti, il Traforo, via Nazionale e via Depretis).
Umberto Nobile accolto in trionfo a Roma dopo la trasvolata polare:
"Veramente solenne è stato il ricevimento alla stazione da parte del Ministero dell’Aeronauti e del Governatore di Roma e coll'intervento delle maggiori autorità della capitale.
L'imponente corteo, a capo del quale è l'automobile col generale Nobile e alcune autorità, si snoda attraverso le vie della città affollate da un pubblico plaudente, ac mante, commosso. Una pioggia di fiori cade dall'alto; lo spettacolo è meraviglioso, surge alla grandezza dell’apoteosi.
Si compone il corteo, che tra gli evviva del popolo plaudente e commosso, per; via Nazionale, Piazza Venezia — dove sosta brevemente per un tacito e devoto saluto al Milite ignoto e dopo aver attraversato Corso Umberto, giunge a palazzo Chigi.
Piazza Colonna è gremitissima. L'incontro fra l'on. Mussoli e il generale Nobile, alla presenza di tutti i sottosegretari di Stato, è veramente commovente. Quando il Duce, insieme col Nobile e i suoi cinque compagni, appare al balcone d'angolo di Palazzo Chigi, un immenso clamore si leva dalla folla.
L'on. Mussolini, con un forte discorso, saluta i vincitori del mistero e del rischio, rievocando le ore di trepidazione quando la lio, pregio ed orgoglio d'Italia, per due giorni tacque. «Roma fu triste è parve che un velo di malinconia avvolgesse gli uomini e le cose: ma quando Roma seppe che avevate attitito la mèta fu uno di gioia. Dio vi aveva assistito»
L'on. Mussolini, appare commosso e, dopo avere stretto calorosamente la mano all’ Eroe del Polo, lo abbraccia e lo bacia tra un irrefrenabile impeto di applausi."
Si celebra il matrimonio tra Umberto di Savoia e Maria Josè del Belgio, nella cappella Paolina del Palazzo del Quirinale. Viene allestito un arco di trionfo posticcio a piazza Esedra (oggi a Via Luigi Enaudi) e alcune decorazioni a colonne presso i binari 18 19 della Stazione Termini. Oraganizzato un Corteo dei costumi nazionali, che da via XX Settembre giunge fino a Piazza del Quirinale.
Giovanni di Borbone sposa la cugina Maria Mercedes di Borbone-Due Sicilie nella chiesa di Santa Maria degli Angeli in piazza Esedra. Il corteo arriva da via Giolitti.
La legione dei fasci italiani all'estero, di ritorno dall'Africa Orientale, sfila dalla Stazione su Via Nazionale, acclamata dalla folla, e vengono passati in rivista dal Duce Mussolini davanti al Palazzo Venezia.
Il Regente d'Ungheria Nicola de Horthy, giunge in visita a Roma per due giorni. Viene accolto dai sovrani alla stazione di Termini. La carrozza giunta a Piazza Esedra, si ferma per far leggere al Governatore di Roma Principipe Colonna, il saluto del popolo romano.
In occasione della visita di Hitler a Roma, le vie Imperiali sono decorate da grandi braciere di bronzo e nuovi lampioni. A Piazza Esedra vengono installati dei pennoni portabandiera, in sostituzione delle Fioriere (che vengono spostate nel giardino di via Marmorata a testaccio).
VI giorno di visita di Adolf Hitler a Roma. A bordo di una carrozza reale, Hitler accompagnato dal Re, lascia il Palazzo del Quirinale e percorrendo le vie romane fra una folla acclamante, arriva alla Stazione Termini e dopo aver passato la compagnia d'onore dei Granatieri, scambia i saluti col sovrano e si congeda dal Duce Mussolini, col quale si troverà poche ore dopo a Firenze.
Reduci della Spagna sfilano a via Nazionale: "Si erano ammassati in Piazza dell'Esedra i sei Battaglioni italiani e spagnoli che ebbero l'onore di sfilare in via Nazionale davanti al Duce Mussolini per il quale un podio era stato costruito davanti il Palazzo dell'Esposizione. La sfilata cominciò appena il Duce giunse sul podio assieme al Ministro Serrano Suner. Erano presenti il Ministro degli Esteri Conte Ciano e il Ministro Segretario del Portito. Autorità e rappresentanze erano adunate nelle tribune accanto al podio."
Un autocarro tedesco viene danneggiato da un attenato in piazza Esedra.
Con delibera n. 367 del Consiglio Comunale, Piazza dell'Esedra viene rinominata in piazza della Repubblica.
Un elicottero partito dall'aeroporto dell'Urbe, per un guasto al motore precipita a piazza dell'Esedra tentando un atterraggio di fortuna.
Durante i lavori di costruzione della fermata Metro a Piazza della Repubblica, tornano alla luce resti archeologici che richiedono la progettazione di una variante.
Cerimonia di riapertura al pubblico della fontana delle Naiadi, alla presenza del Sindaco Gualtieri, il Sovrintendente Parisi Presicce, Presidente di Acea Marinali e dell'AD di Areti De Marco.
I lavori di restauro, curati dalla Sovrintendenza Capitolina nell'ambito del programma PNRR Caput Mundi, sono iniziati a settembre 2024, hanno avuto una durata di 240 giorni e un costo complessivo di oltre 580.000 euro.
Monumenti
☆ ☆ ☆ ☆ ★
II Colonna della fondazione del Viale delle Terme
1925 memoriali
☆ ☆ ☆ ☆ ★
Sala Minerva
1913 cinematografi
☆ ☆ ☆ ★ ★
Ex Cinematografo Radium
1904 cinematografi
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Cinematografo Moderno
1904 cinematografi
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Fioriere di Piazza Esedra
1903 statue
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Museo Nazionale Romano alle Terme
1889 musei
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Fontana delle Naiadi
1888 fontane
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Palazzi di piazza Esedra
1886 palazzi
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Santa Caterina d'Alessandria in Thermis
1594 chiese
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Magazzini Annonari
1575 fabbriche
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Santa Maria degli Angeli e dei Martiri alle Terme
1561 basiliche
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Horti Bellaiani
1554 ville
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Terme di Diocleziano
298 terme
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Domus di Piazza Esedra
domus
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Tempio della Gens Flavia
templi