Storia
CronologiaInaugurazione della via Felice. Lunga 2787 metri, il nuovo tracciato parte da Trinità dei Monti e arriva a Santa Croce in Gerusalemme, passando per Santa Maria Maggiore.
Davanti al convento di San'Antonio abate, viene innalzato un monumento in onore della conversione di Enrico IV, una colonna contenuta in un tabernacolo a quattro colonnine.
La colonna dell'abiura di Enrico IV a Piazza di Santa Maria maggiore, cadde sul tabernacolo, rompendo altre 4 colonne.
Per facilitare la nuova urbanizzazione stradale della zona dell'Esquilino, viene smontata la Colonna di Enrico IV e data in custodia alla Commissione archeologica municipale.
Il Comune approva il piano regolatore del nuovo Quartiere Esquilino permettendo l'esproprio di tutti i terreni interessati. Per facilitare l'edificazione della vasta area, viene suddivisa in tre zone di espansione.
Scavi del comune di Roma a Piazza Fanti portano alla scoperta di un tratto delle mura serviane e di alcuni ambienti in opus reticolatum di una domus repubblicana.
Le mura sono in blocchi di tufo di Grotta Oscura, che presentano una struttura semicircolare, costituita da blocchi disposti in maniera radiale. La funzione di questa struttura sono interpretati come torre di fortificazione o bastione difensivo. L'alzato superstite è costituito da tre filari di blocchi per un'altezza totale di 1.80 metri ed una larghezza di 4.00 metri.
Sul colle Esquilino, non lungi dalla chiesa di S. Antonio abate, si rinvennero frammenti di tavole di bronzo con avanzi di epigrafi greche, e parte di una maggior tavola portante un decreto della Colonia Flavia Divitentium, emanato sotto il consolato di Domiziano e Sabino nell'anno 82 dell’ e. v.; stavano insieme ad essi varie borchie di bronzo, ed otto vasetti dello stesso metallo.
Giuseppe Fiorelli.
Sull'Esquilino, nella nuova strada che da s. Maria Maggiore mena a s. Croce in Gerusalemme, esplorato l'ultimo cantiere a sinistra della strada Conte Verde, si trovò a molta profondità una solida costruzione laterizia, con pavimento di musaico bianco e nero, una stanzetta con soglia di travertino, presso cui un capitello corintio di buono stile, e due statuette marmoree, figuranti Giove e Venere, con traccia di doratura anche nelle piccole basi.
Altra statuetta di Ercole seduto, con la pelle di leone e la clava, tornò a luce dal saggio fatto in vicinanza del casino della villa Palombara; ed un pezzo di bassorilievo con figura di Baccante fu raccolto nella demolizione degli archi dell’acquedotto presso il Ninfeo d’Alessandro Severo.
Poco lungi dal quale, ad oriente del fabbricato annesso alla chiesa di s. Vito, uscirono i resti di un bagno privato, co’ mattoni vuoti per la condottura del calorico dall’ipocausto, e numerose grappe di ferro conficcate ancora nelle pareti, oltre alcune antefisse a testa muliebre, e qualche lastra di terracotta con rilievo esprimente due Satiri che si dissetano ad una fonte, la quale ha forma di vaso ansato con haccelli, sormortato da testa di leone in mezzo a grappoli e foglie, non altrimenti che nell'esemplare pubblicato dal Campana.
A dritta dell'Arco di Gallieno per chi esce dalla città, continuandosi a ritrovare mura della tarda epoca imperiale, s'incontrarono due balsamarii di terracotta, vasi potorii verniciati in nero, e frammenti di stoviglie.
Giuseppe Fiorelli.
Nell'isolato XXI dell'Esquilino, di fianco all'ospedale militare di s. Antonio abbate, fu rinvenuto un canale con le sponde di pietra gabina, coperto con lastre della stessa pietra, poste parte in piano e parte alla cappuccina. Poco distante era un muro di piccoli parallelepipedi della stessa pietra gabina appartenente ad un sepolcro.
Di contro poi alla chiesa annessa al detto ospedale, presso la piazza di s. Maria Maggiore, al margine opposto della strada si rinvennero costruzioni laterizie, simili a quelle che ricomparvero nel tempo stesso a fianco della chiesa di S. Vito, e che appartennero senza dubbio ad una Terma.
Nel medesimo isolato si ebbe poi un piccolo cippo di marmo bianco, vuoto nella parte superiore, e recante l'iscrizione: ....RFO CH... ...I IPA B... ....EYXI....
Sotto il muro di prospetto della casa dei Penitenzieri, presso l'ospedale medesimo riapparve un'antica strada per la lunghezza di met. 5,00, a capo della quale verso il sud-est esisteva ancora al suo posto una base di colonna di marmo bianco, ed a poca distanza una colonna baccellata dello stesso marmo del diametro di met. 0,45.
In altro cavo dell'isolato stesso erano a copertura di una fogna due pezzi di bassorilievi in marmo bianco, il primo dei quali ritrae la parte superiore di un tempio perittero, ombreggiato da un grande albero sorgente dietro un muro di perimetro, da cui pende un drappo. Il secondo poi ha due rappresentanze, cioè una donna seminuda sedente, in atto di esaminare una maschera scenica, e tre Fauni in atteggiamenti diversi.
Nel luogo stesso erano molte lastre e cornici in marmo colorato, una base di marmo bianco, larga met. 0,49, sulla quale sono rimasti i piedi di due statue; molti frammenti di statue; un capitello ionico; un pezzo di tegola con musaico a tessere minutissime; un torso molto corroso di statua muliebre in marmo bianco; un frammento di ornato pure di marmo; l'abaco di un piccolo capitello di avorio, ed un mattone con bollo: EX FASINQVADODCONVNFORT SEVERO EST LOQA COS
Continuate le ricerche nell'isolato stesso, si ebbe una base quadrata di marmo bianco spezzato in alcune parti, e vuota nell'interno, lunga met. 0,75, larga met. 0,70, alta met. 0,40, portante in uno dei lati l'iscrizione: SCRIBONIANVS COS AVG FETIALIS
In altro frammento di base, che conserva parte di tronco ricoperto da panneggio, ed il piede destro di una statua virile, potè leggersi: ...RCVLI AVRELIVS OR LIVES VOT SOLVIT
Giacevano nel punto medesimo quattro frammenti di amatista; un pezzo di cornicione in marmo bianco, lungo met. 3,20, largo met. 0,20; una lastra di porfido di met. 0,62 per met. 0,51; la parte inferiore del corpo di un putto in marmo bianco; altro pezzo di cornicione con ovolo; un pezzo di cornucopia; una testina muliebre in marmo pario; un frammento di busto marmoreo; un’ erma di Bacco barbato rotta in tre pezzi, alta met. 0,41; una parte di testa virile barbata; un mattone con bollo; nove monete di bronzo, ed altri pezzi dello stesso metallo.
Altra erma di Bacco barbato ricomparve alla profondità di met. 6,00, con un rocchio di colonna di granitello, alto met. 0,90, del diametro di met. 0,41. Successivamente fu raccolta una testa di statua di Marsia e varî pezzi appartenenti alla stessa statua; frammenti di un vaso in marmo bianco baccellato, che serviva forse di appoggio a qualche statua; quarantacinque altri frammenti di un vaso cilindrico in marmo bianco, ed intagliato con rami di edera ed uccelli; cinque altri pezzi di una statua virile togata, ed un'erma acefala panneggiata.
Alla profondità di metri 1,50 si poterono distinguere gli avanzi di un edificio destinato ad uso di bagno, costruito in gran parte di tufo con ricorsi di mattoni; ed altri ruderi di simile costruzione riapparvero nell'isolato stesso, di fianco alla via di s. Antonio.
Proseguendo le indagini tra questi ruderi, che appartennero ad una casa privata, tornò a luce un muro decorato da nicchie parte circolari e parte quadrate, divise da pilastri, nei quali al piano delle nicchie erano mensole di marmo su cui dovevano poggiare le colonne, essendosi rinvenute ancora al posto, in linea della parte superiore delle nicchie, le cornici profilate per tre lati, che dovevano coronare le colonne stesse.
Ai piedi di dette nicchie aprivasi una vasca di forma rettangolare, rivestita di marmi internamente. A poca distanza si raccolse una lastra marmorea col frammento d'iscrizione: ...ATIONVM AVESNAM... ...M FLAVIVS...
Si ebbero in fine da altri saggi nell'isolato medesimo un macinello da colore in nero antico a forma di dito; una base in marmo bianco con rilievi di una cista; due frammenti fittili di fregio; un trapezoforo in marmo bianco alto metri 0,58, largo metri 0,98 portante agli angoli scolpiti quattro cani sedenti; ed alcune monete di bronzo ossidate.
Giuseppe Fiorelli.
Nel corso dei lavori di sistemazione di quel tratto della via Carlo Alberto, che divide la chiesa di s. Antonio da quelle di s. Vito e di s. Eusebio, come pure nelle fondamenta delle fabbriche laterali, si scoprirono gli avanzi dello speco primitivo dell'Anio vetere, parallelo all'aggere Serviano, e costruito con massi di tufa e pietre gabine. La luce dello speco è di met. 1,17 per met. 0,49, e la copertura è a capanna: inoltre in due pozzuoli scavati nel suolo vergine, in cui erano molte figuline che sembrano di carattere votivo, si raccolsero i seguenti oggetti: un pezzo d’iscrizione marmorea con le lettere ....ACN....; una serratara con chiave; cinquantotto monete imperiali di bronzo, e due anelli dello stesso metallo.
Giuseppe Fiorelli.
Sul lato orientale della via Carlo Alberto, incontro la chiesa di s. Vito, sono state scoperte altre casse di peperino inserite nel suolo vergine, contenenti vasellame italo-greco, due specchi di bronzo, ed alcuni orciuoli del genere che suol dirsi laziale.
Rodolfo Lanciani.
Nello spazio compreso fra le chiese di s. Vito e di s. Eusebio è stato scoperto il proseguimento della via consolare, che usciva dalla Porta Esquilina dirigendosi verso la chiesa di s. Bibiana.
La strada è fiancheggiata da avanzi di sepolcri costruiti in tufa, con modinature semplici ed eleganti. Queste tombe servirono in parte di fondamento e di sostegno ad edificî imperiali.
Giuseppe Fiorelli.
Fra le chiese di s. Antonio e di s. Eusebio all'Esquilino, quasi di contro alla tribuna di s. Vito, cavandosi nell'interno di una cella sepolcrale di opera quadrata, e dell'epoca repubblicana, quell'istessa dalle cui pareti fu distaccato il dipinto creduto rappresentare una esecuzione capitale (ora al palazzo de’ Conservatori), furono discoperti nello strato vergine questi avanzi: cassa monolitica di peperino lunga met. 2,40, larga met. 0,95, con tracce di materie organiche bruciate, di ossami e di ossido di bronzo; schegge di tazze etrusche figurate, alcune delle quali disperse attorno e di fuori al sarcofago; coperchio di tomba per fanciullo, in terracotta finissima foggiato a. mezzo cilindro, di met. 0,80 di diametro, lungo met. 1,35 con quattro spiragli laterali.
Nello spazio fra le due tombe giacevano due scheletri, il primo di fanciullo, con la testa rivolta a tramontana, l'altro di adulto con la testa rivolta ad oriente.
Rodolfo Lanciani.
Dal nucleo di un muraglione de’ tempi bassi, in via Carlo Alberto, è stato tratto il seguente frammento di titolo sepolcrale: MARTIALIS... | TABVLARIV | PROC FISCORVM | TFISCI CASTR | C (rovesciata) C H | LIBE
Rodolfo Lanciani.
Demolendosi poi il casamento posto sull'angolo della via Carlo Alberto e piazza di S. Maria Maggiore, sono stati scoperti avanzi d’ una antica casa privata, le cui pareti erano rivestite di marmi colorati. Nello sgombrare il sito dalle macerie, si è trovato
un vaso cinerario di marmo, senza coperchio, sul quale da un lato si legge:
T FLAVIO SECVNDO FLAVIA NICOPOLIS VXOR FECIT
e dal lato opposto:
D M FLAVIAE TVSCVLA NAE VIXIT A XXVIII T FLAVIVS CERTVS ET FLAVIA PRIMA SORORI SVAE FECERVNT
Nel medesimo sterro si è recuperato un pezzo di lastra cimiteriale cristiana.
Sulla piazza di S. Maria Maggiore, continuandosi la demolizione della casa in angolo con la via Carlo Alberto, si è ritrovata una testina di fanciullo, in marmo, mancante delle orecchie che erano riportate.
Un piccolo tratto del selciato di un'antica strada è comparso negli sterri, che si eseguiscono sull'angolo della via Carlo Alberto, per livellare la piazza di s. Maria Maggiore.
Presso alcuni avanzi di muri costruiti in tufa, è stato trovato fra le terre un tubo plumbeo aquario, assai malconcio e consunto, della cui iscrizione non si sono potute leggere che le due prime parole: GENVCI MARINiaNI....
Ivi stesso sono stati raccolti tre mattoni, di m. 0,22 X 0,22, che portano a grandi lettere (alte m. 0,175): PRE CO
In via Carlo Alberto, a piccola distanza dall'angolo sinistro della via di s. Antonio, è apparso, alla profondità di m. 4,50, un pozzo circolare scavato nel terreno vergine, il quale ha il diametro di m. 0,70 ed è profondo m. 14.
Giuseppe Gatti.
Un camion tedesco salta in aria in via Carlo Alberto.
Monumenti
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Convento di Sant'Antonio abate
1928 conventi
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Portale di Villa Montalto presso Sant'Antonio
1588 edifici
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Sant'Antonio Abate all'Esquilino
1481 chiese
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Collegio dei Penitenzieri di Santa Maria Maggiore
conventi
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Collegio Russicum
conventi
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Mura serviane presso San Vito
fortificazioni
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Mura Serviane sotto San Vito
fortificazioni
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Castellum aquae dell'Anio Vetus sotto San Vito
acquedotti
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San Giuliano all'Esquilino
chiese