Storia
CronologiaViene istituito ufficialmente il primo Ospizio per la Confraternita dei Raccomandati del Santissimo Salvatore, per volere del Cardinal Pietro Colonna e con l'autorità di pontefice Niccolò IV. Si installa nei pressi della chiesa di San Marcellino a Via Merulana.
Gli Agostiniani di San Matteo in Gregoriana, concedono al magnifico Andrea del Fonte e compagni licenza di scavare nel sito degli Orti Lamiani.
Sotto la direzione di Domenico Fontana, viene eretto a Piazza San Giovanni in Laterano uno dei due obelischi del Circo Massimo. La guglia è posta all'incrocio terminale tra Via Merulana e Via di San Giovanni in laternao, l'arteria di collegamento tra il Colosseo ed il Laterano, appena ampliata e selciata da papa Sisto V.
Il cardinale Nerli, titolare di San Matteo all'Esquilino, acquista la vicina vigna Cesi su via Gregoriana (ora Merulana), per farne giardino di delizie e residenza suburbana.
Francesco Maria Marescotti Ruspoli, principe di Cerveteri, mette a disposizione all'Accademia dell'Arcadia il suo giardino a via Merulana.
Edizione dei Giochi olimpici Arcadi, nel giardino Francesco Maria Ruspolia a Via Merulana.
Edizione dei Giochi olimpici Arcadi, in lode della Santità di N. S. Papa Innocenzo XIII, nei giardini Ruspoli a Via Merulana. Viene acclamato Arcade Giovanni V, re di Portogallo.
Papa Pio IX fugge da Roma. Travestito da prete in segreto esce dal Quirinale e in carrozza si fa accompagnare davanti alla Chiesa dei Santi Pietro e Marcellino dove lo raggiunge il Conte Carlo Spaur, Ambasciatore di Baviera. Il papa e il cameriere segreto si spostano nella carrozza del conte, che si dirige subito lungo la via Merulana, procedendo verso il Laterano fino alla Porta San Giovanni. Il conte Giraud, grazie alla sua immunità diplomatica, riesce a far passare la carrozza senza controlli.
I Lancellotti vendono il vasto parco della Villa Giustiniani a Via Merulana, che viene lottizzata in vista dell'urbanizzazione dell'Esquilino.
Per esigenze urbanistiche, inizia la demolizione della villa Caserta a via Merulana. Durante la demolizione del muro di cinta, viene scoperto un busto di Omero.
Sterri entro la villa già Caetani, propedeutici ai lavori per l'apertura della nuova via Merulana. Scoperti i resti di una grande aula absidata degli Orti di Mecenate. I lavori di sbancamento ne riportato una buona metà al di sopra del piano di calpestio. Ulteriori scavi più a sud mostrano i resti di una ricca domus. Una fistula plumbea porta il nome del proprietario, Cornelio Frontone.
Nuove indagini negli Orti mecenatiani, in prossimità del così detto Auditorio, alla profondità di met. 10.40, portarono la scoperta di una camera larga metri 6.00, lunga met. 5.30, con volta a tutto sesto e tracce di musaico, simile in tutto per la costruzione all’Auditorio. Vi si raccolsero varie monete di bronzo ed una di piombo, un manico di coltello in avorio rappresentante un putto sopra un delfino in rilievo, un ago crinale e diversi frammenti di vetro e di smalto.
Alla profondità di met. 3,00 da una piccola fogna, costruita a quanto sembra nei bassi tempi, si tolsero poi tre grandi mattoni quadrati, posti per copertura, e che quantunque spalmati di calce e fango, mostravano essere rivestiti di musaici policromi. Uno di essi, di opera tessellata finissima, della misura di met. 0.54, rappresenta, per quanto si può scorgere, una figura virile ignuda sedente, ed altra figura panneggiata in piedi, coronata di alloro, e sorreggente nella destra un piccolo simulacro aureo.
È di ottimo stile e di buona conservazione, se si eccettui una fenditura orizzontale nel mezzo, ed una piccola mancanza in uno degli angoli inferiori. L' altro della stessa misura, ma di lavoro assai più grossolano e non ancora scoperto completamente, presenta ùna figura muliebre 0 di giovinetto, con canestri di frutta e fiori, e con veduta di pluteo nel fondo. In uno degli angoli superiori del quadro è scritta la parola MAIV S
Se non che è molto danneggiato, mancando la tessellatura in gran parte nel mezzo, ed essendo rotto il mattone in quattro pezzi. Il terzo quadro finalmente è quasi tutto deperito.
Nella fogna stessa erano stati adoperati quattro frammenti di bassorilievi in marmo bianco, componenti una figura acefala panneggiata, alti nell'insieme met. 1.30, larghi met. 0.40.
Continuando le opere nell'isolato XXIX, alla profondità di met. 3.50, si trovò una testa muliebre in marmo bianco, alta met. 0.19; un pezzo di agata alto met. 0.06 per met. 0.25; due anellini di bronzo; ed alla profondità di met. 7.55 riapparve una strada di costruzione laterizia, rinchiusa tra muri ad opera mista.
Nel disfare poi un fondamento di muro medioevale, si ebbero i seguenti oggetti: Testa di Ercole fanciullo di grandezza naturale, simile a quella della statua segnata col num. 35 della nuova raccolta al Palazzo dei Conservatori. Torso di putto in marmo bianco, alto met. 0.42. Cinquantanove pezzi di marmo bianco, appartenenti a statua muliebre panneggiata. Testa virile coronata di alloro monca in parte del mento e del naso. Rocchio di colonna di fior di persico, alto met. 0.50, del diametro di met. 0.28. Base attica in peperino, del diametro di met. 0.53, larga al plinto met. 0.78, alta met. 0.40. Condotto di piombo fotto in due pezzi, lunghi met. 0.70 e met. 0.87, del diametro di met. 0.05, nel secondo dei quali notasi un'iscrizione non leggibile pel tartaro. Sei mattoni con bollo di fabbrica. Un frammento di tazza aretina, con rilievo rappresentante una figura seduta, vestita di tunica e di clamide.
Sul principio del novembre, nell'isolato stesso, fu vuotato dalle terre un altro ambiente di forma irregolare, chiuso per un lato da muro in opera mista, che sorreggeva la scala, ed avendo nel lato parallelo un'apertura che mette in una camera coperta a volta, poggiata su muri ad opera reticolata. Tre altre camere circoscritte da muri ricomparvero a poca distanza, sul finire dello stesso mese, nell’ultima delle quali, verso la via Merulana, era una piccola vasca rivestita con lastre di affricano, addossata nel muro parallelo alla fronte dell’ Auditorio; nè mancarono altri resti di costruzione laterizia nell’ isolato medesimo.
In mezzo agli oggetti che vi si raccolsero in questo secondo mese, meritano di essere ricordati i seguenti. Testa muliebre ricoperta di elmo, alta met. 0.46, appartenente alla statua, di cui si erano trovati nell’ ottobre i cinquantanove frammenti sopra ricordati, e che si è potuto riconoscere rappresentare la figura di Roma. Altri 12 frammenti della statua medesima. Base attica in peperino, simile all’altra accennata di sopra. Pezzo di condotto di piombo lungo met. 0.95. Testa muliebre in marmo bianco, alquanto corrosa. Ventidue pezzi di statua muliebre acefala, mancante di pochi tramezzi e delle estremità, con indizi di calzari. Metà posteriore di testa virile in marmo bianco di grandezza naturale, con altri frammenti di statua dello stesso marmo. Piccolo rocchio di colonna di alabastro tartarugato, del diametro di met. 0.12, alto met. 0.30. Rocchio di colonna di granitello, lungo met. 1.62, del diametro di met. 0.25. Blocco di ametista alto met. 0.22, lungo met. 0.18, spesso met. 0.12. Due pilastrini in marmo bianco, scorniciati per tre lati, con intreccio di edera a bassorilievo. Parte inferiore di un pilastrino simile. Torso virile ignudo con pallio sulle spalle, alto met. 0.78. Piccolo frammento di basalte con testa di toro. Frammento di bassorilievo in marmo bianco, con figura virile avvolta nel pallio ad alquanto consunta, largo met. 0.19, alto met. 0.36. Frammento di base quadrata in marmo bianco con bassorilievi. Un’ anfora vinaria, ed una lucerna in terracotta col bollo STROBILI F
Nell'isolato X, alla profondità di met. 3.00 riapparve nell'ottobre una strada a grandi poligoni, ove si deseppellirono i due frammenti d'iscrizione: ...VE... | ...NIA...; SIMO ET S | ...POSTERI | ...RO P XVIII
In altri cavi e sterri di luoghi vicini tornarono anche a luce taluni oggetti, cioè un'antefissa in terra cotta con ornati in rilievo e canale annesso, rinvenuta propriamente nell’ isolato tra la via Merulana e la via Leopardi; una testa in marmo bianco, rotta in più pezzi, trovata nell’ isolato circoscritto tra la via dello Statuto e la Piazza triangolare; un frammento di bassorilievo in terracotta con puttino alato nel mezzo, sostenente un festone di frutta e fiori; una lucerna di terracotta con rilievo ritraente una figura muliebre seduta, ed altra in piedi che le acconcia la chioma; altre lucerne comuni, unitamente a monete di bronzo, a balsamari ed a frammenti insignificanti.
Giuseppe Fiorelli.
A breve distanza dall'angolo del viale Manzoni e di via Merulana, in terreno che già fece parte della villa Altieri, sono state scoperte alcune costruzioni dell'estrema decadenza e d'ignoto uso, cui servirono di fondamenta pareti di epoca tarda imperiale.
Il luogo apparve per intiero devastato, di modo che un solo oggetto di arte fu ricuperato nel corso delle scavazioni; e questo è una testa di Faustina iuniore, la quale per l'eccellenza dell'arte e della conservazione va annoverata tra le migliori che rimangano di quell'Augusta.
Giuseppe Fiorelli.
Negli sterri per la sistemazione delle vie Merulana e dello Statuto sono state scoperte molte bocche di pozzi, forse funebri, rivestite di lastre di peperino nella parte che attraversa gli strati vergini, e di grandi cilindri di terracotta nella parte che attraversa il suolo di scarico. Gli uni e le altre hanno pedarole per facilitare la discesa nel pozzo. In questa zona furono raccolti alcuni oggetti votivi fittili, uno dei quali in forma di orecchio coll’epigrafe: C-SIIXTIO:V:S; un altro in forma di peso piramidale, col graffito: SII - X; unterzo con la rappresentanza di un fallo. In quest'istesso luogo si estrasse da un muro di fondamento un cippo, rotto in più parti, con l’iscrizione: VOLCANO SACRVM, quindici frammenti di lastra marmorea scorniciata, spettanti ad una sola iscrizione, uno dei quali conserva le sigle: ...RAVG... ...COS... un manico d'anfora col sigillo EMSVL; molti tegoli col bollo CHOSTILI; frammenti di tazze aretine, spilli, aghi crinali, utensili varî in bronzo, fregi fittili ecc.
Rodolfo Lanciani.
Nei lavori di abbassamento per la via Merulana, sono stati demoliti alcuni muri di fondamento di edificì del secolo IV. incirca, costruiti con iscaglioni di marmo di varia specie. Sono notevoli alcuni rocchi di colonna di breccia corallina. due basi di colonna, e parecchi frammenti di candelabro di buona maniera.
Rodolfo Lanciani.
Il Comune di Roma affida alla Società Veneta la costruzione di edifici lungo Via Merulana, negli isolati XXIX, XXXIV e XXXV della lottizzazione del nuovo Quartiere Esquilino, terminati dopo 4 anni.
Nelle fondazioni di una casa, sull'angolo della via Merulana con la piazza triangolare, si è trovato un muro costruito con frammenti di statue. Sono state ricomposte con essi, in tutto o in parte, le seguenti scolture. Statua muliebre acefala maggiore del vero, copia della Venere di Prassitele, con il distintivo dell'armilla al braccio sinistro. Vari frammenti di altra Venere, minore del vero. Busto di Otacilia Severa, mancante della parte superiore della fronte. Erma di Bacco barbato, con corona di edera e di globuli, in stile imitante l'arcaico. Statua imperiale, loricata, acefala, maggiore del vero. Terzo superiore di un bellissimo simulacro dell'imperatrice Faustina, col capo velato. Terzo superiore di statua muliebre semicolossale, forse di Musa. Rocchio di rarissima macchia di alabastro fiorito.
Rodolfo Lanciani.
Sull'angolo delle vie Merulana e Leopardi è stata terminata la demolizione di due pilastri, costruiti con frantumi di marmi architettonici e figurati.
Questi ultimi sembrano appartenere a quattro statue, due muliebri, due virili, rotte in pili centinaia di pezzi. Fra i marmi di decorazione si distinguono: un tronco di colonna di africano, con rarissime macchie, largo nel diametro met. 0,35 alto met. 1,95, ed un altro pure di colonna di alabastro fiorito, largo nel diametro met. 0,45.
Nella via Merulana, sull'angolo dell'antica villa Caserta, sono stati scoperti sepolcri arcaici in forma di arche, contenenti vasellame di lavoro etrusco, arule in terracotta con rilievi rappresentanti Tetide che reca le armi ad Achille, ed alcuni frammenti delle consuete fibule di bronzo. Questi sepolcri sono notevoli, perchè si trovano nell'interno della città serviana, alla distanza di circa met. 120 dalle mura.
Dinanzi il portone del palazzo Field in via Merulana, è stato esplorato un pozzuolo quadrato, lungo e largo met. 1,50 profondo met. 2,10, scavato nel suolo vergine. Conteneva n. 23 pezzi di fregi fittili elegantissimi, che si ricompongono in n. 7 tavole; n. 23 pesi fittili, che si dicono da tessitore; un cilindro di argilla con scanalatura nel centro; 3 tazze di argilla bianca; 2 tazze di argilla colorata; un vaso grezzo di forma detta preistorica, e n. 7 fibule di bronzo.
Inaugura la linea che collega la stazione Termini alla basilica di San Giovanni in Laterano (di circa 2700 metri passando per via Merulana). I lavori sono iniziati per conto della Impresa Tramways.
Nel terreno della villa già Caserta, ora dei pp. Liguorini, sull'angolo delle vie Merulana e dello Statuto, è stato ritrovato un tubo di piombo, di ampio modulo, segnato tre volte con la leggenda:
Q_ TERENTI CVLLEONIS
Rodolfo Lanciani.
Nelle fondamenta della casa, posta sull'angolo di via Merulana con la piazza di s. M. Maggiore, sono state rinvenute alcune pareti antiche di pessima costruzione a cortina, e molti massi di tufa fuori di luogo. Due mattoni recano i noti bolli di C. Calpetano Ermete (a. 123) e di L. Bruttidio Augustale.
Rodolfo Lanciani.
Nell'area della villa già Massimo Giustiniani, sull'angolo della via Merulana e della piazza S. Giovanni, costruendosi il nuovo edifizio per la casa generalizia dei Francescani, nel demolirsi un antico pilone, è stato scoperto un ripostiglio di circa 2500 monetine del basso impero, con l'effigie e col nome di Graziano, Valente, Teodosio, Valentiniano II etc.
Quindi poi si incominciarono a ritrovare vestigia di antiche fabbriche. Vi è un muraglione a cortina, grosso m. 0,75 con nicchie semicircolari e rettangole, larghe m. 1,20, e distanti l'una dall'altra m. 4,35: una scala coi gradini foderati di marmo; un' abside di cattiva cortina, ed altre costruzioni incerte, delle quali si viene togliendo la pianta. Il fabbricato è orientato sull'asse del Laterano.
Rodolfo Lanciani.
Il monumentale portale del muro di cinta di villa Giustiniani a via Merulana, viene smontato e ceduto allo Stato.
Sul lato destro di via Merulana, cioè dalla parte delle Terme di Tito, sul confine preciso dell'area stradale cou l'orto già Field, alla profondità di 4 m. è stato scoperto un simulacro marmoreo semicolossale di Minerva, con tunica talare ed egida sul petto. Manca la testa, ch'era riportata ab antico. Il simulacro giaceva in suolo di scarico.
Rodolfo Lanciani
In quella parte della proprietà Field, che confina con le vie Merulana e Buonarroti, sono stati trovati alcuni pilastri di fondamento, costruiti con pezzi di scoltura figurata e con iscaglie di marmi architettonici; dieci pezzi di fregi fittili, uno dei quali con figura muliebre tunicata, intera; ed il seguente brano di lapide sepolcrale:
ANNO VNO DIES XXI HORIS VI ET SIBI SVIS POSTERISQVE EORVM
Rodolfo Lanciani.
Presso il cancello (ora demolito) degli antichi orti Giustiniani in via Merulana, poco prima di giungere alla piazza del Laterano, è stato scoperto un cippo colossale di travertino, sulla fronte del quale è incisa la seguente iscrizione:
L ASPRENAS
P VIRIASIVS NASO TR PL
M CAECILIVS CORNVTVS
L VOLVSENVS CATVLVS
P LICINIVS STOLO
CVRATORES LOCORVM PVBLICORVM
IVDICANDQRVM EX S C EX PRIVATO
IN PVBLICVM RESTITVERVNT
Rodolfo Lanciani
Sottofondandosi il palazzo della signora Hickson Field, sull’angolo delle vie Merulana e Sette Sale, sono stati ritrovati molti frammenti di sculture, murati come materiale da costruzione. Notevole assai è la figura di un mostricciattolo, accovacciato, col ventre adiposo, che quasi nasconde le gambe, corte e distorte. La faccia è appena riconoscibile; ma sembra esprimere un tipo faunesco. Il simulacro è alto cirea 80 centimetri, ed è scolpito in marmo di Carrara. Nell'istesso luogo, sono stati ritrovati avanzi di un elegantissimo candelabro marmoreo, con la base o piedistallo triangolare, e con gentili figure di chimere sugli spigoli.
Rodolfo Lanciani.
Nell'area di proprietà della Compagnia fondiaria italiana, posta sull'angolo fra la via Merulana e la via Leopardi, alla profondità di oltre a sei metri, è stato scoperto un apparecchio per il riscaldamento dell'acqua, il quale comprende: una cassetta ed un condotto distributore dell'acqua, ambedue in piombo; un bacino composto di grossa lamina di rame, del peso di oltre duemila libbre, e col locato sopra l'ipocausto.
I pilastrelli dell'ipocausto sono composti di mattoni, improntati tutti col bollo rettilineo: ASTVA NA X FAC
Le pareti dell'ambiente sono poi foderate con lastre di piombo, unite insieme per mezzo di chiavarde ribadite a freddo.
Rodolfo Lanciani
Una statua, in marmo di Carrara, rappresentante la Fortuna, che con la destra si appoggia al governale, e con la sinistra regge un cornucopia, è stata trovata nell'allargare la via Merulana, presso la nuova chiesa dei Francescani. Il lavoro è di mediocre stile greco-romano; ed il tipo è quel medesimo, che si osserva generalmente nelle altre statue di questa divinità.
Fondandosi un nuovo casamento sulla via Merulana, nell'area dell'antica villa Giustiniani, ed a circa 50 metri di distanza della piazza del Laterano, si è ritrovato un cippo iugerale dell'acqua Marcia, in travertino, che porta l'iscrizione:
MAR IMP CAESAR DIVI F AVGVSTVS EX SC III P CCXT
Dallo sterro medesimo proviene una colonnina marmorea, alta con la base m. 0,63, del diametro medio di m. 0,51. Vi si legge incisa l'epigrafe:
PRO SALVTE | EQ SING | GENIO TVRMES | HERCVLI SANCTO | AVR HERMOGENES | ET IBIVS SABINVS | ET AVR MAXIMIANVS | TEC ORES N S S F sic | MAXIMI EX VOTVM |TV MALIBVS BENE | MERZNTES ANIMO | ANIMO PLENO | POSVERVNT COLVMNA | ET LVCERNA AENEA | DECIO AVG | II ET GRATO COS
Le lettere hanno tracce di rubricazione. Il monumento fu certamente eretto nella prossima caserma degli Equs/es singulares, e spetta all'anno 250.
Giuseppe Gatti
In via Merulana, non lungi dalla nuova chiesa di s. Antonio, facendosi un largo cavo per la fognatura della strada, si è trovata, alla profondità di m. 2,35 dal piano attuale, una bellissima e ben conservata testa di Augusto, in marmo lunense. Essa era innestata in una statua, ed è alta, fino all’attaccatura del petto, m. 0,42. Porta una corona di piccole foglie di mirto; e rassomiglia perfettamente al tipo della statua, che fu trovata a Cere, e faceva parte della collezione Campana (v. Descr. des — marbres antigq. du Musée Campana, tav. 61; Bull. Comm. arch. com. 1889, p. 140, tav. VII).
Giuseppe Gatti.
In via Merulana, fra le terre che si rimuovono per la fogna presso la chiesa dei ss. Pietro e Marcellino, è stato raccolto il fondo di un vaso aretino, che porta graffito all'esterno il nome: CORNIILI
Giuseppe Gatti.
Nell'abbassare il livello della piazza di s. Giovanni, sono stati raccolti fra la terra i seguenti oggetti: Due fondi di vasi aretini, uno de quali in orma di piede ha il bollo: CORNELI, l’altro porta impresso il sigillo quadrilungo : MRTIALIS. Piccola lucerna fittile, con testa virile galeata in rilievo, e col bollo: LORENT a lettere incavate. Frammento di mattone col bollo circolare: C MILASI CVPITI
Per i lavori predetti è tornato in luce, nell'ultimo tratto di via Merulana, l’avanzo di un grande tubo aquario di piombo, del diametro di m. 0,30. Ne sono stati recuperati due pezzi, della lunghezza complessiva di m. 2,10. In uno di essi vi sono improntati i nomi di Tiberio Augusto e del plumbario Secondo, con la misura della portata del tubo: TI CAES AVG SECVNDVS F C
Giuseppe Gatti.
Continuadosi i lavori per la sistemazione dell'ultimo tratto di via Merulana, alla distanza di circa 50 metri dalla piazza di s. Giovanni, e nel sito medesimo ove fu scoperto un cippo iugerale dell'acqua Marcia (cf. Notizie 1889, p. 66), sono stati rimessi all’aperto gli avanzi. di una casa privata, costruita in laterizio e distrutta per incendio. Fra le rovine sono stati raccolti i seguenti oggetti:
Argento. Due anellini, del diametro di millim. 12, uno dei quali porta incastonata una piccola pietra.
Bronzo. Tre vasi, in forma di orciuoli, che si trovarono con qualche parte distaccata e sono stati intieramente ricomposti. Sono di snella ed elegante fattura, ed hanno il manico terminato da una piccola testa. Il primo, che ha la bocca a foglia di edera, è alto m. 0,37 ed ha nel ventre il diametro massimo di m. 0,14. Il secondo è alto m. 0,22 col diametro di m. 0,14; il terzo è alto m. 0,20, diam. m. 0,12: ambedue hanno la bocca circolare, del rispettivo diametro di m. 0,09 e 0,08. Bellissima ed intiera lucerna bilicne, lunga m. 0,31, alta m. 0,07, e larga nel mezzo m. 0,11. Vi è unita la triplice catenella lunga m. 0,50, con l'anello per appendere la lucerna. Catino del diametro di m. 0,45, alto m. 0,10. Patera con manico, alta m. 0,055, diam. m. 0,20. Due serrature cilindriche, del diam. di m. 0,07, in una delle quali è innestata la mappa della chiave. Un vaso a forma di fiasca, che si rinvenne schiacchiato e mancante di varie parti. Una piccola testa di tigre ed un mascheroncino, che servirono per getto d'acqua. Una spatola, lunga m. 0,18, e due spilli. Un manico di vaso. Due fermagli da cintura. Due anelli. Quattro monete imperiali, due delle quali sono grandi bronzi di Costantino, ed uno di Costanzo II. Frammenti diversi di lamiere e di ornati
Rame. Cilindro di lamina, vuoto alle estremità, della lunghezza di m. 0,06 e del diametro di m. 055. — Ferro. Tre grandi cerchi, forse di ruote, che hanno rispettivamente il diametro di m. 1,12, m. 0,97, m. 0,86. Dieci aste, due delle quali piegate ad angolo retto, che sembrano costituire il fusto di una sedia. Un bidente, alto m. 0,22, largo m. 0,12. Tre zappe, alte m. 0,22. Tre accette, con testa rotonda ad uso di martello: la più grande è lunga m. 0,18, ed è larga m. 0,07. Vari chiodi, taluni dei quali assai grossi a forma dei così detti bolloni. — Osso. Tre spilli; due bottoni, e due stecchi.
Vetro. Sei frammenti con ornati in foglie d'oro; un frammento di balsamario a due manichi, a forma di anforetta; frantumi diversi di tazze e di vasi. — Terracotta. Tre anfore; una delle quali misura in altezza m. 0,60, l’altra m. 0,30, la terza m. 0,22. Si raccolsero inoltre molti frammenti di vasi e tazze aretine.
Giuseppe Gatti.
Nel cavo per una piccola fogna sotto il marciapiedi di via Merulana, in prossimità della nuova chiesa di s. Antonio, si è trovato un lastrone di marmo (di m. 0,80 X 0,80), che formava parte di un gran fregio, adorno di rosone, caulicoli e fogliami ad alto rilievo.
Si è pure raccolto fra le terre un frammento d'iscrizione cristiana, sul quale resta soltanto: HIC REOVI | IN PAC...
Giuseppe Gatti.
In via Merulana, per i lavori di un fognolo in prossimità della nuova chiesa di s. Antonio, sono stati recuperati: un capitello di pilastro in marmo, alto m. 0,22; una testina marmorea, alta m. 0,15; una grande tazza aretina; tre lucerne comuni; sette spilli e quattro aghi crinali, di osso; parecchie monete di bronzo, assai ossidate e consunte.
Giuseppe Gatti.
In via Merulana, proseguendosi gli sterri nel luogo medesimo, ove nel settembre dello scorso anno (cfr. Nolisie 1889, p. 270, 271) furono raccolti molti oggetti antichi, specialmente in bronzo, è stata recuperata ima daga romana, di ferro, lunga m. 0,.53. È in buono stato di conservazione, e soltanto l'elsa è distaccata.
È stato pure rinvenuto: una testa di leone, in bronzo, servita per boccaglio di fontana; una serratura a cassettone quadrato, pure in bronzo, di m. 0,085 per lato, che conserva tutti gli interni congegni; un medaglione di Traiano Decio (Cohen, 57), ed un bellissimo contorniate di Nerone (Cohen, n. G8), perfettamente conservato.
Giuseppe Gatti.
Il giorno 9 dello scorso aprile si rinvenne sulla sponda destra del Tevere, ai Prati di Castello, un altro cippo dalla terminazione fatta da Traiano l'anno 101 dell'e. v.
Fu trovato al suo antico posto, alla distanza di m. 6,50 dalla tangente alle pile in ferro del moderno ponte di Ripetta, ed inferiormente al medesimo ponte. È in travertino, delle misure di m. 2,20 X 0,97 X 0,46, scheggiato in sommità. Il cippo era disposto colla fronte verso il ponte suddetto.
Vi si legge: ecauctoritate imp. caesARIS DIVI nervAE FIL NERVAE TRAIANI aug. GERM PONT MAX TRIB POT V COS IIII ...p P ...IVLIVS FEROX CVR ALVEI ET RIPARVM TIBERIS ET CLOACARVM VRBIS TERMINAVIT RIPAM R R PROXI CIPP VIIIS
La distanza segnata su questo cippo si riferisce probabilmente al precedente, la cui scoperta fu già da me divulgata nello scorso anno (ef. Notizie 1890, p. 389).
E così la presente scoperta viene a confermare la mia precedente congettura, che cioè quel cippo, quantunque mancante dell'iscrizione perchè manomesso e scheggiato, avesse appartenuto alla suindicata terminazione. Infatti la distanza tra questi due cippi, da me rilevata, di m. 2,50 circa, coincide presso a poco con quella segnata sul cippo ora scoperto.
La sommità del cippo trovavasi alla quota di m. 12,55 sullo zero dell'idrometro di Ripetta, ed il livello del suolo antico era m. 1,25 al di sotto, e cioè alla quota di m. 11,30. Era approfondito nel terreno per m. 0,95, senza muratura di sorta.
D. Marchetti.
I lavori di scavo che eseguisce la Banca Nazionale nella casa in via Merulana n. 110, sono fatti allo scopo di sottofondare la casa stessa, alquanto fatiscente per difetto di fondazioni.
Ora, nello scavo praticato al disotto della prima finestra, prossima all'angolo sinistro del fronte della indicata casa, alla profondità di m. 10 dal piano stradale, sonosi rinvenuti i seguenti oggetti.
1. Capitello corinzio, in marmo, del diametro inferiore di m. 0,60, alto m. 0,725, ben conservato, con decorazione modellata senza intaglio.
2. Capitello ionico in marmo, ben conservato. Il diametro non si è potuto rilevare, essendo il capitello al disotto del muro di facciata. Il lato dell’abaco, al ciglio del listello superiore, misura m. 0,525.
3. Un fusto di colonna baccellata, di marmo bigio, del diam. di m. 0,51. La parte visibile entro il cavo fatto, appartiene all'imoscapo terminato da guscio e listello, ed è scoperto per soli m. 0,50. Il resto del fusto della colonna è interrato, prolungandosi al disotto della strada pubblica; nè potrebbe estrarsi se non con molto dispendio, dato il caso che fosse integra, perchè la sua lunghezza non dovrebbe essere minore di m. 4,60.
4. Altro capitello ionico simile al descritto è visibile al disotto del lato sinistro del controcavo fatto, e di questo, che non è compreso nella nuova muratura di sottofondazione, si è già ordinata la remozione.
5. Un lastrone di marmo, lungo m. 1 circa, largo m. 0,50, grosso m. 0,10, nel quale scorgesi il ciglio di uno dei lati maggiori, modinato di un guscio, listello e gola, e la faccia inferiore incavata a lacunari con scomparti geometrici e sfondi sagomati di listello e gola.
D. Marchetti.
Nel sistemare la piccola piazza compresa fra le vie Merulana, Statuto e Giovanni Lanza, a pochi centimetri sotto l’odierno piano stradale, è tornato all'aperto un avanzo di grande muraglione, costruito a blocchi squadrati di tufa. Ne sono stati scoperti due ordini; in uno dei quali i massi (lunghi m. 1,00, larghi m. 0,77) sono disposti per lunghezza, nell'altro per testata. Il tratto di muraglione rimesso in luce, lungo m. 10,80, è normale all'asse della via Merulana, e dista m. 10,50 dall’angolo del palazzo Giulianelli, e m. 7,25 dall'angolo del casamento di fronte.
D. Marchetti.
In via Merulana, continuandosi lo sterro per la fondazione del nuovo fabbricato dicontro la chiesa dei Liguorini si è trovato un pezzo di mattone, che reca impresso il bollo circolare: pri M ARRVNTIAE CA MILLAE FEC (foglia di edera)
Il cognome Primitius, servo di Arrunzia Camilla, è noto per altri sigilli delle stesse figuline Camilliane (C.I.L. XV, 118).
Giuseppe Gatti.
In via Merulana, gettandosi le fondamenta di un nuovo fabbricato di fronte alla chiesa dei Liguorini, è stato scoperto un tratto di antica strada, lastricata coi consueti poligoni di lava basaltina. Essa trovasi a m. 4,40 sotto il livello della via Merulana: è larga m. 6, e si dirige verso l'antica porta Esquilina.
Adiacente al pavimento stradale ed alla medesima profondità, si sono trovati: un muro reticolato (lungo circa m. 18, grosso m. 0,60), ed alcuni muri laterizî con avanzi d'intonaco bianco. Fra la terra è stato raccolto un pezzo di mattone, che porta impresso il bollo circolare, fino ad ora inedito: ARRVNTIAE CA MILLAE FEC
Mancano, in principio, quattro o al più cinque lettere. Confrontando altri bolli delle stesse figline (C.I.L. XV, 112 segg.), credo che si possa supplire il nome del figulo PRIM(itius), servo di Arrunzia Camilla.
Giuseppe Gatti.
Un tratto di strada romana è tornato in luce nei lavori che si eseguiscono per rinforzare le fondazioni del casamento posto in via Merulana n. 274. L'antica via è a quattro metri sotto la via moderna, e dista da questa circa tre metri.
Giuseppe Gatti.
Inaugurazione dell'Ufficio d'Igiene e Sanità a via Merulana.
Variazione di itinerario della linea tramviaria 15 che viene deviata per via Merulana verso piazza dei Cinquecento.
A seguito dello spostamento del nodo Esquilino, è variato il percorso della linea circolare interna del tram tra via Cavour e la stazione Termini; dalla stessa data la linea 16 è deviata da via Merulana a Santa Maria Maggiore; la linea 17 è prolungata da piazza Esquilino al viale Principe di Piemonte.
La linea tramviaria 10 rosso è soppressa ed il suo itinerario è compreso in quello della linea 11 (da piazza Indipendenza all'Esquilino). Sul nuovo impianto di via Eleniana sono instradate la linea 14 (da piazza Lodi) e la linea 17 (da via Taranto). La linea 15 (da piazza San Giovanni) transita per via Domenico Fontana e via Merulana.
A via Merulana 82, apre la Libreria delle Occasioni, quando il maestro elementare Amedeo Rotondi acquista dal libraio Giulio Cappabianca la licenza per la “rivendita di libri usati”.
Viene in parte demolito l'edificio dell'Ufficio d'igiene a via Merulana.
Monumenti
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Galleria della Fondazione Cerasi
2018 musei
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Auditorium Antonianum o Aula Magna della Pontificia Università Antonianum
1947 teatri
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Palazzo Ex Ufficio d'Igiene e Sanità
1929 palazzi
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Palazzo a Via Merulana 272
1924 edifici
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Politeama Brancaccio
1916 teatri
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Padiglioni Umbertini dell'Ospedale San Giovanni
1908 edifici
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Edicola di via Merulana 170
1898 edicole sacre
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Collegio Alfonsiano
1885 conventi
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Santa Anna al Laterano
1885 chiese
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Collegio dei frati minori di Sant'Antonio da Padova
1884 edifici
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Sant'Antonio da Padova al Laterano
1884 basiliche
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Palazzo Field Brancaccio
1879 ville
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Santissimo Redentore o Sant'Alfonso de Liguori
1855 chiese
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Santi Marcellino e Pietro al laterano
1750 chiese
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Targa del Rione Monti a Largo Brancaccio
1744 targhe
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Targa del Rione Monti a via Merulana
1744 targhe
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Auditorium di Mecenate
-30 archeologia
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Coffe House di Palazzo Brancaccio
villini
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Parco di Palazzo Brancaccio
giardini
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Casa seicentesca a Via Merulana 275
edifici
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Madonna liberiana a via Merulana 277
edicole sacre
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Ninfeo di palazzo Brancaccio
fontane
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Collegio dei Penitenzieri di Santa Maria Maggiore
conventi
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Giardino della Casa professa dei Gesuiti
giardini
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Chiesa dell'Annunziata a Via Merulana
chiese
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Villa Caserta a Via Merulana
ville
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Mura serviane presso largo Leopardi
fortificazioni
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Palazzo della Direzione Generale del Catasto
edifici
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Domus Corneli Frontonis
domus
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Giardino Ruspoli a Via Merulana
ville
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Curia Generalizia della Congregazione delle Figlie di Sant'Anna
conventi
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San Matteo a Via Merulana
chiese
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Curia Generalizia delle Suore Agostiniane di Carità del Buono e Perpetuo Soccorso
conventi
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Titulus Sanctorum Marcellini et Petri
chiese
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Madonna del carmelo a via Merulana 161
edicole sacre
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Ospizio di San Antonio
ospedali
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Torre dell'Ospizio di San Antonio
torri
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Edicola del divino Amore a via Merulana
edicole sacre