Storia
CronologiaDurante lavori di urbanizzazione nel terreno della Società fondiaria italiana a Porta Maggiore, viene scoperta una vasta mecropoli sorta lungo la via Labicana.
Il Comune approva il piano regolatore del nuovo Quartiere Esquilino permettendo l'esproprio di tutti i terreni interessati. Per facilitare l'edificazione della vasta area, viene suddivisa in tre zone di espansione.
Parecchi avanzi di antichi sepolcri, d'età repubblicana, sono stati scoperti in seguito ai lavori pel prolungamento della via Labicana, nel tratto compreso fra la via Conte Verde ed il piazzale di porta Maggiore. A pochi metri di distanza dall’ angolo della predetta via Conte Verde, ed a sinistra della nuova strada, sono stati scoperti i resti di due piccoli monumenti sepolcrali, costruiti in opera reticolata di tufo, ma quasi totalmente distrutti.
Sulla destra poi, alla distanza di circa m. 30, è tornato in luce un cippo quadrangolare di peperino, alto m. 1,15 X 0,45 X 0,20, che porta incisa la iscrizione: VIVIT G VERGILI C L GENTI LANIVS AB LVCQ LVBENT DEIDIAE DIDIA L (sic) SEXTVLAE IN FRON P XX IN AGRV P XX. Nel v. penultimo, prima era stato scritto XX, e poi fu corretto XV. Il luogo, ove C. Vergilio Gentio esercitava il mestiere di Larzus, è indicato con le parole ab luco Lubent., che senza dubbio debbono intendersi per il Lucus Zubitinae o Libitinae.
Appresso a questo cippo resta in piedi un avanzo del monumento costruito in massi squadrati di pietra albana; e dal lato opposto è un altro cippo terminale, alto m. 0,60 X 0,45 X 0,35, che porta scritta la sola indicazione: IN AGR P XX
Seguono due altre costruzioni, una in grandi blocchi rettangolari, parimente di pietra albana, e l’altra in tufo. Di ambedue rimane soltanto il basamento, il secondo dei quali ha lo zoccolo scorniciato. In uno dei massi di peperino si legge: IN FRO P XVIII ed in uno di tufo è segnata la stessa misura.
Di un quarto monumento sepolcrale, egualmente formato di grandi massi di peperino, con basamento scorniciato, si hanno i due soli filari inferiori, per la lunghezza di circa m. 16. Nel mezzo del monumento si ha il vano della porta d'ingresso.
Viene in seguito un altro monumento, al quale spettano tre ordini di grandi parallelepipedi di tufo. Quelli dell'ordine secondo portano incisa la seguente doppia epigrafe, in gran parte resa illegibile per la corrosione della pietra: L IVS VL VS L L D...VS...O QVI...T | L IVS TVLEIVS P L SELE ... VS. Il primo titolo, a sinistra, pare potersi leggere: L. Iustuleius L. l(ibertus) D[ionusi]o? q(ui) vixit. Quest'ultima parola però sembra corretta, ed essere stata originariamente VIVIT. L'altro titolo spetta ad un L. Iustuleius P. li(bertus) Sele[uc]us. Sotto la prima iscrizione sono scolpiti due letti funebri sovrapposti, e nel contiguo masso di tufo, altri due simili letti, dinanzi ai quali è una figura che reggepel freno un cavallo.
A poca distanza, seguono sulla stessa linea altri due avanzi di monumenti a grandi blocchi di peperino e di tufo. Uno ha la fronte lunga m. 2,85, e vi rimane l'iscrizione: HOC MONVMENTVM HEREDEM NON SEQVItur. Nell' altro, che conserva un solo ordine di tufi ed il basamento sagomato, non rimane alcuna parte del titolo sepolcrale.
Fra la terra rimossa per l'apertura di quest' ultimo tratto della via Labicana sono stati recuperati questi avanzi epigrafici: a) due frammenti di una stessa iscrizione, incisa in lastra di marmo; uno misura m. 0,37 × 0,35, l'altro m. 0,36 X 0,33: ... L POSTVM AVG CAEL COLVMNE CVM S; ... S MESOR AE MORATAS MV ICAM SEDES M LIB V D D; b) frammento di lastra marmorea, di m. 0,19 x 0,10: ...ELIVS ...CHVS ...NELIA ... SIBI
Furono pure raccolti nello stesso luogo: cinque piccoli balsamarî di vetro, due balsamarî di terracotta, una lucerna e tre olle fittili, cinque aghi crinali ed un cucciaio di osso, uno spillo di bronzo.
Giuseppe Gatti.
Continuandosi gli sterri pel prolungamento della via Labicana, fra la via Conte Verde ed il piazzale interno di porta Maggiore, si è rimesso all'aperto un muro, lungo circa tre metri, ad opera reticolata di tufo, spettante ad un'antica camera sepolcrale. Vi erano incavati, per le ossa cinerarie, i consueti loculi in forma di colombarî, dei quali ne restano tre soli. Fra la terra sono stati trovati i seguenti avanzi epigrafici:
1) Cippo di travertino, alto m. 1,10 x 0,32 x 0,16: POPILIA D L PYTIAE SIBI ET LIBERTIS ET LIBERTAS; 2) Frammento di cippo in travertino di m. 0,26 x 0,20: V T TREBOnius T L EROs IN FRO P; 3) Lastrina marmorea, alta m. 0,20 X 0,16: D M HADRYMETI NI FECIT EVTYCHES P; 4. Frammento di lastra di marmo bigio, di m. 0,10 X 0,10: KAI
Giuseppe Gatti.
Continuandosi i lavori pel prolungamento della via Labicana verso porta Maggiore, si è scoperto l'informe avanzo di un altro sepolcro, d'età repubblican costruito in massi squadrati di tufo. Sopra uno di questi massi, lungo m. 1,20 X 0,4 si legge la seguente iscrizione, in gran parte consunta: P ALBINOVANVS P L PHILOMV... S | P P L PHILIPPVS | P L M... ANDER C... | ALBINOVANA P L A C | ...VS...
Si è pure recuperato un blocco rettangolare di travertino, alto m. 0,53 X 0,60 X 0,30 che reca il titolo sepolcrale: L PROCILIVS L L MALCHIO TERTIA PROCILIA L F TVLLIA D L SALVIA TVLLIA M ET C L FASTA CN DOMITIVS CN L PHILOMVSVS. Le lettere conservano qua e là tracce dell' antica coloritura in rosso.
Giuseppe Gatti.
Il Consiglio Comunale di Roma Delibera sulla toponomastica delle strade vicino al nuovo edificio della Camera: Via del Parlamento, mantenendo i preesistenti nomi di Via della Missione e Via del Giardino (Theodoli), Largo dell'Impresa. Nel quartiere dei Ferrovieri presso Santa Croce in Gerusalemme: Vicolo di Porta Maggiore, Via Sessoriana, Via Germano Sommeiller, Via Sebastiano Grandis, Via Saverio Grattoni. Nel quartiere della Cooperativa Case ed alloggi per impiegati: Piazza Caprera; Via delle Alpi; Via degli Appennini. Denominazione di nuove strade: Via Po; Via Aniene; Via Luisa di Savoia; Via Giuseppe Zanardelli; Via del Teatro Costanzi (oggi parte di Via del Viminale); Largo Carlo Goldoni; Via Carlo Sturbinetti. Soppresse: Via Cacciabove (assorbita da Via del Tritone); Via Ericina (assorbita da Via Collina); Piazza dei Cappuccini (assorbita dalla nuova strada di Via Veneto); Via di Sant'Isidoro è accorciata.
Durante la costruzione delle fondamenta del depoisto della STA Società Trasporti Automobolistici a viale Manzoni, viene scoperta una catacomba privata, posta sull'antica via Labicana.
"Entro risolato compreso tra la via di Porta Magggiore, la via di S. Croce in Geru-salemme e il Viale Manzoni, si iniziavano nell'antnnno 1919 i lavori per la costrnzione di un ampio garage per automobili pubblici. Eseguito l'abbassamento del terreno sopraelevato rispetto alle vie cittadine confinanti, si praticarono i cavi di fondazione, tra cui primo il cavo corrispondente al muro perrimetrale dell'edificio, in direzione normale al Viale Manzoni e confinante con la contigua zona di terreno, di cui è proprietaria la Società Cooperativa Luzzatti per le case popolari. La premura con cui procedevano i lavori, non permise a tutta prima che nell'angusto spazio del cavo di fondazione, largo appena m. 1,20, si prestasse soverchia attenzione ad alcuni muri sotterranei che venivano tagliati per la larghezza del cavo; finche, giunto il cavo ad una certa profondità, apparve la volta di una camera sotterranea, con intonaco dipinto. Fermata in buon punto l'opera di demolizione, la Soprintendenza agli Scavi procedette con personale proprio e con ogni cautela al lavoro di sterro.
Il lavoro del piccone aveva avuto per effetto di tagliare nella parte superiore una delle pareti della camera dipinta, per fortuna la meno importante. Ivi si apriva la porta antica di accesso, demolita, ed oggi ricostruita, la quale infilava una rampa di sette gradini, con spallette laterali, interna alla camera stessa e tuttora perfettamente conservata. Era rimasta, inoltre, tagliata e demolita una delle pareti a semplice intonaco, cui si appoggia la rampa superiore della scala sotterranea.
La parte più insigne del monumento è costituita dalle pitture a fresco che adornano per intero le pareti e il soffitto della camera. "
Monumenti
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Ex Garage Officine STA
1943 edifici
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Villino Del Favero
1927 villini
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Ipogeo degli Aureli
ipogei
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Cappella del Congregazione delle Suore dell'Apostolato Cattolico
cappelle
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Congregazione delle Suore dell'Apostolato Cattolico
conventi
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Sepolcreto di Porta Maggiore
necropoli
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Sepolcro presso Porta Maggiore
sepolcri
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Colombari degli Statilii
colombari