Storia
CronologiaAperte le prime due scuole elementari del Comune, maschile a Palazzo Cartone a via di San Teodoro e femminile a Tor de’ Specchi.
In via Montanara facendosi il cavo per la costruzione di una fogna, alla profondità di met. 1,60 dal livello attuale, innanzi al n. civ. 47 cominciò a comparire parte dell'antica via, costruita a grandi poligoni di lava basaltina, volta nella direzione medesima della moderna strada.
Di tale antica via, conosciuta già ai topografi per anteriori scoperte, s'incontrarono le tracce per la lunghezza di met. 55,00; e proseguendosi il cavo, si penetrò nell'area del Foro olitorio, nel punto ove sorgevano i tempi che vi erano consacrati. Durante tali lavori si raccolsero tra le terre pezzi di portasanta e di giallo antico, pezzi di travertino e di colonna in bigio, un marmo rettangolare con ornati in rilievo, parte inferiore di una statua con tronco d'albero e base, e quattro bei frammenti di colonne di bigio, di granito, e di africano, lasciati sul posto per difficoltà di estrarli.
Giuseppe Fiorelli.
Nella via di Tor de'Specchi, alla profondità di met. 4,52 nella cantina segnata col num. civ. 51, si scoprì una colonna di marmo bigio al proprio posto; e nella via delle Botteghe oscure si estrasse un lastrone di marmo, avente da un lato l'iscrizione: SENATUS POPVLVSQUE ROMANUS DIVO TITIO VESPASIOANVS PONMLK...
Giuseppe Fiorelli.
L'Impresa dei Trasporti di San Paolo, appartenente alla ditta Marotti e Frontini, ottiene dal comune la concessone della nuova linea di collegamento tram a cavallo, piazza Montanara - basilica di San Paolo, circa 4300 metri per via Bocca della Verità, via della Salara (oggi via Santa Maria in Cosmedin), via Marmorata e via Ostiense (in sostituzione della precedente linea di omnibus inaugurata il 18 luglio dello stesso anno).
Inaugurata la linea di collegamento da piazza Montanara alla basilica di San Paolo (per le vie Marmorata e Ostiense) in sostituzione della precedente linea di omnibus. La tratta viene realizzata dall'Impresa dei Trasporti di San Paolo.
Iniziano le demolizioni presso l'Aracoeli per la costruzione del Vittoriano, tra cui la Torre di Paolo III, il convento dell'Aracoeli, Via Macel de Corvi.
Pubblica apertura del giardino di Monte Caprino. Nell'occasione viene anche inaugurata una statua di Cola di Rienzo presso la cordonata del Campidoglio.
Il comm. Giovanni Battista de Rossi ha dato notizia, che restaurandosi una parte interna della casa delle nobili Oblate a Tor de' Specchi, sul lato che guarda la via Montanara, è tornato in luce un avanzo di campanile medievale.
È costruito a doppia finestra arcuata, con i pilastrini laterali scolpiti e con quello di mezzo decorato di musaico d'opera così detta cosmatesca. Spetta ad un'antica chiesetta che sorgeva a breve distanza da s. Maria de Curte, nel cui sito è costruita l'odierna chiesa di Tor de’ Specchi.
Giuseppe Gatti.
Duante dei lavori di sistemazione del versante occidentale del Campidoglio in vista della costruzione di un nuovo edificio destinato agli uffici amministrativi della città, viene scoperta una vetusta platea capitolina, costituita di massi di cappellaccio (che si sarebbe poi appurato essere parte delle sostruzioni del Tempio di Giove Ottimo Massimo) e una bocca dei pozzi delle cave di tufo utilizzate sin dall'età del bronzo per cavare materiale lapideo. Il pozzo è coperto da un lastrone di peperino ed all'interno si presentava scavato nel tufo fino a dieci metri di profondità, dove si aprono due cunicoli, uno diretto verso il Campidoglio e l'altro verso la Rupe Tarpea. Il secondo cunicolo terminava in un grande ambiente di circa 300 metri quadrati, con un'altezza tra i 3 e 4 metri e che al centro presentava un pilastro che sembrava sostenere la massa tufacea.
Avvio delle demolizioni a Piazza dell'Aracoeli, per la realizzazione della Via del Mare e liberare il colle Capitolino.
Nell'Occasione vengono scavate l'insula dell'Ara coeli, la taberna di via delle tre Pile, l'insula magiore, la casa cristiana ed un Balneum, il portico repubblicano al Vico Jugario. La chiesa di Santa Rita viene smontata ed i pezzi sono depositati in un magazzino comunale in attesa della ricostruzione.
Oltre ai resti dell'insula imperiale, ritornano alla luce due piccole memorie di San Biagio de Mercatello: il campaniletto romanico dell’XI secolo con due bifore e l'arcosolio affrescato con la quattrocentesca "Deposizione di Cristo tra la Madonna e S. Giovanni".
Iniziano le demolizioni per l'isolamento del Campidoglio. Demolizioni a via delle Tre Pile dove sono nuovamente smontati i prospetti della casa di Michelangelo.
In occasione dell'VIII annuale dell'era fascista, Il Duce Mussolini inaugura il tratto urbano della via del Mare, che partendo dai piedi del Campidoglio (già via Tor de' Specchi, oggi via del Teatro di Marcello) si riallacciava al tratto autostradale già realizzato verso Ostia.
Ieri si è riunita al Ministero dei lavori pubblici la Commissione istituita per l’esame dei progetti esecutivi per l’esecuzione del Piano Regolatore di Roma. Sono intervenuti il Governatore di Roma, principe Boncompagni, e il senatore Corrado Ricci. In seguito all'approvazione di massima, data dal Capo del Governo e dalla stessa Commissione alla proposta del senatore Ricci per la sistemazione di piazza Venezia e delle adiacenze del monumento a Vittorio Emanuele II, la predetta Commissione ha proceduto all'esame dei vari particolari del progetto della grande esedra arborea, tracciando le fondamentali modalità tecniche, artistiche e prospettiche dell'opera. Ha quindi ritenuto che sulla base di tali direttive possa senz'altro essere studiato e compilato il progetto esecutivo da parte dei competenti uffici del Governatorato d'intesa col proponente senatore Ricci. Il Governatore di Roma ha assicurato che il progetto stesso potrà essere completato e portato all'esame definitivo della Commissione entro breve termine.
Ecco la lettera diretta al Capo del Governo dal senatore Corrado Ricci circa la sistemazione delle adiacenze del monumento a Vittorio Emanuele:
« Eccellenza, La sistemazione delle adiacenze del monumento a Vittorio Emanuele II è parsa sempre un problema grave. Diverse perciò le soluzioni proposte, ma tutte discusse assai, e talora non soddisfacenti, nemmeno per gli stessi progettisti. Arduo, infatti, trovare il modo di dare assetto architettonico a uno svariarsi così singolare e irregolare di piani, di edifici e di ruderi; imposti i primi dalla natura e ai cataclismi.
A levante lo scavo del Foro Traiano coi suoi colonnati infranti e l'ampia curva del Mercato di Traiano; a destra, la disforme spianata derivata dalle incaute demolizioni di piazza Aracoeli. Ai lati, quindi, del grande Monumento in ogni sua parte rigorosamente simmetrico, e in continuazione di piazza Venezia (che è ugualmente nelle masse e nei profili, se non nel tipo architettonico, simmetrica, un disordine senza pari di linee prospettiche, e di aspetti, case d'ogni tempo, ora alte, ora basse, chiese e palazzi inclinati per ogni verso, rimasti così dopo la scomparsa delle strade su cui corrispondevano.
Come rimediare a tutto ciò? In qual modo risolvere il problema e creare un ambiente architettonico che rispetti il vecchio e lo raccordi col nuovo? Il pensiero degli artisti corse in genere a quanto in condizioni pressoché simili, aveva fatto il Bernini col Colonnato di San Pietro, appunto per nascondere, ai lati della spianata antistante alla immensa basilica, tutto un formicolìo di costruzioni disuguali. Idea sicuramente ottima, ed attuazione stupenda; ma meno difficile che non sia nel caso nostro, perchè non v’erano là monumenti dell’importanza di Santa Maria di Loreto o della Colonna Traiana, nè ruderi da paragonare a quelli del Foro; e se anche vi sorgevano edifici alquanto notevoli come la porta vaticana di Paolo V, né il Bernini, né Alessandro VII, né il loro tempo avevano tali scrupoli da arrestarsi, dinanzi ad essi, nella colossale impresa. In ogni modo anche per i lati del nostro Monumento l'idea berniniana di alzare due porticati, che nascondessero le retrostanti anomalie, è prevalsa.
Ecco perciò proposte due costruzioni a portico, o rettilinee o in curva. Senonché esse, non collegate al Monumento stesso, come i loggiati di San Pietro, sì da formare un complesso unico, si vedrebbero staccate per quasi una trentina di metri, per dar posto alle due strade a levante e a ponente del Campidoglio. Esse non sarebbero altro che due nuovi Monumenti d'incerta destinazione, e costosissimi perchè non sarebbe certo consentito di farli meschini di linee e di materia. Oltracciò, a levante, il nuovo edificio nella sua moderna integrità verrebbe imposto ai ruderi del Foro Traiano, e precisamente della Basilica Ulpia, errore, a mio avviso, oltre che nel riflesso archeologico, anche in quello scenografico.
E poi i due emicicli non sorgerebbero come il Colonnato di San Pietro, prima del monumento a guisa d'immenso peristilio; bensì, con minore ragionevolezza, di fianco, e nasconderebbero totalmente o quasi, visuali magnifiche come quelle del Mercato di Traiano e del Foro d'Augusto. E allora? Giuseppe Sacconi, senza precisare il suo pensiero, vide come in sogno (uso una frase di Michelangelo) presso ai fianchi del suo Monumento, un fondo arboreo.
L'idea balenò in seguito ad altri. Ora da quella idea nasce la mia proposta, ampliata e concretata in una forma che ritengo (dico ritengo) nuova. Incorniciare, anzi isolare il Monumento da tutte le anomalie vicine, con una immensa esedra arborea, che a sinistra movendo di contro alla Chiesa della Madonna di Loreto si apra solo per far posto al Viale dei Fiori, lasciando vedere in fondo il Colosseo; e a destra movendo di contro il Palazzetto di Venezia, si apra solo per far posto alla via del Campidoglio, lasciando vedere la cima, ornata di pini, della Rupe Tarpea. Non altre forme architettoniche o scultorie vicino al Monumento; non altri candori marmorei; ma le ombre e il verde dei cipressi e dei pini in quei meravigliosi aspetti che la natura immutabile ha dato loro e che convengono ugualmente alle ruine, come agli edifici integri, d'ogni tempo, d'ogni stile, d'ogni culto civile o religioso.
Un viale a due filari, appunto, di cipressi e di pini (perchè il verde e l’ombra siano senza stagione, ossia perenni) col suo terreno alto tre o quattro gradini dal piano della piazza, perchè abbia certa grandiosità quasi di scalea teatrale, necessaria alla nobiltà del luogo, e non sia un giardinetto dal parterre rigonfio e banale. Sotto il viale, sedili di travertino, a linee semplici e romane.
E poiché è frequente il caso di solennità che si compiono nel Monumento, ed evitare il solito alzamento di aste provvisorie con trofei o aquile di legno o di cartapesta, siano da ogni lato collocati bei pili di bronzo, basi di antenne su cui s'inalberano, ad ogni occasione, bandiere e stendardi. Dietro alla curva alberata di ponente, risorgano edifici tali da ricomporre la piazza d'Aracoeli necessaria al raccoglimento delle linee convergenti delle scalee, delle rampe e dei palazzi Capitolini. A quegli edifici, non più alti del Palazzetto di Venezia, e parimenti oscuri, sarà di magnifica testata all'incontro della scala di Aracoeli, la piccola e grandiosa Chiesa di Santa Rita, la quale, con tre lati scoperti, risolverà il problema edilizio e artistico di quel punto piuttosto stretto.
E, si consideri che le colonne disuguali e rotte e i marmi della Basilica Ulpia e del Tempio di Traiano, avranno un fondo di verde; e, se altri resti affioreranno, saranno conservati tra gli alberi, senza che un edificio, da costruirvi sopra, renda necessaria la loro manomissione. E ben si sa come ogni orma d'antichità sia assai bella quand'è cinta di vegetazione. Sarà possibile, inoltre, con lo scavo del Foro, spingersi sino al Viale, nel cui percorso si avrà da ogni lato e di fronte, l'incanto di monumenti cospicui e famosi. Io credo perciò che la mia proposta conduca a una buona soluzione di tutte le difficoltà che « il loco varo » presenta. Né si trascuri infine il fatto che tale soluzione farà risparmiare allo Stato e al Governatorato molti e molti milioni, allontanando anche il pericolo che, a cose fatte, l'assetto architettonico si riveli infelice. Gli alberi sono sempre, e dovunque, cagione di bellezza e di ristoro. Con perfetto ossequio, Corrado Ricci. »
Per la realizzazione della nuova via del Mare, inziaino le demolzioni dell'area intorno a San Nicola in Carcere, riportando alla luce tracce dei templi del Foro Boario.
In occasione del Natale di Roma e con il completamento dell'Isolamento del Campidoglio, il nuovo governatore di Roma Giuseppe Bottai, trasferiresce la gabbia della Lupa capitolina, dalla cordonata del Campidoglio alle falde della Rocca tarpea, con l'aggiunta di una nuova gabbia dove viene ospitato un esemplare d'Acquila.
Muore la Lupa nella gabbia del Campidoglio.
Cerimonia presenziata dal sindaco Tupini, per il ritorno delle fiere simbolo di Roma, nei giardini del Campidoglio. La lupa, chiamata Rea Silvia, torna nella gabbia al lato della cordonata. L'aquila, chiamata Muzia, resta nella gabbia nei giardini del Campidoglio lungo via del teatro di Marcello.
Si interrompe la tradizione di esporre una Lupa ed un acquila nei giardini del Campidoglio.
Nella ricorrenza centenaria della fondazione della prima scuola elementare femminile di Roma, viene posta una targa presso la sede originaria a via del Teatro di Marcello dedicata alla maestra e prima direttrice Clara Francia Chauvet.
Monumenti
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Taraga in memoria della prima scuola elementare femminile di Roma
1970 targhe
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Teatro della Cometa
1956 teatri
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Edicola sulla Casatorre Pierleoni
1954 edicole sacre
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Lapide a ricordo dell'assedio economico
1935 targhe
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Giardini di Piazza Venezia e Fori
1931 giardini
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I Colonna della fondazione di Via del teatro di Marcello
1930 memoriali
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II Colonna della fondazione di Via del teatro di Marcello
1930 memoriali
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Edicola di Via del teatro di Marcello
1924 edicole sacre
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Santa Francesca Romana a via Teatro di Marcello
1756 edicole sacre
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Santa Rita da Cascia in Campitelli
1643 chiese
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San Nicola in carcere
1599 basiliche
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Fontane dei Leoni al Campidoglio
1588 statue
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Palazzetto Della Porta
1588 palazzi
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Palazzo Savelli Orsini
1523 palazzi
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San Nicola dei Funari
1180 chiese
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Teatro di Marcello
-13 teatri
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Tempio di Bellona
-296 templi
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Cordonata del Campidoglio
edifici
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Domus dell'Arx Capitolina
domus
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Insula dell'Aracoeli
domus
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Taberna della Salita delle Tre Pile
domus
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Ninfeo di palazzo Vitelleschi
fontane
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Madonna di palazzo Massimo
edicole sacre
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Casa dei Mulini a Via del teatro di Marcello
domus
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Palazzo Vitelleschi al Campidoglio
palazzi
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Rocca Tarpea
fortificazioni
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Latomie Capitoline
cave
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Grande Insula di Via del teatro di Marcello
domus
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Parco di Monte Caprino
parchi
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Oratorio di Santa Maria del Sole a Tor de Specchi
oratori
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Madonna e Santi Francesca e Benedetto a via Teatro di Marcello
edicole sacre
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Fontane dei Chiostri delle Convento delle Oblate benedettine di Tor de Specchi
fontane
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Casa Cristiana a Via del teatro di Marcello
domus
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Sant'Andrea in Vincis
chiese
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Balneum di via del Teatro di Marcello
domus
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Convento e chiostri delle Oblate di Tor de Specchi
conventi-chiostri
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Santa Maria in Vincis
chiese
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Mura serviane a via del Teatro di Marcello
fortificazioni
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Casatorre dei Pierleoni
torri
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Porta Triumphalis o Carmentalis
porte
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Porticus Triumphalis
portici
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Oratorio di Tor de Specchi
cappelle
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Targa del Rione Campitelli a via del Teatro di Marcello
targhe
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Arco dei Saponari
palazzi
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Palazzetto rococò di Piazza Montanara
palazzi
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Tempio di Giunone Salvatrice al Foro Olitorio
templi
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Portico al Tempio di Bellona
portici
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Tempio della Speranza al Foro Olitorio
templi
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Torre di San Nicola in Carcere
torri
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Tempio di Giano al foro Olitorio
templi
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Tempio di Apollo Sosiano
templi
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Fontana di Monte Savello
fontane