Storia
CronologiaPresso s. Martino ai Monti, costruendosi una nuova fabbrica dall'ing. Parboni, sono state messe a luce pareti di un'antica casa, con affreschi di rozza maniera, e con tronchi di colonne scanalate.
La scoperta più notevole è quella di un ripostiglio di getti o boccagli di fontana in bronzo, di artificio elegantissimo. Rappresentano teste sileniche, teste di tigre e di leone.
Nell'istessa contrada, ma dall'altro lato di via dello Statuto, cioè fra questa e la via di s. Martino, furono ritrovati, alcuni mesi or sono, tre mattoncelli da ipocausto, con notevoli graffiti tracciati sull'argilla ancor fresca.
Sul primo si legge, a caratteri corsivi: Crispiniane vivas cum omnibus tuis (palma, corona). Sul secondo e sul terzo è disegnato un palmipede.
Rodolfo Lanciani
Presso la chiesa di S. Martino, praticandosi gli sterri necessarî per prolungare la via dello Statuto, si è recuperato questo frammento di latercolo militare.
Giuseppe Gatti e Luigi Borsari.
Negli sterri pel proseguimento della via dello Statuto, accanto alla chiesa di s. Martino, si è trovato un porcellino fittile, lungo m. 0,11, alto m. 0,07. Le setole più ispide sulla groppa sono rappresentate in forma di globetti.
Presso l'angolo nord-est della chiesa di S. Martino, alla profondità di m. 1,10, è tornata in luce una delle solite tombe dell’arcaico sepolereto esquilino, interamente disfatta.
Con diligenti indagini si è riconosciuto, che la testa del cadavere era volta: ad oriente, ed aveva dalla parte destra un vaso del consueto tipo dei buccheri laziali, con ansa verso il centro, corpo largo, e collo molto allungato in forma quasi conica. Parecchi pezzi di fibule e cerchietti in bronzo, erano al posto delle spalle e del collo. Ai piedi si trovò una piccola tazza, con ansa terminata a mezza luna; e. sparsi in varie parti della tomba erano numerosi frammenti di altre tazze e vasi fittili, alcuni dei quali decorati con graffiti lineari.
Un oggetto singolare rinvenuto fra la terra è un utensile frammentato, in terracotta, del quale si riconnettono insieme tre pezzi. Ognuno di essi è formato da una figura, corrispondente a due coni uniti alla base; ed ha un piccolo piede di sostegno. Cotesti pezzi però sono vuoti nell'interno, e contengono un globetto, probabilmente anch esso fittile, il quale gira liberamente a modo di sonaglio.
A poca distanza dell'abside della chiesa di s. Martino ai Monti, costruendosi una fogna presso il nuovo braccio del monastero di s. Lucia, sono stati rimessi in luce alcuni frammenti di grande lapide marmorea, che recano: ...LARIB AVG | ...PIVS PETINAX AV... | ...S: POT XI IMP X ... | ...VS FELIX AVG TR...
L'iscrizione, che portava i nomi di Severo e Caracalla, spetta all'anno 203 e. v., e può facilmente reintegrarsi: imp. caes. l. septimius severuS PIVS PERTINAX AVg arabic. adiabenic. | parthic. max. pontif. max. triB. POT. XI. IMP. Xi. cos. dti procos. p. p. | et imp. caes. m. aurelius antoninus piuS FELIX AVG TR pot. vi cos. procos. p.p. cet.
Dallo sterro medesimo sono tornati all'aperto i seguenti frammenti di antico calendario romano, inciso con belle lettere dell'età augustea, su grande tavola di marmo.
Il frammento superiore si riferisce ai primi tre giorni di aprile, ed ai primi quattro di maggio: il secondo spetta ai giorni 18-29 di aprile. Il luogo del trovamento, le particolarità della paleografia, il numero dei giorni contenuti nella tavola, dànno fondato motivo per credere, che cotesti frammenti spettino a quei medesimi fasti calendari, i quali sogliono appellarsi £squzlini, e ‘contengono le indicazioni proprie dei giorni 20-31 maggio, 18-30 giugno (C.I.L. I p. 310 n. VII).
La nota C, che troviamo apposta al giorno 28 di aprile, giova ad assegnare a questi fasti una data anteriore all'anno 742 di Roma. Imperocchè in tale anno furono istituite nuove ferie nel predetto giorno, per la dedicazione di un’ edicola a Vesta nella casa di Augusto sul Palatino; e perciò il 28 aprile divenne allora feriato e nefasto, mentre prima era comiziale. Quindi i fasti Maffeiani scritti fra il ‘746 e il 757, ed i Prenestini, scritti fra il 752 e il 763, dànno a quel giorno la posteriore nota NP; mentre i Ceretani, che sono anteriori al 742, conservano anch'essi l'antica nota C. Cf. C.I.L. I p.392; Ephem. epigr. IN p. 8.
Nel giorno delle Cerialia (19 aprile) il frammento testè rinvenuto offre una novità; congiungendo al nome di Cerere quello di Libero, che non si trova esperesso in.altri fasti. Ciò è conforme alla tradizione, che l’istituzione delle ferie Ceriali si connetta con la dedicazione del tempio di Cerere, Libero e Libera, nell’anno 258; quantunque il Mommsen (C.I. L. I p. 376) abbia dimostrato che le predette ferie rimontano a maggiore antichità.
Alle Parilia (21 aprile) è aggiunta l'indicazione feriae coro[natis omnibus], la quale per la prima volta fu letta nei fasti Ceretani col ricordo della fondazione di Roma: Roma condita (Ephem. epigr. III p. 7).
Nel nuovo frammento Esquilino seguiva un’altra frase, della quale restano le sole lettere ANI...
Rapporto del prof. Giuseppe Gatti.
Presso l'abside della chiesa di s. Martino ai Monti costruendosi una piccola chiavica, si è trovata una basetta marmorea, alta m. 0,60 X 0,21 X 0,12, sulla quale si legge la seguente epigrafe, assai consunta per lungo attrito.
Nello stesso luogo si rinvenne, fra la terra, uno scheletro, avente sul teschio un frammento di pettine a doppia fila di denti. Fu pure raccolto un grande peso ovale di marmo, con la leggenda: HAYC C CL. Le quali sigle indicano il proprietario ed utente del peso: C(azus) Ciaudius...) Hyac(inthus).
Giuseppe Gatti
Cavandosi il terreno a nord della chiesa di s. Martino, alla profondità di m. 1,10 e sotto il suolo vergine, sono stati raccolti due pezzi di spirali, formate da filo di rame, ed un frammento in ferro, che sembra parte di lancia. Ambedue questi oggetti appartengono all’età primitiva; e forse facevano parte della funebre suppellettile dell’arcaico sepolereto, che quivi ampiamente si distendeva.
Giuseppe Gatti.
I lavori di sistemazione della strada, che dalla via Giovanni Lanza prosegue verso la via in Selci, hanno fatto tornare in luce, in prossimità della torre detta dei Capocci, un frammento di grande lastra marmoreo con scritto:
...NTIV | ...PRAET CANDID ...|... CANDID AVG ...|... LEG VI VIETR P ...|... S A A A F F ...|... SIDII MASC
Circa lo stesso luogo è stato trovato un frammento di lastrone di marmo, lungo m. 0,35, alto m. 0,21, largo m. 0,33, in forma di zoccolo di colonna o di statua. Nella sua grossezza si legge: OYAEEOKEN CINAOIAH
Giuseppe Gatti.
Presso l'abside della chiesa di S. Martino ai Monti, fra terre di scarico, sono stati raccolti varî frantumi di vasi e tazze di bucchero laziale, provenienti dal circostante arcaico sepolereto esquilino; una lucerna fittile, rotta, col rilievo di un cane; piccolo peso di marmo, di forma ellittica; parte di testa virile e parte di putto dormiente, spettanti ad alto rilievo che doveva ornare la fronte di un sarcofago.
D. Marchetti.
Facendosi un cavo addosso alla scala, che dalla via Lanza mette alla porta minore della chiesa di S. Martino ai Monti, e precisamente sulla linea di prolungamento del lato orientale della chiesa, è stata rimessa all'aperto una fila di colonne, di marmi diversi colorati, le cui basi, tuttora al posto, si trovano a circa due metri sotto il piano stradale. Due fusti di tali colonne stanno piantati sulle proprie basi, altri tre giacciono fra le terre. Vi è stato raccolto un frammento di piatto aretino, che porta il bollo: CVBI.
Vi sì è pure raccolta una lucerna fittile rotonda, col piatto incavato ed ornato da: foglie d’acanto.
Un altro simile rocchio di colonna, posto ancora sull’antica sua base, si è rinvenuto, nell'eseguire la condottura pel gas, presso il medesimo luogo, ma sopra una linea che forma angolo retto con quella precedentemente scoperta. Vi si trovò un pezzo di mattone con bollo della figlina Salaria, dell’anno 184 dell’e. v. (C. I. L. XV, 515 a).
Si tratta dunque di un antico edificio rettangolare, spettante con ogni probabilità alle terme Traiane, un lato del quale è allineato col muraglione di tufi, su cui è costruito il fianco orientale della chiesa, ed occupa il sito della scala moderna e le adiacenze alla tribuna della chiesa medesima.
Nello spianare il terreno fra la torre detta dei Capocci e il giardino annesso al convento di S. Martino ai Monti, sono stati recuperati i seguenti oggetti: Marmo. Piccolo capitello composito, alto m. 0,15, diam. m. 0,15; Frammento di statuetta (alt. m. 0,19), di cui resta intiera soltanto la gamba destra, e allato a questa una pecora con le zampe anteriori poggiate sopra un sasso; Testina virile barbata, alta m. 0,08; Frammento di candelabro con ornati di fogliami, alto m. 0,90; Terracotta. Tre piccoli pezzi di fregi architettonici; Un'anfora, alta m. 0,43; Vasetto nero lucido, del diam. di m. 0,07; Tre lucerne di bassa età; Due pezzi di mattoni, recano i bolli.
Giuseppe Gatti.
Proseguite le indagini intraprese nello scorso anno, in via Lanza, presso l'abside della chiesa di s. Martino ai Monti (Notizie 1892, pag. 342), si è ritrovato il pavimento dell'antica stanza, la quale fu visto essere circondata di un portichetto con colonne di marmi diversi colorati. Esso trovasi a m. 2,60 sotto il piano della chiesa predetta; ed è battuto a musaico bianco e nero, con ornati in forma di pelte. Il muro della stanza, volto ad oriente, ha una porta, con soglia di marmo.
Fra le terre sono stati raccolti due vasi di lamina di bronzo. Uno è in forma di fiasca, con collo lungo m. 0,12: ha il diametro di m. 0,18, ed è spezzato poco sotto l’attaccatura del collo. L'altro è intiero, ed ha la forma di piccolo caldaio: è alto m. 0,14, col diametro di m. 0,18.
Giuseppe Gatti.
Presso l'abside della chiesa di s. Martino ai Monti, costruendosi la nuova scala d'accesso dalla via Giovanni Lanza alla porta minore della chiesa medesima, è stato recuperato un frammento di antico bassorilievo in marmo, alto m. 0,40 X 0,35.
Vi rimane la parte inferiore di una figura virile, vestita di toga e lungo pallio, che poggia la mano destra sopra un oggetto quasi sferico posto su di un pilastrino. La scultura è di arte assai scadente e mal conservata.
Giuseppe Gatti.
Sterrandosi l'area compresa tra l'abside della chiesa di s. Martino ai Monti e la torre detta dei Capocci, sono tornati in luce vari resti di antiche costruzioni laterizie.
Tra questi è notevole una stanza, di cui sono conservate tre pareti, e che misura m. 6,65X5,30. Gli sterri, eseguiti fino a m. 4 sotto il suolo stradale, non hanno raggiunto il pavimento di detta stanza; il quale deve trovarsi alla maggiore ‘profondità di altri m. 3, come si deduce dall'imposta e dalla luce di un arco esistente nella parete di fondo. A nord e ad ovest di questa camera sono apparse tracce di altri muri appartenenti allo stesso edificio.
Giuseppe Gatti.
Nel costruire una fogna fra l'abside della chiesa di s. Martino ai Monti e la via di s. Lucia in selci, è stato scoperto, alla profondità di m. 3,20 dal suolo stradale, un piccolo tratto di pavimento a musaico bianco con riquadrature a tesselli neri. Furono raccolti nello sterro: un capitello di marmo, d'ordine corinzio, alto m. 0,40, diam. 0,20; un altro capitello di pietra albana, assai danneggiato, alto m. 0,36, diam. 0,30; un rocchio di colonna scanalata, di marmo bianco, lungo m. 0,40, diam. 0,55; una base marmorea, alta m. 0,30, diam. 0,70.
Giuseppe Gatti.
Sistemandosi il piazzale fra la torre detta dei Capocci e l'abside della chiesa di s. Martino ai Monti, sono stati recuperati fra la terra i seguenti oggetti: Frammento di lastra marmorea alto m. 0,27 X 0,20, su cui è scolpito di bassorilievo un busto giovanile; quattro lucerne fittili, di forma comune e senza bollo di fabbrica; frammento di plinto marmoreo, scorniciato, lungo m. 0,45, alto m. 0,30, su cui si legge: S ADSIGNATUS GRA... | CVRATOREM... | ...PVBLICORVM
Giuseppe Gatti.
Gittandosi le fondamenta di un nuovo fabbricato di proprietà Serafini-Cherubini, in via Giovanni Lanza, quasi di contro all'abside della chiesa di
s. Martino, sono riapparsi poco sotto il livello stradale alcuni avanzi di antiche costruzioni laterizie, ed un piccolo tratto di pavimento di musaico formato con semplici tesselle bianche e nere.
Giuseppe Gatti.
Monumenti
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Collegio Pio XI
1930 conventi
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Torre dei Graziani
torri
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Madonna col bambino a piazza San Martino ai Monti
edicole sacre
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Monastero della Santissima Annunziata
conventi
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Torre dei Capocci
torri
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Titolo Equizio
chiese
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Portico romano a Piazza San Martino ai Monti
archeologia
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Santi Silvestro e Martino ai monti
basiliche