Storia
CronologiaPapa Sisto V incarica Domenico Fontana di recuperare i due obelischi presenti tra le rovine del circo Massimo. Trovati entrambi rotti in tre pezzi, vengono restaurati per essere collocati a a piazza del Popolo e a piazza San Giovanni in Laterano.
Su incarico di Sisto V, Domenico Fontana demolisce il sacello della Croce per sistemare la piazza antistante il Battistero lateranense.
Sotto la direzione di Domenico Fontana, viene eretto a Piazza San Giovanni in Laterano uno dei due obelischi del Circo Massimo. La guglia è posta all'incrocio terminale tra Via Merulana e Via di San Giovanni in laternao, l'arteria di collegamento tra il Colosseo ed il Laterano, appena ampliata e selciata da papa Sisto V.
Papa Clemente XII ottiene dalla principessa Ludovisi la donazione dell'obelisco degli Orti Sallustiani, giacente a Villa Ludovisi, per innalzarlo in Piazza San Giovanni, di fronte alla facciata principale che Alessandro Galilei stava costruendo. I tre pezzi sono portati ed allineati in terra vicino alla Scala Santa (mappa Nolli n.13). Gli architetti da lui interpellati lo dissuadono presto dal progetto, dove avrebbe dovuto sostenere il confronto con il gigantesco colosso Sistino.
Nell'abbassare il livello della piazza di s. Giovanni, sono stati raccolti fra la terra i seguenti oggetti: Due fondi di vasi aretini, uno de quali in orma di piede ha il bollo: CORNELI, l’altro porta impresso il sigillo quadrilungo : MRTIALIS. Piccola lucerna fittile, con testa virile galeata in rilievo, e col bollo: LORENT a lettere incavate. Frammento di mattone col bollo circolare: C MILASI CVPITI
Per i lavori predetti è tornato in luce, nell'ultimo tratto di via Merulana, l’avanzo di un grande tubo aquario di piombo, del diametro di m. 0,30. Ne sono stati recuperati due pezzi, della lunghezza complessiva di m. 2,10. In uno di essi vi sono improntati i nomi di Tiberio Augusto e del plumbario Secondo, con la misura della portata del tubo: TI CAES AVG SECVNDVS F C
Giuseppe Gatti.
Dagli sterri intrapresi per abbassare il livello della piazza di s. Giovanni in Laterano, proviene un frammento di tavola marmorea, sul quale si legge: D M M CALPVRI... | IVLIANO ...| PIISSIMO ... Ivi stesso sono stati raccolti: un avanzo di lapide opistografa che porta scritto : SINA ...IVS; MIRAE PIL... | PETRON e due pezzi di mattoni coi bolli di fabbrica (cfr. Marini 1311, 1325): T SOSSI IANVARI OP FIG MACED | EX PR STATIL MAXIM; L TARQOVITI ERonis.
Giuseppe Gatti.
Dagli sterri per abbassare il livello della piazza di s. Giovanni in Laterano provengono: una testa muliebre in marmo, di lavoro trascurato e molto danneggiata; un caldaio in bronzo, del diametro di m. 0,25, schiacciato in un lato; un frammento di patera, pure in bronzo, col manico lungo m. 0,20; un pezzo di lastra di porfido, che conserva queste poche lettere, alte m. 0,09, e profondamente incise: ...OGC.. | ..ORDI...
Giuseppe Gatti.
Nella scorsa estate furono eseguiti vari cavi nell'interno dei fabbricati dell'Ospedale di s. Giovanni in Laterano, allo scopo di collocare le condutture per le nuove chiaviche.
E nell'area principale, scoperta, coltivata a giardino, a m. 4,50 di profondità, si rinvennero alcuni avanzi architettonici, accennanti ad un edificio di certa importanza e di grandi dimensioni.
Tali avanzi consistono in due belle colonne striate di pavonazzetto, alte m. 5,60, compresi il capitello e la base che sono di marmo bigio. Il solo fusto misura m. 4,60 di altezza e m. 0,56 di diametro. Una di tali colonne è rotta in due, e l'altra in tre pezzi. Presso le medesime colonne giacevano al suolo due frammenti di bella cornice di marmo bianco, con modinature decorate di pluma, palmette, ovoli e dentelli. La cornice posava su di un ricco fregio, pure di marmo lunense, con elegante ornato di fogliami ad alto rilievo, e con sottoposto architrave, pure modinato e con fuseruole e palmette.
Architrave, fregio e cornice sono scolpiti da ambedue le parti e debbono aver appartenuto al peristilio di un atrio di sontuoso edificio.
Dal modo nel quale questi avanzi architettonici furono trovati, risulta che l'edificio ruinò per terremoti o per vetustà, ed in tempo relativamente tardo, perchè gia cevano su di uno strato di rottami di tegole e mattoni, di notevole spessore, formato dalla caduta delle volte o delle parti superiori della fabbrica. Al di sotto di questo strato fu riconosciuta una spaziosa aula, di cui appena una parte potè essere scavata, con pavimento formato di lastre di marmo numidico. La parte dissepolta è della superficie di m. 12,75 X 5,00.
La parete nord era costruita in laterizi, con evidenti tracce di restauri dei bassi tempi, e vi corrispondeva un ingresso con soglia formata da un lastrone di marmo bianco sul quale rimangono i fori pei cardini ed i segni lasciati per l'attrito che vi faceva la porta a duplice battente. Sul lato orientale fu trovata, al posto, una base di colonna, di m. 1,00 di lato.
Questi rinvenimenti devono porsi in relazione con identiche scoperte avvenute in seguito a scavi fatti l'anno 1870, nella medesima area, allora destinata ad orto, per cura del marchese Achille Savorelli, deputato dell'ospedale lateranense, allo scopo di rintracciare altre parti della magnifica statua loricata, in porfido rosso, rinvenuta sino dal 1862 e depositata poi nel Museo del Laterano, ove ancora conservasi (cf. Bullett. dell'Istit., 1870, p. 50 sg.; Helbig, Guide dans les Musées ete., I, pag. 515, n. 854).
Oltre a pavimenti commessi a lastrine di marmi giallo, pavonazzetto, di porfido e serpentino, con decorazione geometrica, che davano indizio della sontuosità del fabbricato, tornarono a luce avanzi architettonici identici a quelli dianzi descritti e spettanti ad un medesimo portico o peristilio, e cioè due grandi pezzi della cornice ed un frammento del fregio, ora collocati nel cortile maggiore dell'ospedale.
I bolli impressi nei laterizî estratti dal cavo aperto di recente, riproducono quelli editi nel C.I.L. XV, nn. 59, 780, 9622, e ci riportano all'età di Traiano e di Adriano.
Dunque gli ambienti ed il portico, dei quali furono trovate le vestigia nell'inverno del 1870, sono da porsi in relazione con il fabbricato grandioso, avente quasi carattere pubblico, riconosciuto ora sotto il giardino dell'ospedale.
Ma abbiamo memorie di altre importanti scoperte qui avvenute sino dal 1732 e di cui, con molta diligenza, ha lasciato ricordo il Lupi. « In eo collis Coelii clivo qui Euro-Austrum respicit, atque interiacet Lateranensi basilicae et muris Urbis, refodi coepta sunt, per aestatem anni MDCCXXXII rudera quaedam antiquorum parietum, in vineis et hortis Laterano propinquis sepulta, ut materia lateritia suppeditaretur extruendo sacello magnifico, quod in honorem sancti Andreae Corsini erigebat in Constantiniana illa basilica SS. D. N. Clemens XII. Inventa ibi, inter effodiendum sunt, praeter expectationem, columnarum ac marmorum pretiosorum fragmenta multa, alabastrina, porphyretica, spartana, numidica. Refossa inter pariter est cathedra marmorea anaglypha, etrusci (ut putatur) artificii..... ; ac praeterea statuae graeci operis, inter quas una exquisitissimi artificii, Caererem referens, ac protomae imperatorum.... Tubi plumbei ad balneas et salientes, characteribus, ut plerunque accidit, extantibus notati; alia denique multa antiquae munificentiae analecta, quae ostendunt eam collis partem nobilibus aedificiis insignem fuisse, Romano imperio fiorente ».
Segue il Lupi descrivendo le fistule plumbee che recavano i nomi dell'imperatore Macrino e di M. Opellio Diadumeniano. Un terzo tubo recava la leggenda: Stationis Patrimonit Augg. NN. (cf. Lupi, Epitaphium Severae mart., p. 43; Lanciani, Silloge epigr. acq., p. 214, nn. 16, 17 e 18; Stevenson, in Annali dell’ Instit., 1877, p. 3832 sq.).
Finalmente l'anno 1780, eseguendosi uno scavo sotto la direzione del sig. Giampietro Campana, per ordine di papa Pio VI, nell'orto spettante al pio luogo di Sancta Sanctorum, dietro l'ospedale di s. Giovanni, trovaronsi altri « bellissimi rottami di colonne di granito, di basi di capitelli e di altri marmi mischi e di bronzi ancora ... un' insigne statua rappresentante un Centauro .... un leone di marmo bigio al naturale, con testa di vitello tra le unghie; un bellissimo busto di personaggio romano; una statua di Ercole giovine col cornucopio; un’altra di Adriano coll’ elmo, il balteo, la spada, lo scudo di bronzo .... ».
« Emerse tra questi monumenti un pezzo di vasta loggia, o sia galleria, sul muro della quale fu trovata dipinta, in grandezza naturale, una serie di bei giovani con piatti in mano, quasi a guisa di gente che serve a tavola ....».
Tali pitture, che offrono molta analogia con quelle che decorano le pareti della sala tricliniare scoperta l'anno 1888 alle pendici del Palatino sulla via de’ Cerchi (cf. Notizie 1892, pagg. 44-48) furono descritte e riprodotte in varie tavole incise, da Gio. Maria Cassini, nell'opera: Pitture antiche ritrovate nello scavo aperto d'ordine di N. S. Pio Sesto P. M. ecc. Roma MDCCLXXXIII.
Fin qui i ricordi degli scavi e delle scoperte avvenute nell'area retrostante l'ospedale di s. Giovanni.
Quanto alle memorie topografiche noi sappiamo, che oltre alla residenza dei Laterani, erano nella stessa parte più elevata del Celio, gli horti e la domus degli Annii, aedes Laterani (vita Marci, 1); e le aedes Vectilianae, dove abitò e dove fu ucciso Commodo (vita Comm., 16; Pertin., 5).
La splendida dimora dei Laterani, fu confiscata e devoluta a favore del patrimonio imperiale sino dal tempo di Nerone, perchè il capo della famiglia, Plauzio Laterano, ucciso per ordine di detto imperatore, era coinvolto nella congiura dei Pisoni (Tacito, Ann., XV, 49, 60).
È quindi assai probabile, che altri imperatori, oltre al mantenere, avessero ingrandita quella proprietà imperiale del Celio, coll'incorporarvi giardini e fabbriche vicine, tra le quali la casa Vectiliana di cui fa anche menzione la Motitia.
E parmi si abbia conferma della cosa nei tubi scoperti l’anno 1732, recanti i nomi di Macrino e di suo figlio Diadumeniano, nell’ altro tubo colla menzione della statio patrimonti augg. nn. e nella base dedicata agli imperatori Settimio Severo e Caracalla.
Del resto, oltre a questi monumenti epigrafici, la stessa grandiosità e sontuosità delle fabbriche tornate in luce negli anni 1732, 1780, 1870 e nella scorsa estate, dicono chiaramente trattarsi, se non di pubblico edificio, certo di una nobile fabbrica urbana tale, che solo ad imperatori poteva convenire.
Ed abbiamo di ciò solenne conferma nel recente rinvenimento di altra condottura plumbea, trovata ancora in situ, nel giardinetto annesso alla farmacia dell'ospedale.
In un pezzo di fistula, lunga m. 0,89, del diametro di m. 0,11, è la leggenda a rilievo: M OPELLI DIADVMENIA ni c.p; e nel rovescio è il nome del plumbario: flORENTINVS FEC. Spettano, evidentemente, alla medesima condottura di cui parla il Lupi; e dallo insieme delle notizie sopra divulgate se ne trae, che le grandi rovine esistenti nell'area dell'ospedale Lateranense, fecero parte di cospicui edificî che tra il secondo e terzo secolo appartenevano all'amministrazione del fisco imperiale.
Se poi debbansi qui ricercare la domus Anniorum o le aedes Vectilianae, soltanto nuovi e fortunati trovamenti potranno dirlo.
Luigi Borsari.
Sulla piazza di S. Giovanni in Laterano, facendosi il cavo per una fogna parallelamente al muro dell'ospedale e alla distanza da questo di circa 50 metri, si è scoperto, alla profondità di m. 1,90, un tratto di antica strada selciata.
Sono stati pure rimessi a luce avanzi di fabbriche laterizie, ed un muro in opera reticolata, diretti quasi tutti da est ad ovest. In direzione poi normale a questi muri si è trovato un lungo tubo aquario di piombo, di medio modulo, che porta scritto a lettere rilevate il nome: doMITILIAE LVCILLAE
Procedendo lo sterro verso la via della Ferratella, è riapparso un altro piccolo tratto di antico pavimento stradale, che trovasi a m. 3,20 sotto il livello della piazza suddetta.
Giuseppe Gatti.
Nel fare un cavo, largo m. 0,60, per la posa di tubi per acqua potabile, di fronte al Museo Lateranense, e alla distanza da questo di appena 12 m., scoperto un piccolo tratto di antica pavimentazione stradale a poligoni di basalte, la cui direzione veniva determinatada un marciapiede, largo m. 0,60, alto m. 0,24, formato da lastroni di peperino. La via correva da est a ovest, e trovavasi a m. 1,20 sotto il piano dell'attuale piazza s. Giovanni in Laterano.
Angiolo Pasqui.
L'ATM, Per i collegamenti agli ospedali militari del Celio e dell'Addolorata, costruisce e pone in esercizio un collegamento a binario unico da piazza San Giovanni in Laterano (linea per via Domenico Fontana) a via Celimontana, attraverso la via Santo Stefano Rotondo, destinato al trasporto del personale sanitario.
Istituita una nuova linea tramviaria, la 40 (da piazza San Giovanni a Monte Sacro).
Nuovi percorsi nel servizio pubblico. Nuova linea 44 (da piazza Verbano a piazza della Chiesa Nuova), 45 (da piazza Verbano a via Andrea Doria) e 46 da piazza Indipendenza a via Andrea Doria. Modifiche alle linee del quartiere Pinciano, con la soppressione della linea 2 rosso e l'istituzione di una ennesima coppia di linee con terminale ad anello, le 18 nero e 18 rosso. Le due linee hanno capolinea comune a porta San Paolo e per piazza Venezia raggiungono il quartiere Pinciano. Attivato un nuovo servizio tramviario per l'ippodromo di Capannelle, nei giorni di corse. I vagoni tramviari partono da piazza Venezia (Cavour, Lanza, Merulana e giungono a piazza san Giovanni dove si immettono sulla linea STFER della via Appia Nuova). Il tratto di servizio in comune con la STFER porta con varie complicazioni.
Funerali di Enrico Berlinguer a Piazza di porta San Giovanni.
I tre sindacati confederati italiani CGIL, CISL e UIL organizzano a Piazza di Porta San Giovanni la prima volta un Converto, in occasione della Festa dei lavoratori.
Monumenti
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Museo Storico Vaticano
1987 musei
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Museo del Tesoro di San Giovanni in Laterano
1984 musei
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Pontificia Università Lateranense
1932 scuole
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Pontificio Seminario Romano Maggiore
1913 conventi-chiostri
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Palazzo dei Canonici Lateranensi
1884 palazzi
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Convento dei Passionisti
1846 conventi
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Sacello di San Nicola della Penitenzieria al laterano Ora Oratorio Madonna della Fiducia
1746 cappelle
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Targa del Rione Monti a Piazza San Giovanni
1744 targhe
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Triclinio Leoniano
1743 edifici
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Corsia delle Donne dell'Ospedale del Salvatore
1655 ospedali
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Redentore dell'Ospedale del Salvatore
1636 edicole sacre
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Ospedale del Salvatore al Laterano
1630 ospedali
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Fontana di piazza San Giovanni
1603 fontane
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Oratorio dell'Arciconfraternita del Santissimo Sacramento al Laterano
1603 oratori
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Santuario della Scala Santa
1586 chiese
☆ ★ ★ ★ ★
Palazzo Lateranense
1585 palazzi-corte
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Oratorio di San Venanzio
642 oratori
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Oratorio della Santa Croce
468 oratori
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Obelisco Lateranense
358 obelischi
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Cappella della Corsia femminile dell'Ospedale del Salvatore
cappelle
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Domus Anniorum
domus
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Case dell'Arciconfraternita del SS. Salvatore ad Sancta Sanctorum al Laterano
edifici
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Battistero lateranense
chiese
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Memoriale in ricordo della Enciclica Rerum Novarum
memoriali
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Domus nei sotterranei del Battistero Lateranense
domus
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Fontana presso il Battistero Lateranense
fontane
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Torre degli Annibaldi al laterano
torri
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Castra Nova equitum singularium
archeologia
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Cappella al Pontificio Seminario Romano Maggiore
cappelle
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Fontana del Chiostro del Pontificio Seminario Romano Maggiore
fontane
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Basilica del Santissimo Salvatore al Laterano
basiliche
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Patriarchio del Laterano
palazzi
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Cattedrale di San Giovanni in Laterano
basiliche
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Resti dell'Archivio del Patriarchio Lateranense sotto il Santuario della Scala Santa
archeologia
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Oratorio di San Lorenzo alla Scala Santa
oratori
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San Lorenzo in Palatio ad Sancta Sanctorum
oratori
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Oratorio di San Silvestro alla Scala Santa
oratori