Storia
CronologiaNei lavori per la sistemazione del Tevere urbano, durante il mese di maggio, si proseguì nella demolizione dei muri medioevali sulla sponda destra del fiume presso il ponte Emilio, e sulla sinistra in direzione della casa detta di Cola di Rienzi: altri muri medioevali furono pure abbattuti presso l'isola tiberina, senza che ne risultasse alcun oggetto meritevole di ricordo.
Giuseppe Fiorelli.
Sulla sponda destra del Tevere, fra le tesiate dei ponti Botto e di s. Bartolomeo, nel sito già occupato dal giardino Lais, alla profondità di m. 3,70, è stato ritrovato un condotto plumbeo di piccolo modulo, sul quale sono fuse queste due leggende: P MARTIVS PHILIPPVS, m ARTIVS FAVSTVS FEC
Rodolfo Lanciani.
Negli scavi dell'alveo del fiume, e precisamente nel luogo ove si sta praticando la fondazione del pilone centrale del nuovo ponte alla Regola, mediante l'approfondimento di cassoni ad aria compressa, si scoprì una statua di bronzo, di bellissima modellatura, rappresentante Bacco giovinetto.
La statua poggia su pianta cilindrica con guscio e toro, di m. 0,525 di diametro e m. 0,075 di altezza. La figura misura m. 1,58; insiste sulla gamba destra, ed ha il ginocchio sinistro alquanto piegato.
Con la destra un poco distesa in avanti, doveva reggere un orciuolo, che manca; con la sinistra regge il tirso, che è stato ritrovato a pezzi d'a ricongiungersi senza mancanza di sorta.
La testa con acconciatura muliebre vaghissima è coronata di edera, con vitta sulla fronte, ornata di triaugoletti alternativamente di rame e di argento. Le due ciocche scendenti sulle spalle sono riportate. Gli occhi sono di marmo palombino, le labbra intarsiate di rame. Nel collo e nelle spalle vedonsi vari tasselli, per riparare ai difetti della fusione.
Da alcune impronte di saldature che rimangono sulla pianta si deduce, che il simulacro del nume giovinetto fosse accompagnato da una figura di pantera, accovacciata presso la gamba destra.
Questa rara opera di arte , di cui si darà una riproduzione , appena ne sarà finita la ripolitura, è singolarissima per questo, che ha dietro il ginocchio sinistro l'impronta di una moneta, la quale secondo si può argomentare dallo stato presente del bronzo, sembra un aureo del primo secolo dell'impero, impresso nella cera prima della fusione.
Vicino alla statua si trovò una patera di bronzo di m. 0,40 di diametro, con bordo 0 battente elegantissimo.
Dentro l'istesso cassone, e a poca distanza dal punto nel quale si rinvenne la statua, sono stati ritrovati due scaglioni di cippi terminali rettangoli di travertino, larghi nella fronte m. 0,42 grossi m. 0,15. Nel primo è incisa l'epigrafe:
M AGRIPPA PRIVAT ITER
Nel secondo poi leggesi il titolo:
SEPTVMIVS ABINVS AED CVRAREAS ACIPPO AB TIBERIM ATTRIB
Rodolfo Lanciani.
Durante la costruzione dei muraglioni, per ampliare il lato destro del Tevere, viene semidemolito il ponte Cestio, preservando la sola arcata centrale. Con i materiali antichi sono ricostruite due nuove arcate di grandezza uguale alla centrale.
I lavori per la continuazione del grande collettore sulla riva destra del Tevere, attraverso i prati di s. Cosimato, hanno fatto recuperare: una spatola, lunga m. 0,15, e vari frammenti informi, di bronzo; un'ascia fossoria di ferro, a doppio taglio; tre balsamari di vetro; due lucerne ed un vasetto, di terracotta, di forme comuni.
L'CANINIVS GALLVS | L VOLVSENVS CATNVLVS F | C CAEDICIVS AGRIPPA | M AGIECIVS MEMMIVS GLABRIO | Q FABIVS BALBVS | CVRATORES RIPARVM ET ALVEI TIBERIS EX S C | REFICIVNDAM CVRAVER DEMQVE PROBAVERVNT
Luigi Borsari
Proseguono i lavori di realizzazione dei Muraglioni del Tevere:
"Mentre si parla ancora della crisi edilizia di Roma e del gran numero di braccianti rimasti disoccupati, viene a proposito il ricordare che non s'è mai cessato nè si cessa di lavorare intorno ad un'opera la quale attesterà ai posteri come il nostro tempo non sia poi tanto meschino nè incapace di effettuare grandiosi progetti.
Intendiamo parlare della sistemazione del Tevere e della conseguente costruzione dei Lungo Tevere: opera edilizia che, terminata, potrà competere con i più grandi lavori della Roma antica. I potenti e nuovi sistemi usati nelle fondazioni, la scelta de' materiali impiegati, fanno ragionevolmente supporre che, anche riguardo alla durata, il lavoro moderno non avrà nulla da invidiare agli antichi.
Il fiume è stato allargato verso il Trastevere di una quindicina di metri; le sue sponde, prima dirupate e cretose, hanno ceduto il posto ad una arginatura di travertino. La sistemazione del Tevere e la costruzione dei Lungo Tevere può considerarsi quasi compiuta per un lungo tratto sulle due rive, a valle della città. Ora i lavori proseguono alacremente a monte del ponte Sant' Angelo, ossia fra questo ed il ponte Margherita.
L'impresa Medici ne ha assunto l'appalto; l'ingegnere Colletta consigliere provinciale dirige i lavori della sponda destra; l'ingegnere Curti quelli della sponda sinistra. Le fondazioni si eseguiscono col sistema dell'aria compressa. Il muraglione d'arginatura è costruito di tufo: la banchina larga 1,50 è orlata di travertino e coperta da lastre. La faccia che ha la pendenza di 1/6 è pure rivestita di travertino e termina con una cornice della stessa pietra. Il parapetto è di travertino con zoccolo e copertina di granito.
Sulla sponda sinistra, dietro il muraglione, viene contemporaneamente costruito il collettore che deve raccogliere le fogne fin ora sboccanti direttamente nel fiume. Vi sono parecchi impianti di motori a vapore che fanno agire i compressori dell'aria. Circa 800 operai sono addetti giornalmente a questa opera colossale: lavorano in caverne artificiali con luce artificiale sotto il livello delle acque, mentre torrenti di calcistruzzo e di materiali da costruzione empiono grandi cassoni di ferro che mai più vedranno la luce. Una piccola ferrovia è stabilita lungo la riva per il trasporto dei materiali; l'aspetto generale dei lavori è reso con molta evidenza dai disegni del nostro Paolocci.
L'opera, veramente colossale tanto per la parte idraulica quanto per quella riguardante l'abbellimento della città, verrà a costare complessivamente una somma addirittura rovinosa per le finanze di un comune, sia pur quello della capitale, non ostante il concorso governativo. Alcune cifre daranno un'idea della spesa totale. L'importo delle sole costruzioni appaltate all'impresa Medici fra il ponte Elio e il ponte Margherita è di circa 8 milioni; ed il tempo assegnato, per il compimento di esse è 50 mesi.
Nel solo tratto che dal palazzo della Farnesina va all'isola Tiberina, ossia al ponte Quattro Capi — meno di un chilometro — si sono impiegati 5 anni di tempo e spesi 20 milioni. Per il compimento dei Lungo Tevere, il comune di Roma ha dovuto espropriare oltre 300 000 metri quadrati di area, parte della quale già fabbricata, e del costo totale di 75 milioni.
Rivendendo ad alti prezzi parte dell'area, per la costruzione di fabbricati fronteggianti sul Lungo Tevere, si calcola che il comune abbia potuto e possa ricuperare circa 42 milioni, sicchè la sola spesa esclusiva della sistemazione stradale del Lungo Tevere — senza contare le arginature nè le altre opere idrauliche — resterebbe di 33 milioni.
Ne sono già spesi 7: ne restano a spendere altri 26 che il comune di Roma dovrà procurarsi, insieme a molti altri necessari al compimento di molti altri lavori edilizi."
Dalla draga Sirena, presso l'isola di s. Bartolomeo, verso la riva destra, fu ripescato un blocco marmoreo alto m. 0,35; largo m. 0,57, e dello spessore di m. 0,37. Vi è scritto in bei caratteri: ...ALCIMO | ...ARCHITECTO | preferico aVGUSTARVM pater | aqVILLIA T F | qVINTILLA
Giuseppe Gatti.
Inaugurazione del Ponte Margherita: "Inaugurato sul tevere questo nuovo ponte, lungo 111 metri, largo 20, a tre arcate, al quale si accede dalla parte di piazza del Popolo. L'innugurazione è stata fatta coll'intervento dei Sovrani. Il ponte poi è stato battezzato.... sin troppo, con pioggia, tuoni lampi e fulmini. Molti coraggiosi cogli ombrelli aperti; due sole signore.
Sua Maestà la Regina, dal cui nome si chiama il ponte, intervenne accompagnata da Re Umberto e dal seguito della Corte, al suono della marcia reale eseguita dalla banda municipale, fra gli applausi. Portaya un cappellino di velluto con piccola penna nera e paletot di vellito. TI ponte che, comprese le fondamenta, costa 2900 000 lire, è costruito dei seguenti materiali: Pietra di Rezzato, motri cubi 1500; travertino, metri cubi 3700; tufo e selce, metri cubì 9500; mattoni, oltre un milione; cemento, quintali 7200.
Le grandiose arcate sono state costruite con l'aiuto di robuste armature di sistema a sbalzo; ogni arcata era sorretta durante la costruzione da sedici cavalletti solidamente collegati fra di loro, e appoggiato ognuno sn due scatole a sabbia, mediante le quali il disarmo si operò con tutta facilità in venti minutie cirea; e ad operazione compiuta si potò verificare che Je volte non avevano fatto nessun calo."
Verso la sponda destra del Tevere, presso l'isola tiberina al ponte Cestio la draga estrasse dall'alveo del fiume un nuovo cippo della più antica terminazione fatta nell'anno 700 di Roma (54 av. Cristo) per decreto del senato dai censori P. Valerio Isaurico e M. Valerio Messalla.
Il consiglio comunale approva la messa in dimora di due filari di platani, uno per ciascuno dei lungotevere. I primi a essere piantati sono quelli tra Ponte Umberto e Ponte Margherita.
Inondazione del Tevere. 16,1 metri di altezza massima a Ripetta.
Durante il ritiro dell'acqua, crolla un tratto di 125 m a destra dell'isola tra i ponti Garibaldi e Cestio, al Lungotevere degli Anguillara.
Nomina una Commissione d'inchiesta per indagare sul recente crollo dei muraglioni presso il lungotevere degli Anguillara. Si discutono nuove proposte tra cui nuovamente quella di eliminare l'isola interrandone il braccio sinistro.
Il Ministro dei Lavori Pubblici boccia definitivamente l'eliminazione dell'isola, come possibile soluzione al recente crollo del muraglione sul Lungotevere degli Anguillara.
L'ingegnere Luigi Cozza individua nell'errata distribuzione delle acque tra i due rami ai lati dell'isola, la causa dell’erosione e del crollo del muraglione.
Dopo aver ricostruito il tratto danneggiato, viene riattivato il ramo sinistro ormai interrato.
A Ponte Cestio, viene ridotta la sezione del fiume alla larghezza dell'arcata centrale con la costruzione di due briglie sotto gli archi laterali.
Con lo scopo di limitare l'effetto di dragaggio (erosione) del fondo del fiume, viene anche realizzata una soglia di rallentamento della corrente sotto l'arco centrale.
Inondazione del Tevere con a 16,08 metri di altezza massima a Ripetta. Il tratto ricostruito al Lungotevere degli Anguillara (dopo il crollo nell'inondazinone del 1910), regge alla prova. Oltre 70 centimetri d'acqua a piazza della rotonda.
Monumenti