Storia
CronologiaProseguono i lavori di realizzazione dei Muraglioni del Tevere:
"Mentre si parla ancora della crisi edilizia di Roma e del gran numero di braccianti rimasti disoccupati, viene a proposito il ricordare che non s'è mai cessato nè si cessa di lavorare intorno ad un'opera la quale attesterà ai posteri come il nostro tempo non sia poi tanto meschino nè incapace di effettuare grandiosi progetti.
Intendiamo parlare della sistemazione del Tevere e della conseguente costruzione dei Lungo Tevere: opera edilizia che, terminata, potrà competere con i più grandi lavori della Roma antica. I potenti e nuovi sistemi usati nelle fondazioni, la scelta de' materiali impiegati, fanno ragionevolmente supporre che, anche riguardo alla durata, il lavoro moderno non avrà nulla da invidiare agli antichi.
Il fiume è stato allargato verso il Trastevere di una quindicina di metri; le sue sponde, prima dirupate e cretose, hanno ceduto il posto ad una arginatura di travertino. La sistemazione del Tevere e la costruzione dei Lungo Tevere può considerarsi quasi compiuta per un lungo tratto sulle due rive, a valle della città. Ora i lavori proseguono alacremente a monte del ponte Sant' Angelo, ossia fra questo ed il ponte Margherita.
L'impresa Medici ne ha assunto l'appalto; l'ingegnere Colletta consigliere provinciale dirige i lavori della sponda destra; l'ingegnere Curti quelli della sponda sinistra. Le fondazioni si eseguiscono col sistema dell'aria compressa. Il muraglione d'arginatura è costruito di tufo: la banchina larga 1,50 è orlata di travertino e coperta da lastre. La faccia che ha la pendenza di 1/6 è pure rivestita di travertino e termina con una cornice della stessa pietra. Il parapetto è di travertino con zoccolo e copertina di granito.
Sulla sponda sinistra, dietro il muraglione, viene contemporaneamente costruito il collettore che deve raccogliere le fogne fin ora sboccanti direttamente nel fiume. Vi sono parecchi impianti di motori a vapore che fanno agire i compressori dell'aria. Circa 800 operai sono addetti giornalmente a questa opera colossale: lavorano in caverne artificiali con luce artificiale sotto il livello delle acque, mentre torrenti di calcistruzzo e di materiali da costruzione empiono grandi cassoni di ferro che mai più vedranno la luce. Una piccola ferrovia è stabilita lungo la riva per il trasporto dei materiali; l'aspetto generale dei lavori è reso con molta evidenza dai disegni del nostro Paolocci.
L'opera, veramente colossale tanto per la parte idraulica quanto per quella riguardante l'abbellimento della città, verrà a costare complessivamente una somma addirittura rovinosa per le finanze di un comune, sia pur quello della capitale, non ostante il concorso governativo. Alcune cifre daranno un'idea della spesa totale. L'importo delle sole costruzioni appaltate all'impresa Medici fra il ponte Elio e il ponte Margherita è di circa 8 milioni; ed il tempo assegnato, per il compimento di esse è 50 mesi.
Nel solo tratto che dal palazzo della Farnesina va all'isola Tiberina, ossia al ponte Quattro Capi — meno di un chilometro — si sono impiegati 5 anni di tempo e spesi 20 milioni. Per il compimento dei Lungo Tevere, il comune di Roma ha dovuto espropriare oltre 300 000 metri quadrati di area, parte della quale già fabbricata, e del costo totale di 75 milioni.
Rivendendo ad alti prezzi parte dell'area, per la costruzione di fabbricati fronteggianti sul Lungo Tevere, si calcola che il comune abbia potuto e possa ricuperare circa 42 milioni, sicchè la sola spesa esclusiva della sistemazione stradale del Lungo Tevere — senza contare le arginature nè le altre opere idrauliche — resterebbe di 33 milioni.
Ne sono già spesi 7: ne restano a spendere altri 26 che il comune di Roma dovrà procurarsi, insieme a molti altri necessari al compimento di molti altri lavori edilizi."
Il consiglio comunale approva la messa in dimora di due filari di platani, uno per ciascuno dei lungotevere. I primi a essere piantati sono quelli tra Ponte Umberto e Ponte Margherita.
Negli sterri presso la spalla destra del nuovo Ponte Vittorio Emanuele fu raccolta una tazza aretina a vernice rossa un poco sbiadita, con due manichi orizzontali, sostenuti sotto da bastoncello carenato e striato. La tazza posa su pieduccio a tornio. Il campo di essa è scompartito egual- mente tra le anse con due cicogne impostate sopra un gruppo di fogliami, guardinghe e pronte sulla preda. Le cicogne sono divise da una spiga o fiore e volgono a sinistra. Ha un manico spezzato e manca di una parte del piede. Misura m. 0,095 di altezza e m. 0,090 di diametro all'orlo.
Ettore Ghislanzoni
Alveo del Tevere. Nel fondare il cassone pei lavori degli antemurali sulla sponda destra del Tevere presso Ponte Vittorio Emanuele si trovarono i seguenti frammenti d'iscrizioni in lastre marmoree: 1. (in. 0,15 X 0,10): DIS... | M GAR... | FELIX...; 2. (m. 0,18 X 0,13): MV...
Angiolo Pasqui.
Monumenti
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Pronto Soccorso del Santo Spirito in Saxia
1920 ospedali
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Ponte Vittorio Emanuele II
1886 ponti
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Targa del Rione Trastevere a Lungotevere in Saxia
1744 targhe
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Arcispedale di Santo Spirito in Saxia
1474 ospedali
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Museo Storico Nazionale dell'Arte Sanitaria
musei
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Convento e chiostri del Santo Spirito in Saxia
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