Storia
CronologiaViene costruito un ponte provvisorio in ferro in attesa della costruzione del vicino Ponte Vittorio Emanuele II: "Questi lavori di ampliamento importeranno una spesa di circa un milione e mezzo, e verranno intrapresi dall'Ufficio del Tevere, che ne ha fatto il progetto, non appena a cura del Municipio si sarà provveduto all’apertura del nuovo ponte in ferro, pressochè ultimato a sinistra da Castel Sant'Angelo. Detto ponte, ch'è veramente una stonatura nell'ambiente artistico dov'è posto, fortunatamente non è che provvisorio, ed è composto di due ponti in ferro, eseguiti nell'officina di Savignano, che scomposti verranno poi gettati in due punti della campagna romana attraverso Îl Tevere. Si rimedierà così al forzato passaggio per la città, delle masserie e delle mandrie di bovi, obbligati a portarsi da un punto all’altro dell'agro romano, o nel salire ch'essi fanno a montagna. Però nel vedere a pochi passi più in basso le impalcature ed i piloni già fuori d’acqua del ponte Vittorio Emanuele o Trionfale che sia, viene fatto di dimandare so non era meglio attendere ancora un po'a restaurare il Ponte Sant’Angelo e sollecitare la costruzione del Vittorio Emannele applicandovi le spese non lievi del nuovo ponte in ferro, che per giunta costerà ancora una buona somma per toglierlo dal posto provvisorio dove è stato messo. Molti di questi controsensi, che chiamerei sperperi, han contribuito alla catastrofe del romano municipio."
Gli sterri per la costruzione del collettore e del muraglione della sponda sinistra del Tevere, nell’area già occupata dalla piazza di Ponte, hanno dato luogo ad una interessante scoperta. Sotto la detta piazza è tornata in luce la rampa dell’antico ponte Elio, per una lunghezza di m. 26,40, e che accenna a proseguire fin contro le case che fronteggiano la piazza.
Il ponte, come sino ad oggi vedevasi, era costituito da tre grandi arcate principali, tutte di ugual forma e dimensione, e da tre fornici minori, dei quali, due alla parte di Castel S. Angelo, ed uno dalla parte di Campo Marzio. Credevasi però che, in antico, il ponte avesse avuto sette fornici; ciò deducendosi dalla nota moneta di Adriano, la quale è del terzo consolato di questo imperatore, ed è riferibile quindi all'anno 185 di Cristo.
Gli scavi odierni hanno invece fatto conoscere che il ponte aveva, almeno dalla parte del Campo Marzio, due altri piccoli archi; di guisa che, se per ragioni di simmetria dobbiamo ammettere, che simili archi avessero esistito anche sulla sponda opposta, il ponte avrebbe avuto, in tutto, nove luci.
La parte della rampa sinistra, sinora scoperta, misura, come ho detto, m. 26,40 di lunghezza. È costituita interamente a grandi blocchi rettangolari di travertino, ed in alto è coronata da un fascione, pure di travertino, alto m. 0,74 e prior dalle fronti della rampa, per m. 0,30.
Il fornice minore misura m. 3,00 di larghezza e m. 1,40 di freccia. n maggiore è largo m. 3,50, con m. 1,27 di freccia, Sulle fronti aggettano tre pilastri, a blocchi di travertino, due dei quali trovansi ai fianchi dei fornice minore.
Tutta la costruzione in travertino che comincia alla quota di m. 9,78 sullo zero dell'idrometro di Ripetta, poggia su di una platea continua di calcestruzzo. La larghezza totale del ponte è di m. 10,95, e cioè m. 6,20 per le due crepidini e m. 4,75 per la carreggiata, il cui lastrico è formato coi consueti poligoni di lava basaltica.
Le crepidini sono costituite da due grandi massi di travertino, non tutti di uguali dimensioni, collegati tra loro da grappe di ferro, in forma di coda di rondine. I massi più lunghi, che giungono sino quasi a metà delle crepidini, aggettando di m. 0,30 fuori dalla fronte del ponte, ne formano anche il fascione. Dai massi minori sono ricavati due gradini pei quali scendesi al piano carreggiabile.
Le sezioni risultanti dal taglio del ponte, hanno fatto conoscere l’esistenza di un altro piano stradale, dei tempi medioevali, superiore all'antico per m. 0,80 circa, il cui lastricato erasi ottenuto con un rialzo di terra, ed anche con muratura, servendosi, per la carreggiata, dei medesimi poligoni di lava.
Sopra di questo lastricato ne fu poi in seguito poggiato un terzo, al livello odierno, che stimo debbasi attribuire ai tempi di Niccolò V, allorchè, in seguito alla terribile.
sciagura dell’anno 1450, descritta dall'Infessura (cf. Nibby I p. 162), furono spianate tutte le case prossime alla testata del ponte, e vi fu fatta la piazza di Ponte, detta allora di s. Celso; opere tutte, che portarono di necessità l'innalzamento di livello del piano stradale, ottenuto mediante muratura di pezzi di tufo impastati con calce e pozzolana. A questi lavori credo debbasi riferire la nota di pagamento, riprodotta dal Borgatti a p. 83 della sua monografia sul Castel s. Angelo in Roma.
I parapetti, a lastre o specchi di travertino, e dei quali rimangono le traccie nei massi delle crepidini, erano fissati con perni di forma quadrata.
Altro non può per ora dirsi sugli importanti avanzi tornati in luce, occorrendo che gli sterri sieno più progrediti, massimante dalla parte di Castel s. Angelo; quantunque, pei lavori di fortificazione dell'arce, compiuti sotto Alessandro VI, Paolo III ed Urbano VIII, vi sia poca speranza che possa rinvenirsi la testata destra del monumentale ponte.
I dati numerici che ricorrono in questi brevi cenni mi furono comunicati dall'assistente sig. Andrea Cuboni, il quale sopraintende, per conto del Ministero della Pubblica Istruzione, ai lavori di smontamento e di ricostruzione del ponte, e ne eseguisce le piante ed i rilievi.
Luigi Borsari
Tra le terre di scarico che riempivano i fossati di Urbano VIII, a destra del ponte, si trovò un frammento di fregio decorativo, rappresentante un bucranio con vitte, dal quale si diparte un elegante encarpio, di foglie e frutta, a tutto rilievo, di arte eccellente. Al di sopra dell'encarpio è scolpita una pelta, con vaghi ornati, intrecciata con uno scudo ovale decorato a squame.
Tale fregio è ricavato da un blocco di marmo lunense, scorniciato, lungo m. 1,88, alto m. 0,82, dello spessore di m. 0,37 circa, e faceva parte, indubbiamente, della decorazione superiore del basamento quadrato del sepolcro adrianeo, intorno al quale basamento sarebbe superfluo intrattenerci, molte essendo le memorie che se ne hanno e dagli scrittori e dalle grafie; poichè mantennesi in gran parte conservato sino alla seconda metà del XVI secolo.
Luigi Borsari.
Il consiglio comunale approva la messa in dimora di due filari di platani, uno per ciascuno dei lungotevere. I primi a essere piantati sono quelli tra Ponte Umberto e Ponte Margherita.
Negli sterri presso la spalla destra del nuovo Ponte Vittorio Emanuele fu raccolta una tazza aretina a vernice rossa un poco sbiadita, con due manichi orizzontali, sostenuti sotto da bastoncello carenato e striato. La tazza posa su pieduccio a tornio. Il campo di essa è scompartito egual- mente tra le anse con due cicogne impostate sopra un gruppo di fogliami, guardinghe e pronte sulla preda. Le cicogne sono divise da una spiga o fiore e volgono a sinistra. Ha un manico spezzato e manca di una parte del piede. Misura m. 0,095 di altezza e m. 0,090 di diametro all'orlo.
Ettore Ghislanzoni
Alveo del Tevere. Nel fondare il cassone pei lavori degli antemurali sulla sponda destra del Tevere presso Ponte Vittorio Emanuele si trovarono i seguenti frammenti d'iscrizioni in lastre marmoree: 1. (in. 0,15 X 0,10): DIS... | M GAR... | FELIX...; 2. (m. 0,18 X 0,13): MV...
Angiolo Pasqui.
L'oratorio di Santa Maria Annunziata in Borgo (La Nunziatina) viene inglobato in un nuovo edificio sul lungotevere Vaticano.
Inaugurazione del cantiere di piazza Pia, per la realizzazione di un sottovia e la pedonalizzazione tra Castel Sant’Angelo e via della Conciliazione.
Monumenti
☆ ☆ ☆ ☆ ★
Monumento a Santa Caterina da Siena
1961 memoriali
☆ ☆ ☆ ☆ ★
Fontane di Via della Conciliazione
1957 fontane
☆ ☆ ☆ ★ ★
Parco Adriano
1934 parchi
☆ ☆ ☆ ☆ ★
Ponte Vittorio Emanuele II
1886 ponti
☆ ☆ ☆ ★ ★
Santa Maria Annunziata in Borgo
1745 oratori
☆ ★ ★ ★ ★
Castel Sant'Angelo
852 castelli
☆ ★ ★ ★ ★
Ponte Sant'Angelo
136 ponti
☆ ★ ★ ★ ★
Mausoleo di Adriano
123 sepolcri