Storia
CronologiaPapa Urbano II entra trionfalmente a Roma mentre l'antipapa Clemente III fugge a Tivoli.
A Castel Sant'Angelo si svolge la festa della della Chinea, eretta per commando di per Commando di Sua Eccellenza il Principe Don Lorenzo Colonna.
Per la sistemazione della strada di fronte al muro che recinge il Castel s. Angelo, sono tornati in luce: Un torso virile, in marmo, alto m. 0,90. Un mascherone in terra cotta, del diam. di m. 0,20. Un grande ago per reti, in bronzo, rotto alla punta. Due tubi acquari in piombo con la iscrizione: M VIPSANIVS DONATVS FEC
Giuseppe Gatti.
In occasione dei lavori per la costruzione dei muraglioni della sponda destra del Tevere si raccolsero i seguenti oggetti: Fistula plumbea lunga m. 1,34 del diametro di m. 0,10, con la leggenda, a i lettere rilevate: CAEPIAE PROCVLAE M REGVL
Sei pezzi di fistula plumbea, lunghi rispettivamente m. 1,65; 2,05; 0,46; 2,00; 1,40; 0,85; del diametro di m. 0,10, in ognuno dei quali ripetesi la leggenda:
CARTILISBITALION FECIT
Frammento di lastra marmorea, di m. 0,19 X 0,16 in cui leggesi: ...VDENTI ...|...T ANNISX... | I B
Dagli sterri medesimi ai prati di Castello provengono alcuni pezzi di mattoni improntati coi seguenti sigilli di fabbrica: OP DOL EX pr. m. aureli ANTO NINI Aug. n. port. LIC; A GELLI KARI EX P SAB R APR ET PAET COS; VICCIANA De ficVINo canuletae crisppinae; CVSPI DE; C PAE CRVST; PRIMITIVI DOMT TVLI .d.d.l; L SESTI ALB QVIRINALIS
Giuseppe Gatti.
Per la sistemazione dei Muraglioni del tevere, si avvia l'abbattimento del muraglione a cannoniere di Castel Sant'Angelo, che prospettava il Ponte per chi andava a San Pietro. Viene messa in luce un intero lato dell'antica opera quadrata e i due famosi bastioni di San Giovanni è di San Matteo costruiti veramente dal Sangallo.
Gli sterri per la costruzione del collettore e del muraglione della sponda sinistra del Tevere, nell’area già occupata dalla piazza di Ponte, hanno dato luogo ad una interessante scoperta. Sotto la detta piazza è tornata in luce la rampa dell’antico ponte Elio, per una lunghezza di m. 26,40, e che accenna a proseguire fin contro le case che fronteggiano la piazza.
Il ponte, come sino ad oggi vedevasi, era costituito da tre grandi arcate principali, tutte di ugual forma e dimensione, e da tre fornici minori, dei quali, due alla parte di Castel S. Angelo, ed uno dalla parte di Campo Marzio. Credevasi però che, in antico, il ponte avesse avuto sette fornici; ciò deducendosi dalla nota moneta di Adriano, la quale è del terzo consolato di questo imperatore, ed è riferibile quindi all'anno 185 di Cristo.
Gli scavi odierni hanno invece fatto conoscere che il ponte aveva, almeno dalla parte del Campo Marzio, due altri piccoli archi; di guisa che, se per ragioni di simmetria dobbiamo ammettere, che simili archi avessero esistito anche sulla sponda opposta, il ponte avrebbe avuto, in tutto, nove luci.
La parte della rampa sinistra, sinora scoperta, misura, come ho detto, m. 26,40 di lunghezza. È costituita interamente a grandi blocchi rettangolari di travertino, ed in alto è coronata da un fascione, pure di travertino, alto m. 0,74 e prior dalle fronti della rampa, per m. 0,30.
Il fornice minore misura m. 3,00 di larghezza e m. 1,40 di freccia. n maggiore è largo m. 3,50, con m. 1,27 di freccia, Sulle fronti aggettano tre pilastri, a blocchi di travertino, due dei quali trovansi ai fianchi dei fornice minore.
Tutta la costruzione in travertino che comincia alla quota di m. 9,78 sullo zero dell'idrometro di Ripetta, poggia su di una platea continua di calcestruzzo. La larghezza totale del ponte è di m. 10,95, e cioè m. 6,20 per le due crepidini e m. 4,75 per la carreggiata, il cui lastrico è formato coi consueti poligoni di lava basaltica.
Le crepidini sono costituite da due grandi massi di travertino, non tutti di uguali dimensioni, collegati tra loro da grappe di ferro, in forma di coda di rondine. I massi più lunghi, che giungono sino quasi a metà delle crepidini, aggettando di m. 0,30 fuori dalla fronte del ponte, ne formano anche il fascione. Dai massi minori sono ricavati due gradini pei quali scendesi al piano carreggiabile.
Le sezioni risultanti dal taglio del ponte, hanno fatto conoscere l’esistenza di un altro piano stradale, dei tempi medioevali, superiore all'antico per m. 0,80 circa, il cui lastricato erasi ottenuto con un rialzo di terra, ed anche con muratura, servendosi, per la carreggiata, dei medesimi poligoni di lava.
Sopra di questo lastricato ne fu poi in seguito poggiato un terzo, al livello odierno, che stimo debbasi attribuire ai tempi di Niccolò V, allorchè, in seguito alla terribile.
sciagura dell’anno 1450, descritta dall'Infessura (cf. Nibby I p. 162), furono spianate tutte le case prossime alla testata del ponte, e vi fu fatta la piazza di Ponte, detta allora di s. Celso; opere tutte, che portarono di necessità l'innalzamento di livello del piano stradale, ottenuto mediante muratura di pezzi di tufo impastati con calce e pozzolana. A questi lavori credo debbasi riferire la nota di pagamento, riprodotta dal Borgatti a p. 83 della sua monografia sul Castel s. Angelo in Roma.
I parapetti, a lastre o specchi di travertino, e dei quali rimangono le traccie nei massi delle crepidini, erano fissati con perni di forma quadrata.
Altro non può per ora dirsi sugli importanti avanzi tornati in luce, occorrendo che gli sterri sieno più progrediti, massimante dalla parte di Castel s. Angelo; quantunque, pei lavori di fortificazione dell'arce, compiuti sotto Alessandro VI, Paolo III ed Urbano VIII, vi sia poca speranza che possa rinvenirsi la testata destra del monumentale ponte.
I dati numerici che ricorrono in questi brevi cenni mi furono comunicati dall'assistente sig. Andrea Cuboni, il quale sopraintende, per conto del Ministero della Pubblica Istruzione, ai lavori di smontamento e di ricostruzione del ponte, e ne eseguisce le piante ed i rilievi.
Luigi Borsari
Dalla demolizione del muro di cinta del Castel s. Angelo proviene una lastrina di marmo, di m. 0,26 X 0,12, che porta inciso il titolo sepolcrale : D M LVSCIAE Q F CLAVdi ANAE ANIMAE Dulceis SIMAEET INocentissimae.
Giuseppe Gatti.
Il consiglio comunale approva la messa in dimora di due filari di platani, uno per ciascuno dei lungotevere. I primi a essere piantati sono quelli tra Ponte Umberto e Ponte Margherita.
Presso il Castel s. Angelo sono stati rinvenuti, sulla sponda del Tevere i seguenti oggetti: Rocchio di colonna di pavonazzetto, lungo m. 0;76, del diametro di m. 0,28. Frammento di t zza aretina con bollo in forma di piede umano, nel quale leggesi: WABRI. Due anfore una delle quali, integra, alta m. 1 l'altra rotta nel collo e nella punta.
Luigi Borsari.
Presso il mausoleo di Adriano, demolendosi im muro del bastione moderno a valle del ponte s. Angelo, è stata recuperata una testa di statua virile marmorea, quasi colossale, con parte del collo. È scheggiata sulla guancia destra, e manca tutta la parte inferiore, dal naso al mento. Nello stato presente è alta m. 0,39. Su di essa è poggiata la mano destra della medesima tìgiura, o più probabilmente di un'altra, il cui braccio scendeva dietro la nuca. La mano, alta m. 0.31, impugna un oggetto, che non può riconoscersi per la rottura del marmo.
Nello stesso luogo si è rinvenuta una piccola erma bicipite, alta m. 0,14, di fattura assai mediocre. Da una parte presenta una figura virile barbata; dall'altra, una figura di giovane donna con capelli inanellati sulla fronte.
Giuseppe Gatti.
Nel disfare i muri di fondamento dei bastioni moderni dinanzi Castel s. Angelo, sono state messe allo scoperto parecchie grandi travi di quercia e di pino, che formavano la palizzata su cui era stata costruita la testata transtiberina dell'antico ponte Elio. Queste grosse travi sono larghe in media m. 0,50 e grosse m. 0,40. Hanno sopra un lato l'incastro a maschio e femmina, per essere fortemente unite fra loro; ed all'esterno erano rivestite da grosse lamine di piombo, alte m, 0,20.
Fra i materiali di fabbrica, che costituivano le suddette fondazioni, si è rinvenuto un frammento marmoreo di Atti Arvalici, largo m. 0,20, alto m. 0,15, grosso m. 0,048. Vi si legge: ..NEO STA... | ...AVT EO MELIORE... | RIS AST TV EA ITA F.... | TVM TIBI PRO CONL... | FRATVRVM ARVALIVM.... | AVRATO VOVEO ESSE F... | ...PITER OPTIME MAX...
Spetta questo frammento alla invocazione solenne, con la quale il collegio arvalico al principio di ciascun anno faceva voti per la salute dell' imperatore. Oltre i caratteri paleografici e la formola stessa del voto, propria degli atti più antichi, si hanno qui due dati caratteristici, per i quali possiamo stabilire con sicurezza, che il frammento deve assegnarsi all'impero di Claudio, e precisamente ad uno degli anni fra il 50 e il 54 dell'era nostra.
Dallo stesso luogo proviene un frammento marmoreo scolpito, di m. 0,15X0,10, spettante all'angolo sinistro superiore di un piccolo sarcofago probabilmente cristiano. Della scultura piuttosto rozza rimane soltanto la parte superiore di un uomo barbato e coperto di pileo, volto a d., con clamide aflìbbiata sulla spalla dritta, che potrebbe essere uno dei Magi alla presenza del bambino Gesù.
Fu pure recuperata nella demolizione dei muri sopra indicati una parte d'umetta cineraria quadrata (m. 0,26X0,16), che porta l'epigrafe: d M S ... | ...AVRELIO VALeri... | ANO VIXIT ANnos... | XV M VII D...
Giuseppe Gatti.
Il Ponte Sant'Angelo, torna percorribile dopo i lavori di restauro:
" I lavori, diretti dall'architetto del genio civile Augusto Polidori, al quale si deve anche il progetto, assai lodato, di tutto quanto il ristauro, durarono due anni e mezzo: entro il '94, l'impresa Medici doveva consegnare il lavoro, e cosi fu...
Il ristauro è coordinato alla sistemazione del tronco urbano del fiume e dell'isolamento della Mole Adriana. Il ponte è tutto in piano; e mercè la sostituzione di due archi grandi nuovi in luogo dei due piccoli vecchi, il ponte presenta cinque luci identiche fra loro.
In omaggio all'arte ed alla storia, sugli archi nuovi sono state riprodotte fedelmente, con le stesse forme e dimensioni e colla stessa pietra travertino, tutte le decorazioni di cornici, fascioni e balaustra della parte antica.
Le testate, sulle due sponde, sono decorate di quattro grandi scale coi parapetti a scaglioni, che a differenza delle altre scale esceguite pei Lungo-Tevere, permettono l'approdo alle barche qualunque sia lo stato d'acqua del fiume. Oltre la sistemazione del ponte propriamente detto, i nuovi lavori comprendono un tratto di muraglione verso Piazza Pia e un tronco di collettore sulla sponda sinistra.
La carreggiata interna del ponte verso l'estremo di sinistra ora ha una rampa in discesa per raccordarsi con la prossima di Banco San Spirito. Questa rampa è provvisoria dovrà scomparire colla sistemazione definitiva di Lungotevere da quella parte. Tutto insieme, il lavoro costa un milione."
In occasione del XVIII anniversario di Vittorio Veneto, il Duce Mussolini ed i sovrani, inaugurano la Casa Madre dei mutilati e invalidi di guerra (ampliata con il nuovo corpo verso il lungotevere). Sfilano ventimila mutilati con le loro bandiere:
"Il problema dell'ampliamento venne risolto prolungando i due lati dell'edificio verso il Palazzo di Giustizia e verso Castel Sant'Angelo, mediante due corpi di fabbricato eguali a quelli preesistenti, con l’aggiunta di un motivo cen. trale costituito da un portale di accesso sormontato da una grande finestra ‘a trifora. I due lati vengono poi congiunti dalla parte del Tevere con una facciata a fronte inclinata verso il centro, dove campeggia il grande arcone d'ingresso, fiancheggiato da due robuste torri e Sormontato da un alto motivo ascendente di torre digradante in ampiezza fino alla sommità."
Il sindaco Gualtieri insieme al premier Meloni, al ministro dei trasporti Salvini ed al governatore Rocca, inaugurano il sottopasso e la nuova Piazza Pia. I lavori sono durati, quattrocentocinquanta giorni, con 35mila metri cubi di scavo, 600mila pali di fondazione e 110 maestranze impiegate, h24, su tre turni di lavoro.
Monumenti
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Parco Adriano
1934 parchi
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Casa Madre dei Mutilati di Guerra
1925 edifici
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Sala delle adunate della Casa Madre dei Mutilati di Guerra
1925 teatri
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Cappella della Casa Madre dei Mutilati di Guerra
1925 cappelle
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Museo Nazionale di Castel Sant'Angelo
1925 musei
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Ponte degli Alari
1889 ponti
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Girandola di Castel Sant'Angelo
1481 apparati effimeri
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Castel Sant'Angelo
852 castelli
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Ponte Sant'Angelo
136 ponti
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Mausoleo di Adriano
123 sepolcri
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Cappella dei Santi Cosma e Damiano a Castel Sant'Angelo
cappelle