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Stadio di Domiziano

Sotterranei segreti di piazza Navona

Costruito dall'imperatore Domiziano nell'85 e nel III secolo fu restaurato da Alessandro Severo. Unico esempio di stadio in muratura sinora conosciuto al fuori del mondo orientale, era lungo 276 metri, largo 106 e poteva ospitare 30.000 spettatori. Aveva la forma circense con i lati pi¨ lunghi paralleli, uno dei lati brevi curvilineo e l'altro leggermente obliquo; si differenzia per le dimensioni pi¨ ridotte e per l'assenza della spina e degli obelischi.

La costruzione, realizzata in blocchi di travertino e in opera laterizia, aveva le cui pareti interne rivestite di stucco sobriamente decorato. La facciata esterna era costituita da una doppia serie di arcate poggianti su pilastri: l'inferiore di ordine ionico, il superiore di ordine corinzio; su ognuno dei lati si apriva un ingresso.

Numerosi sono i gruppi marmorei e statue singole, che probabilmente erano situate nei fornici o nelle nicchie delle aule del piano terreno, rinvenuti nelle immediate vicinanze dello Stadio.

Nel medioevo, abitazioni e cappelle riutilizzarono le strutture antiche per le fondamenta e preservarono la forma del circo. Il nome della nuova piazza deriva proprio dal termine agones (dal greco agones, giochi poichŔ lo stadio era usato solo ed esclusivamente per le gare di atletica) che per corruzione divenne in agone, navone e quindi Navona.

Nel 1936, durante le demolizioni sull'emiciclo di piazza Navona, Arnaldo Foschini incominciava la costruzione nel palazzo dell'INA. Affiorarono le strutture murarie dell'antico stadio, che possiamo oggi visitare dopo un nuovo importante restauro.

Altri ambienti dello stadio sono stati scoperti sotto il vicino palazzo dell'Ecole franšaise de Rome, finalmente accessibili nel percorso della nostra visita.

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