Visita guidata: Portico di Ottavia e foro Olitorio

Dall'antichità alla sua trasformazione in Ghetto ebraico

Dall'antichità alla sua trasformazione in Ghetto ebraico

La zona conosciuta a Roma tradizionalmente come Ghetto, in realtà è una delle aree archeologiche della città più interessante. In origine i Prata Flaminia accolsero nel 221 a.C. per volere di Gaio Flaminio Nipote (costruttore negli stessi anni della via Flaminia) il grande Circo che diede il nome all'intera regione. Il luogo non ebbe la stessa sorte del Circo Massimo, ma divenne un luogo simbolo della vita politica dei plebei.

Nel sec. II a.C. lungo il suo fianco sorgevano il Tempio di Ercole e delle Muse, il Templi di Giove Statore e Giunone Regina, ed anche il Portico di Metello che precedette il più famoso Portico di Ottavia. Solo in età augustea il progetto politico urbanistico di Ottaviano Augusto mise mano ad un rinnovamento che portò l'area a celebrare la stessa famiglia del primo imperatore: la ripresa del vecchio progetto di Cesare di un teatro nel Campo Marzio meridionale dedicato Marcello, nipote dell'imperatore morto prematuramente, il Portico di Filippo (ricchissimo patrigno di Augusto), il Portico di Ottavia (sorella di Augusto e madre di Marcello), ed infine il restauro del Tempio di Apollo Sosiano (ad opera del console Caio Sosio) dedicato ad Ottaviano.

La zona nel tempo continuò a vivere crescendo sulle rovine della grande area monumentale generando un piccolo e popoloso quartiere parte del quale nel 1555 venne circoscritto da un muro diventando il famoso Ghetto ebraico di Roma. La passeggiata si snoderà lungo l'area anticamente occupata dal Portico e dal Circo senza dimenticare la mole pittoresca del Teatro di Marcello salvatosi dalla totale distruzione grazie all'uso tutto romano di riutilizzare i grandi edifici dell'antichità come base per la realizzazione delle roccaforti delle potenti famiglie della Roma medioevale.