Informazioni storicheData: 1862 / 1883
Codice identificativo monumento: 10127
CronologiaInaugurazione del Teatro Politeama a Trastevere
Restauri al teatro Politeama a trastevere.
Il 12 corrente, alle 2 pomeridiane, fu inaugurata la fiera de' vini al Politeama. Questo locale non è veramente nulla di bello, ma ha il merito invidiabile di poter servire a qualunque uso, e di procurare così un trentamila lire annue di rendita al suo fortunato proprietario, il signor Vannutelli. Adattato così com'è per la fiera de' vini e per il concorso enologico, il Politeama è bello a vedersi, specialmente la sera. Migliaia e migliaia di bottiglie occupano tutt'intornio l'anfiteatro sul quale nelle domeniche d'estate il rumoroso pubblico trasteverino si affolla per venire ad applaudire freneticamente il Trovatore o il Ruy Blas. Nel mezzo a quella che ordinariamente è la platea si eleva una gigantesca piramide di bottiglie di casse di vino, ed una illuminazione fatta senza economia contribuisce a rendere più allegra è più vivace la scena.
Il Politeama è tornato ad essere per parecchie sere il luogo di ritrovo favorito alla parte più scelta del pubblico romano, come lo era nelle ultime sere di carnevale. I signori discutono sulle qualità toniche del Bugano vicentino o del Barolo astigiano, assaggiando di tanto in tanto ora una qualità ora un'altra per, poter discorrere con cognizione di causa. . Le Signore seggono, fanno crocchio fra loro, e non sdegnano di ap poggiare le rosee labbra a un bicchiere per bere un sorso di moscato bianco o di Capri e pronunziare quindi il loro giudizio.
Re Umberto, stato pregato dal sindaco e dal presidente del Comizio Agrario, fu all'inaugurazione della fiera. C'erano tutti i ministri, la maggior parte dei componenti del corpo diplomatico, molte signore, insomma un pubblico sceltissimo d'invitati. Il Re girò tutt'intorno la lunga fila dei banchi, fermandosi più qua e più la per parlare con i produttori o con i loro rappresentanti ed augurando a tutti di far buoni affari. Si mostrò molto informato della produzione vinicola, specialmente del Piemonte, e ad un espositore di Barolo disse; scherzando: “Io ho smesso di farle concorrenza perchè ho affittato la mia vigna di Pollenzo ed ho rinunziato alle mie ambizioni d'enologo. Un proprietario de’ dintorni di Roma, che ha avuto recentemente una lite collo Stato a proposito di espropriazione forzata per la costruzione di un fortino, disse al Re che tutto andrebbe bene nel migliore de' mondi possibili se non ci fossero nè il genio militare nè gli avvocati erariali. Il Re si mise a ridere; dimostrò di essere già informato del fatto e concluse col dire press’a poco queste parole: Beato lei che ha due cose sole che le danno noia!
Alle tre passate la cerimonia d'inaugurazione era terminata, e dalle 4 alla mezzanotte il pubblico venne ammesso a visitare la fiera. Il merito dell'ordinamento di essa spetta ad una commissione scelta fra i socii del Comizio Agrario, e specialmente al vicepresidente di questa commissione, il marchese di Castel Delfino.
Grande festeggiamenti di Carnevale. Festa gastronomica al Politeama, Fiera dei Vini all'Esedra di Termini e illuminazione di Via Nazionale con grandi archi tutti accesi a gas:
Il comizio agrario di Roma, fattosi iniziatore negli scorsi anni di una esposizione di vini, olii, ecc., che incominciava verso la fine del carnevale, pare che quest'anno non abbia voluto saperne. Il comitato del carnevale ha pensato allora ad una fiera gastronomica da farsi nel solito Politeama romano; edifizio privilegiato per aver reso al proprietario in pochi anni dieci volte più del capitale impiegato nella costruzione. A questa fiera c'è stato molto concorso di visitatori; ma in fatto di roba da mangiare, vedere e non potere neppur toccare è una ben meschina soddisfazione.
Sicchè c'era sempre più folla alla “prima fiera libera” di vini nazionali; un esempio di tutti i possibili dolori di ventre imbottigliati, che era stato sciorinato in quell'emiciclo chiamato “l'esedra di Termini” nel quale molti autori di progetti d'un monumento a Vittorio Emanuele collocherebbero quello da loro ideato, che si troverebbe così all'imbocco della via Nazionale.
Tutta la così detta esedra consiste in un muro semicircolare al quale erano addossati i banchi de’ venditori. E tutt'insieme la fiera non era la più bella cosa del mondo; ma serviva di pretesto per bere molto vino, e godersi un po’ d’aria aperta, giacchè quest’anno non si è parlato d'inverno. Ed il pubblico romano, indigeno ed importato, profittava volentieri dell'offerta occasione.
La cosa meglio riuscita è stata l'illuminazione della via Nazionale, a grandi archi tutti accesi a gas. S'era già fatta altre volta qualche cosa di simile, ma non tanto completo; quest’anno anche i quartieri alti avevano il loro Comitato e mettevano dell'impegno a far valere di non essere da meno dei bassi.
Il livello della via Nazionale, che scende leggermente da piazza Magnanapoli, cioè dal dorso del colle Quirinale fino ad un certo punto dove è, per modo di dire, la linea di separazione fra l'Esquilino ed il Viminale, e poi risale leggermente da questo punto fino alla piazza di Termini, pare fatto apposta per dare maggior risalto ad una illuminazione simile a quella ideata dal Comitato del Carnevale.
Vedere una strada lunga più d'un chilometro, molto larga, fiancheggiata da edifizi importanti e di bella architettura come il palazzo Tenerani, il palazzo Pascueri, il nuovissimo palazzo Hüffer, l’albergo del Quirinale, la casa Voghera, la chiesa inglese col suo campanile, e tanti altri — inondata di luce e stipata di gente, — è un bello spettacolo per chi non è ancora ristucco di baccani carnevaleschi.
E a Roma, come abbiam detto, pare non lo siano ancora: perchè se quest'anno è mancato al Carnevale il concorso delle consuete mascherate organizzate dagli artisti, se non c'è stata gran ricchezza di carri e di carrozze, il popolino si è divertito recando il solito; si è affollato in via Nazionale, in piazza Navona, e per il Corso; da per tutto dove c'era da divertirsi senza gran spesa.
E l'ultima sera di Carnevale, nonostante la catastrofe dei barberi, migliaia e migliaia di maschere si affollarono per il Corso fino a notte inoltrata. Era una scena curiosa vedere una folla fitta e taciturna fermata davanti all'ospedale di San Giacomo, — ch'è pure sul Corso, — dove avevano portato i feriti e da dove poco prima era uscito il Re accolto da un caloroso applauso di gratitudine per il buon cuore dimostrato; e a pochi metri più in là le brigate allegre di mascherine, di pulcinelli in mezzo alla gente.
Quando le maschere si avvicinavano all'ospedale tacevano, salvo a ricominciare a far chiasso pochi passi lontano. Intanto quel povero diavolo del calzolaio Imperi andava all'altro mondo; la gente di buon senso domandava ad irato la abolizione del barbaro divertimento, ed il consigliere Venturi stava studiando il modo di proporre il rinvio di tale abolizione, qualora venisse proposta al Consiglio municipale.
l'Esposizione regionale d'orticoltura e floricoltura al teatro Politeama.
Nello stesso Politeama, nel quale, otto giorni prima, il popolo romano pronunziava i decadimenti dal Consiglio comunale, si tiene ora l'Esposizione regionale d'orticoltura e floricoltura. La mostra non occupa solo il teatro, ma si stende pure nella galleria del buffet e sulla spianata del lungo-tevere.
Entrando si direbbe il Politeama non par più lui: è una foresta imbalsamata, un giardino incantato, un vòlto ridente: anche le colonne che s'alzano sino alla tettoia in cristalli sembrano vagamente colorite di porpora, steli giganteschi di piante peregrine. Più v'aggirate pei tortuosi viali, simili a filoni d'oro, e più la maraviglia vi accresce. Che tavolozza smagliante per vivacità di colori e sorprendente per innumerevole varietà di tinte! Mille odori si sollevano dalla graziosa corolle e fondendosi per l'aere nella armonia d'un profumo nuovo vi solleticano i nervi, vi danno il capogiro e nel mentre, attirati curiosi, vi fanno quasi piegar le gambe, vi solleticano il cuore dolcemente carezzato sino alla visione del paradiso!...
Nello sfondo del teatro si vedono tre o quattro gruppi maestosi: sono le palme del Municipio romano dalle foglie lunghe, dure, luccicanti; qui le latanie borboniche spese dalla famosa villa suburbana del principe Doria, che protendono gli ampi fogliami, come ombrelli; più in là mormora l'acqua saltellante già dai cento pertugi d'una scogliera a massi naturali, che la felce abbraccia nelle sue foglie minutamente tagliuzzate e distese siccome le ali degli uccelli.
Sul vano del palcoscenico stanno gli ortaggi: quivi si fermano di preferenza gli uomini ad ammirare, gusto prosaico, gli asparagi, le patate, i fagiuoli e certi carciofi, inviati dalla vicina Campagnano, grandi assai più dei cavoli-fiori. I fiori finti, che, viceversa sembrano veri, le rose recise, le acconciature per capelli, per abiti, per petto, i mazzetti da mano s'ammirano nella galleria del buffet.
Il lungo-tevere accoglie piante di fogliame e di fioritura, un'esposizione di terre cotte da giardino, modelli per serra. In questo punto lo spettacolo è più svariato: sopra, l'ammantato turchiniccio d'un cielo purissimo: sotto, il Tevere poco biondo e smorto, ma caro per i tanti ricordi che suscita il quale passa tra gli arcati del Ponte Sisto: di fronte, le macchine che sbuffano a riparare gli argini; lungo le rive ineguali, una folla di canapelo, ove albergano gli avanzi forse più genuini del popolo di Roma; in fondo in fondo, le aspre curve, sbiancate in bianco, dei colli albani e tiburtini.
La Esposizione fu inaugurata alle ore 3 pom. del 29 aprile. Il Re e la Regina giunsero col seguito in due carrozze scoperte. Nella prima erano le LL. MM. e di fronte al Re il generale Pasi; fu questa la prima volta, che egli prestò servizio di primo aiutante di campo generale; nella seconda stavano la marchesa Villamarina, dama d'onore, la duchessa Sforza Cesarini, dama di Corte, il marchese Niccolini, gentiluomo di Corte, entrambi di servizio.
Per i lavori dei muraglioni del tevere, viene demolito il Teatro Politeama a trastevere. Una nuova struttura lignea viene ricostruita a Piazza Cavour (nel punto dove sorgerà la chiesa valdese).
Stampe antiche1882
Dante Paolocci
Carnevale di Roma
L'Illustrazione Italiana 1882
1882
Dante Paolocci
Esposizione d'orticoltura e floricoltura al Politeama
L'Illustrazione Italiana 1882
1881
Meeting antipapale al Politeama
L'Illustrazione Italiana 1881
1879
Dante Paolocci
Fiera dei Vini al Politeama
L'Illustrazione Italiana 1879
1877
Festival di Carnevale al Politeama
L'Illustrazione Italiana 1877