Informazioni storicheCodice identificativo monumento: 645
CronologiaA seguito del pericolo per un'ennesima invasione di Alemanni e Goti, l'imperatore Aureliano commissiona la costruzione di una nuova cinta difensiva della cittā. Il progetto, improntato alla massima velocitā di realizzazione e semplicitā strutturale, ingloba moltissime strutture preesistenti, tra cui i Bastioni del Pincio, la piramide Cestia, l'Anfiteatro Castrenze, il muro del Castro Pretorio e ampi tratti dell'Acquedotto Claudio e Marcio, dove sono trasformati gli archi monumentali in porte difensive.
A causa dei danni subiti durante i bombardamenti per la breccia di porta Pia, la Porta Salaria viene demolita.
Nell'occasione vengono ritrovati i resti di tre sepolcri della necropoli salaria, inglobati nella torre occidentale (riutilizzati come materiale per l'edificazione): una struttura di epoca Sillana, composta da una cella rettangolare costruita in grossi blocchi di peperino, con cornici e lesene in calcare e sottobasi di ardesia; il sepolcro di Quinto Sulpicio Massimo (secondo Due lunghe iscrizioni in latino e in greco, costruita da Quinto Euganeo e da Licinia Ianuaria), di cui si conserva lo zoccolo in travertino e da un cippo marmoreo con frontoni ed acroteri; la tomba di Cornelia (Secondo una iscrizione trovata in loco, figlia di L.Scipione e moglie di Vatenius), di cui si conserva il tamburo cilindrico realizzato in opera cementizia con il rivestimento in travertino, un merlo del coronamento decorato da un bucranio ed un torso di leone funerario.
Si conclude la ricostruzione di Porta Salaria, su progetto di Virginio Vespignani.
I ruderi scoperti demolendo la vecchia porta Salaria, vengono lasciati di fronte..
Porta Salaria viene demolita per esigenze di viabilitā. Vengono spostati nelle vicinanze anche i sepolcri riscoperti con la prima demolizione del 1871.
A causa dell'aumento vertiginoso del traffico cittadino e delle modifiche urbanistiche nell'area di Piazza Fiume (legate anche all'abbattimento definitivo di Porta Salaria nel 1921, precedentemente ricostruita), si decise di tutelare i resti dei sepolcri scoperti durante le demolizioni trasferendoli nel giardino del Villino Ferrari. Tra questi, il Sepolcro di Sulpicio Massimo č stato invece destinato ai musei comunali, mentre sul sito originario č stata collocata una copia fedele.