Informazioni storicheCodice identificativo monumento: 736
Cronologia I censori Spurio Servilio Prisco e Quinto Clelio Siculola, avviano la costruzione delle nuove mura difensive. La costruzione durò oltre 25 anni.
La nuova cinta, estesa circa 11 km, include circa 426 ettari di territorio. Al Campidoglio (già protetto da una fortificazione propria, l'arx capitolina), furono collegati Quirinale, Viminale, Esquilino, Celio, Palatino, Aventino e parte del Foro Boario, sfruttando, dove possibile, le difese naturali dei colli.
Le mura sono alte circa 10 metri e spesse circa 4 metri, in alcuni tratti ulteriormente protette da un fossato largo mediamente più di 30 metri e profondo 9.
Il tratto pianeggiante (e più indifeso) tra Quirinale ed Esquilino, lungo un chilometro, viene rafforzato con un aggere (agger), un terrapieno largo più di 30 metri.
Durante lo sterro del giardino Antonelli a largo Magnanapoli, l'archeologo Lanciani rinviene un arco di camera balistica ed un breve tratto di muro in opera quadrata di tufo granulare grigio delle mura serviane.
Nel proseguimento della via Nazionale, continuandosi il taglio delle terre sotto il palazzo Rospigliosi, nel declivio del Quirinale, s'incontrarono altri avanzi di fabbriche private di epoca diversa, sottostanti alle Terme Costantiniane, presso le quali si raccolse una statuetta di putto dormiente sopra pelle di leone, larga alla base met. 0.80; e metà di una testa marmorea, quasi di grandezza naturale, coperta da pileo come nel tipo solito delle figure dei Daci.
Vi si scoprirono pure quindici anfore, ed al livello delle Terme, nella parte superiore, un avanzo di musaico bianco e nero a figure geometriche di non cattivo stile.
Furono quindi rimessi a luce muri laterizii, attaccati esteriormente alla grande exedra delle menzionate Terme, in direzione dell'orto Mercurelli; archi in continuazione del criptoportico o ninfeo, annunziato precedentemente; ed infine sotto la palazzina Lattanzi, accanto alla chiesa di s. Silvestro, residui delle mura urbane di Servio, con indizi di abitazione privata, ivi costruita nei tempi imperiali.
Giuseppe Fiorelli.
I lavori di sistemazione pel secondo tronco della via Nazionale, essendo stati proseguiti negli ultimi mesi attraverso gli strati di terreno vergine fino alla profondità di circa met. 4,00 sotto l'antico livello della collina, hanno dato luogo a scoperte che si riferiscono esclusivamente alla geologia del suolo urbano. Soltanto in vicinanza del palazzo Sacripante sono apparse alcune costruzioni laterizie, le quali sembrano far parte delle Terme Costantiniane.
Parimenti in quel tratto della via Magnanapoli, che divide la villa Aldobrandini dalla chiesa dei ss. Domenico e Sisto, è stato scoperto un frammento di muraglione di costruzione Serviana, a grandi massi di tufo disposti alternativamente per fianco e per testata, lungo met. 8,00, largo met. 1,45. Questo frammento si collega senza dubbio agli altri avanzi dell'antico recinto della città, venuti fuora in vicinanza della casa Antonelli.
Nel corso degli accennati lavori sono stati raccolti i seguenti oggetti. Due pesi di marmo bigio con l'iscrizione: EX AD II ARII; EX AD III ARII. Quattro frammenti d'iscrizioni contenenti tre o quattro lettere ciascuno, uno dei quali sembra aver appartenuto al titolo sepolcrale di un Fulvio: D m FVLV EC
Alcuni bolli di mattoni delle fornaci di Pletorio Nepote e di M. Allio Clemente, della gente Statilia; sei lucerne una delle quali con bollo COPPIRES; trentaquattro monete; una corniola con intaglio rappresentante un Genietto in atto di guidare un ippocampo; un'onice con rappresentanza dello scorpione; due stadere di bronzo, rotte in minuti frammenti, coi pesi in forma di busti virili laureati e galeati, i quali ultimi oggetti furono rinvenuti nell'area di proprietà Aldobrandini.
Giuseppe Fiorelli.
DescrizioneResti della porta delle mura serviane.
Stampe antiche