Informazioni storicheData: 1911
Codice identificativo monumento: 3942
CronologiaInaugurazione della La ferrovia Roma - Capranica - Viterbo, aperta al pubblico il giorno successivo. La Stazione ferroviaria di Porta Portese, ormai sostituita dalla nuova stazione di Trastevere, viene demolita.
Re Vittorio Emanuele III partecipa alla cerimonia per la posa della prima pietra della Nuova Stazione Trastevere:
"La storia della stazione ferroviaria di Trastevere è una storia pietosa, come quella di molte delle opere pubbliche della grande capitale. La stazione attuale di Trastevere fu costruita venticinque anni sono: in questo tempo non si ottenne mai che ve collegata con quella principale delle Terme (stazione, grande poco meno di quella di Bologna, è stata finora quasi inutile).
Se non che, domenica scorsa, 19 maggio, il Re, accompagnato da vari ministri, dalle rappresentanze del Parlamento, dal corpo diplomatico, da varii sottosegretari e da alti funzionari ferroviari, pose in Trastevere la: prima pietra della nuova stazione (un 800 metri più in là di quella attuale) compiendo così il primo atto positivo della tanto invocata: trasformazione ferroviaria in Roma.
Nel luogo ove sorgerà il nuovo edificio erano state erette delle tribune che erano gremite di invitati; nel centro ven'era una esagonale dove il Re e le autorità presero posto.
La nuova stazione viaggiatori sorgerà sullo sfondo del viale del Re prolungato in curva per cir metri e sarà fronteggiata da un grande piazzale semicircolare, sul fondo del quale sboccherà la nuova via, Il fascio dei binari sarà collegato da un lato con quelli dello scalo merci attuale, che tale rimarrà amche.in seguito, e dall’altro col nuovo quartiere industriale in formazione sulla sponda del Tevere e presso il nuovo porto fluviale già funzionano gli stabilimenti per la fabbricazione dei concimi e pei mulini, e dove presto gli altri sorgeranno, data la facilità dei trasporti per ferrovia come per via fluviale.
Il tracciato del nuovo tronco ferroviario si stacca dall'attuale linea di Pisa (verso € avecchia) a cirea un chilometro a valle d ne di San Paolo e segue la stessa linea quasi a sinistra fino a raggiungere l'estremo del fascio dei binari per poi volgere e destra entrando nella nuova stazione, dalla quale attraversando il Tevere su un nuovo ponte in muratura poco più a nord dell'attule ponte di ferro."
Eseguendosi gli sterri per la nuova stazione sulla Via Porluense, alla profondità di tre metri in media sotto il piano di campagna, sono stati messi alla luce molti avanzi di antichi colombari.
Uno di questi aveva l'ingresso verso sud-est, largo m. 1.26. fiancheggiato da due cippi pulvinati, con corona lemniscata nel fastigio, ambedue ornati di patera e prefericolo sui lati, e con iscrizioni: In quello di sinistra (m. 1,03 X 0,40 × 0,37): DIS MANIBVS AMORI ET SAECVLARI RVBRIA NAPE MATER FILIIS PIISSIMIS FECIT, Su quello di destra (m. 0,88 X 0.42 X 0.38): DIS MANIBVS T FLAVIO ABASCANTO RVBRIA NAPE BENE MERENTI FECIT.
Parallelamente al muro dell'ingresso, che è a bellissima cortina e misura m. 0,60di spessore, rimanevano ancora al posto tre piccole basi di colonnine marmoree, che misuravano m. 0,25 di lato; erano distanti dal muro m. 0,33 e fra loro le due innanzi all'ingresso m. 0,96 e m. 0,70 da quella a destra.
Il pavimento dinanzi all'ingresso era formato con tasselli bianchi, che ne costituivano il fondo; in esso erano disposte irregolarmente delle lastre di marmi colocati, di diverse forme geometriche, contornate da doppia fila di tasselli neri. Sopra questo pavimento si elevava una tomba di (orma rettangolare (m. 2,27 X 1,22), costruita con mattoni e coperta di tegoloni bipedali; conservava ancora lo scheletro con la testa rivolta verso nord-ovest.
Dallo sterro in quest'area è venuto in luce un mattone nel quale, quando l'argilla era ancora molle, venne impresso cinque volte il bollo C.I.L. XV, 338, ser- vendosi a questo fine di un vecchio mattone rotto, sotto di cui il bollo medesimo non si era conservato per intiero.
Dante Vaglieri.
In un cavo a sud del nuovo fabbricato per la stazione di allacciamento si è incontrata una piccola stanza, larga m. 1,86, con muri in opera reticolata e con un gradino in muratura, rivestito di intonaco rosso a fine cocciopesto, alto m. 9,18, largo m. 0,62.
Entro questa stanza si conservava, a m. 4,50 sotto il piano della via, un avanzo del pavimento a mosaico a tesselle bianche e nere. Esso ha in giro una fascia nera, larga m. 0,36 nei lati e m. 0,20 verso il gradino; segue una fascia bianca, larga m. 0,06 e altra nera a una sola fila, larga m. 0,01. Nel centro vedesi un circolo nero a doppia fila, del diam. di m. 0,20; entro questo un altro nero, pieno, del diam. di m, 0,09. Agli angoli poi, in campo bianco, sono due pugnali, uno per angolo, con impugnatura, elsa e lama, a tesselle nere, lunghi m. 0,41.
Dante Vaglieri.
Inaugurata la nuova Stazione Trastevere e del nuovo ponte ferroviario di Ponte San Paolo.
La vecchia stazione cambia nome in Scalo di Trastevere e viene ridotta alla funzione esclusiva di scalo merci e officina veicoli. L'intero traffico ferroviario si riversa sul Ponte San Paolo, rendendo marginale la funzione del Ponte dell'Industria, che non viene smantellato, ma trasformato in ponte carrabile a doppio senso di marcia, con piccoli marciapiedi ai lati per il traffico pedonale.
Approvato il Piano Regolatore della Metropolitana del 1941:
Redatto dall'ingegnere Vito Perrone, il Piano del 1941 rappresenta il primo tentativo organico di dotare Roma di una rete metropolitana moderna. Il progetto definisce un sistema di direttrici radiali volte a collegare il centro storico con le periferie in espansione e i futuri poli direzionali (come l'area dell'E42). Sebbene la guerra ne bloccherà la realizzazione, il piano ha stabilito il "DNA" infrastrutturale della capitale, influenzando il tracciato delle attuali linee A e B e prevedendo collegamenti strategici verso il quadrante est (Casilina).
Nel progetto originale dell'ingegner Vito Perrone, la Linea A era concepita come un asse di collegamento tra il quadrante nord-est e il centro-sud, ma con un percorso sensibilmente diverso dall'attuale. Il tracciato previsto univa Piazza Verbano (nel quartiere Trieste) alla Stazione per Ostia (Piramide), passando per Porta Pia. Una sezione di questo piano, tra Cinecittà e Porta San Giovanni, è stata effettivamente integrata nell'odierna Linea A, ma il resto del progetto originale vedeva la linea "piegare" verso direttrici che oggi associamo in parte alla Linea B o a mai realizzate diramazioni centrali.
La Linea B rappresenta il cuore operativo del piano (essendo l'unica tratta in costruzione durante gli anni '40) per collegare la stazione Termini con il nuovo quartiere dell'Esposizione Universale (E42, oggi EUR). La linea dovrà estendersi da Viale delle Belle Arti (zona Flaminio/Parioli) fino alla Stazione per Ostia. È interessante notare come l'attuale tracciato della Linea B tra Termini e Rebibbia ricalchi in realtà quello che nel 1941 era stato assegnato alla prevista Linea C, dimostrando come i progetti di Perrone siano stati poi "rimescolati" per dare vita alla rete moderna.
La Linea C è prevista come un asse diagonale che partiva dalla zona di Rebibbia (all'epoca definita "città penitenziaria") e percorreva la Via Tiburtina fino alla Stazione Termini. Da qui, il tracciato attraversa il Centro Storico toccando Piazza Venezia, proseguiva lungo Corso Vittorio Emanuele II, passa per San Pietro e Piazza Risorgimento, terminando la sua corsa al Foro Italico. In questo punto era prevista una connessione diretta con la Linea A, creando una continuità strutturale tra i due quadranti della città.
All'interno del Piano, nel quadrante Est, il Tunnel di Centocelle rappresenta l'evidenza più significativa, del progetto della collegamento Metropolitano tra Termini e Torre Spaccata (non viene indicata una lettera). Si tratta di una galleria sotterranea di circa un chilometro, situata sotto la via Casilina, concepita per il collegamento tra Porta Maggiore e Torre Spaccata.
Il Piano del 1941 si inserisce nella visione monumentale della "Grande Roma" del regime fascista, concepita per modernizzare la mobilità in vista dell'Esposizione Universale del 1942. Caratterizzato da una progettazione ambiziosa che includeva opere oggi leggendarie come il "Tunnel di Centocelle", il piano dovette confrontarsi con i limiti imposti dal conflitto mondiale. Nonostante la realizzazione parziale, resta un documento storico fondamentale che testimonia la transizione di Roma verso una dimensione metropolitana, segnando l'inizio della lunga e complessa storia delle ferrovie sotterranee capitoline.
Bombardamenti alleati allo scalo ferroviario di Trastevere e di nuovo all'Ostiense, che si dimostrò un'altra volta impreciso, più di quello precedente.
Le bombe cadono su via delle Conce, via dei Magazzini Generali (distrutti i magazzini Taburet) e via Pellegrino Matteucci (distrutta la tipografia Salomone).
A via del Porto Fluviale, una bomba cadde sullo Stabilimento di Arti Grafiche Luigi Salomone, per fortuna prontamente evacuato. Viene completamente sventrata la grande sala contenente le macchine tipografiche, dove rimane in piedi solo una delle sei finestre ad arco, mentre viene risparmiata la parte dello stabilimento con la direzione e gli uffici.
Nella zona degli Alberghi Suburbani alla Garbatella, viene centrato il lotto 41 (l'albergo bianco) sede dell’Opera Nazionale Maternità e Infanzia. Era pieno di bambini, ma per fortuna la maggior parte riuscirono a salvarsi.
Cambiamenti nella tratta ferroviaria Roma Fiumicino Aeroporto. Nuovo collegamento ferroviario regionale, con capolinea alla Stazione Tiburtina (e fermate intermedie a Nomentana, Tiburtina, Tuscolana, Ostiense e Trastevere). Il collegamento rapido Leonardo Express, fa invece capolinea alla Stazione Termini.
Progetto
Stampe antiche