Informazioni storicheCodice identificativo monumento: 8339
CronologiaVittorio Emanuele II acquista per 26.000 lire da Giovanni Grabinski Potenziani, la Villa Pallavicini a Via Salaria. Avvia lavori per migliorarne la funzionalità, con la costruzione di utilità come le scuderie.
L'ex Casino nobile risulta inadatto agli impegni di rappresentanza ed alle esigenze della famiglia reale, per cui viene avviata la costruzione della Palazzina Reale, nell'area un tempo della Vigna Barigione.
Umberto I di Savoia, cede per 513.0000 lire al conte Giuseppe Telfener (amministratore dei beni della real Casa) la Villa al Macao e quella a via Salaria, dove installa il suo allevamento di Cavalli da Corsa.
In vista di una possibile lottizzazione dell'area fuori Porta Salaria, la Banca Romana acquista da Eveline de Visera e Bernardo Tanlongo, i terreni presso la via Salaria.
Vittorio Emanuele III riacquista Villa Ada per circa 610.000 lire, e dopo vari ampiamenti, la dona simbolicamente alla sua consorte Elena di Montenegro, diventando dimora ufficiale della famiglia.
Gli eredi Savoia vendono a Renato Bocchi gran parte della Villa Ada: dei 18 edifici presenti nel Parco (15mila mq coperti di superficie complessiva), i più importantipassano in proprietà Bocchi:
Villa Reale, 6.400 mq occupati dall'ambasciata egiziana
Scuderie, tre fabbricati per complessivi 1.500 mq
Casale delle Cavalle Madri, 320 mq; abitazione dei Conti di Bergolo
Fienile, 560 mq, occupato da un circolo ippico.
Restano di proprietà Savoia:
Casino Pallavicini, 480 mq, abitato da parenti dei Savoia
Villa Polissena, 900 mq, abitata da Eredi Savoia
Progetto
DescrizioneCosiddetto "dei Trenatori' poiché destinato in epoca Savoia ad alloggio per gli addetti alla cura dei "treni" delle carrozze reali.
Nucleo originario un casale rurale cinquecentesco, innestato su una piccola cava di tufo utilizzata per la costruzione della fabbrica e successivamente adibita a grotta per lo stoccaggio e la lavorazione del vino.
La volumetria dell'edificio viene raddoppiata con l'addizione di un nuovo corpo di fabbrica sul lato orientale quando diventa proprietà di Giuseppe Mattia Barigioni, fratello dell'architetto Filippo (probabile autore delle modifiche).
Casati e Famiglie
Stampe antiche