Informazioni storicheData: 1714 / 1721
Codice identificativo monumento: 117
CronologiaPapa Clemente XI pone la prima pietra della fabbrica delle chiesa delle Sante Stimmate di San Francesco.
Iniziano le ricerche del corpo di Mameli: "Avvenuta la presa di Porta Pia, il Doria ricevette, da una signora, lettera da Genova nella quale, a nome della famiglia veniva pregato di far ricerche del cadavere di Mameli. Le ricerche furono molte, perché già trascorsi quattro lustri. All'ospedale dei Pellegrini nessuno sapeva dove fosse stato inumato. Quando un vecchio infermiere, che riconobbe il Doria per averne ricevuto in regalo la poltrona che serviva al Doria di letto durante la degenza del Mameli all'ospedale, potè dare gli schiarimenti necessarii. Il cadavere, dalla chiesa di S. Maria di Monticelli, prima sepoltura del Mameli, era stato trasportato alla chiesa delle Stimmate, per disposizione di un notaio (un certo Filippani), anche incaricato della famiglia. In un sotterraneo di detta chiesa venne infatti trovato."
Inaugurazione solenne al Verano, del Monumento funebre dedicato a Goffredo Mameli. Le spoglie sono qui trasferite dalla cripta della chiesa delle delle Stimmate.
"Ordinato, solenne, degno del nome di Roma e di Goffredo Mameli, riuscirono le onoranze tributate al poeta-eroe, nella capitale.
Il Mameli, morto ventenne, nel 49, durante l'assedio di Roma, fu allora sepolto a Roma alla chiesetta delle Stimmate; e, nel 9 giugno 1872, il suo scheletro fu tratto all'aperto, presente il Bertani, cui la famiglia aveva commesso il mesto ufficio del riconoscimento. Si trovò lo scheletro privo della gamba amputata, con tutte le ossa spolpate, salvo che pendevano ancora qua e là, del teschio, ciocche di capelli biondi, morbidi, lunghi, ultimo fiore della gioventù, che s'era offerta per la libertà del paese. Gli avanzi furono riposti in una bara, e questa su un carro funebre, che, seguito da generali, associazioni militari politiche e da molti popolani, sostò a Campo Verano. Colà Agostino Bertani, dette le ultime parole sulla bara del poeta, caduto, come Giuseppe Mazzini scrisse "fra un inno e una battaglia", la consegnò al comune di Roma.
E Roma volle che al poeta-soldato fosse eretto un monumento e gli fossero rese pubbliche onoranze. La solennità avvenne il 26 luglio a Campo Verano. Tutta quella gente che si affollava nel cimitero di Roma, sotto il sole scintillante, fra le croci di marmo e i cipressi, formava un quadro fantastico, imponente. Le rappresentanze dei Circoli e delle Associazioni erano numerosissime. Bandiere d'ogni forma e colore portate dai reduci garibaldini, dai rappresentanti delle Società operaie e democratiche, percorrevano i viali fra i cipressi, per riunirsi alla Montagnola dove giacevano i resti mortali dell'eroe genovese. Intorno alla cripta che li racchiudeva andavano disponendosi i gonfaloni dei rioni di Roma, il corpo dei vigili in alta uniforme, le guardie municipali nella tenuta festiva; pel lungo tratto il viale che conduce al tumulo, centinaia di bandiere che dovevano seguire il corteo.
Appena giunto il sindaco duca Caetani colla rappresentanza di Roma, otto vigili recarono un feretro quadrato foderato di velluto nero, listato d'oro e coperto di corone e fiori freschi. Si fermarono davanti al muricciuolo, dove riposavano le ossa di Mameli. I vigili alzarono dal loculo la cassa che conteneva gli avanzi. Presenti il sindaco e la Commissione, fu aperta: si constatò che conteneva il teschio con tutti i denti e le altre ossa del corpo, poi si richiuse e si firmò l'atto di verificazione e si suggellò la cassa, rinchiudendovi pure una pergamena in un tubo di piombo."
Intervento di restauro nella cripta della chiesa delle Sante Stimmate di San Francesco, finanziato da 2.100.000 euro di fondi PNRR Caputi Mundi. I lavori mirano alla conservazione delle strutture, al miglioramento delle condizioni microclimatiche e all’implementazione di percorsi di visita in sicurezza.
Progetto
Committenti e finanziatori
Opere d'arte e decorazioni
Gruppi e Istituzioni
Stampe antiche